Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 febbraio 2025

Il Ricordo non sia tradito

Con legge voluta all'epoca dall'attuale Presidente del Senato, Ignazio La Russa e dall'attuale deputato di Fratelli d'Italia, Roberto Menia, grazie alla maggioranza di Centro Destra che nel 2001 gli Italiani diedero alla Coalizione di Berlusconi, fu approvata nel 2004 la legge che istituiva il Giorno del Ricordo, la cui prima celebrazione avvenne il 10 febbraio 2005, venti anni fa.

In venti anni tanta acqua è passata sotto i ponti e, abitualmente, alla evidenza che i governi di Centro Destra davano all'evento, si contrapponeva il tentativo di riportare nell'oblio la vicenda dei Martiri Italiani dell'Istria e della Dalmazia trucidati dai comunisti slavi, con lo scarso rilievo che ne davano i governi di colore rosso.

Così come si è cercato di nascondere le vicende, come quelle del "treno della vergogna", che hanno visto i comunisti italiani, allineati e coperti dietro la narrazione titina, insultare e tirare sassi contro i vagoni che trasportavano gli esuli sopravvissuti nei campi di raccolta in patria.

Oggi, quando non è più possibile nascondere la Storia, i nipotini degli stessi che nell'immediato dopo guerra aggredivano verbalmente e con il lancio di sassi gli esuli sopravvissuti, cercano di ripetere l'operazione "resistenza", manipolando la Storia, "spiegando" la vicenda con la frase: è stata colpa dei fascisti.

Anche questa mattina per radio ho ascoltato un signore che, per parlare delle Foibe, si è sentito in dovere di ricordare prima la politica fascista in Istria e Dalmazia.

Così come nelle piazze delle celebrazioni, la sinistra si è presentata solo per sminuire la vicenda, declassandola ad una conseguenza di una guerra fascista.

Ottenuta la consacrazione stabile del Giorno del Ricordo, il pericolo è ora che il suo significato, profondamente e intimamente nazionalista ed anticomunista, venga stravolto da interpretazioni e riletture che vorrebbero nascondere le responsabilità morali dei comunisti italiani.

Per questo dobbiamo continuare a ricordare ed a ricordare che nella vicenda delle Foibe ci sono stati dei criminali e quelli furono i comunisti slavi, così come è necessario ricordare che Istria e Dalmazia sono terre italiane, arricchite da secoli di buon governo della Serenissima Repubblica di Venezia,  impoverite e sradicate dalla loro Storia, da cinquanta anni di comunismo.


09 febbraio 2025

Un nuovo ordine mondiale

La prima volta che sentii questa espressione, fu dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989-1990, cui seguì quello che sembrava il crollo del comunismo e fu attribuita al 41° Presidente degli Stati Uniti, George H.W. Bush, già Vice di Reagan per otto anni, che capitalizzava la politica del predecessore con la quale era stata schiantata l'Unione Sovietica.

La speranza era che, caduto il comunismo, si aprisse un'era di libertà e di benessere per i popoli del mondo, sotto una benevola direzione dei vincitori della guerra fredda, cioè le Nazioni dell'Occidente.

La speranza fu tradita.

Purtroppo il comunismo fu sconfitto, ma i comunisti continuarono a vivere tra noi, diffondendo il cancro della loro ideologia che si è nel tempo sposata con i fanatismi religiosi e con l'avidità del turbocapitalismo mascherato da filantropiche associazioni.

E il nuovo ordine mondiale fu la distopia che abbiamo vissuto in momenti come il covid e l'imposizione del lasciapassare verde concesso solo a chi offriva il braccio alla Pfizer.

Forse, spero, quello fu l'apice dell'abisso, che portava a rimorchio tutte le pretese, le devianze, le manipolazioni di chiunque avesse un interesse ad arraffare quello che poteva per avvantaggiare la propria posizione reclamando un qualsivoglia "risarcimento" per presunti torti subiti nel corso dei secoli.

Non ricordo chi disse che si possono ingannare pochi per molto tempo e molti per poco tempo, ma non molti per molto tempo, aveva ragione perchè i popoli si stanno ribellando a quel nuovo ordine mondiale.

La ribellione è con il voto, attraverso il quale mandano al governo gli esponenti che si sono ribellati a quel nuovo ordine mondiale che, arroccato a difesa dei suoi privilegi, resiste con l'inganno e la violenza, come l'annullamento delle elezioni in Romania o il mancato riconoscimento di altre votazioni non gradite come in Georgia.

Oppure come la mobilitazione delle truppe togate contro quei governi e quei singoli personaggi, che attuano una politica non conforme agli interessi dell'oligarchia di potere.

Questi governi hanno ed avranno molte difficoltà a ripristinare i Valori della Libertà, della Tradizione, della Cultura e della Civiltà, ma sempre più strati della popolazione percepiscono che l'interesse comune non è nelle segrete stanze del potere affaristico e finanziario, bensì nelle urne che esprimono governi in linea con il sentimento popolare, anche se non è il sentimento degli snob privilegiati che si nascondono dietro fumosi discorsi o liturgie ideologiche o religiose.

E' questo il nuovo ordine mondiale che può ribaltare quello esistente nato sulle ceneri del comunismo, senza rinnegare il comunismo, ma solo chiamandolo in modo differente.

Sarà la Storia a dirci se l'Umanità è pronta a spiccare un altro balzo verso il proprio futuro o se, invece, piccoli e meschini omuncoli, la terranno ancora legata a liturgie superate e a beneficio di pochi privilegiati, imbrigliata in infinite discussioni in una miriade di inutili e dannosi organismo sovranazionali.


08 febbraio 2025

L'Italia della Meloni rialza la testa

La notizia è che 79 stati (su quasi 200) hanno firmato un documento nel quale si chiede al Presidente Trump di revocare le sanzioni imposte alla corte penale internazionale, quella che ha spiccato mandato di cattura contro Putin e Netanyahu e che vorrebbe indagare l'Italia in base alle querule lamentele di immigrati ingrati.

La super notizia che mi riempie di soddisfazione è che l'Italia della Meloni non ha firmato quel documento, manifestando la sua Indipendenza, Sovranità e Dignità Nazionale che avevano abbandonato i nostri governi da Monti a Draghi.

I danni che provocano i magistrati, evidentemente ad ogni latitudine, sono tali da sommergere i benefici che si hanno ad avere un potere giudiziario completamente slegato da quello espresso dal Popolo con le elezioni.

Pensiamo solo al danno enorme che si ha nel pretendere che, ovunque vada, Putin debba essere arrestato: è così che si vuol perseguire un accordo di pace ?

Lasciamo perdere la vicenda Almasri dove Nordio ha spiegato gli errori (in buona fede ?) della corte penale internazionale, ma pensiamo a quanto ci costa mantenere un organismo che, non avendo possibilità alcuna di perseguire i veri criminali ben protetti nelle loro nazioni a regime dittatoriale, trovano molto più facile scagliarsi contro i politici delle nazioni libere, dove si rispettano le leggi, persino quelle mal interpretate dai magistrati.

Ho letto che ogni giudice di quella corte percepisce in media 180mila euro: per fare cosa ? Per protocollare le e mail di reclamo degli immigrati ?

Soldi buttati via, esattamente come quelli erogati a molti altri organismi internazionali, come l'oms e la stessa onu, utili solo a mantenere a spese nostre una elefantiaca e inutile burocrazia.

Non ricordo di aver mai letto di una soluzione pacifica ad un conflitto ottenuta grazie al segretario generale dell'onu, ma solo attraverso l'intervento di nazioni vicine o delle potenze mondiali che imponevano comunque un accordo.

Il non aver firmato il documento che è stato sottoscritto da tutti i governi mondiali socialisti e di sinistra (in Europa da Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna) dimostra come l'Italia della Meloni si sia affrancata da ogni sudditanza e persegua, finalmente !, una politica da protagonista, attraverso accordi bi e plurilaterale.

Come dovrebbe essere la politica di una Nazione Libera, Sovrana, Indipendente.

07 febbraio 2025

Ma quanto fanno schifo gli Italiani che remano contro l'Italia ?

I clandestini che, una volta in Italia o passati per l'Italia che li ha alloggiati, nutriti, curati, anche istruiti, poi denunciano il Governo Italiano, attribuendogli una chissà quale complicità con presunti aguzzini, mi fanno schifo.

Ma ancora più schifo mi fanno quegli Italiani che vanno in giro per il mondo e sfruttano la loro posizione per insultare il Governo Italiano, danneggiando gravemente l'immagine della nostra Nazione e dimostrandosi solo dei vassalli di centri di potere stranieri.

Leggo che i parlamentari europei dei cinque stelle, non essendo evidentemente in grado di affrontare temi più concreti ed importanti, intendono sollevare al parlamento europeo la questione relativa al comportamento del Governo Italiano in merito alla vicenda del generale libico Almasri.

Il loro intento è di screditare il Governo Meloni e, come tutti gli obiettivi di chi agisce in preda all'odio, avrà l'effetto contrario ma, intanto, forniranno materiale agli abituali odiatori dell'Italia, gli stessi che ci chiamano "maccheronì" o che, in un passato non troppo remoto, cercavano di dissuadere i loro connazionali a venire in vacanza da noi esibendo fotomontaggi con spaghetti e p38.

Prendiamo nota di chi rema contro l'Italia, l'Interesse Nazionale e quindi contro ciascuno di noi Italiani.

06 febbraio 2025

La sinistra è nuda

Ieri, in diretta radio televisiva come preteso dai cattocomunisti, si è svolta, sia alla camera che al senato, l'informativa dei Ministri Nordio e Piantedosi sulla vicenda del libico Almasri, con successive dichiarazioni.

Chi ha ascoltato il tutto ha gli elementi per prendere la propria posizione, anche se credo che questo genere di dichiarazioni non cambino di una virgola i pre-giudizi che ognuno aveva e che sono figli della propria collocazione politica.

A maggior ragione nulla cambiano se chi il dibattito ha preteso con annessa diretta radiotelevisiva, si va a schiantare contro due Ministri che forniscono informazioni e non ricostruzioni fantasiose, dovendo quindi alzare il livello dello scontro verbale, usando toni e linguaggio da guerra civile, fondati sugli insulti e non sulla analisi e valutazione dei fatti esposti dai Ministri.

Non a caso ho usato il termine "dichiarazioni" e non "discussioni" o "dibattito", per rimarcare come ognuno sia andato a raccontare quello che, preventivamente, aveva preparato, a prescindere dai fatti che sarebbero emersi dalla informativa ministeriale.

I cattocomunisti avevano la necessità di continuare a creare ostacoli all'azione di governo, a rallentare le attività parlamentari, a distogliere l'attenzione dagli innegabili successi, soprattutto internazionali, del Presidente del Consiglio e del suo Governo e non hanno trovato nulla di meglio che insultare e creare un clima di scontro che non diventa guerra civile unicamente perchè stiamo ancora tutti troppo bene per mettere a rischio il nostro benessere con scontri di piazza.

In sostanza, i latrati dell'opposizione si riassumono in:

- vogliamo quel "coniglio, omino di gomma, bugiarda" della Meloni in parlamento 

e

- avete lasciato libero un "torturatore".

Nessuna valutazione di competenza, nessuna analisi delle carte (che, come li ha inchiodati Nordio, non hanno evidentemente letto), nessuna riflessione sulle conseguenze di una detenzione di Almasri in rapporto all'interesse nazionale, ma anche dei nostri connazionali e delle nostre aziende in attività in Libia.

E' evidente che la sinistra sta prendendo coscienza del fatto che questo Governo, governa e che il suo ruolo nello scenario internazionale è costantemente in ascesa.

Non solo, ma la sinistra si sta rendendo conto che le azioni che il Governo sta portando avanti anche in politica interna ed economica, ne accrescono la fiducia tra gli Italiani che percepiscono un miglioramento, pur se graduale, della loro situazione.

Tutto ciò non è accettabile per una sinistra che ha necessità di un Popolo insoddisfatto per poter lanciare le sue parole d'ordine e quindi cerca di creare il caos sul nulla, usando toni e linguaggio che un presidente della repubblica che fosse super partes condannerebbe, richiamandoli all'ordine ed al galateo istituzionale, come dovrebbe fare anche nei confronti delle toghe rosse.

Invece Mattarella, loquace, anche troppo, su ogni argomento, ha taciuto ed è andato ad incassare in Francia l'ennesimo riconoscimento elargito dai francesi, che notoriamente amano gli Italiani solo quando si prestano ad essere loro fedeli vassalli.

Abbiamo sempre saputo che la sinistra avrebbe cercato in ogni modo di impedire lo svilupparsi dell'azione di governo, ma il linguaggio ed i toni usati dimostrano che i cattocomunisti non hanno la maturità necessaria a far parte di una società civile e il loro agitarsi con la bava alla bocca ne attesta la loro rozza ed ignorante natura.


05 febbraio 2025

La Riviera di Gaza

Leggo che il Presidente Trump ha il sogno di trasformare Gaza nella Riviera di Gaza, un bel sogno che però trova un ostacolo nella presenza di una popolazione che non sembra in grado di trasformare quella lingua di terra in una cornucopia di denaro derivante dal turismo.

Trump lo ha capito e propone di spostare i palestinesi all'interno degli stati musulmani già costituiti che, da parte loro, se ne guardano bene dal voler accogliere una moltitudine di persone poco avvezza ad un rapporto civile e laborioso.

Non lo dico io, lo dice la Storia.

Da quando, negli anni sessanta, cominciai a seguire i fatti del mondo attraverso il telegiornale che precedeva Carosello e dagli articoli di un giornale di cui leggevo inizialmente la sola pagina sportiva per poi allargarmi alle altre, ho sempre sentito e letto di questi palestinesi che dirottavano aerei e navi, ammazzavano gente e compivano attentati.

Non solo in Israele, il nemico designato, ma anche a casa nostra.

Ricordo di quell'ometto, Arafat, che si presentò al cospetto di Re Hussein di Giordania, al quale aveva occupato la Cisgiordania, per "trattare" armato di un kalashnikov, con il commento del giornalista che, mi ricordo, scrisse come Arafat appoggiò sul tavolo il suo kalashnikov, mentre il Re aveva una semplice pistola, quasi in uno studiato gioco a dimostrare chi avesse più forza nagoziale.

Capisco quindi come gli stati musulmani della zona non abbiano intenzione di portarsi in casa degli estranei che rappresenterebbero motivo di tensioni sociali.

Ma da qualche parte quelle persone dovranno pur trovare una collocazione e non potrà certo essere in Occidente, perchè non vedo la ragione per cui dovremmo accollarceli noi quando i loro fratelli di religione non li vogliono.

Probabilmente, se non si fossero messi nelle mani di terroristi assassini (Arafat prima, Hamas poi) la convivenza in e con Israele sarebbe stata utile ad entrambi, ma con le scene che si ripetono, con i palestinesi che ricordo festeggiarono nelle strade sia l'11 settembre 2001 che il 23 ottobre 2023 e che, ancora oggi, accorrono al richiamo dei terroristi per "celebrare" la "vittoria" durante il rilascio degli ostaggi israeliani, ho qualche dubbio che ci siano prospettive in tal senso.

Il sogno del Presidente Trump è molto bello, una visione di un mondo pacificato dove, come i beduini si sono trasformati grazie al petrolio, anche i palestinesi possano diventare operatori turistici, ma, forse, hanno ragione gli israeliani quando dicono che prima debba essere annientata Hamas.

Un po' come in Libano, una volta un paradiso per ricchi, una seconda Costa Azzurra, e poi finito in macerie con la crescente presenza sempre dei palestinesi, poi dei terroristi Hetzbollah.

La questione medio orientale non si risolve con la creazione di uno stato che poi finisce nelle mani di una banda di terroristi, ma con l'estirpare il male del terrorismo e, quindi, avviando la popolazione verso attività economiche, pacifiche e produttive.

La Riviera di Gaza oggi è un sogno, ma potrebbe essere il traguardo cui tendere nel medio tempo.


 

04 febbraio 2025

Scholz e Macron dettano la linea alla Schlein

Ancora i dazi non ci sono, ma l'unione europea se l'è fatta addosso al punto che ne ha discusso in una riunione informale dei capi di stato e di governo, dove è cresciuto il peso dei Conservatori della Meloni con l'arrivo del nuovo Primo Ministro belga.

In attesa delle elezioni del 23 febbraio, che si avvicinano a grandi passi, la Germania è rappresentata da un cancelliere incolore, perdente ed a capo di un governo di minoranza, che cerca di sorreggersi appoggiandosi ad un altro presidente malmesso e traballante come Macron.

Non hanno una maggioranza in patria e sono invisi, per l'arroganza mostrata negli anni, a molti altri stati dell'unione.

Sembrano quei nobili decaduti e in miseria, che però continuano a credere di poter dettare legge e così arrivano a dire che si deve reagire con forza ai dazi, ancora non disposti, degli Stati Uniti.

E sottolineano che si deve reagire "uniti", perchè il loro grande timore è di essere lasciati soli, visto che Trump ha dimostrato di preferire gli accordi bilaterali tra stati, alla confusione di trattative con organizzazioni multinazionali.

Si parla, infatti, di dazi che potrebbero colpire selettivamente stati e prodotti, come ad esempio un pesante dazio sullo champagne francese e nulla, o inferiore, sul prosecco italiano.

Obbediente al richiamo di Scholz e Macron, arriva puntuale l'esternazione della Schlein che, dimostrandosi come al solito contraria agli interessi nazionali, si preoccupa non di difendere le priorità ed i prodotti italiani, compiacendosi del rapporto speciale che la Meloni ha instaurato con Trump, ma di difendere l'unità con Scholz e Macron, nel timore che la Meloni possa mettere a segno un nuovo punto a favore dell'Italia e degli Italiani.

Perchè mai dovremmo aiutare Germania e Francia dopo che queste non solo hanno guardato da un'altra parte durante l'invasione dei clandestini, ma anche li favorisce con le ong e le navi che battono bandiera tedesca o francese.

Se Germania e Francia hanno scommesso sul cavallo perdente, sono fatti loro e non mi dispiacerebbe che i loro timori, compresi quelli della Schlein, si trasformassero in realtà, con dazi ai prodotti tedeschi e francesi e libero scambio con quelli italiani.


03 febbraio 2025

I dazi

Trump sta dimostrando che le promesse elettorali si possono mantenere.

Lo sta dimostrando con i clandestini (e sogno il giorno in cui vedrò anche in Italia la fotografia di clandestini in catena in fila per salire sull'aereo che da Roma li riporterà a casa loro), lo sta dimostrando contro il traffico di droga, lo sta dimostrando nel rapporti internazionali.

Le vedove di Obama e Biden starnazzano in lacrime perchè i dazi arriveranno e si preparano anche a protestare se il rapporto privilegiato della Meloni con Trump dovesse evitare all'Italia i danni peggiori.

Perchè non sono solo le inconsolabili vedove di Obama e Biden, ma anche le ancelle di Macron e Scholze.

Come se noi Italiani dovessimo sacrificare i nostri interessi per stare nella stessa barca di tedeschi e francesi.

Nel merito credo opportuno ricordare che i dazi sono semplicemente uno strumento di riequilibrio nei rapporti economici tra chi produce in base alle leggi ed ai costi di Mercato e chi invece quel Mercato droga con aiuti di stato (Francia e Germania, ma anche l'unione europea nel suo complesso con le tassazioni mirate e selettive) o con un regime politico (Cina) che non garantisce sicurezza e sanità nè ai lavoratori, nè ai prodotti commerciati a prezzi inferiori sulla pelle di chi materialmente li costruisce e di chi dovesse acquistarli, preferendoli ad altri perchè offerti a prezzi più bassi a seguito dello sfruttamento del lavoro e per le scarse procedure di sicurezza.

Per non parlare della alterazione del Mercato che deriva dai cosiddetti "incentivi", come quelli che vorrebbero obbligarci a rinunciare ai più efficienti sistemi fondati sul petrolio e derivati per improbabili transizioni verdi che sono tenute artificialmente in vita da erogazioni pubbliche e tassazioni differenziate e penalizzanti per la concorrenza.

Non volete dazi ?

Lasciate libero il Mercato di decidere, a parità di condizioni, quale prodotto si preferisce.

Come giustamente ha affermato il Presidente Trump, ognuno ha diritto a comprare l'automobile che preferisce.

I dazi servono solo a riequilibrare lo sbilanciamento provocato dalle indebite interferenze stataliste sul Libero Mercato.


02 febbraio 2025

Il veleno delle troppe parole

A prescindere da come uno la veda (e per me l'intromissione dei magistrati nella gestione dei clandestini è un'azione contraria agli interessi nazionali e dannosa per tutti gli Italiani, in linea con l'ideologia cattocomunista delle due chiese, internazionalista una, presunta universale l'altra, che odiano da sempre l'Italia come stato e come Nazione) si deve prendere atto di un clima di crescente odio e radicalizzazione tra le opposte barricate.

Ogni giorno gli esponenti di primo, secondo e terzo piano dei partiti devono inventarsi qualcosa per essere citati nei pastoni dei tele e radiogiornali, mentre la concorrenza tra le trasmissioni di presunta informazione è spietata perchè dagli ascolti derivano le remunerazioni dei conduttori "professionisti dell'informazione" (di cui, secondo una loro recente pubblicità, "dovremmo fidarci" ...) e questo li porta a provocare lo scontro, perchè più urlano gli "ospiti", più è facile avere copertura e quindi una maggiore attenzione da parte del pubblico (immagino che, prima o poi, si arriverà ad una scazzottata in diretta che otterrà mille milioni di visualizzazioni, dando al fortunato conduttore un alone di prestigio).

I cosiddetti "social", almeno là dove, come in X adesso, è possibile esprimersi senza censure buoniste e politicamente corrette, sono rappresentativi a cascata del clima crescente di odio con espressioni, spesso costrette alla sintesi dalla limitatezza dei caratteri, che tagliano con l'accetta ogni possibile dialogo.

Non che io abbia particolare interesse a dialogare con chi non ha uno straccio di Valore, di Principio in comune con i miei, ma forse è proprio il clima di scontro che condiziona tutti.

Nonostante questo scontro perenne, con i cattocomunisti che sprizzano fiele e trasudano bile ad ogni parola (basti leggere le reiterate dichiarazioni di Prodi che dimostra come non sia l'età a portare saggezza), l'Italia della Meloni, cresce, è stabile, è divenuta un punto di riferimento in Europa e nel Mondo.

Di un mondo che si sposta gradualmente ma inesorabilmente a destra, come è accaduto ieri in Belgio con la formazione a guida di un nazionalista fiammingo che fa parte del gruppo Conservatore della Meloni al parlamento europeo.

Aumentano così i capi di stato e di governo dei 27 che appartengono alla più ampia area nazionalista, cosa che tornerà molto utile quando si dovranno discutere tematiche divisive come l'immigrazione e la transizione verde.

E più aumentano i governi che si collocano sul Centro Destra, più cresce l'odio tra le parti, più i "professionisti dell'informazione" gettano benzina sul fuoco e più i magistrati militanti cercano di ostacolare l'azione del Governo.

Pensiamo a quanto saremmo avanti e quanto saremmo tutti più ricchi se i magistrati si limitassero ad eseguire le leggi difendendo i cittadini da furti, rapine e omicidi senza pretendere di dettare la linea politica sull'ambiente o sui clandestini e se i "professioni dell'informazione" si limitassero a riportare le notizie e non a costruirvi sopra dietrologie e romanzi distopici.


01 febbraio 2025

La guerra continua

Solo chi è in malafede può negare che le toghe rosse si siano oggettivamente assunte il compito di ostacolare l'azione del Governo, supplendo alla incapacità delle opposizioni cattocomuniste di proporre una linea alternativa che sia in linea con il sentimento popolare.

Poichè i magistrati non sono soggetti ad elezioni, possono permettersi di ignorare il sentimento popolare, ribaltarlo e agire, confidando nella propria impunità, in base alle loro pulsioni ideologiche.

Così abbiamo la ridicola indagine contro Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano per aver svolto attività di governo nell'interesse nazionale e il continuo impedimento posto a gestire l'immigrazione clandestina come dovrebbe essere gestita, ma creando problemi a tutti gli Italiani a causa dei clandestini che, scaricati dalle ong e liberati dai magistrati, sciamano per le nostre strade, senza controlli e senza legge.

Inutile insistere: finchè il Governo non deciderà, se mai lo farà, di scendere in trincea contro simili comportamenti, dovremo sempre faticare ad ottenere un piccolo risultato.

Soprattutto se, indifferenti all'interesse nazionale, anche i partiti di opposizione, nella loro abissale incapacità ed inettitudine, si accucciano ai piedi delle toghe rosse invece di tutelare gli interessi nazionali che sono anche quelli dei loro elettori.

Posso immaginare che, come sta emergendo dai sondaggi e dai commenti che leggo su X, sempre più Italiani abbiano capito che il loro interesse è che il Governo riesca a domare le pulsioni ideologiche che permeano una parte della magistratura.

Apprezzo le dichiarazioni di tutti gli esponenti di primo e secondo piano della Maggioranza di Centro Destra, compatta come deve essere, però non bastano le belle dichiarazioni su X, occorre agire, occorre mettere in atto azioni concrete, anche rivoluzionarie e dirompenti, per contrastare questa guerra dichiarata contro il Governo, quindi contro gli Italiani che votano, dalla magistratura militante.

Io starò dalla parte del Governo se deciderà quel tipo di azioni per porre fine a questa guerra che, come fu per i minatori contro la Thatcher nel Regno Unito e per i controllori di volo contro Reagan negli Stati Uniti, non deve concludersi altro che con la resa dei magistrati alla volontà popolare espressa con il voto del 25 settembre 2022.