In venti anni tanta acqua è passata sotto i ponti e, abitualmente, alla evidenza che i governi di Centro Destra davano all'evento, si contrapponeva il tentativo di riportare nell'oblio la vicenda dei Martiri Italiani dell'Istria e della Dalmazia trucidati dai comunisti slavi, con lo scarso rilievo che ne davano i governi di colore rosso.
Così come si è cercato di nascondere le vicende, come quelle del "treno della vergogna", che hanno visto i comunisti italiani, allineati e coperti dietro la narrazione titina, insultare e tirare sassi contro i vagoni che trasportavano gli esuli sopravvissuti nei campi di raccolta in patria.
Oggi, quando non è più possibile nascondere la Storia, i nipotini degli stessi che nell'immediato dopo guerra aggredivano verbalmente e con il lancio di sassi gli esuli sopravvissuti, cercano di ripetere l'operazione "resistenza", manipolando la Storia, "spiegando" la vicenda con la frase: è stata colpa dei fascisti.
Anche questa mattina per radio ho ascoltato un signore che, per parlare delle Foibe, si è sentito in dovere di ricordare prima la politica fascista in Istria e Dalmazia.
Così come nelle piazze delle celebrazioni, la sinistra si è presentata solo per sminuire la vicenda, declassandola ad una conseguenza di una guerra fascista.
Ottenuta la consacrazione stabile del Giorno del Ricordo, il pericolo è ora che il suo significato, profondamente e intimamente nazionalista ed anticomunista, venga stravolto da interpretazioni e riletture che vorrebbero nascondere le responsabilità morali dei comunisti italiani.
Per questo dobbiamo continuare a ricordare ed a ricordare che nella vicenda delle Foibe ci sono stati dei criminali e quelli furono i comunisti slavi, così come è necessario ricordare che Istria e Dalmazia sono terre italiane, arricchite da secoli di buon governo della Serenissima Repubblica di Venezia, impoverite e sradicate dalla loro Storia, da cinquanta anni di comunismo.









