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No alla deriva

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25 luglio 2026

Meno analisi e previsioni, più azioni concrete

I notiziari sono pieni delle analisi di questo o quel centro studi di organismi vari e delle organizzazioni sovranazionali, tutti concordi nell'alimentare ansia sul prezzo del petrolio.

In un Mercato Libero, se un prodotto scarseggia, il suo prezzo aumenta.

E' una regola semplicissima.

Invece di dire l'ovvio con conseguenze negative per lo stato d'animo delle persone che poi si riverbera nelle scelte economiche, perchè non ci dicono come fare per aumentare la disponibilità di un prodotto (il petrolio) di cui c'è abbondanza ?

Perchè non sanno cosa proporre oltre alla sterile e inconcludente aspirazione alla "pace" (magari, ma su quali basi ? ) e ad una generica indicazione sulle fonti alternative che, però non risolverebbero il problema perchè non sono sufficienti a coprire la richiesta nè, tantomeno, la potenza e il rendimento delle fonti fossili.

Tutti quelli che parlano, sanno però benissimo che il problema, il tappo, è il regime degli ayatollah con le sue metastasi Houthy, Hetzbollah e Hamas.

Però si guardano bene dal sollecitare i governi occidentali a scendere dal pero e stringere una alleanza con gli stati del golfo, per affiancare Stati Uniti e Israele nell'eliminare in modo radicalmente definitivo il tappo iraniano.

Solo in tal modo il petrolio tornerebbe ad affluire in modo costante, abbondante e con un benefico effetto sui prezzi.

Ogni altra soluzione, manterrebbe sospesa sull'economia mondiale la spada di Damocle di un nuovo ricatto degli ayatollah, con un qualunque pretesto.


23 luglio 2026

Accise, prezzi, petrolio e dintorni

Siamo all'ennesimo ballo di San Vito per l'aumento dei carburanti.

Quando c'era Draghi la benzina era schizzata stabilmente sopra i 2 euro nonostante la riduzione temporanea delle accise, ma nessuno osava sollecitare il Fenomeno.

Da quando al governo c'è la Meloni, il Mercato ha avuto varie oscillazioni e il petrolio e derivati ne hanno puntualmente registrato gli effetti in aumento e in calo.

Con l'unica differenza che quando il prezzo dei carburanti sale, una pletora di personaggi, associazioni, partiti cattocomunisti che non aspettano altro che un pretesto per dare segnali di vita, si agitano istericamente, ma quando poi rientra l'aumento perchè così il Mercato sentenzia, stanno zitti.

Il risultato è che, arrivando sempre e solamente gli ululati che si levano con gli aumenti, all'osservatore distratto sembra che ci sia un aumento continuo dei carburanti.

Ma se così fosse, saremmo ben oltre i tre euro e non sempre a cavallo dei due.

Purtroppo in questa epoca nella quale i "professionisti dell'informazione" si sono scoperti megafoni delle fazioni più estreme ed hanno rinunciato a fare informazione per fare solo propaganda, anche un governo equilibrato come quello della Meloni si trova sollecitato ad assumere provvedimenti che non dovrebbe prendere, come le riduzioni parziali, periodiche del prezzo dei carburanti, che svenano i nostri conti economici.

La strada maestra sarebbe quella di abolire le accise, tutte e per sempre, ma questo sconterebbe la necessità di intervenire tagliando molte spese e, per le dimensioni del taglio, si dovrebbero abolire i contributi a chi si occupa dei clandestini, al cinema, ai giornali e a tutte le iniziative che comportano un esborso che non trova alcun ritorno economico.

Poichè tale strada è impraticabile per le ragioni esposte sopra (non verrebbe data informazione corretta, ma fatta solo propaganda) non possiamo che affrontare gli aumenti in attesa della successiva riduzione.

Il tutto, infatti, non dipende da noi, dal nostro Governo, dall'Italia, in quanto figlia di una situazione internazionale che si è incancrenita.

Al massimo, al Governo, possiamo imputare il fatto di non contribuire, associandosi a Stati Uniti ed Israele, a far finire prima le guerre in atto, mettendo a disposizione, senza restrizioni, le nostre basi ed inviando sul teatro di guerra quello che possiamo inviare, magari solo per fronteggiare e cancellare, assieme ad altre nazioni interessate al regolare flusso del petrolio, la minaccia Houthy, lasciando liberi Stati Uniti ed Israele di occuparsi dell'Iran.

Ma una simile scelta, che, accelerando la fine delle ostilità, ridurrebbe il costo dei carburanti senza che ci si debba svenare (inutilmente) con la riduzione delle accise a carico del bilancio dello stato, troverebbe il sostegno di chi, oggi, ulula contro l'aumento dei prezzi del carburante ?

24 aprile 2026

Gli aspetti positivi di una sconfitta

La sconfitta al referendum dove, inopinatamente, una maggioranza di Elettori, evidentemente ignari di cosa accade nel mondo della giustizia in Italia, ha rinnovato la fiducia ai magistrati, ha inevitabilmente ringalluzzito i cattocomunisti e, contemporaneamente, stordito il Centro Destra che ha preso, direttamente con il suo Leader, Giorgia Meloni, tre cantonate non da poco: criticare Trump nel diverbio con Leone XIV, costringere alle dimissioni la Santanchè e Delmastro e sospendere temporaneamente l'accordo di collaborazione militare con Israele.

Era forse inevitabile, ma vedo che lo sconcerto è durato poco.

Confortati da una serie di sondaggi che non hanno modificato il quadro complessivo e consapevoli che il Centro Destra è l'unica coalizione in grado di garantire l'Interesse Nazionale cominciando da una stabilità di governo sulla base di un programma condiviso (a parte la spartizione del potere e provvedimenti devastanti su omosessualità, immigrazione, assistenzialismo, non vedo come possano far maggioranza comune pd e cinque stelle, Renzi e Bonelli e Calenda e Magi  e tutti gli altri chierici del cattocomunismo) la Meloni ha ricominciato a marciare nella direzione giusta, pur non essendosi ancora ravveduta nè dal peccato originale del supporto a Zelensky, nè da quello più recente della rottura con Trump.

Un esempio lo abbiamo dalla riunione del Politburo dell'unione europea a Cipro, con la Meloni che, legittimamente irritata (dovrebbe esserlo anche con la stampa italiana che, in gran parte, non ricorda come questo governo abbia ricevuto un debito/pil all'8,1%, ridotto in tre anni e mezzo, migliorando anche tutti gli altri indicatori economici, di ben cinque punti fino al 3,1% con lo sforamento dovuto, integralmente, al superbonus di Conte e del governo giallorosso targato covid) dalle rigidità del nocivo pachiderma europeo, ha seguito il suo Ministro dell'Economia, Giorgetti, ipotizzando di sforare i limiti imposti da Bruxelles per aiutare l'Italia.

Forse la Meloni, senza la sconfitta referendaria, non sarebbe stata così perentoria e probabilmente avrebbe agito con meno determinazione.

Ma preferisco questa Meloni, battagliera e non remissiva, a quella paludata e diplomatica dei baci e degli abbracci con Macron, Zelensky e compagni.

Adesso mi aspetto che la messa a disposizione delle quattro navi per sminare Hormuz, non sia più condizionata alla fine di ogni ostilità, ma possa anche prevedere che, se gli ayatollah continueranno a chiudere la via del petrolio, quel petrolio ce lo si vada a prendere, liberando, anche con la forza, le vie del mare.