Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

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09 febbraio 2012

Contro Monti. Contro le larghe intese

Devo ammettere che la nuova fase politica fornisce spunti per decine di post.
Devo anche dire che quello che scrivo è solo una minima parte di quel che penso nei confronti di Monti, della Fornero, dei loro colleghi e di tutti coloro che, votando la fiducia, ne divengono complici.
Questa fase politica è esattamente il contrario della “bella politica” che vorrei.
Io concepisco la politica come una guerra tra due (o più) idee, combattuta con gli argomenti e le parole e, quando si ottiene il potere grazie al voto del Popolo, i fatti.
Quindi idee.
E per me esiste il rosso e il nero.
I colori intermedi sono amorfi, sono solo la necessità di assembleare quella maggioranza necessaria per governare agendo su quegli aspetti che possono unire le forze più vicine.
Idee, dunque, che si fondano su Principi e Valori di carattere etico e morale.
La Vita, la Libertà, l'Ordine, la Sicurezza, il Buon Costume, la Tradizione, la Proprietà, il rispetto della Gerarchia e dell'Autorità.
Se ognuno si facesse principalmente i fatti suoi, staremmo tutti meglio.
Ognuno padrone assoluto a casa sua ed ognuno rispettoso dell'altrui sovranità nelle relazioni interpersonali.
Per far rispettare tali confini esiste la Legge e chi la applica (o dovrebbe …).
Ma non c'è piena Libertà senza tutte le Libertà: di pensiero, di parola, di stampa, di mercato, economica, di opinione.
Imporre leggi che vietino una idea è uccidere la Libertà.
Imporre regole burocratiche che imbriglino la libera concorrenza economica è uccidere la Libertà.
Gli stati nazionali nacquero proprio per consentire ai simili, di meglio difendere la libertà individuale con l'aspirazione al raggiungimento del Benessere e della Sicurezza, garantiti dalla Sovranità e dalla Indipendenza del proprio stato.
L'unione europea, gli gnomi di Bruxelles, stanno cancellando la Sovranità e l'Indipendenza degli stati nazionali.
La Grecia è terra di conquista, con oscuri ragionieri che vorrebbero imporre draconiami tagli di stipendio, licenziamenti, oneri.
Mario Monti, il tanto lodato “tecnico”, firmando i nuovi accordi di stabilità ha impegnato ABUSIVAMENTE gli Italiani a pagare cifre imponenti ogni anno, rinunciando alla Sovranità ed all'Indipendenza Nazionale, mettendo lo stato alle dirette dipendenze dei ragionieri di Bruxelles e della governante tedesca.
Il partito che della libertà si era fatto portavoce, invece di reagire per riconquistare quello che gli spetterebbe per volontà popolare (Palazzo Chigi) si rende complice di Monti e dei suoi ministri votando loro la fiducia anche per liberare anzitempo le carceri da galeotti condannati (giustissimo invece liberare chi è in attesa di processo).
Peggio ancora, si rende disponibile a rivedere un emendamento che sancisce una parziale responsabilità personale dei magistrati che sbagliano.
Ancora peggio, tratta con i comunisti la nuova legge elettorale e persino delle riforme istituzionali, contribuendo ad uccidere la nostra Libertà che si fonda sulla contrapposizione delle Idee e delle proposte, non sugli inciuci e sulle manovre di palazzo.
Ne' Monti, né larghe intese.
Monti e le larghe intese rappresentano una unica strada per sopprimere la Libertà di tutto un Popolo.

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10 novembre 2011

Il proconsole

Come già fece Ciampi con lui, Napolitano ha nominato un individuo senza meriti particolari, ma con le spalle ben protette, a senatore a vita, lasciando intendere che sarà lui a presiedere il governo preposto a rubare i risparmi agli Italiani.
L’amica Nessie  propone un simpatico paragone con Caligola  che nominò senatore il suo cavallo.
Ma sarebbe dare troppo credito a Napolitano e attribuire a Monti la nobiltà che appartiene ai cavalli.
Io preferisco considerarlo per quello che è: un burocrate, strettamente legato ai poteri forti internazionali, mandato come proconsole in Italia per tutelare i loro interessi, visto che dei vari Bersani, Fini, Di Pietro, Casini, Vendola non si fidano non essendo riusciti, tutti assieme, a rimuovere Berlusconi che, come ho sempre sostenuto, era l’ultima barriera tra l’essere Uomini Liberi e il diventare sudditi o servi di potentati finanziari stranieri.
Stoltamente tutti coloro che hanno vomitato insulti e perseguitato con ogni mezzo Berlusconi, oggi si ritroveranno ad essere la carne da cannone utile alla Spectre finanziaria internazionale per depredare i risparmi degli Italiani.
L’ “abbronzato” di Washington non è neppure in grado di gestire i problemi di casa sua, ma poichè lui si limita a leggere, modulando la voce e calibrando le espressioni facciali a seconda della circostanza, quello che altri gli scrivono, è interessante la sua esternazione sull’Italia.
“L’Italia non ha problemi di solvibilità, ma di liquidità”.
Come a dire che è necessario reperire subito contanti e come fare se non rubando dai conti e dai risparmi degli Italiani ?
Ecco quello contro cui combatteva Berlusconi e che, invece, con la complicità dei Bersani e dei Casini accadrà con il proconsole appena nominato da Napolitano senatore a vita, tra l’altro alterando il rapporto di forze del senato.
Complici sono, ovviamente, i traditori che hanno voltato le spalle a Berlusconi e che hanno tutto l’interesse a prolungare la legislatura, visto che non saranno mai rieletti.
Ma complici sarebbero anche quegli esponenti del Pdl che dovessero accettare un posto nel governo rapina, assumendosi la responsabilità di andare a braccetto con comunisti e traditori per meglio fregare gli Italiani.
Per quanto possa essere ovvio, mai sono stato disponibile ad un qualsivoglia percorso con i comunisti e non comincerò certo adesso.
Chi vuole prestarsi a fare l’ ascaro dei poteri forti, si assuma in proprio le responsabilità.
Se il Pdl, per paura di nuove defezioni, dovesse piegarsi all’inciucio, senza opporsi con durezza e determinazione ad ogni provvedimento, comma per comma, di un ipotetico governo Monti, perderebbe la sua stessa ragion d’essere.
Leggo che gli ex Msi/An, adesso che non hanno più Fini ad inquinarli, sembrano contrari a sostenere un governo che li vedesse a braccetto con i comunisti e i traditori: chissà che assieme a Storace ed a Forza Nuova non riescano a ricostituire il compianto Msi !
Nel caso in cui il governo rapina dovesse materializzarsi, sarebbe ovviamente diritto politico e dovere morale di tutti i buoni Italiani difendere, con ogni mezzo, i propri risparmi, boicottando e disobbedendo ai provvedimenti che dovessero essere assunti.
Ma avremo modo di parlarne quando il panorama sarà più chiaro.

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09 novembre 2011

Adesso tutti in trincea

Il passato è passato, utile solo per evitare di ripetere gli stessi errori, come l’annuncio delle dimissioni senza pretendere il voto di fiducia utile ad inchiodare comunisti e traditori al “sì” o al “no” ai provvedimenti di cui alla lettera di intenti.
Adesso ci attendono due prospettive: elezioni o grande inciucio.
Sicuramente i traditori (che non sono finiti con il voto di ieri) preferiranno il grande inciucio di un governo di “larghe intese” per poter meglio capitalizzare l’incasso derivante dal loro spregevole comportamento.
Altrettanto sicuramente i parlamentari leali all’impegno PER “Berlusconi Presidente” non potranno che sostenere la richiesta di elezioni anticipate con il governo in carica a gestirle, esattamente come accadde dopo la sfiducia a Prodi nel gennaio 2008.
In ogni caso parlamentari ed elettori del Centro Destra dovranno affrontare con forza e determinazione una campagna elettorale all’ultimo respiro oppure una durissima opposizione all’eventuale governo-rapina delle “larghe intese”, contrastando ogni provvedimento, ogni comma, ogni voto, ripagando i comunisti con la loro stessa moneta.
Ma anche se Napolitano si facesse mallevadore di un governo del ribaltone, le elezioni non potranno essere lontane.
Non esiste una maggioranza popolare di sinistra che può vincere solo basandosi sul tradimento, le divisioni del Centro Destra e le congiure di palazzo.
Berlusconi (perché Alfano no, per favore, è buono, educato, ma proprio per tali motivi non ne è all’altezza come si è visto quando si è fatto menare per il naso dalla Buongiorno sulla legge intercettazioni) dovrà riuscire a riunire assieme tutto il Centro Destra da Forza Nuova al Pdl e vari segmenti tipo la nuova DC di Rotondi, quella di Pionati, i Responsabili di Moffa e Romano.
Naturalmente devono essere rigorosamente esclusi Casini e Fini e tutti i traditori che hanno voltato le spalle a Berlusconi e che, comunque, non portano voti.
Berlusconi dovrà impostare una campagna elettorale aggressiva, a maggior ragione se arriverà dopo un governo di “larghe intese” che avrà sicuramente rubato parte dei nostri risparmi con provvedimenti da gabellieri (patrimoniale, ripristino ici, prelievi forzosi).
Per quanto mi riguarda (poi ognuno sostenga le sue priorità) Berlusconi dovrà
in campo economico:
- rilanciare la prospettiva di riduzione delle tasse
- proporre l’eliminazione di tutti i contributi clientelari (per l’editoria, per lo spettacolo, per le rottamazioni …)
- vendere gli immobili, le proprietà e le partecipazioni dello stato (a cominciare dalla rai) fino alla concorrenza del debito pubblico
- imporre il pareggio di bilancio per evitare di ritornare alla situazione ereditata dal compromesso storico/arco costituzionale degli anni settanta;
- far pagare i servizi a chi li usa e al prezzo di costo;
- parificare a 65 anni, da subito, l’età pensionabile per poi adeguarla progressivamente in base alla aspettativa di vita, abolendo ex nunc il retributivo;
- avviare una decisa privatizzazione di sanità e istruzione;
- trattenere in sede locale i redditi prodotti in sede locale e quindi le relative imposte e tasse.
In campo morale:
- confermare il divieto di eutanasia
- confermare il divieto di manipolazione generica;
- confermare che il matrimonio riguarda esclusivamente una coppia formata da Uomo e Donna;
- punire non solo lo spaccio, ma anche l’uso di qualsiasi droga;
- allungare i tempi per la concessione della cittadinanza, alla quale far coincidere il diritto di voto, da legare peraltro al superamento di esami ed ad una analisi sulla integrazione negli usi e costumi italiani;
- rivedere l’aborto in senso restrittivo e più tutelante per il nascituro
- ripensare alla troppa facilità con la quale si esercita il divorzio.



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15 settembre 2011

Larghe intese ma per fare cosa ?

La manovra di agosto ha avuto l’approvazione anche della camera ed è legge.
La Maggioranza di Centro Destra si è dimostrata solida nonostante provvedimenti che, purtroppo, contraddicono la natura liberale del programma e, infatti, Antonio Martino ha votato contro.
La manovra di agosto è la seconda ma non sarà l’ultima.
La soluzione strutturale dei problemi italiani passa necessariamente attraverso l’abbattimento della spesa pubblica, non certo con l’aumento della pressione fiscale che manterrebbe intatti i privilegi e le nicchie clientelari.
Portiamo però a casa alcuni capitoli che consentono piccoli (piccolissimi) passi verso la direzione giusta, mentre alcuni tabù, pur nella retromarcia successiva, sono stati per la prima volta messi in discussione (veggansi le giornate festive del 25 aprile, primo maggio e 2 giugno).
A fronte di una situazione mondiale dove la crisi è finanziaria e di fiducia e si manifesta ovunque in Occidente, le opposizioni italiane, con il basso profilo della loro meschina azione propagandistica, non sono capaci di proporre altro che un “passo indietro” di Berlusconi per sostituirlo con un fantomatico governo di “larghe intese”.
A parte ovviamente Di Pietro il cui ruspante ululare contro Berlusconi strappa almeno un sorriso per le sballate iperboli che ci vengono proposte.
Cosa dovrebbe poi realizzare quel tipo di governo non si sa bene.
Noi abbiamo bisogno di abbattere la spesa pubblica.
E’ pensabile che ciò possa essere ottenuta con comunisti, socialisti e democristiani (neo, ex, post o vetero che sia) assieme al governo ?
Comunisti e democristiani, con i socialisti, sono i principali responsabili del debito pubblico maturato dalla seconda metà degli anni sessanta ed esploso negli anni settanta e ottanta proprio per le scelte consociative di tali partiti, che si dividevano le elargizioni a carico dello stato, come il riconoscimento delle attività svolte nei partiti e nei sindacati che hanno consentito a centinaia di funzionari e impiegati di partito (soprattutto comunisti) di godere di pensioni a carico di tutti noi, nonostante età giovanissime.
Quali sono i costi maggiori per la spesa pubblica ?
Sanità, istruzione, previdenza.
Cioè dipendenti pubblici e pensioni.
I dipendenti pubblici sono il bacino di raccolta dei sindacati, principalmente della democristiana cisl, mentre la comunista cgil (e non solo) ha iscritti per più della metà già pensionati e per il resto indirizzati alla pensione.
E’ ragionevole pensare che facciano barricate contro ogni taglio a quelle spese ?
Direi proprio di sì.
Ma anche la Lega si oppone ad ogni intervento sulla previdenza, mentre l’udc, la cui forza elettorale è meridionale, si oppone ad un reale federalismo fiscale che sposterebbe sulle spalle di chi consuma i costi della sanità (e non solo).
Non parliamo poi degli aspetti valoriali che, oltre a minari le basi della nostra società, ugualmente, comporterebbero dei costi, come l’estensione dell’assistenza sanitaria e della reversibilità pensionistica alle “coppie” omosessuali.
Il governo di “larghe intese”, insomma, non solo non servirebbe a realizzare quei risparmi strutturali di cui abbiamo bisogno, ma sarebbe solo il cavallo di Troia per un nuovo, vergognoso assalto al pubblico tesoro e, per accontentare gli appetiti equamente distribuiti tra tutti i partiti, ricorrerebbe a nuove tasse, esattamente il contrario di quello che sarebbe necessario all’Italia.
E le avvisaglie le abbiamo già nelle dichiarazioni di quanti (sindacalisti e membri dell’opposizione) propongono, con scarsa fantasia, patrimoniali (“come in Grecia e Spagna”), il ripristino dell’ici sulla prima casa (abolita da Berlusconi) o addirittura una supertassa da trentamila euro (cifra da scegliere) sui venticinque milioni di maggiori contribuenti (praticamente tutti !) per abbattere sì il debito pubblico, ma lasciando aperti i rubinetti della spesa.
Sarebbe come svuotare il mare con un secchiello.
Se non fosse altro che per ragioni contabili, ogni governo di “larghe intese” sarebbe da respingere, ma in Italia si aggiunge anche la ripugnanza dal governare assieme ai comunisti (neo, ex, post o vetero che siano) .
La solida maggioranza che dopo la transumanza dei finioti si è manifestata in parlamento ci tutela da una simile aberrazione che comporterebbe solo un costo per i cittadini, nessun vantaggio e la continuazione di un comportamento nocivo che ci ha già condotto ad un debito pubblico da cui dobbiamo rientrare ad ogni costo e certamente in modo non compatibile con qualsivoglia governo a partecipazione comunista.

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15 maggio 2008

Larghe intese

Appare ormai in tutta evidenza l'intonazione inciucista dei due supermercati.
Nella migliore tradizione degli oligopolisti - ma qui l'antitrust dovrebbero essere i cittadini ! - il Veltrusconi si avvia ad occupare ogni spazio.
E' grave che si debba annotare come le uniche voci in dissenso siano quelle di Di Pietro e, in parte, di Casini.
Veltroni ride di gusto e batte le mani come un bambinone troppo cresciuto alle prese con lo zucchero filato davanti ad un cartone animato, quando Berlusconi, imitando Crozza, lo prende allegramente per il fondo schiena.
Berlusconi sembra invece un Fini travestito da Berlusconi, che ha perso tutto il suo smalto e la sua volontà anticomunista.
La stampa dei poteri forti aspetta ad impallinare il governo perchè, magari, ci può scappare una favorevole commessa governativa per il proprio editore.
Così anche l'unica battuta simpatica (il "governo penombra" composto da tutti i trombati da Berlusconi) della signora Alessandra Floriani non viene adeguatamente diffusa.
Nei telegiornali si sforzano di far credere - e qualcuno abbocca - che le prime due riunioni del consiglio dei ministri berlusconiano erano informali (però le poltrone sono state distribuite, eccome !).
Mi sembra di ritornare al tempo della fine anni settanta, quando la DC non poteva governare e il PCI non riusciva a vincere, ma assieme si spartivano la torta.
E intanto si propone uno "statuto dell'opposozione" che sancirebbe il duopolio politico, con la proposta di riformare la legge elettorale, ma non solo quella per il parlamento nazionale, ma anche (veltronianamente ...) quella per il parlamento europeo, così, tanto per alzare l'asticella contro chi potrebbe disturbare i manovratori delle due sponde.
Non so la sinistra, ma mi auguro che a Destra si risponda con forza a questo disegno, rifiutandosi di essere donatrice di sangue per il "partito di centro, moderato e liberale" là dove questo non dovesse essere autosufficiente.
La risposta non può che essere una e una sola: dimenticatevi i nostri voti.


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17 gennaio 2008

Vade retro larghe intese

Il mefitico olezzo che emana l’Italia di Prodi porta un grave rischio di inciucio.
E’ evidente che Prodi e i suoi sodali non sono in grado di amministrare neppure un condominio, figuriamoci una nazione che dovrebbe e vorrebbe essere tra le prime sette industrializzate del mondo.
La crisi che ha toccato il suo apice con l’ignobile sceneggiata delle immondizie napoletane, con la censura al Papa e con la vicenda del ministro della giustizia Mastella, può trovare soluzione solo attraverso un recupero di credibilità e affidabilità che la sinistra non è in grado di incarnare, né verso i cittadini italiani, né verso l’estero.
Ma la sinistra è abilissima, grazie anche agli uomini che ha piazzato al vertice delle istituzioni, ad evitare la strada lineare delle elezioni anticipate, bensì a ricercare la via, anche la più tortuosa, pur di mantenere incollata al fondo schiena la propria poltrona.
E allora è bene esercitare la necessaria pressione nei confronti dei nostri rappresentanti del Centro Destra perché evitino, come la peste, ogni accordo che porti ad un governo di larghe intese, unità nazionale, solidarietà nazionale o come cavolo la sinistra proporrà di chiamarlo, perché sarebbe un tradimento del mandato elettorale.
Un mandato, il nostro, che ha, senza “se” e senza “ma”, officiato i rappresentanti eletti del Centro Destra a stare, rigorosamente, distinti e distanti dalla sinistra.
La sinistra e il governo Prodi sono immersi in un oceano di letame.
Non avrebbe alcun senso un compromesso che salvi loro e sporchi noi.


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