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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 gennaio 2023

Clandestini e tasse diranno se la Meloni vincerà o perderà

I due temi sui quali Giorgia Meloni si gioca il futuro suo, del suo partito e di tutto il Centro Destra (ma anche il nostro come Individui e come Nazione) sono i clandestini e le tasse.

Non l'Ucraina, anche se la maggior parte dei suoi elettori si dichiarano neutrali o a favore della Russia e il sostegno al comico di Kiev è conditio sine qua non per avere la sponda di Washington, anche se ci costa nella bolletta energetica (e non solo).

Non sulla transizione verde, le accise, il costo dell'energia, tutti temi che costano miliardi in mero assistenzialismo improduttivo e nel cambiamento di ciò che funziona per inseguire la favola del cambiamento climatico causato dall'Uomo, come se la Natura avesse bisogno di noi per difendersi.

Non sullo spoil system, legittimo e doveroso, da accelerare per impedire la diffusione della propaganda faziosa dei cattocomunisti che nulla ha a che spartire con una informazione che aiuti i cittadini a conoscere i problemi.

Non sul pnrr e i debiti contratti con l'Unione del Male e non con la dicotomia tra europeismo (buono) e unionismo (cattivo).

Non sui bonus, rottamazioni, agevolazioni, deduzioni, redditi assistenzialisti, che andrebbero immediatamente revocati con un tratto di penna per ridurre le tasse a tutti.

Certo, sono tutti argomenti che fanno esplodere i titoli dei giornali, come altri in tema sanitario, di ordine pubblico, culturale, istruzione etc., ma sono settori in cui l'evoluzione di una Società comporta continui aggiustamenti e non ci sarà mai un punto fermo.

No, i due temi che in questi cinque anni misureranno se la Meloni avrà veramente realizzato il programma di una Destra di governo, sono il contrasto ai clandestini (il cui arrivo massiccio è un vulnus per la nostra Nazione, devastandone l'Identità, la Coesione culturale, il Benessere economico e la Sicurezza personale e collettiva) e le tasse che rappresentano lo strumento maggiormente invasivo e di controllo di uno stato assoluto sui cittadini trasformati in sudditi.

Non sarà nè facile, nè indolore e neppure immediata la soluzione a quei due problemi.

E bene fa la Meloni a non farsi prendere dall'ansia di prestazione per bloccare i clandestini hic et nunc, ma passando attraverso una serie di tappe che, iniziate con una stretta sulle ong, continueranno con il tentativo di coinvolgere altri stati europei a trovare l'unica soluzione possibile che NON E' il ricollocamento sul territorio europeo già saturo, bensì il fermo di ogni partenza dai porti dell'Africa e dell'Asia verso l'Europa.

E se le altre nazioni europee saranno sorde e cieche, allora l'Italia dovrà fare da sola, scontando che ci saranno scontri anche di piazza con i traditori della Patria che sosterranno ong e clandestini, e fortissime tensioni, al limite della rottura dei rapporti diplomatici, con il Vaticano, con la Francia e la Germania, oltre, ovviamente, alle vittime che le forzature che cercheranno di fare le ong provocheranno tra i clandestini stessi.

L'altro tema è quello delle tasse, che vanno ridotte, tagliate in modo sensibile, per tutti, con una cura dimagrante rispetto agli interventi dello stato ed alla sua invasività che trasforma il fisco nello strumento più feroce per controllare una popolazione e trasformarci da cittadini in sudditi, grati per uno sconticino, per un bonus, per una deduzione, ma in realtà sempre più dipendenti dal Padrone burocratico.

Anche in questo caso non sarà facile, indolore, immediato, perchè le resistenze arriveranno da tutti coloro che si vedranno sottrarre quello che considerano dovuto (si pensi solo alla canea perchè, a scadenza, non è stata rinnovata la sospensione delle accise sui carburanti o perchè non è stata prorogata con i vecchi criteri l'opzione donna), senza capire che quella apparente perdita, in un quadro complessivo dove vengono abolite tutte le mancette che costano miliardi allo stato, permetteranno a ciascuno di noi di avere più soldi in tasca con la riduzione delle tasse e, dovendo spendere, farlo per ciò che interessa noi, che ci riguarda, che ci è utile e necessario.

"Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L'abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all'importo delle tasse.“ (Maffeo Pantaleoni) e lì si misurerà, assieme al contrasto ai clandestini, la capacità della Meloni di cambiare per restituirci un'Italia orgogliosa e ottimista che guardi al futuro, consapevole della propria Identità e del proprio ruolo nel Mondo.

09 gennaio 2023

La guerra civile mondiale

Non so come si concluderà la vicenda della rivolta in Brasile contro i presunti brogli elettorali che hanno riportato il plurinquisito socialcomunista Lula (liberato dal carcere dai magistrati amici che hanno trovato un cavillo procedurale di irregolarità e non certo perchè innocente) alla presidenza della repubblica brasiliana.

A prescindere da quel che accadrà, a due anni da una analoga ribellione negli Stati Uniti e con altrettante contestazioni, dalla Bolivia al Venezuela, che in Europa sono sfociate con il golpe di Maidan in Ucraina e quindi con la secessione della Crimea e del Donbass (ma non vorrei che si dimenticasse cosa accadde in Italia nel novembre 2011 quando il governo eletto dal Popolo di Silvio Berlusconi fu costretto a lasciare il posto al prediletto amico di Francia e Germania) e l'attuale conflitto, dobbiamo rilevare come il solco tra le ideologie sia sempre più profondo.

Una volta c'erano scontri tra stati nazionali, questioni territoriali, rivendicazioni di supremazia, ambizioni per ingrandirsi, richiamando antiche storie e documenti che venivano fatti risalire fino ad Adamo ed Eva.

Oggi non è più così.

In ogni nazione la popolazione è divisa al proprio interno, fino ad arrivare a remare contro la propria Patria quando al governo ci sono i nemici, con la stessa cittadinanza indicata nella carta di identità, ma con altre idee.

In effetti mi è molto difficile individuare quale possa essere il punto di caduta, di compromesso, tra chi vuole accogliere i clandestini (ma solo nei porti di comuni amministrati dal Centro Destra) e chi vorrebbe affondare barche, barconi e barchine e magari mettere ai ceppi quelli delle ong.

Quale può essere il punto di caduta, il compromesso, tra quelli che vogliono espropriare case, risparmi, taglieggiare redditi e pensioni, anzi, meglio, abolire le pensioni così da mantenere tutti legati al lavoro e alla produzione evitando che possano pensare e chi invece vuole allontanare lo stato dalle vite dei singoli, ridando fiato e spazio all'Individualità, rispettando il frutto del lavoro, difendendo la Proprietà Privata e pensando che ognuno debba avere quello che merita e che si è guadagnato.

Quale può essere il punto di caduta, di compromesso, tra coloro che vogliono abolire ogni limite al buon gusto prima ancora che al buon costume e chi, invece, ritiene che l'Uomo Civile, sia anche almeno un gradino al di sopra delle bestie con le loro pulsioni più sordide.

Io non lo so, mi sembra però che siamo avviati verso una gigantesca guerra civile mondiale, a meno che non emerga un Popolo, con un Leader che metta d'accordo tutti, imponendosi con una nuova versione di Pax Romana e temo che il principale candidato a tale ruolo sia la Cina.

08 gennaio 2023

La propaganda sulle accise

Accendo la radio e sono costretto ad ascoltare ancora la propaganda cattocomunista.

Da trasmissioni come "l'aria che respiri" integralmente prona alle tesi ecoambientaliste, a senso unico e senza contraddittorio, fino al bollettino dei protestanti che è ormai diventato il bollettino dei clandestini e delle ong.

Anche oggi ne La Verità, un bellissimo editoriale, questa volta di Marcello Veneziani, che sollecita Giorgia Meloni a mettere mano ai Mille, cioè alle mille sostituzioni di dirigenti di stato, per avere una coerente gestione della cosa pubblica in sintonia con le politiche del Governo: un atto dovuto, prima ancora che alla legge, agli Elettori che hanno votato la Meloni per non sentire più la propaganda faziosa dei cattocomunisti diffusa con i nostri soldi.

Anche oggi, quindi, i giornali radio hanno iniziato con "lanci" fortemente ansiogeni sui prezzi dei carburanti, attribuendone l'aumento alla scelta del Governo di non rinnovare gli sconti sulle accise.

Anche oggi, quindi, si sono diffuse informazioni in modo subdolo e parziale, unicamente per sabotare il Governo.

Le accise sono tasse, imposte sui carburanti a cominciare dalla Guerra di Abissinia e poi incrementate e infine riunite in una unica voce che fornisce allo stato 24 miliardi all'anno.

La manovra è stata di 35 miliardi, di cui 21 destinati a contenere gli effetti del rincaro dell'energia derivante dalla scelta di appoggiare il comico di Kiev, rinunciando al gas e al petrolio russo.

E vorrei ricordare gli strepiti, da Renzi a Calenda, da Letta a Conte, per difendere tutte le loro leggi di spesa, bonus, rottamazioni, agevolazioni, ristori, inclusi i costi per il trasporto, mantenimento, cura, istruzione, alloggio dei clandestini che ci sono stati scaricati dalle ong.

I numeri parlano chiari, per ridurre le accise, occorre tagliare le spese.

Personalmente credo che le accise vadano completamente abolite e, in compenso, si azzerino i contributi per il mantenimento dei clandestini (in fondo se sono ong o enti di beneficenza, facciano beneficenza con i loro soldi e non battendo cassa allo stato, cioè nelle nostre tasche), abolendo ogni genere di bonus detrazione, rottamazione.

Magari rimane anche del margine per ridurre il debito pubblico.

Scommettiamo, però, che se la Meloni agisse in tal modo, lineare, il prezzo della benzina non sarebbe più un argomento di discussione, ma i Renzi di ogni ordine e grado verrebbero ferocemente presi dal ballo di San Vito, perchè vedrebbero svanire le mancette che in dieci anni (durante i quali nulla hanno fatto sulle accise) hanno elargito alle varie clientele cattocomuniste ?

07 gennaio 2023

Chi vince pigli tutto

I cattocomunisti, che sono sempre pronti a portare ad esempio i paesi stranieri quando torna loro comodo come, ad esempio, con la deriva delle continue concessioni agli omosessuali o con il concetto di "woke", mutuato tale e quale dagli Stati Uniti, non solo non citano, ma anzi fanno le barricate contro un istituto secolare che ha garantito la democrazia negli Stati Uniti unitamente ad una efficiente amministrazione: lo spoil system.

L'ultima frontiera del pci/pds/ds/pd (a parte le masturbazioni mentali tutte loro sul voto online o le fotografie dell'ex parlamentare Morani) è infatti la pretesa che la Meloni non cambi i dirigenti pubblici, tutti di nomina, fiducia e osservanza cattocomunista.

In sostanza, secondo la sinistra, la Meloni dovrebbe governare avendo tutti i dirigenti che le remano contro.

Due soli, finora, sono stati gli interventi con la rimozione del commissario al terremoto Legnini (ex parlamentare cattocomunista) e del presidente dell'Aifa Magrini (espostosi nel tener corda a Speranza, Conte e Draghi durante la repressione delle libertà individuali in epoca covid).

Ha quindi buon gioco Maurizio Belpietro nell'editoriale odierno su La Verità, quando ricorda che dopo appena due mesi, Renzi, che non fu mai eletto, ma si sostituì semplicemente a Letta ugualmente frutto di un accordo di palazzo, cambiò dirigenti e funzionari di stato, inclusi i delicati ruoli di capo della Polizia e di capo del servizio informazioni.

E conclude, Belpietro, che si aspetta che la Meloni completi rapidamente i cambi, nessuno escluso, perchè, come riassume nel titolo del suo editoriale, se un appunto si può muovere alla Meloni sulle nomine è che ne ha fatte troppo poche.

Nel mio piccolo ricordo come, in un ambito in cui molto rilievo ha la percezione del pubblico, l'informazione sia ormai solo propaganda a senso unico e quindi la Meloni dovrebbe mettere le mani subito nella Rai.

Magari nominando proprio Belpietro direttore del Tg1, Mario Giordano direttore dei giornali radio, Francesco Borgonovo direttore del Tg2 e Alessandro Sallusti al tg3.

Marcello Veneziani potrebbe tornare a fare, con tutti i crismi, quello che già fece ad interim alcuni anni fa (2004 - 2006) quando sostituì, solo come facente funzione, la dimissionaria Annunziata da presidente della Rai.

I dipendenti rai sciopererebbero ?

Lasciateli scioperare e fate loro tutte le trattenute del caso, lo stato registrerebbe insperati risparmi, tali da poter abolire il canone.

Tanto il monoscopio al posto del telegiornale è sempre meglio della abituale propaganda di parte che ci viene propinata a reti unificate.

06 gennaio 2023

Nella calza della Meloni

Se l'Epifania tutte le feste si porta via, il 6 gennaio segna anche la fine del primo periodo, quello di assestamento, del Governo Meloni, il primo presieduto, dopo quasi 80 anni, da un esponente di Destra (senza "Centro", anche se la Coalizione resta di Centro Destra).

In carica da fine ottobre dopo le elezioni del 25 settembre, in poco più di due mesi la Meloni ha dovuto affrontare urgenze immediate, lasciti dei governi precedenti e degli impegni da loro assunti, per undici anni, quando hanno messo le mani copiosamente nel bilancio dello stato e svenduto Sovranità Nazionale.

Spendere è più facile che risparmiare, cedere qualcosa che appartiene genericamente "a tutti", è più facile che difenderlo e preservarlo.

Così hanno fatto da Monti a Draghi, impegnando l'Italia sotto una bandiera che non è (e mai sarà) la nostra e mettendo al collo di tutti noi un cappio formato dai prestiti chiesti all'Unione del Male, la cui estremità è stata messa nelle mani della Von der Leyen e della Lagarde, una tedesca e una francese, storicamente nemiche dell'Italia,

Da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, hanno trasformato l'Italia nella discarica dell'Europa che non vuole clandestini.

Anche in questo caso, facile scaricare i clandestini nei nostri porti e poi lasciarli sciamare per il territorio nazionale, tanto furti, stupri, degrado, sono tutti a carico dei cittadini, non certo delle ong o dei politici cattocomunisti e loro sostenitori nella stampa, nella magistratura, tra nani e ballerine.

Quindi quello che trova la Meloni oggi nella sua calza è tanto carbone, ma di quello amaro, perchè dovrà anche bere molto fiele se vorrà tirar fuori l'Italia dal pantano in cui, da Monti a Draghi, è stata messa.

Dovrà bere fiele perchè i cattocomunisti (politici, giornalisti, nani e ballerine) sono ormai al servizio non dell'Italia e degli Italiani ma, quando va bene e volendo essere generosi nel concedere la buona fede a tutti, di uno stato sovranazionale che ci vede unici disposti a rinunciare alla nostra Identità ed a svendere i nostri interessi, quando Francia e Germania, ma anche i piccoli come Olanda, Finlandia e Ungheria, delle direttive dell'Unione applicano solo quelle funzionali ai loro interessi, disapplicando, senza tanto rumore, quelle che non lo sono.

Quindi chi ha prosperato sui nostri debiti, sui nostri sacrifici, sul nostro lavoro, non rinuncerà ad ostacolare il percorso virtuoso della Meloni per un recupero di Dignità e Sovranità Nazionale.

Ma il fiele arriverà anche dai "duri e puri" della nostra stessa area politica che ambiscono alle nostre stesse realizzazioni, ma le vogliono tutte e subito.

Ognuno con la sua bandierina di "priorità" e se la Meloni non provvede, ecco che è già qualificata come "traditrice" o "collusa".

Anch'io, ad esempio, vorrei che le navi ong venissero affondate appena mettono la prua nelle nostre acque territoriali, ma capisco che sarebbe difficile respingere la canea cattocomunista che ne seguirebbe, soprattutto con una parte consistente di Italiani che hanno da tempo subito il lavaggio del cervello e quindi remerebbero contro i loro stessi interessi.

Anch'io vorrei l'abolizione di tutti i bonus, redditi da divano, rottamazioni, agevolazioni, contributi, che, sommati, rappresentano uno sperpero plurimiliardario, per ridurre sensibilmente le tasse di tutti.

Ma è facile, con il denaro di tutti, fare regalie in bonus e detrazioni, mentre toglierle si viene rappresentati come affamatori, come risulta evidente dalla (giusta) scelta della Meloni di usare i soldi disponibili per una organica politica energetica e non per il palliativo momentaneo della riduzione delle accise sui soli carburanti.

Anch'io vorrei che la si smettesse di fornire armi e denaro ad un comico che, per fare soldi, prima di farsi eleggere presidente, si doveva presentare in televisione nudo, con i tacchi a spillo e suonando il pianoforte con il pene.

Ma il sostegno all'Ucraina è una conditio sine qua non per conservare la sponda americana, non potendo certo questa Italia, in cui una parte rema anche contro un Governo che vorrebbe rendersi indipendente, mettersi in conflitto con tutti.

Anch'io vorrei che tutti i dirigenti pubblici collusi con i precedenti governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, venissero rimossi e sostituiti con persone che siano maggiormente disponibili a lavorare per il bene dell'Italia assieme ad un Governo di Destra.

Ma, purtroppo, abbiamo ancora un Mattarella, una magistratura, una corte costituzionale, una stampa, tutte allineate al vecchio regime e pronte a difenderne gli interessi e i privilegi.

La Meloni, quindi, nella sua calza del 6 gennaio 2023 ha trovato carbone e fiele e spetterà a lei riuscire ad addolcirli, anno dopo anno, raddrizzando la rotta della nave Italia, tenendo sempre a mente che l'unico obiettivo meritevole di qualunque  azione è l'Interesse Nazionale, il Benessere e la Sicurezza degli Italiani.

Se tale fine sarà presente in ogni provvedimento, allora la navigazione potrà sostenere tutte le tempeste e i sabotaggi che, siamone certi, verranno lanciati contro di noi da chi vede allontanarsi la diligenza che per anni hanno impunemente assalito e depredato.

05 gennaio 2023

Difendere i nostri risparmi contro i voraci cattocomunisti

Dietro il fuoco di copertura delle balle profuse da chi si qualifica "giornalista", tutte a senso unico contro il Governo Meloni, le aggressioni continue dell'Unione del Male e della Bce alla nostra Sovranità, il nobile tentativo di rimettere in linea di galleggiamento, dopo undici, disastrosi anni cattocomunisti, l'Italia bloccando l'invasione dei clandestini, aprendo ad una politica energetica nazionale, attuando una autonomia regionale che responsabilizzi anche coloro che, fino ad ora, hanno solo drenato risorse dalle regioni produttive, istituendo un sistema presidenziale che dia continuità e stabilità al nostro sistema politico, si celano i piccoli ometti che cercano di mungere il magro bilancio dello stato.

Leggo infatti in questi giorni dichiarazioni dei presidenti delle regioni a guida cattocomunista, Giani, Zingaretti, Bonaccini, Emiliano, De Luca tutte indirizzate a pretendere più soldi, con una scusa o un'altra.

Da un lato, qui soprattutto Emiliano e De Luca presidenti di Puglia e Campania, pretendono che l'eventuale riforma autonomistica dello stato porti ad una "compensazione" (ho persino sentito la parola "ristoro" !) per le loro regioni.

Cioè pretendono che le regioni produttive e virtuose continuino a dirottare risorse locali per consentire loro di mantenere lo stesso impianto burocratico e, evidentemente, inefficiente.

Puglia e Campania, come tutto il Sud, hanno ricchezze tali da poter tranquillamente amministrarsi senza ricorrere alla solidarietà nazionale.

Devono solo avere amministratori in grado di agire per il bene della comunità, con una politica adeguata alle risorse economiche, senza sprechi, senza spese ideologiche e senza spese superiori a quanto si incassa.

Patetico Zingaretti dal Lazio che, come suo ultimo atto, ha aumentato l'irpef regionale, salvo poi berciare sul presunto aumento della benzina perchè la Meloni non ha (giustamente) rinnovato la sospensione delle accise, visto che il petrolio è calato di prezzo.

Giani della Toscana, dopo aver speso quello che non aveva pretende che "qualcuno" gli restituisca i soldi spesi per la sanità locale: e gli altri come hanno fatto ?

Ma il più insistente nel tentativo di mungitura, è Bonaccini, della rossa Emilia Romagna, impegnato com'è nel ricercare di essere eletto segretario del pci/pds/ds/pd.

Si accoda a Giani chiedendo nuovi soldi per la sanità e poi ne chiede altri ancora perchè non c'è neve in Appennino e lui promette i soliti ristori, ovviamente li vorrebbe prelevare dalle nostre tasche.

Ricordo che nel 2020 e 2021 la montagna, anche in Appennino, era piena di neve, ma gli impianti erano chiusi per le folli politiche chiusuriste tanto care a Bonaccini e compagni.

Tanta neve, impianti chiusi, ristori a spese nostre.

Oggi niente neve, impianti chiusi e ristori ancora una volta a spese nostre ?

Naturalmente nessuno dice dove quei soldi si possono andare a prendere, perchè il reddito da divano non si può toccare, i vari bonus, rottamazioni, deduzioni, ugualmente trovano le categorie interessate pronte a fare le barricate, il debito non riusciamo ad aumentarlo sennò la Von der Leyen e la Lagarde vengono prese da una crisi epilettica ed ecco la geniale soluzione dei Bonaccini di ogni ordine e grado: patrimoniali, più tasse.

E' la prova provata che più tasse si pagano, più vorrebbero farcene pagare perchè più soldi incassa, più lo stato sperpera.

E se cominciassimo a tagliare le tasse in modo che la spesa pubblica diminuisca e con essa il debito pubblico, lasciando che ognuno di noi, con i soldi in più che non gli vengono sottratti dal fisco, possa spendere per ciò che è più utile per lui e non per i vari Bonaccini di questo mondo ?

04 gennaio 2023

Sono tornati i "compagni che sbagliano"

Erano gli anni settanta e le Brigate Rosse, dopo un inizio in sordina e di mera propaganda verbale o dimostrativa, cominciavano a sparare, ferendo e uccidendo cittadini onesti.

Dopo un tentativo di far credere ai gonzi che di rosso le BR avessero solo il nome, poi di accreditare gli "opposti estremismi", i comunisti, progenitori dell'attuale pd, si inventarono la formula "compagni che sbagliano".

Arrivarono poi gli assassinii di Moro e degli Agenti della sua scorta e, finalmente, anche i comunisti evitarono di continuare nella loro politica giustificatrice.

Quella lezione non sembra sia servita ai nipotini di Berlinguer e Pajetta e così oggi assistiamo ad un generale giustificazionismo nei confronti dei vandali che stanno imbrattando opere d'arte, monumenti e palazzi, proprietà pubbliche e private, eseguendo anche pericolosi blocchi stradali.

Un giustificazionismo che, anche questa volta, trova magistrati che liberano subito i vandali arrestati, scriba al soldo di capitalisti che per restare indisturbati alimentano ogni ribellismo che storni l'attenzione dai loro affari e seconde linee (per ora) del pci/pds/ds/pd che cercano di sminuire i fatti, adducendo la giovane età e persino plaudendo alle motivazioni addotte.

Quei vandali sono allo stesso livello delle ong che raccolgono clandestini in mare e ce li scaricano sulla nostra Terra.

Vanno fermati.

Vanno puniti.

Vanno messi nelle condizioni di non nuocere e di non reiterare le loro azioni.

E' evidente che, se non ci pensa lo stato con i suoi organi, dovranno agire i cittadini per autodifesa della propria persona, della proprietà pubblica e privata, dei beni culturali che abbiamo avuto dal passato e che dobbiamo garantire ai nostri eredi, qualora si trovassero spettatori, non più passivi, di tali atti illeciti.

Mi auguro però che il Governo di Destra, il primo dopo quasi ottanta anni, sappia reagire come la sua natura "di Destra" farebbe supporre.

Tanto più che abbiamo una legittimazione preventiva che deriva dalla repressione che i governi cattocomunisti di Conte e Draghi hanno posto in atto nei confronti di chi, anche da solo, passeggiava sulla riva del mare e di chi manifestava contro gli obblighi vaccinali e l'espulsione dal lavoro e dallo stipendio, usando cani, manganelli e persino droni.

L'uso di tali strumenti è stato legittimato da Conte e Draghi contro chi manifestava per la Libertà senza danneggiare nulla, a maggior ragione il Governo Meloni dovrebbe utilizzarli per soffocare la violenza e la prepotenza di chi vuole danneggiare i nostri beni, che è poi, come ci insegnarono le Brigate Rosse, solo l'inizio di un percorso che, se non sarà fermato subito, ci porterà danni ben peggiori, colpendo anche le persone.


03 gennaio 2023

Un sistematico sabotaggio della Nazione

Le cronache di inizio anno sono condite dal sistematico sabotaggio contro l'Italia perpetrato dagli orfani di Draghi e Conte.

Se il Presidente del Consiglio, con il suo messaggio di fine anno, ha invitato noi Italiani all'ottimismo ed all'orgoglio, appare chiaro come la stampa, radio e televisione cerchino di demolire la fiducia crescente in quella giovane ed esile donna che sta restituendo Dignità e Identità alla nostra Patria.

Non si perde occasione per far percepire il Governo Meloni come una banale continuazione dei precedenti, blaterando di aumenti della benzina, di taglio alle pensioni, di presunte politiche favorevoli ai lavoratori autonomi.

E' tutta propaganda.

La benzina, i carburanti, non sono aumentati, anzi sono diminuiti e proprio perchè diminuiti il Governo non ha ritenuto di continuare con l'onerosa politica del taglio delle accise, solo sospese, mai abolite.

La benzina costa meno di quando era arrivata a superare i due euro al litro grazie alla politica di Draghi che, sapendo di scaricare su altri il problema, aveva sospeso (ma non abolito) le accise.

Analogamente si parla di taglio alle pensioni (più alte) ma anche qui non è vero.

Le pensioni (più alte ... e ci sarebbe molto da ridire sul definire alte pensioni da 30mila euro all'anno) verranno incrementate in percentuale inferiore al tasso previsto di inflazione che viene invece interamente riconosciuto a quelle più basse.

E' giusto ? No.

Giusto sarebbe abolire TUTTE le accise sui carburanti, rivalutare le pensioni per l'inflazione reale, abolire TUTTE le tasse sui risparmi, sulle case, sui guadagni di borsa, sui depositi per limitarsi ad una tassa piatta uguale per tutti, autonomi e dipendenti, tanto chi guadagna di più, pagherebbe comunque di più, ma avremmo più soldi in tasca e ognuno si pagherebbe il suo in base alle proprie esigenze e possibilità, secondo una sana economia di famiglia.

Ma per realizzare uno stato liberale ideale, occorrerebbe abolire tutti i bonus, le mancette, le rottamazioni, le deduzioni, le detrazioni, i contributi, le spese ideologiche come quelle per il mantenimento dei clandestini e dei parassiti da divano.

Esattamente TUTTE le spese che quelli che oggi si scandalizzano per la fine della sospensione del pagamento delle accise, vogliono stolidamente continuare e aumentare, blaterando su nuove tasse, patrimoniali, extra profitti, riforma del catasto.

Perchè i cattocomunisti che fanno finta di non capire che il Governo Meloni sta gestendo una eredità passiva dei loro undici anni di governo, inclusi tutti gli impegni di spesa, non aumenta le tasse, mentre ad aumentarle o ad inventarne di nuove sono sempre solo loro come è dimostrato dall'aumento dell'addizionale Irpef regionale nel Lazio di Zingaretti.

Le "informazioni" a senso unico, ripetute ogni mezz'ora dai vari telegiornali e reiterate sulla stampa, sono così presentate in modo tale da indurre a pensare che le cose vadano male, che il futuro è nero e che non valga la pena impegnarsi perchè la situazione generale impedirebbe ogni reale progresso e miglioramento.

In sostanza le truppe cammellate dei cattocomunisti stanno sabotando gli sforzi del Governo Meloni di incentivare uno spirito ottimista e orgoglioso, sabotando quindi le prospettive di crescita e rinascita dell'Italia.

Lo sappiamo e la cura è evitare tali propagandisti dell'informazione faziosa.

Confidando anche che il Governo Meloni faccia la sua parte, privatizzando la Rai e cessando ogni contributo pubblico per mantenere giornali, radio e televisioni che dovrebbero invece vivere solo in funzione dei lettori che comprano, guardano e ascoltano il programma.

E' ora di smetterla di finanziare chi rema contro la nostra Nazione.

02 gennaio 2023

L'Era Meloni

Passate le urgenze, affrontate con piglio da bersagliere in soli due mesi, passati i provvedimenti sull'energia che, da soli, si sono mangiati i due terzi della manovra, approvata la manovra economica con qualche soddisfazione per gli Elettori del Centro Destra ma, per lo più, con scelte obbligate, assunti un paio di provvedimenti che caratterizzano da subito l'essenza politica del Governo, inizia oggi la vera Era Meloni.

Perchè è sul passo lungo che dovremo valutare quante delle aspettative accese dal risultato del 25 settembre saranno confermate e a quante dovremo rinunciare.

E non sono tutte questioni che avranno facile consumo giornalistico come il contrasto all'immigrazione clandestina, alle ong o la politica fiscale e pensionistica, ci sono anche questioni che avranno qualche editoriale, ma saranno per lo più accantonate in pagine interne, specialistiche.

Come la nomina di una settantina di amministratori di società pubbliche o partecipate.

Eni, Enel, Leonardo, Monte dei Paschi, sono solo alcuni nomi, i primi, che mi vengono in mente e già si capisce quanta rilevanza possa avere per il Governo Meloni riuscire ad avere la dirigenza delle aziende pubbliche allineata con lo spirito che la Meloni vuole imprimere al suo Governo.

Le nomine rappresentano l'unica occasione di un vago spoil system, non previsto nel nostro sistema (purtroppo) e possono porre le basi per una crescita del Centro Destra in territori solitamente ostili.

Perchè è ormai sotto gli occhi di tutti che i mondi dell'economia, della finanza, dello spettacolo e praticamente tutti i settori pubblici, sono le roccaforti del consenso cattocomunista, per i privilegi, gli automatismi di carriera, le garanzie sul posto e del posto di lavoro, la possibilità di spendere prelevando non dai propri portafogli, ma mungendo quella generosa vacca che è lo stato, alimentato dalle nostre tasse.

Il Centro Destra vince le elezioni perchè la maggioranza della popolazione lo vota in base a scelte ideali, in adesione ad un progetto sociale e civile che, però, trova ostili i parrucconi, i sepolcri imbiancati che, con il sistema vigente, hanno trovato le proprie gratificazioni e la propria scalata sociale ed economica.

Darei per scontato che alcuni dei dirigenti che vanno a scadenza abbiano già cambiato la camicia, togliendosi quella rossa e indossando quella blu, azzurra o verde, cercando nuovi padrini e cercando di conseguire attestati "ante marcia".

E' sempre stato così e sarà sempre così e, forse, tra quelli ci sarà anche qualcuno di valore, il cui contributo, con qualsiasi governo, sarebbe utile in quel determinato settore di competenza.

Ma la Meloni non può, semplicemente, mescolare le carte con un semplice giro di poltrone, la Meloni può e deve impostare un lavoro di lunga prospettiva che faccia emergere nomi nuovi, non collusi con i governi degli ultimi undici anni, una parte dei quali, diamo per scontato, al cambio di governo, cambierà anche la camicia, ma con altri che manterranno una coerenza ideale e politica e che formeranno quindi quella classe dirigente in campo economico, finanziario, culturale, sindacale che si formerà con il Centro Destra di governo.

L'Era Meloni sarà giudicata anche da come e quanto avrà saputo crescere una nuova Italia dell'economia pubblica e della informazione.

31 dicembre 2022

Dopo una fine c'è sempre un nuovo inizio

Il 2022 si chiude simbolicamente con l'immagine di Papa Benedetto XVI, per molti credenti l'unico, vero Papa, morto il 31 dicembre.

Una morte certo non improvvisa, anche per la veneranda età del Santo Padre, ma che, cadendo l'ultimo dell'anno, assume un significato fortemente simbolico ed evocativo.

Un'altra Era comincia in concomitanza con il primo gennaio, data da molti assunta come inizio di qualcosa (dal primo gennaio inizio una dieta, dal primo gennaio ricomincio a fare sport, dal primo gennaio non faccio più questo e farò quello ...).

I velocizzati tempi della Storia ci portano a considerare già superati eventi che, in altri momenti, sarebbero stati centellinati come quello di un trapasso tra mondi diversi o, più concretamente, con lo stesso mondo che cambia, che si evolve.

Un po' come il clima che, al netto degli urlatori che fanno del terrorismo ambientale il loro business, cambia sempre,  ogni anno, in ogni epoca, in ogni latitudine e che deve solo essere compreso e seguito, adattando le nostre esigenze alle mutate condizioni sulle quali nulla possiamo.

In questo anno che si chiude con l'immagine di Papa Benedetto XVI, abbiamo visto tanti eventi che ci hanno portato tanti cambiamenti in peggio ed in meglio.

Come sempre lutti e gioie si sono spartite l'anno e ognuno di noi ha avuto parte delle une e delle altre, nella consapevolezza che, tra dieci anni, ricorderemo, fortunatamente, più le cose belle che le sofferenze.

Eventi privati, individuali, ma anche eventi che hanno coinvolto collettivamente tutti noi.

L'anno che si chiude con la morte di Papa Benedetto XVI ha anche visto la scomparsa della Regina Elisabetta II, l'unica Regina che la mia generazione abbia mai conosciuto, nati e vissuti con un riferimento, sia pur di uno stato estero, come quello e ci pare molto strano sentir parlare di Re Carlo III o sentire intonare God save the King e non più the Queen.

In Italia un corale voto autunnale ha archiviato, speriamo per lungo tempo, la stagione dei governi cattocomunisti, quelli delle restrizioni delle libertà individuali, delle tasse, della deriva morale e sociale, della svendita della nostra Identità e Sovranità, per mettere nelle mani di una esile donna il nostro futuro, con tante aspettative che in parte andranno deluse ma che speriamo in parte trovino risposte che ci facciano sorridere, almeno tanto quanto fanno schiumare i cattocomunisti come abbiamo visto ieri alla Camera dove è passato il cosiddetto decreto rave.

Non so e neanche mi ci metto ad immaginarmi novello "Passeggere" che interroga il Venditore di Almanacchi.

E' facile pensare che nel 2023 avremo gioie e sofferenze come in tutti gli altri anni della nostra vita, sperando che, almeno, le seconde possano essere compensate dalle prime perchè tutti noi, individualmente e come Umanità, possiamo fare un passo avanti verso un futuro di Benessere e di Sicurezza e non avvitarci in sordide pulsioni che sono la strada per la distruzione, individuale e collettiva, di una Nazione, di una Società e di una Civiltà.

Buon 2023.