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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 dicembre 2022

Dopo una fine c'è sempre un nuovo inizio

Il 2022 si chiude simbolicamente con l'immagine di Papa Benedetto XVI, per molti credenti l'unico, vero Papa, morto il 31 dicembre.

Una morte certo non improvvisa, anche per la veneranda età del Santo Padre, ma che, cadendo l'ultimo dell'anno, assume un significato fortemente simbolico ed evocativo.

Un'altra Era comincia in concomitanza con il primo gennaio, data da molti assunta come inizio di qualcosa (dal primo gennaio inizio una dieta, dal primo gennaio ricomincio a fare sport, dal primo gennaio non faccio più questo e farò quello ...).

I velocizzati tempi della Storia ci portano a considerare già superati eventi che, in altri momenti, sarebbero stati centellinati come quello di un trapasso tra mondi diversi o, più concretamente, con lo stesso mondo che cambia, che si evolve.

Un po' come il clima che, al netto degli urlatori che fanno del terrorismo ambientale il loro business, cambia sempre,  ogni anno, in ogni epoca, in ogni latitudine e che deve solo essere compreso e seguito, adattando le nostre esigenze alle mutate condizioni sulle quali nulla possiamo.

In questo anno che si chiude con l'immagine di Papa Benedetto XVI, abbiamo visto tanti eventi che ci hanno portato tanti cambiamenti in peggio ed in meglio.

Come sempre lutti e gioie si sono spartite l'anno e ognuno di noi ha avuto parte delle une e delle altre, nella consapevolezza che, tra dieci anni, ricorderemo, fortunatamente, più le cose belle che le sofferenze.

Eventi privati, individuali, ma anche eventi che hanno coinvolto collettivamente tutti noi.

L'anno che si chiude con la morte di Papa Benedetto XVI ha anche visto la scomparsa della Regina Elisabetta II, l'unica Regina che la mia generazione abbia mai conosciuto, nati e vissuti con un riferimento, sia pur di uno stato estero, come quello e ci pare molto strano sentir parlare di Re Carlo III o sentire intonare God save the King e non più the Queen.

In Italia un corale voto autunnale ha archiviato, speriamo per lungo tempo, la stagione dei governi cattocomunisti, quelli delle restrizioni delle libertà individuali, delle tasse, della deriva morale e sociale, della svendita della nostra Identità e Sovranità, per mettere nelle mani di una esile donna il nostro futuro, con tante aspettative che in parte andranno deluse ma che speriamo in parte trovino risposte che ci facciano sorridere, almeno tanto quanto fanno schiumare i cattocomunisti come abbiamo visto ieri alla Camera dove è passato il cosiddetto decreto rave.

Non so e neanche mi ci metto ad immaginarmi novello "Passeggere" che interroga il Venditore di Almanacchi.

E' facile pensare che nel 2023 avremo gioie e sofferenze come in tutti gli altri anni della nostra vita, sperando che, almeno, le seconde possano essere compensate dalle prime perchè tutti noi, individualmente e come Umanità, possiamo fare un passo avanti verso un futuro di Benessere e di Sicurezza e non avvitarci in sordide pulsioni che sono la strada per la distruzione, individuale e collettiva, di una Nazione, di una Società e di una Civiltà.

Buon 2023. 

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