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16 ottobre 2015

Pagare i debiti vendendo i beni artistici



Il sindaco di Venezia Brugnaro ha rotto un tabù: vendere i beni artistici.
Per la verità ha solo pronunciato le parole che suscitano gli anatemi dei comunisti e degli statalisti in genere, ma intanto se ne è parlato e se ne dovrà parlare.
Brugnaro ha ipotizzato di vendere un paio di quadri per sistemare le scuole di Venezia.
Giusto.
Io rilancio.
Vendere tutto il vendibile per azzerare il debito pubblico.
Del resto ogni famiglia, quando non riesce ad arrivare a fine mese, vende pezzi del patrimonio, uno stato deve fare altrettanto, invece di estorcere denaro in continuazione ai cittadini,
Ad una condizione essenziale, però.
Dopo aver ripianato il debito, non un centesimo deve essere speso e solo per i compiti fondamentali di uno stato (Ordine Interno, Difesa dal nemico esterno, Giustizia, Rapporti con le altre Entità statuali) se prima non lo si ha in cassa.
Quindi gente come Renzi e compagni che straparla menando vanto ma aumenta il debito pubblico, non può toccare il nostro patrimonio artistico.
Renzi e compagni possono (devono) però privatizzare la scuola (visto che gli istituti continuano a chiedere soldi extra ai genitori per questa o quella iniziativa), la sanità (visto che comunque paghiamo i ticket e nel modo assurdo per cui chi più paga di contributi più paga anche di ticket, oltre a dover pagare di nuovo per essere curato veramente andando in strutture private) e tagliare drasticamente il personale che tiene in vita la burocrazia di stato.
Pagare i debiti è doveroso e si può.
Ma è il dopo che preoccupa, perchè con i Renzi si ricomincerebbe a fare debiti come e più di prima.



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5 commenti:

Nessie ha detto...

A parte il fatto che questa sparata di Brugnaro (sindaco di Venezia) ha il placet di Renzi. E già questo mi rende sospettosa. Poi, bisognerebbe mettere le amministrazioni nelle condizioni di non indebitarsi. Ma non trattarle come delle aziendine che se vanno in deficit falliscono. Qui due opinioni a confronto di due illustri critici d'arte:

Philippa Daverio (che fu vicino alla Lega, durante l'amministrazione Formentini a MI)
Vittorio Sgarbi:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/10/10/news/vendere-klimt-per-risanare-i-conti-daverio-e-sgarbi-a-confronto-pura-balla-idea-geniale-1.12239531

io sono d'accordo con Daverio, anche se quelle di Sgarbi sono buoni argomenti circa Klimt e Chagall che non appartengono direttamente al nostro patrimonio artistico. Ma di questo passo venderemo Rialto e il Palazzo Ducale ai predoni della finanza. E questo è INCONCEPIBILE. Inutile associare la salvaguardia del nostro patrimonio ai "comunisti". Anche moltissimi elettori di destra sono in disaccordo.

Massimo ha detto...

Ho posto una condizione stringente ...

Luca Griggi ha detto...

Salve a tutti uno Stato non è come una famiglia se ha sovranità monetaria e vendere le opere d'arte per ripianare il debito pubblico lo ritengo errato. Il debito pubblico si ripaga crescendo e non è la causa della crisi perché la causa della crisi è il debito privato causato dall'adozione di uns moneta troppo forte.
Cordiali Saluti

Massimo ha detto...

Ma l'Italia ha progressivamente, con l'euro più che mai, abdicato alla Sovranità Monetaria che è uno degli elementi essenziali per l'Indipendenza di uno stato degno di questo nome. La questione del "ripianare il debito crescendo" è meramente teorica. Quando si cresce le risorse vengono spese (per gli stipendi pubblici, per le opere cosiddette "pubbliche", per ridurre i costi delle prestazioni di servizi al di sotto del loro reale prezzo e anche - soprattutto ? - per dare soddisfazione alle clientele del potere). Vedo poi molto improbabile una crescita tale da riuscire a coprire 2,3 mila miliari di debito. Mentre la ricchezza artistica dell'Italia è pari se non superiore a tale debito. Saremo liberi e sovrani solo quando non avremo più alcun debito. Esattamente come una famiglia.

Luca Griggi ha detto...

Non c'è nessuno stato con debito pubblico in valori assoluti pari a zero. Dovremmo fare avanzi di bilancio molto sostenuti per ottenerlo. Per ottenerlo dobbiamo 1 ) aumentare le entrate 2 ) diminuire le uscite. Tagliando la spesa però si ha un effetto recessivo che si ripercuote anche sulle entrate. Tentare di aumentare le entrate aumentando le tasse è fallimentare monti docet.
Quindi mia idea è
1) recupero sovranità monetaria
2) nazionalizzazione banca d'Italia
3) Spesa a deficit e taglio di tasse per far uscire il Paese dalla recessione non per darla alle clientele ma indirizzata verso il settore produttivo
4 ) Taglio di spesa pubblica solo quando si è in crescita
L'idea di vendere opere d'arte, di Brugnaro mi sembra una anticipazione dello European Redemption Found progetto dell'Unione Sovietica Europea.