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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

17 marzo 2023

L'invidia si accompagna sempre all'ignoranza

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le linee guida della riforma fiscale che, entro 24 mesi, ci porteranno ad un sistema fiscale più umano e meno invasivo.

I cattocomunisti, che prosperanoo sperperando i soldi che prelevano dai redditi e dai risparmi altrui, scendono in piazza capeggiati da Landini e dalla Schlein per contestare una riforma di cui non si conoscono ancora gli specifici numeri, ma solo l'obiettivo intermedio e finale: riduzione del numero e dell'incidenza delle aliquote e tassa piatta.

Landini contesta le linee guida perchè favorirebbero chi ha di più, dicendo che se si riducono le aliquote più basse, ci guadagnano di più i redditi alti.

In sostanza la politica della sinistra è sempre fondata sul binomio invidia + ignoranza.

Gli invidiosi sono una brutta razza, perchè sono coloro che non riuscendo, per i propri meriti, a raggiungere determinati obiettivi, allora cercano di impedire che altri li raggiungano.

Invece di guardare a quello che loro stessi riescono a salvare da un fisco meno rapace e che comunque rappresenta un incremento della loro capacità di spendere per quel che desiderano, si rovinano il fegato pensando che altri ottengono più di loro.

Landini e la Schlein, parlando di "redistribuzione del reddito", vorrebbero che chi lavora, produce e svolge professioni ben retribuite perchè il Mercato quello vuole, si adattino a percepire meno del loro valore per incrementare il reddito di chi svolge un lavoro meno ambito dal Mercato, ponendo un tappo enorme ad ogni sviluppo e progresso che nasce anche dallo spirito di emulazione, dall'ambizione di migliorarsi.

Landini e la Schlein aspirano ad un livellamento verso il basso, imponendo correttivi che ostacolino chi sa fare, chi merita, per favorire chi è più indolente o, semplicemente, meno capace, causando un rallentamento, quando non un rallentamento, nel progresso dell'Umanità.

Le linee guida della riforma fiscale sono un inizio, per restituire ai singoli le decisioni sulla propria vita, restituendo la capacità di spendere per i propri desideri, con proprie scelte autonome, che al momento ci è fortemente limitata dal dirigismo statalista e assistenzialista che ci sottrae con le tasse il denaro che guadagniamo per dirottarlo verso provvedimenti clientelari.

Meno tasse per tutti, significa anche meno sperpero statalista.

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