Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

01 settembre 2006

La mediocrità per nulla aurea della sinistra


Quando Orazio, se ricordo bene, coniò l'espressione “aurea mediocritas” sicuramente non aveva davanti a se un panorama come quello politico italiano uscito dalle elezioni del 9 e 10 aprile scorsi..
Magari in quel contesto poteva andare bene collocarsi in una posizione che non fosse né in cima, né in fondo.
Purtroppo per noi Italiani la scelta suicida di affidare l’amministrazione dello stato ad un gruppo di funzionarietti di partito, boiardi di stato e burocrati finanziari, sta dissipando in pochi mesi il patrimonio acquisito da cinque anni di buon governo che, sfortunatamente, ha lasciato loro un discreto margine di manovra che si evidenzia con la crescita del PIL e le cospicue entrate tributarie del primo semestre.
Situazione ben differente dai 40000 miliardi di “buco rosso” lasciato in eredità a Berlusconi dal trio Prodi-D’alema-Amato, oggi disgraziatamente di nuovo con le mani nelle nostre tasche pel tramite di Visco.
Se guardiamo ai provvedimenti assunti e a quelli preannunciati, vediamo il trionfo della gretta mediocrità di chi è ora – temporaneamente come precisa sempre il mio amico Starsandbars oggi felicemente a New York – al governo dell’Italia, contro quel 50% (e probabilmente in realtà anche più) di Italiani che hanno votato per la Casa delle Libertà.
Una chiara volontà di “distinguersi”, di fare esattamente il contrario di quel che era stato fatto, nell’interesse degli Italiani e dell’Italia, dal Governo Berlusconi.
Una compagine governativa che è la più pesante numericamente della storia.
Un provvedimento millantato (e qualche liberale c’è pure cascato) come “liberalizzazione” ma che in realtà porta alla sovietizzazione dei rapporti tra privati ed allo spionaggio fiscale.
Un’avventura militare inutile, costosa, senza fine.
Il rinvio e/o l’adulterazione di riforme importanti come quella della scuola e della giustizia
L’aggressione ai risparmi degli Italiani.
L’aggressione alla libera iniziativa imprenditoriale.
L’aggressione al Presidente Berlusconi con l’annosa baggianata del “conflitto di interessi”.
L’assalto alla Rai, nuovamente vista come una riserva per amici e sodali
Una reazione da piccoli, meschini, pigmei che cercano, senza riuscirci, con il numero, di mettersi all’altezza di un gigante.
E di conserva le lobbies che hanno contribuito ad eleggere questi qua, che alzano la testa, riducendo gli spazi di libertà degli Italiani.
In tutto questo vedo con piacere come tanti bloggers di Centro Destra contestano la scarsa incisività della opposizione, a cominciare dall’assenso preannunciato (ma si fa ancora in tempo a dire di “no”) alla scampagnata in Libano, per proseguire con le indecenti tentazioni all’inciucio formato Grosse Koalition, per arrivare al silenziatore sui controlli dei verbali degli scrutini e sulle manifestazioni, come lo sciopero fiscale, da intraprendere contro la sinistra.
Allora invito tutti quelli che vorrebbero una CdL più incisiva e decisa, fino al punto di scendere nelle piazze, a scrivere … non genericamente ai partiti, ma ad un singolo parlamentare, che è anche giornalista e che ha manifestato in questi giorni, ripetutamente, analoghi sentimenti.
Facile, facile, perché la sua mail è riportata quasi quotidianamente in calce ai suoi articoli ne Il Giornale : p.guzzanti@mclink.it
Intanto proviamo, in tal modo, a far sapere il nostro “no” ai compromessi con una sinistra dalla quale siamo e vogliamo restare distinti e distanti, ed alla quale ci unisce solo una cittadinanza scritta nella carta di identità, ma che non ha più alcun valore fondante condiviso per restare comune.

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31 agosto 2006

Non si dialoga con chi ci odia


La vicenda Mastella/Casini e l’indegna pubblicità a pagamento dell’Ucoii, ripropongono la questione del “dialogo” che addirittura, in alcune teste, sfocia nella "grande coalizione".
Questione appesantita dalla incauta decisione della Casa delle Libertà di votare a favore della scampagnata in Libano decisa entusiasticamente da una sinistra che spererebbe di mettersi a fare “pum!” contro uno dei più forti eserciti del mondo e a difesa dei loro sodali di passeggiate tra le macerie che sono i terroristi musulmani di hetzbollah.
Credo che nei rapporti privati e professionali, quando si incontra una persona che ripetutamente ti offende, quando si incontra un’azienda che cerca di “mangiare” la tua, quando si incontra un collega la cui missione è farti lo sgambetto, il minimo che una persona normale possa fare è troncare ogni rapporto.
Così in politica abbiamo la sinistra che ha passato 12 anni ad insultare e diffamare Silvio Berlusconi (e adesso continua nella sua persecuzione ad personam riproponendo quella enorme baggianata del "conflitto di interessi") e, a cascata ed a seconda dei momenti, anche tutti i sostenitori, militanti ed elettori, della Casa delle Libertà.
Una sinistra che, per cinque anni, non ha fatto altro che odiare il Governo, contrastare ogni sua iniziativa anche diffondendo ad arte, tramite pennivendoli compiacenti, colossali baggianate pur di creare ostacoli all’azione di Governo.
Una sinistra che, conquistata una maggioranza, peraltro risicatissima, per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere, tenta di scardinare l’impianto riformatore del Governo Berlusconi.
Una sinistra che, dopo aver cercato di puntellare Saddam con ripetute manifestazioni di piazza, ambisce ad un posto al sole come forza di “interposizione”, cioè di protezione dei terroristi di hetzbollah.
Mi domando: come si può anche solo pensare di dialogare con una simile sinistra ?
E questo vale anche per i rapporti con gli islamici.
Per farla breve.
I musulmani hanno una storia di splendori e miserie.
Oggi per loro sono rimaste solo le miserie di una subcultura, che segna il passo, come minimo, a sei secoli fa.
Odiano l’Occidente, odiano gli Occidentali, odiano il nostro sistema di vita, odiano il nostro modello di sviluppo, ma vorrebbero beneficiarne, incamerandone il benessere.
Ci odiano e ci vogliono distruggere per sostituirsi a noi, senza sapere che il nostro benessere non discende dal cielo, ma è frutto di un lavoro integrato in un modello di sviluppo e in un Civiltà che ci consente questo tenore di vita.
Mi domando: come si può anche solo pensare di dialogare con chi ci odia al punto da programmare ripetutamente attentati contro di noi ?
E’ opportuno riflettere su questo, perché è sin troppo facile proporre discorsi grondanti “buoni” sentimenti che suscitano commozione e fanno brillare una lacrimuccia negli occhi.
La vecchia saggezza popolare diceva che “le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni”.
Se non ci rendiamo conto che illudersi dell’onestà intellettuale della sinistra o illudersi che le seconde o terze generazioni dei musulmani divenuti con troppo facilità cittadini italiani, mette a rischio la nostra Civiltà, il nostro Benessere, la nostra Libertà, siamo già nel baratro degli anni bui.
Non si dialoga con chi ci odia.

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30 agosto 2006

Ma che ci vanno a fare in Libano ?


Una missione militare deve, ha l’obbligo, di portare un utile alla nazione che la organizza.
Qual è l’utile per gli Italiani nell’andare in Libano ?
Nessuno.
Andiamo e difendere nostri connazionali ?
NO!
Andiamo a difendere nostri interessi economici ?
NO!
Andiamo a estirpare il cancro del terrorismo musulmano ?
NO!
L’utile ci sarebbe se affiancassimo l’esercito israeliano per dare la caccia ai terroristi di hetzbollah sulla base del principio che un mondo nel quale ogni giorno fosse disinnescato un terrorista sarebbe un mondo migliore.
Ma così non è, anzi andiamo in Libano per “interporci” tra i terroristi e chi dà loro la caccia.
A simili condizioni questa missione non è la "mia" missione come come lo furono quelle in Afghanistan e Iraq e la sento estranea.
E il mio “NO” al Libano è totale e senza appello.
Mi dispiace vedere che la Casa delle Libertà si presti al gioco della sinistra, fornendole copertura morale e politica con il voto favorevole.
E’ un dato sul quale riflettere, visto e considerato che in tanti nel Centro Destra mi sembra di vedere solo ed esclusivamente contrarietà.
Berlusconi ha però ancora alcuni giorni, fino al voto sul decreto, per ravvedersi e dare soddisfazione agli Italiani che l'hanno votato, esprimendo un secco rifiuto a rendersi complice di una simile, inutile, esibizione propagandistica, costosa e rischiosa, senza peraltro una finalità di pregio.
Se Prodi e D'Alema voglio "interporsi" per salvaguardare i terroristi musulmani hetzbollah che senza la tregua sarebbero stati ridotti all'osso, mandino i loro adepti, non le truppe Italiane.
Proteggerli dalla giusta punizione che può arrivare per mano israeliana è un autogol di cui ci pentiremo quando in Italia arriveremo al redde rationem con gli immigrati islamici: perché non illudiamoci, ci arriveremo e più passa il tempo, più la deflagrazione assomiglierà ad un autentico big bang, soprattutto se la sinistra riuscirà a far passare le sue follie sulla cittadinanza e la revisione della Bossi-Fini.
Interporsi, non scegliere, essere "equivicinanti" tra il Bene e il Male, significa schierarsi con il Male che in Libano è rappresentato dal terrorismo islamico di hetzbollah.
Ed il ridicolo tracima nel leggere le dichiarazioni di D'alema che, entusiasta della missione, dice che il nostro ruolo deriva dal fatto che siamo "amici" di entrambi i contendenti.
Poichè i contendenti sono gli Israeliani e i terroristi musulmani, forse sarà lui amico dei terroristi, io no di certo e quindi mi dissocio dall'iniziativa: NOT IN MY NAME !


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29 agosto 2006

La figura di kopros l’ha fatta Mastella,non Casini


Fa notizia l’intervista di Mastella al Corsera (alla ricerca di riconquistare copie dopo il suicida endorsement alla sinistra) nella quale, in sostanza, dice che:
1) Casini gli telefona ogni giorno per chiedergli di abbandonare la sinistra;
2) Lui (Mastella) non si fida perché Casini gli ha già tirato un bidone quando ha rotto un “patto segreto” che prevedeva, una volta approvata la legge elettorale proporzionale, di fare una lista centrista;
3) Casini ha giustitificato il suo comportamento e le sue telefonate per spingere ad una grande coalizione che metta fuori causa Berlusconi cui Casini si sostituirebbe
4) Casini mira a destabilizzare la Casa delle Libertà per costringere alla resa Berlusconi e prenderne il posto.

E sarebbe uno scoop, questo ?
Chiunque non abbia gli occhi foderati di … mortadella, aveva capito da tempo il disegno di Casini, ma anche Berlusconi non è né cieco, né sordo.
L’ambizione di Casini non è in discussione.
E’ una ambizione legittima, come lo sono tutte.
Meno legittimo sarebbe complottare per esautorare Berlusconi.
Ma Casini, voglio qui ricordarlo, nel 1996, dopo la sconfitta elettorale, a differenza di Mastella, non abbandonò il Centro Destra per puntellare il governo D’alema.
E Casini, ricordiamocelo, ha sempre militato nel Centro Destra, scegliendo, nel momento in cui la DC deflagrò, la strada forse più difficile: l’alleanza con Silvio Berlusconi contro la “gioiosa macchina da guerra” dei cattocomunisti di Ochetto.
E’ vero, il grande passo lo fece assieme a Mastella (i “dioscuri” li chiamavano) ma poi Mastella non si mostrò affidabile.
Ma soprattutto: che razza di persona è uno (che tra l’altro ricoprirebbe l’incarico – temporaneo - di ministro della giustizia !!!) che spiattella a un quotidiano progetti e colloqui presumibilmente di natura riservata ?
Quale affidabilità può avere ?
E se lo ha fatto per mostrare ai suoi alleati di sinistra la sua “fedeltà”, come questi possono fidarsi di uno che riferisce alla stampa i colloqui con gli amici ?
La figura di kopros l’ha fatta Mastella,non Casini.
Confermata anche dopo che, intervistato da Emilio Fede nel TG4 delle 19 di ieri, ha parzialmente rettificato il tiro.

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28 agosto 2006

Le ombre rosse sulle banche si sono ora materializzate


Un anno fa, il 15 luglio 2005 ne Il Castello ancora non trasformato nell’attuale aggregatore di area, a margine della vicenda che occupava la stampa sulle scalate mancate di Unipol e BPI, facemmo accenno a Bazoli e Passera di Banca Intesa, titolando, appunto, “Ombre rosse sulle banche”.
Quindi segnalammo come i principali esponenti di banca (dai già citati Bazoli e Passera, a Profumo, a Salza) si erano disciplinatamente messi in fila per votare alle primarie della sinistra, gettando così la maschera e dichiarando la loro appartenenza politica, nella speranza – centrata – di ottenere cospicui vantaggi.
Ed ecco che giunge il momento di passare all'incasso.
In prima battuta con le sovietizzazioni che impongono l’abolizione del contante e l’uso coatto di carte di credito, bonifici e assegni per pagare le prestazioni dei professionisti, dando così il via alla più gigantesca schedatura di regime appaltata (ovviamente con benefici in termini di aumento della clientela e imposizione di commissioni vantaggiose) alle banche.
Quindi, pronubo Prodi, benedicendo una maxiaggregazione bancaria tra Banca Intesa e San Paolo-Imi.
Molto avrete già letto.
Quanti dipendenti (oltre centomila).
Quanti sportelli (oltre seimila).
Quanta capitalizzazione (65 miliardi di euro).
Quanti clienti (13 milioni).
Singolarmente sono già apparsi gli organigrammi:
Giovanni Bazoli (Banca Intesa) presidente del consiglio di sorveglianza,
Enrico Salza (San Paolo) presidente del consiglio di gestione,
Corrado Passera (Banca Intesa) amministratore delegato e
Pietro Modiano (San Paolo) direttore generale.
Un bel quadrumvirato per non negare una poltrona a nessuno.
Utilizzando, tra l’altro, la riforma del diritto societario del Governo Berlusconi che, rivedendo le norme del 1942 sulle società, ha introdotto nel nostro ordinamento il sistema duale che è, appunto, quello utilizzato dai nuovi quadrumviri perchè nessuno rimanga senza cadrega (e pensare che adesso i giornali che disprezzavano quella riforma chiamandola “falso in bilancio”, si spellano le mani per applaudire cotanto genio e modernità !).
I numeri sono stati dati e gli ambienti finanziari sono entusiasti.
Ma è tutt’oro quello che luccica ? Vediamo alcuni aspetti, peraltro noti, che sintetizzo in sequenza.

Banca Intesa e San Paolo avevano già approfittato delle amicizie politiche (di sinistra) per diventare quello che sono ora.
Tutte le fusioni bancarie, infatti, sono state architettate ed eseguite nel quinquennio 1996-2001, quando al governo c’era la stessa coalizione di oggi.
Sgravi fiscali (poi bocciati persino dall'europa), percorso (fondo solidarietà del credito) ad hoc per collocare gli “esuberi” di personale, percorsi studiati per l’acquisto da parte non di chiunque (veggasi lo stop giudiziario imposto solo un anno fa a BPI su Antonveneta a, in altro campo, all'acquisizione del Corsera da parte di Ricucci), ma specificatamente di quei personaggi che, come abbiamo visto, appertengono alla stessa "parrocchia".
Così avvenne che il presidente di una piccola banca privata, Giovanni Bazoli, divenne il numero uno di una aggregazione che comprendeva le potenti Casse di Risparmio della Provincia Lombarda (Cariplo) e persino la Banca Commerciale Italiana, oltre a altri istituti minori come Friuladria, Cariparma e numerose casse di risparmio del centro Italia.
Analogamente sul versante torinese, vennero concessi Cardine (il gruppo delle ricche casse di risparmio di Padova, Venezia, Bologna, Udine e Pordenone) e anche il Banco di Napoli, per nulla “ricco”, ma capillarmente presente nel meridione.

Per “sistemare” i grossi bocconi trangugiati, i vari istituti dovettero organizzarsi e chi ne fece le spese se non clienti e dipendenti ?
Emblematica l’operazione con la quale la futura Banca Intesa vendette oltre cento sportelli “tutto incluso” a tre istituti: la maggior parte all’Unipol (toh, chi spunta!), Banca Popolare di Vicenza e Cassa di risparmio di Genova.
“Tutto incluso” significa, compreso di arredi, mura e … clienti e dipendenti (sui giornali adesso si legge di un surplus tra i 300 e i 600 sportelli: piatto ricco !).

Ma non bastava.
Così si ricorse al fondo “esuberi”: per Banca Intesa furono oltre 7000 i dipendenti messi anticipatamente in pensione, fruendo dell’apposito accordo recepito con decreto del ministro del lavoro e oggi già prorogato al 2020 rispetto alla scadenza iniziale del 2010 (sui giornali adesso si legge che i dipendenti in eccesso sarebbero 15.000!).

Mentre tutto questo veniva posto in essere, i dirigenti continuavano a percepire remunerazioni altissime, chiedendo peraltro ai dipendenti di “sacrificarsi” con mobilità, rinuncia al premio aziendale, accollo di sempre maggiori carichi di lavoro, essendosi ridotti di numero, ma con la medesima quantità di lavoro (persino aumentata grazie a tutti gli adempimenti burocratici anche voluti dalle associazioni dei consumatori sulla “trasparenza”) e altri “interventi” per ridurre i costi su vari aspetti della vita aziendale.

Adesso si ricomincia.
Una fusione che è la più grande in assoluto mai proposta in Italia.
Una fusione che porta la nuova banca a detenere il 44% del capitale di … Banca d’Italia: come a dire che un solo istituto detiene il 44% di chi ne dovrebbe controllare l’operato.
Una fusione che porterà inevitabilmente con se, qualche leggina ad hoc e, se non saranno di nuovo sgravi fiscali, potrà essere una revisione dell’età pensionabile per consentire di accollare all’Inps (cioè alla collettività nazionale) i dipendenti troppo … “esuberanti”.
E se qualcuno pensa che il cittadino “qualunque”, cioè l’imprenditore, il piccolo artigiano, il professionista, il dipendente di altri settori, il pensionato, possa avere dei vantaggi, si tolga ogni illusione dalla testa.
Abbiamo già visto come la nuova banca terrà salde posizioni in chi (Banca d’Italia) dovrebbe controllarla.
Ma questa operazione, riducendo il personale porterà ulteriori rallentamenti nella operatività di ogni giorno ed essendo condizionata dagli azionisti, avrà una dirigenza che dovrà presentare conti sempre in progressivo, cospicuo utile, che non può esser realizzato se non tramite una politica particolarmente aggressiva all'esterno e all'interno.
Porterà a veder ridotta la concorrenza perché si ridurranno le banche in competizione.
Vi ricordate quando in campagna elettorale Silvio Berlusconi elencava tutte quelle corporazioni okkupate dai cattocomunisti?
Enti, grosse industrie indebitate, media (stampa e televisione), magistratura ... e invitava a non regalare loro anche il potere politico che, unico, era rimasto tra loro e il regime ?
Ancora una volta il Cavaliere aveva ragione e torto i suoi detrattori, e nessuno di quelli che prima, favoleggiando su fantasiosi retroscena, strepitavano contro Berlusconi sembra voler fare ammenda: improvvisamenti ciechi, sordi e muti.

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26 agosto 2006

Solidarietà al Capitano Piccinini e alla Marina Militare


Oltre al danno la beffa
Ricky con il suo nuovo blog ha ripreso una notizia e un invito relativo alla vicenda che coinvolge il Capitano di Fregata Piccinini, Comandante del Pattugliatore “Minerva”.
Già noi Italiani subiamo il danno di dover raccogliere gli illegali che cercano di approdare sulle nostre coste con costi materiali ed umani notevoli e tutti prelevati dalle nostre tasche, invece di adottare il respingimento all’australiana e lasciare che sia – come dovrebbe essere – la comunità internazionale a farsene carico.
Già dobbiamo a questi disgraziati dare un alloggio e, magari, ospitarli a lungo o addirittura, per sempre con scuse varie, invece di provvedere all’immediato rimpatrio coattivo.
Già svolgiamo un servizio generoso con le nostre navi militari che potrebbero essere meglio impiegate per gli scopi propri di una nave militare.
Ma che si debba anche leggere che, per i morti causati dal sovraffollamento del barcone degli illegali, viene indagato “per disastro colposo” il Comandante della nostra nave militare che si prodigava per salvare il salvabile, credo sia troppo.
Riporto pertanto integralmente il pezzo che trovate anche nel blog “Il mio mondo”


"Ieri il comandante Piccinini è stato indagato per il naufragio di una carretta del mare, come riportato dall’agenzia sottostante. Premesso che se proprio vogliamo parlare di responsabilità, almeno di natura morale, ne siano coinvolti anche coloro che intendono promulgare leggi volte ad incentivare l’immigrazione clandestina nel nostro Paese. Pur essendo convinti che essi risponderanno - forse a sè stessi - ma certamente davanti alla giustizia di D_o. Vi sarei grato se inviaste un Vostro messaggio di solidarietà al Capitano di Fregata Piccinini, Comandante del Pattugliatore Minerva direttamente allo Stato Maggiore della Marina (maristat.ucom@marina.difesa.it ). Facciamolo in massa e diffondiamo questo appello il più possibile. Grazie.Alberto/Hurricane
Tutta la mia solidarietà per la messa sotto inchiesta del capitano della nave che ha soccorso i clandestini che ci stanno invadendo. Il mondo si è capovolto! 24 ago 14:01 Immigrazione: indagato comandante nave militare Minerva
La Procura di Agrigento ha indagato il comandante della nave “Minerva” della Marina militare nell’ambito dell’inchiesta per il naufragio di un barcone di clandestini avvenuto al largo di Lampedusa sabato. Il reato ipotizzato e’ quello di disastro colposo. Nell’incidente sono morti 10 immigrati, altri 30 sono stati i dispersi. (Agr)"

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25 agosto 2006

E se domani ?


Il maldestro skipper coi baffetti dalle pessime frequentazioni, approdato alla Farnesina, dichiara che il movimento hetzbollah non è terrorista, come tutti noi abbiamo sempre pensato, ma un movimento politico importante del Libano.
Leggendo i quotidiani di ieri, apprendiamo che Lidia Menapace, che era stata candidata dalla sinistra a presiedere la commissione difesa al senato, considera hetzbollah “una forza politica armata.
Ambedue le dichiarazioni hanno l’intonazione a rendere credibile il movimento terrorista come valido e legittimo interlocutore.
A parte ogni considerazione morale (materia sconosciuta alla sinistra) e preso atto che il comportamento della sinistra è coerente, visto che ha sempre legittimato i movimenti terroristi, dai palestinesi ai vietcong, dai tupamaros ai batbudos cubani e alle bande di Guevara, proviamo ad immaginare uno scenario italiano di fine estate.
E se domani Berlusconi e il Centro Destra si rompono le scatole delle manfrine della giunta per elezioni che non decide sulle contestazioni ?
La Casa delle Libertà dichiara decaduto il parlamento, forma un governo libero e arma i propri sostenitori.
Nucleo centrale del Governo Libero d’Italia è il Lombardo Veneto, dove confluiscono i sostenitori (armati) della Casa delle Libertà e vengono promulgate disposizioni di legge fatte osservare dalla Milizia Volontaria della Libertà.
E così accade che:
- le tasse vengono ridotte ad una flat tax del 10% per tutti;
- la criminalità viene perseguita senza “se” e senza “ma”
- l’immigrazione illegale è solo un ricordo
- la parte più produttiva del paese, con il Governo delle Libertà, diventa lo stato più ricco dell’europa con aumento del PIL che fa concorrenza a quello cinese
- la giustizia diventa finalmente Giustizia (con la “G” maiuscola) grazie a giudici scelti tra avvocati e giuristi di chiara fama ed esperienza e a pubblici ministeri eletti dal Popolo
- si vara una costituzione federalista e presidenziale, riducendo all’osso i costi e la presenza del pubblico con contestuale ampliamento di ogni libertà
.
Bel sogno !
Secondo voi la sinistra al potere in quel collassato parlamento bizantino che diventerebbe Roma senza il Centro Destra, accetterebbe tutto questo ?
In base alle dichiarazioni dello skipper della Farnesina e della senatrice, presidentessa mancata (per fortuna!) della commissione difesa del senato, si dovrebbe dire di sì.
In fondo la CdL rappresenta il 50% (e forse più) degli Italiani, quindi sarebbe un importante movimento politico, sia pur “armato”, legittimato dalle stesse parole dei sinistri.
Eppure, chissà perché, mi punge vaghezza che a sinistra squittirebbero al colpo di stato, alla rivolta armata, e chissà quante altre amenità.
Allora perché si dovrebbe accettare la presenza di una milizia armata, per di più terrorista, in Libano senza l’ordine di disarmarla, anche manu militari ?

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23 agosto 2006

Basterebbe la normale diligenza del buon padre di famiglia


Non possiamo nasconderci dietro un dito o inseguire un ipocrita buonismo che conduce alla rovina.
Il Cardinale Giacomo Biffi, con un discorso che resterà nella storia , ci aveva già ammonito sui rischi di una immigrazione selvaggia e, soprattutto, sulla follia di una mancata selezione degli immigrati in base alla loro possibilità e volontà di integrarsi.
Quasi nello stesso periodo ritroviamo gli stessi temi, preannunciati da un rappresentante della comunità musulmana di Roubaix (Francia).
L’intervista è stata ripresa anche da La Voce del Sud del 29/1/2000 ed ora circola via mail, grazie a qualche meritevole persona di buon senso.


Perchè in questi anni c’è stato un così grande flusso migratorio, possibile che solo ora da questi paesi ci sia questa spinta a "cercare lavoro a stare meglio " ma 30 40 50 fà non stavano ugualmente male come oggi?
La domanda nasce spontanea "COSA C’E' SOTTO"?In un intervista rilasciata da un rappresentante della comunità musulmana di Roubaix (Francia) Mohamed Salaui, al giornalista franco-algerino Philippe Aziz che l'ha inserita nel suo recente libro "Le Paradoxe de Roubaix".
In Italia tale intervista è stata pubblicata dal periodico torinese "Il Nuovo Osservatorio Cattolico" n° 16 settembre 1999.

A- Il risveglio generale dell'islamismo nel mondo intero, non dovrebbe suscitare certi timori nel mondo occidentale, e particolarmente francese?
S - Sicuramente. L'impero islamico, che fu un tempo più grande di quello di Roma, si irradiava su una grande parte del mondo come era stato comandato dal profeta. Quindi come volete che non riprenda il posto che è suo?
A- D'accordo ma in Francia la vostra religione è largamente ammessa e rappresentata. basta considerare il numero delle moschee, più di 1500!
S- No! perchè le leggi della vostra repubblica non sono conformi a quelle del Corano, e non devono essere imposte ai musulmani che non possono essere governati che dalla Sharia.. Noi quindi andremo ad operare per prendere questo potere che ci è dovuto. Cominceremo da Roubaix che è attualmente, per oltre il 60% una città a maggioranza musulmana.
A- Credete che l'intero 60% di musulmani di Roubaix voteranno per eleggere un sindaco musulmano? Certuni, bene integrati, non vorranno saperne di un tale programma.
S- Ricordatevi che sulle vostre antenne della televisione, il Re del Marocco in persona da dichiarato che un arabo resta sempre un arabo, e il Corano ci dice che anche un bambino nato da un'unione tra un arabo e una infedele resta e permane un arabo, come anche i suoi figli, per sette generazioni. Avete avuto una magistrale dimostrazione di questa solidarietà fra arabi, musulmani o non, quando il nostro fratello Khaled Lelkel, compromesso con gli attentati del metrò di Parigi del '95. ricercato da tutte le polizie, e morto martire, fu alloggiato, nutrito e spalleggiato dall'insieme della popolazione araba di seconda o terza generazione. Ciò mostra la vostra ingenuità.
A- Per ritornare a Roubaix, che cosa farete allora dei non arabi/non musulmani?
S- E' già previsto. la minoranza cristiana avrà lo statuto dei DHIMMI (gli infedeli assoggettati al potere islamico). Sarà una categoria a parte di gente che potrà riscattare le sue libertà e diritti pagando un'imposta speciale. Inoltre, faremo quanto necessario per condurli mediante la persuasione dalla nostra parte. Coloro che rifiuteranno, malgrado i nostri sforzi di convertirsi, saranno trattati come si deve. se noi siamo i più forti è Dio che l'ha voluto: non abbiamo le costrizioni dell'bbligo cristiano di portare assistenza alla vedova, all'orfano, ai deboli, e agli handicappati. Al contrario, possiamo schiacciarli, se costituiscono un ostacolo, soprattutto se sono degli infedeli!
A- Ciò che dite è sconvolgente!
S- sembrate dimenticare le vostre crociate, le vostre colonizzazioni e le vostre cristianizzazioni. D'altronde non date alcuna importanza alla fecondità delle nostre donne arabe che seguono i precetti del Corano e i parti delle quali, 4,5,6 figli o più per donna, vi sommergeranno. Paradossalmente, col vostro bisogno di considerarci come francesi, finanziate e nutrite coloro che diventeranno i vostri padroni.
A - Dubito assai che possiate contare su tale armata di ombre.
S- Avete la memoria corta. ricordatevi che alle ultime elezioni che si sono svolte in Algeria nel corso del '96, più di 2 milioni di algerini residenti in Francia sono andati a votare per solidarietà. la mobilitazione ha funzionato bene.
A- Ma allora, che cosa attendete per agire?
S- La nostra invasione "pacifica" a livello europeo, ben condotta, non è ancora terminata. Vogliamo agire simultaneamente in tutte le nazioni ospitanti. Avete creato delle leggi per punire quelli dei vostri che avessero dei propositi razzisti a nostro riguardo. Vedete fin dove arriva la vostra cecità. "

Non ci vuole una intelligenza superiore per capire che quel che nel 1999 e nel 2000 sembrava solo un allarmismo, oggi è tragica realtà.
Purtroppo gli “equivicinanti” non posseggono, nonostante la spocchia che mostrano, neppure un briciolo di quel minimo buon senso comune.
A buon intenditor …

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21 agosto 2006

Non cali l’oblio sulla bestialità comunista


"Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 i carri armati del Patto di Varsavia entrarono in Cecoslovacchia per soffocare quella che sarebbe passata alla Storia come la “Primavera di Praga”."
Iniziava così il mio post del 21 agosto 2005 , in memoria di una delle tante bestialità figlie dell’ideologia comunista.
Una ideologia che ancora oggi, nonostante tutto quello che è accaduto e tutto ciò che si è dimostrato di sbagliato in essa, continua a traviare e accecare molte persone.
Al punto che in Italia gli epigoni del comunismo hanno occupato le massime cariche dello stato e dettano legge ad un governo nato per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere, cioè con il tipico sistema comunista di occupazione del potere.
Comunisti che intravedono la loro rivincita, appoggiandosi al fondamentalismo terrorista islamico, in cui ritrovano larga parte delle loro parole d’ordine, a cominciare dall’odio viscerale verso la Civiltà rappresentata dalla democrazia, dalla libertà individuale, dai Valori dell’Occidente, dagli Stati Uniti d’America.
Non c’è differenza tra l’odio antiamericano e antioccidentale dei comunisti negli anni che, dopo la seconda guerra mondiale, sono arrivati fino al quel novembre 1989 che sembrava potesse dare un nuovo slancio all’Umanità e l'odio antiamericano e antioccidentale dei musulmani portatori di una visione del mondo fondata su una religione che ha fermato la loro evoluzione ad almeno sei secoli fa.
Non c’è differenza tra l’invasione del Kuwait nel 1990 da parte del musulmano Saddam Hussein e quella dell’Ungheria nel 1956 e della Cecoslovacchia nel 1968.
Non c’è differenza tra le brigate rosse, la RAF (che non è l’aeronautica di Sua Maestà ma bensì le brigate rosse tedesche della banda Baader Meinhof), i tupamaros, i vietcong, i barbudos cubani, e hamas, hetzbollah, al quaeda, i talebani.
Sono frutto dello stesso odio antioccidentale che nega la Civiltà, nega la Democrazia, nega la Libertà.
E infatti a sostenere hamas, hetzbollah, al quaeda, talebani, sono scese in piazza le scorie ancora attive di quei partiti comunisti che, in epoche precedenti, hanno sempre combattuto dalla parte sbagliata.
Contro la Nato, contro i Pershing e i Cruise, contro l’Occidente, contro gli Stati Uniti.
Anche per questi motivi non devono essere coperte dall’oblio le bestialità commesse in nome del comunismo, perché sono le stesse bestialità che commettono i terroristi islamici e sono gli stessi comunisti (ex, post, neo, vetero che sia) a giustificarle, tollerarle, comprenderle, perseverando nel loro errore.
Onorare le vittime del terrorismo imperialista comunista, significa onorare le vittime del terrorismo imperialista musulmano.
Ricordarle, significa lasciare aperta la porta alla speranza che i nostri figli non debbano più confrontarsi con simili aberranti bestialità e con i loro rivoltanti tedofori.

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18 agosto 2006

D'alema:dimmi con chi vai e ti dirò chi sei


Il proprio dna non si riesce a mascherare.
Se uno ha lanciato molotov (e se ne vantò pure) da giovane, non può non apprezzare chi lancia missili sulle città israeliane.
Così il signor D'Alema, sfortunatamente nostro ministro degli esteri, si è esibito in una romantica passeggiata - con sullo sfondo le macerie di Beirut - con un deputato al parlamento libanese, appartenente al gruppo terrorista hetzbollah.
Naturalmente è tutto in linea con una coalizione che ha messo in parlamento ex terroristi, no global e personaggi sotto processo per atti di vandalismo nelle città.
Con simili premesse stiamo per mandare qualche migliaio di soldati in Libano, senza neppure conoscere ancora le regole di ingaggio.
Una mossa azzardata che, stante il favore con la quale è stata accolta negli ambienti pacifinti, e le premesse contenute nelle dichiarazioni e nelle compagnie frequentate da D'Alema, ci dice molto male.
Se poi aggiungiamo che il comando della spedizione sarà affidato ai francesi, recidivi in Libano e ben conosciuti per abbandonare le posizioni, perdere le guerre e scaricare sul prossimo le incombenze di difendere le posizioni (veggasi prima e seconda guerra mondiale, Algeria, Libano appunto e Indocina) possiamo solo augurarci che i nostri soldati riescano a limitare i danni, perché la spedizione nasce sotto pessimi auspici e non crediamo di essere lontani dal vero se diciamo che, prima o poi, i francesi daranno forfait (stanno già, come si suol dire, "tirando il culetto indietro" mentre i tedeschi manderanno solo una squadra navale) e al loro posto dovranno subentrare e raccogliere i cocci gli Anglo Americani o gli Israeliani dovranno portare a termine ciò che hanno appena iniziato (cosa che sarebbe stato sensato lasciare che facessero senza soluzione di continuità che rafforza solo le difese terroriste).
Ogni buon Italiano non può quindi che manifestare apertamente la propria totale dissociazione dalle dichiarazioni, dalle compagnie, dagli atteggiamenti, dalle passeggiate di D'Alema (che probabilmente sarebbe più produttivo se passasse il suo tempo a navigare con la sua barca) e ci chiediamo il perché l'ala moderata della sinistra (se c'è) taccia persino davanti a simili comportamenti.
Rimane la speranza che l'avventura cui la sinistra ci sta portando in Libano sia la tomba di questo governo, come l'avventura delle Falklands fu la tomba del regime argentino di Galtieri, ma senza danni per le nostre incolpevoli Forze Armate.

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