Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

19 dicembre 2022

Le commissioni le paghino TUTTE i consumatori

Sono pensionato da oltre due anni e non sono mai stato un commerciante, quindi non posso essere accusato di partigianeria.

Credo che sia infame che un organismo sovranazionale possa ricattare un Governo Nazionale, imponendogli di modificare una norma di legge, come ha fatto l'Unione del Male contro la nostra Italia.

Tale comportamento infame ci consente di comprendere meglio fino a che punto, da Monti a Draghi, i governi degli ultimi undici anni abbiano svenduto la nostra Patria e i nostri interessi e continuano a farlo chiedendo a gran voce che l'Italia e gli Italiani si leghino un nuovo cappio al collo con il Mes e quanto sarà lungo, difficile, doloroso, riconquistare Dignità, Indipendenza e Sovranità, svendute negli ultimi undici anni con tutta la nostra Nazione.

Comunque pare che il Governo sia obbligato, pro bono pacis e per evitare una guerra finanziaria ostile, a continuare a mantenere l'obbligo del pos per i commercianti, cercando nuovi modi per alleviare le loro sofferenze derivanti dalle legittime commissioni bancarie.

Infatti la moneta elettronica è moneta privata e gli istituti emittenti carte e che installano il macchinario al commerciante, forniscono un servizio privato che ha un costo e che reclama anche un guadagno: le commissioni che sono pagate dal consumatore e dal commerciante, rappresentano il corrispettivo del servizio e il guadagno dell'emittente la moneta elettronica.

Lo stato già fornisce ai cittadini uno strumento di pagamento, il contante, che è esente da ogni tipo di commissione o balzello  e poichè, almeno fino a duemila euro (per ora) il contante può essere liberamente utilizzato, mi sembra totalmente fuori luogo chiedere e pensare che sia lo stato, almeno per quelle transazioni, ad accollarsi il costo dei pagamenti effettuati con moneta elettronica, avendo per l'appunto messo a disposizione uno strumento di pagamento senza commissioni.

Chi, per sua libera e legittima scelta, chiede di usare la moneta elettronica deve quindi farsi carico di pagare per intero le commissioni, alle quali, essendoci un obbligo rivolto ai commercianti di accettare tali pagamenti elettronici e, quindi, di dotarsi dei relativi strumenti, anche per importi ridicoli, devono essere aggiunte le commissioni che al momento gravano sul commerciante.

Tu sei libero di usare per i pagamenti una moneta privata come quella elettronica, ma ti accolli i relativi oneri che sono il costo del servizio e il legittimo guadagno dell'emittente.

Chi non vuole pagare commissioni ha a disposizione il contante, strumento ufficiale di pagamento dello stato.

In ogni caso, se l'Unione del Male vuole costringermi ad usare la moneta elettronica, io sarò sempre più motivato ad usare il contante.

18 dicembre 2022

Una manovra "politica"

Il reale contenuto e la portata di questa prima, velocissima, manovra economica del Governo di Centro Destra, si conosceranno solo quando sarà ufficialmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dopo essere passata al voto del parlamento.

Al momento credo che l'aspetto più significativo sia la reiterata affermazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di aver voluto realizzare una manovra "politica" e qui c'è il principale cambiamento di passo rispetto al passato.

Negli ultimi undici anni, infatti, raggiungendo l'apice con i governi Monti e Draghi, è stato tutto un peana alla tecnica finanziaria, alle compatibilità di bilancio, al rispetto dei parametri imposti dai cravattari di Bruxelles, senza una visione prospettica della società in cui siamo ed a cui vogliamo arrivare.

Per undici anni abbiamo avuto un carpe diem inteso nel senso peggiore, cioè di un governo, quello italiano, di volta in volta presieduto da "tecnici" o politici cattocomunisti o grillini, che si è totalmente messo nelle mani di personaggi stranieri, la cui capacità viene oggi evidenziata dalle crisi irrisolte e dagli sperperi effettuati (per non parlare della corruzione emergente).

L'Italia da Monti a Draghi è stata, con la breve parentesi del Governo Conte-Salvini-Di Maio, il predellino per gli interessi di Germania e Francia che non abbiamo mai osato contraddire.

Oggi, quando il Presidente Meloni dice che la manovra è "politica", si segnala che il clima è cambiato e che a Roma, tedeschi e francesi non troveranno più il burro in cui affondare le loro mani.

E questo al di là degli effettivi, concreti cambiamenti che possono essere contenuti nel testo che, a dire dei cattocomunisti, dei sindacati, dei confindustriali, è pieno di nefandezze, quindi dovrebbe essere un'ottima manovra.

In ogni caso si comincia sempre con un refolo di vento, poi arriverà anche il tornado.

17 dicembre 2022

Onore ad un Campione

Ho spesso contestato il termine "campione" attribuito a una moltitudine di sportivi.

Nel calcio ci sono stati tanti bravi giocatori, alcuni eccelsi, ma pochi campioni, perchè Campione è chi tale è dentro e fuori dal campo.

Come lo fu Giacomo Bulgarelli e come lo è stato Sinisa Mihailovic, morto ieri al termine di un calvario di oltre tre anni per una leucemia devastante.

La storia calcistica e sportiva di Mihailovic la si legge oggi su tutti i quotidiani e anche giornali radio e telegiornali hanno aperto, tra ieri sera e questa mattina, con la notizia della morte dell'ex allenatore del Bologna.

Su Twitter questa mattina alle 8 c'erano oltre undicimila messaggi dedicati a lui.

Mihailovic fu un bravo giocatore, un allenatore che non ha avuto quel successo cui legittimamente  ambiva e un personaggio dal grande spessore caratteriale.

Non si è mai "tirato indietro", non si è mai nascosto dietro fumose risposte alle domande più velenose come quando, all'organo praticamente ufficiale del pd, la Repubblica, in occasione delle elezioni regionali in Emilia Romagna del gennaio 2020, dichiarò che, se avesse potuto votare, avrebbe scelto Lucia Borgonzoni, la candidata leghista del Centro Destra e non il cattocomunista Bonaccini, perchè era ora di cambiare aria in questa regione e in questa città.

Mandò così in cortocircuito tutta la cappa cattocomunista che regge Bologna, attirandosene l'ostilità.

Ha onorato sino al termine l'impegno, anche se il suo esonero nel settembre scorso fu, con il senno del poi, causato da una evidente impossibilità di reggere il filo di una squadra mentre lottava per la sua stessa vita.

Magari, ma non potremo mai saperlo se sia stato preso in esame, avrebbe potuto rinunciare volontariamente ad allenare per assumere un ruolo di prestigio, ad esempio coordinatore delle squadre o vicepresidente, che gli avrebbe lasciato aperta la porta per un rientro qualora si fosse riprodotto il miracolo di una guarigione.

Resta il suo insegnamento di vita, di quella volontà di lottare, sul campo e fuori, di dire ciò che si pensa a prescindere dall'opportunismo del momento, che è un esempio per tutti, ma soprattutto per i più giovani.

Ed è ciò che rende Sinisa Mihailovic, bravo calciatore, anche un Campione.

16 dicembre 2022

Ma chissenefrega dell'unione europea sempre più Unione del Male

La Lagarde ha aumentato il costo del denaro accompagnandolo con una dichiarazione nella quale "prevede" un ulteriore aumento dell'inflazione e quindi nuovi aumenti del costo del denaro e, come accade praticamente ogni volta in cui quella apre bocca, crollano le borse e si impenna lo spread.

In più un "ammonimento" all'Italia perchè approvi celermente il nuovo Mes.

Subito gli obbedienti ascari italiani delle potenze straniere, si sono accodati chiedendo l'approvazione del Mes, con in prima fila Renzi.

So che con la gran parte di chi legge i miei commenti sfondo una porta aperta, ma repetita iuvant.

Quindi ribadisco: quale utilità abbiamo nel restare all'interno dell'unione europea, cioè quella autentica Unione del Male che ha come scopo primario quello di sottrarci anche le ultime autonomie rimasteci per metterci al collo, dopo i prestiti contratti da Conte e Draghi, anche un nuovo cappio rappresentato dal Mes ?

Meglio l'esercizio provvisorio, così lo stato potrà spendere solo un ventesimo della spesa dell'anno corrente e magari sarà obbligato a togliere bonus, rottamazioni, agevolazioni che disperdono i nostri risparmi e meglio ancora se non si riuscirà a raggiungere gli obiettivi di Draghi e del pnrr, così i cravattari di Bruxelles non ci erogheranno nuovi prestiti che sono altrettanti nodi intorno al nostro collo.

Chissenefrega di quello che "ci chiede l'europa" e chissenefrega se loro, che hanno vicepresidenti del parlamento che si trastullano con banconote fino a settecentomila euro, non vogliono che si aumenti il tetto al contante fino a cinquemila euro ?

Chissenefrega se ritengono opportuno favorire gli emittenti di moneta elettronica contestando la rimozione dell'obbligo di pos sotto cifre irrisorie ?

Chissenefrega se vogliono una revisione del catasto che ci costerebbe un aumento esponenziale del costo della casa ?

Chissenefrega se vogliono imporre ristrutturazioni tali da rendere costose le case degli Italiani ?

Chissenefrega se vogliono peggiorare le nostre condizioni di vita facendoci lavorare fino a settanta anni ?

Ma chissenefrega dell'unione europea se è, sempre di più, Unione del Male ?

 

15 dicembre 2022

Lo stantio rito dell'Unione del Male sul bilancio

La commissione europea ha parlato.

Approvato il bilancio italiano con alcune "lievi criticità" che, guarda caso, sono tutti i cavalli della propaganda di sinistra.

Del resto, cosa ci si poteva aspettare da un commissario all'economia che si chiama Paolo Gentiloni, ministro degli esteri di Renzi e suo successore sconfitto alle elezioni del 2018 ?

Ma, soprattutto, quale credibilità può avere una commissione che sarebbe una delle massime espressioni istituzionali dell'Unione del Male, la stessa che ha in corso, all'interno di un'altra delle sue massime istituzioni, il parlamento, una inchiesta sulle presunte corruzioni effettuate dal alcuni stati esteri ?

Ormai tutti abbiamo toccato con mano che l'Unione del Male è un danno per tutti i cittadini dell'Europa ed ha perfettamente ragione la Meloni che ha criticato la commissione perchè invece di intervenire sulle grandi questioni strategiche, si occupa de minimis, che per i Romani, che sapevano come far funzione una Amministrazione pubblica, non curat Praetor.

E' la solita europa piccola, piccola, che si preoccupa delle dimensioni delle banane che, in questo caso, sono i tetti al contante o al pos, mentre non riesce a combinare nulla in campo energetico, in politica estera, in credibilità sullo scacchiere mondiale.

Tutti sappiamo che, se l'Europa fosse ancora, semplicemente, una comunità economica di libero scambio, senza velleità politiche, avremmo meno spese (non esisterebbero commissioni, parlamento, assistenti e burocrati) ed avremmo meno lacci che rallentano ogni decisione.

Allora cosa ci importa del rito di Bruxelles di "esame" delle leggi finanziarie dei singoli stati ?

Nulla.

La Meloni è molto pragmatica, cauta, calma, anche se qualche stoccata non rinuncia ad infliggerla agli urlatori delle opposizioni (come la battuta indirizzata ai grillini che ha splendidamente sfruculiato chiedendo se i russi si sarebbero ritirati se avessimo concesso loro il reddito di cittadinanza) per cui credo che darà una sorta di contentino ai sepolcri imbiancati di Bruxelles, magari spostando il limite del pos a 30 o 40 euro e poco altro.

In attesa di tempi migliori che, magari, potrebbero arrivare se la vicenda chiamata Qatargate dovesse espandersi fino a colpire qualche commissario e, allora, potrebbe cominciare a sgretolarsi il palazzo unionista che continua stolidamente ad imporre sacrifici ai cittadini europei per sostenere il comico di Kiev contro la Russia Identitaria di Putin, ma ignorando il ben più grave pericolo delle infiltrazioni cinesi.

14 dicembre 2022

Le presunte mazzette del Qatar

Non avevo intenzione di scrivere sulle presunte mazzette del Qatar, finite nelle accoglienti tasche di un paio (per ora) di eurodeputati (uno ex dopo tre legislature) della sinistra "socialista e democratica", come non scrissi dei contanti (non ricordo se venti o ventiquattromila euro) trovati nella cuccia del cane della Cirinnà (anche lei di sinistra) o dei sessanta e più milioni di euro finiti nella cooperativa di moglie e suocera del deputato Soumaoro (pure lui di sinistra).

Non mi piace la politica fatta sulle baionette dei magistrati ai quali inibirei ogni indagine su parlamentari in carica e fino a cinque anni dopo la cessazione dal ruolo.

Ho anche l'impressione che parlarne potesse anche essere una scusa per mettere una fotografia della bella ex vicepresidente del parlamento dell'Unione del Male, la greca Eva Kaili, che ha smentito quello che era l'ideale dei Greci antichi come lo studiammo al liceo.

Se per i Greci, infatti, era kalòs kai agathòs, bello fuori è anche bello dentro, la Kaili sembrerebbe essere kalè ma non agathè, bella solo all'esterno.

Anche se andrei molto cauto e non l'avrei destituita prima di una condanna definitiva, perchè garantisti sempre, anche nei confronti dei socialisti, sennò ci abbassiamo al loro stesso livello.

Ho cambiato idea quando ho visto la fotografia, lasciata trapelare dagli inquirenti belgi, della montagna di denaro, accuratamente ordinata, sequestrata o da Panzeri o dalla Kaili e che ho scelto come immagine del commento.

A me è tornata in mente un quiz televisivo degli anni ottanta/novanta, "Conto su di te", in cui uno doveva contare le banconote che uscivano da una macchina, tanto più velocemente, quanto più il suo partner sbagliava a rispondere su domande di cultura generale.

Il premio era incassare tutto quello che era uscito, se il calcolo fosse stato esatto.

Io, che ho una particolare venerazione per l'uso del contante che ritengo ci renda più liberi (anche dai tormenti pubblicitari che seguono all'uso delle carte che ci fanno sempre firmare l'autorizzazione a cedere i nostri dati "a parti terze") dell'uso delle carte e della moneta elettronica, apprezzo chi tiene in casa denaro pronta cassa, ma una quantità del genere è al di fuori di ogni ragionevolezza.

Sembra (sempre, "sembra", perchè di certezze non ve ne sono) che quella immensa quantità di contante servisse per ungere altri europarlamentari.

E qui veniamo al punto.

Il passaggio da Mercato Comune a Comunità ed Unione, è un danno enorme per tutti.

Un Mercato Comune, significa una serie di accordi multilaterali per agevolare lo scambio di merci e i trasferimenti delle persone.

Una iniziativa, cioè, essenzialmente di carattere economico che, ferma restando la Sovranità degli stati nazionali, poteva ed era gestita dai governi di quegli stati e non creava una legislazione che si sovrapponeva a quella nazionale.

Hanno voluto inizialmente trovare uno sbocco per i dinosauri ed i trombati dalle elezioni nazionali ed hanno creato un parlamento europeo, inizialmente con designati dai parlamenti nazionali, che ha cominciato ad occuparsi del nulla, come le dimensioni di una banana, ma con una remunerazione pari a quella dei parlamentari nazionali.

Il tutto a spese nostre, perchè i soldi sono sempre quelli delle nostre tasse.

Poi hanno voluto creare una cappa che soffocasse le libertà nazionali, le Identità nazionali ed hanno cominciato ad attribuire al parlamento europeo sempre maggiori poteri, rendendolo quindi un obiettivo per chi vuole esercitare pressione sulle decisioni da prendere.

Hanno costruito un nuovo palazzo, si riuniscono in due posti differenti, mantengono, come vediamo dalla storia personale dei vari "assistenti", una struttura costosa e burocratica.

SONO TUTTI SOLDI NOSTRI !

Già una commissione era stata fatta decadere per vicende poco chiare (e subito insabbiate) e adesso è il parlamento ad essere coinvolto in questioni poco chiare e forse anche poco pulite.

C'era bisogno di duplicare la burocrazia parlamentare e quindi anche le occasioni che "fanno l'uomo ladro" ?

Abbiamo proprio bisogno di una unione politica europea che soffoca le caratteristiche che sono la forza trainante dell'Europa ?

Da quando c'è l'Unione del Male, l'Europa ha perso smalto, influenza, potere, sempre più al traino degli Stati Uniti e sempre più ventre molle dell'Occidente come è dimostrato dalle infiltrazioni, non tanto del Qatar, piccolo staterello arabo, quanto della pericolosissima Cina.

E l'Europa è così annebbiata da sanzionare e, in pratica, fare la guerra per interposta Ucraina, alla Russia, altra ex potenza, messa decisamente male, ma che appartiene storicamente all'Occidente, mentre è stata regalata, dalle Von der Leyen, dai Draghi, dai Macron di turno (e purtroppo anche dalla Meloni) alla Cina ed all'Oriente che è il vero pericolo per il nostro futuro.

Non mi scandalizzano le mazzette che (forse) qualche europarlamentare socialista ha intascato dal Qatar, io sono indignato dalla insipienza politica e progettuale di chi dirige questa Europa nella quale, purtroppo, sono coinvolto anche io, anche se al tempo (credo fosse il 1989) fui tra quel 10% di Italiani che votò CONTRO, al referendum consultivo, la prospettiva dell'unione e pose le basi per l'odierno disastro.

Almeno fino a quando l'Italia non riuscirà a seguire l'esempio del Regno Unito, liberandosi dai lacci e lacciuoli di una struttura solo burocratica, senza Valori nè Ideali.

La Meloni ha detto che ci vuole più Italia in Europa e non viceversa come è anche la ditta di un partito (bocciato dagli elettori il 25 settembre, tanto che non è entrato in parlamento ed ha solo un paio di eletti grazie al pd di Letta che li ha votati nei collegi uninominali) ed ha ragione solo se ci si rassegna a restare nell'unione.

Io non mi rassegno.



13 dicembre 2022

Le multe in base al reddito sono una emerita idiozia

Questa volta Salvini ha sbagliato.

Capisco la necessità di conquistarsi un titolo, ma bastava il ritiro definitivo della patente con la subordinata della sospensione per dieci anni.

Invece ha voluto strafare, probabilmente cercando una captatio benevolentiae verso i soliti demagoghi che parlano di "poveri" come se fossero San Francesco ed ha sparato l'idea delle multe progressive in base al reddito.

Così il reato o la contravvenzione assumono una rilevanza differente a seconda se uno ha più o meno di un certo reddito.

Si duplica così l'infame sistema della sanità pubblica con il ticket basato sul reddito, dove chi più ha pagato in contributi, deve ulteriormente pagare di più per un servizio o un farmaco.

E che diciamo dei bonus che vengono erogati in base al reddito ed all'isee ?

E qui, purtroppo, c'è cascata anche la Meloni che, invece di tenere duro sull'abolizione tout court della spesa presunta per la cultura (ma risulta che siano utilizzati anche per andare a vedere i Manneskin, quei NOSTRI soldi ! E quella non è certo cultura !)  ha detto che vuole rivedere le norme per dare tale importo solo a chi ha redditi bassi.

Certamente il figlio di un milionario o di un parlamentare (come ha detto la Meloni nella sua seconda puntata degli "Appunti di Giorgia") ha abbondantemente denaro a disposizione che è uno schiaffo pensare di incrementarlo con altri cinquecento euro, ma, allora, meglio investire quei soldi in borse di studio, non in una cifra che può essere spesa come vogliono (e, infatti, a difesa dell'erogazione si sono schierate librerie, case editrici, discografiche, associazioni di cantanti, cinematografari e teatranti).

Insomma, sembra quasi che si voglia punire chi ha avuto la capacità di procurarsi un reddito che gli consente di vivere bene, come se vivere bene fosse una colpa.

Infatti non vi è alcun aspetto delle normative vigenti o prospettiche per cui, chi paga di più, possa ricevere almeno qualche agevolazione come riconoscimento e parziale rimborso del suo maggior contributo.

Il bello (o il brutto della vicenda) è che a proporre le multe parametrate al reddito sia Salvini, cioè chi, meritoriamente, sta cercando di passare dalla tassazione per aliquote alla tassa piatta, che è il contrario delle divisioni in base al censo.

Mi auguro che le multe in base al reddito sia solo una voce dal sen fuggita e resti solo un titolo per una paio di giorni nei giornali, senza essere mai tradotto in legge.


12 dicembre 2022

Servizio militare: bene l'idea, ma 40 giorni sono pochi

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa, che fu Ministro della Difesa nel Governo Berlusconi, ha annunciato una proposta di legge per ripristinare il servizio militare, su base volontaria, per 40 giorni, aperto ai giovani tra i 16 e i 25 anni e che consentirebbe di accumulare punteggi scolastici, universitari e per i concorsi.

All'epoca in cui svolsi io il servizio militare obbligatorio (un anno) ero contrario e avrei preferito una forte incentivazione di un esercito formato da volontari, ben addestrati, disciplinati, remunerati.

Fioccavano infatti le narrazioni di chi ha passato l'anno "in branda", ma sono racconti di seconda mano che non corrispondono alla mia personale esperienza condotta in un reparto di Cavalleria (carri armati Leopard) al confine est (Friuli Venezia Giulia) e con un discreto utilizzo di armi (MG, Browning, Beretta, Fal TA e BM ) oltre a quelle in dotazione al carro.

Infarinatura anche per i sistemi di comunicazione e obbligo di conoscere e riuscire a montare e smontare non solo le armi in dotazioni, ma anche gli strumenti di puntamento del carro (in pratica erano due, uno ciascuno per il giorno ed uno per la notte, per capo carro e pilota).

Nel corso dell'anno, vanno computati i primi tre mesi di Car, trascorsi per un mese a prepararsi al giuramento (fotografia di testa del blog) con addestramento formale e scuola comando, per un mese ad addestrarsi in aula sui mezzi e le armi e per un mese ad usare i mezzi nei vari ruoli di Pilota, Servente e Cannoniere, con due campi a Persano (tanto per dare una indicazione, la libera uscita era verso Eboli ...) e a Torre Venere (Lecce).

I restanti nove mesi sono comprensivi di turni di guardia al deposito carburanti, alla polveriera ed all'aviocampo.

Con campo di addestramento estivo sul Meduna Cellina (Pordenone) di due settimane e tre a Capo Teulada in Sardegna (con esercitazione Nato e libera uscita a Carbonia ...).

A seconda del periodo in cui uno svolgeva il servizio militare, poteva essere chiamato a svolgere il campo invernale sul Meduna Cellina.

In tutto l'anno feci 34 giorni, inclusi quelli "di viaggio", di licenza.

Quando fui congedato avevo appena imparato i rudimenti dell'uso del carro e delle armi, della strategia di movimento di uno squadrone di carri, ma non credo che sarei stato in grado di andare sul campo in una vera battaglia.

Tutto questo per dire che, oggi, stante i disvalori che caratterizzano i giovani, l'idea di ripristinare il servizio militare mi sembra ottima, ma i 40 giorni sono troppo pochi, certamente non servirebbero ad insegnare l'uso delle armi e a non averne paura, potrebbero forse solo servire a dare una mano di addestramento formale e, quindi, di disciplina.

Nulla di più.

Diverso sarebbe se, posto che si vuole ripristinare il servizio in forma volontaria, si tornasse all'anno (o anche 18 mesi) del passato, in modo da fornire una preparazione più robusta e con la possibilità, non solo di farla valere per gli studi scolastici, universitari e concorsi, ma anche di proseguire nella carriera militare.

E' già, comunque, un passo avanti se si discute di ripristinare il servizio militare.


11 dicembre 2022

Sempre e per sempre: no al Mes

La sentenza della corte costituzionale tedesca che ha respinto le obiezioni di alcuni parlamentari germanici sul nuovo regolamento del Mes, lascia il cerino acceso nelle mani dell'Italia.

In teoria ci sarebbe una maggioranza contraria alla sua approvazione che andrebbe oltre la maggioranza di governo.

Lega e Fratelli d'Italia sono sempre stati contrari, anche con toni accesi, al Mes e lo stesso Tajani ha confermato che Forza Italia continua ad avere riserve perchè non sono stati risolti i nodi sulla gestione del fondo.

Ma anche l'estrema sinistra e una parte storica dei grillini è contraria al Mes, quindi una eventuale votazione parlamentare dovrebbe vedere un'ampia maggioranza respingerne l'approvazione, il che comporterebbe la decadenza di tutta la costruzione perchè per farlo passare occorre l'unanimità degli stati zona euro.

Ma cosa sarebbe il nuovo Mes ?

Nè più, nè meno che un fondo finalizzato e, soprattutto, condizionato, come i prestiti del pnrr.

Certamente, approvarne il regolamento, non significa chiederne l'utilizzo con la conseguenza di legarsi al collo un nuovo cappio tenuto dai cravattari di Bruxelles, ma ormai appare evidente che la endemica ricerca di denaro, con le spinte corporative di questa o quella categoria che, legittimamente, espongono le necessità del loro settore per arrivare sistematicamente a chiedere una maggiore spesa pubblica, indurrebbero in tempi brevi il Governo, qualsiasi governo, a chiederne la fruizione, aumentando l'indebitamento dell'Italia e la nostra sudditanza agli stati del nord Europa che tengono i cordoni della borsa.

L'Italia ha invece necessità di una politica che, partendo dalla soppressione delle spese inutili, quelle che forniscono strumenti per truffe, quelle che sono indirizzate al mantenimento di clientele, proceda ad un taglio epocale delle spese e delle tasse, perchè ognuno paghi quello di cui sente la necessità, assumendosi in proprio la responsabilità della gestione di un reddito più alto dell'attuale perchè meno taglieggiato dallo stato che, a sua volta, non si assume più il costo di molti servizi e produzioni, lasciandoli al Mercato.

Il Mes andrebbe non solo nella direzione contraria alla riduzione del debito pubblico, ma soprattutto spingerebbe l'Italia ancora di più tra le braccia del Moloch dell'Unione del Male, con ulteriore perdita di Sovranità e di Indipendenza, che pagheremmo principalmente accettando di continuare ad essere la pattumiera dell'Unione, nella quale vengono scaricati tutti i clandestini raccolti dalle ong battenti bandiera francese, tedesca, spagnola od olandese.

Mi auguro che la Meloni, Salvini e Tajani confermino il loro NO al Mes, facendo saltare l'intera struttura così architettata.



10 dicembre 2022

L'accumulo del debito

I cattocomunisti ululano come cani ai quali si è pestata la coda (una volta, prima del "politicamente corretto" si sarebbe potuto scrivere "come checche isteriche", ma oggi non si può più ...)  su ogni aspetto della prima manovra di Destra del Governo Meloni.

Il loro animo inquisitorio e stalinista, che vorrebbe controllare anche i movimenti di uno spillo per limitare la Libertà dei cittadini, li ha portati a stracciarsi le vesti per l'aumento del tetto all'uso del contante fino a cinquemila euro, salvo poi dover prendere atto che la loro amata Unione del Male ha fissato il tetto a diecimila euro, il doppio.

Poi si sono scagliati contro la revoca delle sanzioni agli esercenti che, fino alla irrisoria cifra di sessanta euro, non accettano il pagamento con carte private, giocando sulla "Libertà" di pagamento, concesso ai consumatori, ma sottratto agli esercenti.

Non parliamo del reddito di cittadinanza che, nonostante tutti i casi emersi di truffa e di erogazione a terroristi e criminali comuni, sembra essere diventato, anche per i cattocomunisti oltre che per i grillini, una preziosa reliquia per cui diventa blasfemo anche solo il pensiero di toccarla.

Adesso è il turno dell'ennesimo bonus, quello che fu erogato da Renzi e chiamato "bonus cultura per i giovani", cioè un importo che i giovani potevano spendere per l'acquisto di libri, ma anche per il cinema, musica etc.

Addirittura Renzi minaccia ostruzionismo e sarebbe ora che la Meloni decidesse di tagliare la testa al toro e non voler essere troppo generosa concedendo i tempi di discussione in parlamento, ma agisse come hanno fatto i suoi predecessori cattocomunisti fino a Draghi compreso che ne ha anche abusato, di chiudere ogni discussione ponendo la fiducia.

Ma quel che vorrei oggi evidenziare è come si accumula il debito pubblico.

Negli ultimi undici anni, i cattocomunisti, che avrebbero dovuto mettere in ordine i conti dello stato, hanno portato invece il debito pubblico dai 1800 miliardi del governo Berlusconi del 2011, agli attuali 2800 miliardi.

Il tutto perchè, lungi dal tagliare le spese come farebbe ogni famiglia le cui uscite fossero superiori alle entrate, ha aumentato le spese per accontentare o comunque per lisciare per il verso giusto questa o quella clientela (i "giovani" nel caso specifico, ma anche nani e ballerine, stampa di regime, elettori con una gran voglia di passare direttamente dal reddito di cittadinanza alla pensione, dipendenti pubblici ...).

Ad ognuno un bonus, un aumento anche se la produttività, in qualsiasi azienda privata, avrebbe portato non ad aumenti delle retribuzioni ma a contratti di solidarietà o licenziamenti, il tutto "coperto" da fantasiose voci di copertura per recupero dell'evasione (mai realizzata anche se hanno vessato i cittadini con i limiti per contanti e obbligo di spendere in commissioni per l'uso di carte private) e aumento di tasse e imposte.

La Meloni, con la sua manovra che tocca il reddito di cittadinanza, ma anche voci come il bonus Renzi asseritamente destinato ai giovani, ci sta dimostrando quanto sia facile farsi belli con i soli altrui, elargendo a destra e a manca (più a manca, per la verità), ma quante resistenze ci siano quando si vuol razionalizzare e contenere la spesa pubblica, togliendo qualcosa, una frazione di quello che si ha, a qualcuno.

E' comprensibile che quando si vuole togliere qualcosa a qualcuno, quel qualcuno se ne abbia a male, ma questa non è responsabilità di chi toglie, ma di chi ha dato senza criterio.

Che senso ha, nel 2022, che si finanzino quotidiani, film, teatri, spettacoli musicali ?

Se un prodotto (cartaceo, televisivo, musicale, teatrale) fosse valido verrebbe acquistato o visto, a pagamento, dal pubblico, guadagnando, se invece quel prodotto è un bidone utile solo a compiacere pochi, beh allora o quei pochi lo pagano di tasca loro oppure chiuda, ma perchè dobbiamo pagarlo tutti noi ?

E la cultura ai giovani non viene già fornita dalla scuola e dall'università ?

E il tutto si aggiunga all'esosità di tutto un circolo richiedenti contributi che da un lato pronunciano discorsi strappalacrime evidenziando la loro immensa bontà nel dare rifugio o salvare dal mare i clandestini, poi battono cassa per avere un tot per clandestino assistito o scaricano quel che raccolgono in uno dei nostri porti (anche con la complicità del Governo e mi auguro che ci sia una strategia dietro l'accesso di ieri di ben tre navi ong che, invece, avrei sperato fossero tenute ben al di fuori dalle nostre acque territoriali).

E allora, basta con i bonus, le rottamazioni, le erogazioni a fondo perduto, i contributi alle cooperative cosiddette sociali (se uno vuole fare beneficenza per diventare "santo subito", spenda del suo, non del mio !).

A fronte di un taglio della spesa pubblica, però, deve essere lasciato più denaro nelle tasche degli Italiani, perchè ognuno di noi possa spendere come e dove vuole.

Se uno vuole spendere del suo in volontariato a favore dei clandestini, lo faccia, ma senza il mio contributo.

E per avere più denaro in tasca per spenderlo mirato alle nostre specifiche esigenze, l'unica strada è una riduzione sensibile delle tasse e delle imposte.

Basta tasse sui risparmi, che sono cioè gli investimenti che si fanno con il poco denaro che ci rimane dopo il taglieggiamento del nostro reddito operato dal fisco.

Basta tasse sulla casa, che sia la prima, la seconda o la centesima, perchè la casa è un costo se uno la tiene a disposizione per se stesso e la famiglia e la tassazione, eventualmente, dovrebbe colpire, come già comunque colpisce, unicamente il reddito da eventuale locazione.

Basta bonus a pioggia.

Invece di fare la guerra degli invidiosi per ostacolare la flat tax agli autonomi, si faccia la battaglia per estenderla a tutti.

Non l'abolizione, ma la revisione del reddito di cittadinanza e il diverso uso del bonu Renzi cosiddetto per i giovani, sono solo due, pallidi tentativi per cercare di raddrizzare la barca del debito pubblico italiano, appesantito da undici anni di elargizioni, rottamazioni e bonus, tutti da rivedere.