Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

18 febbraio 2022

Presuntuoso, suonato, in malafede o ...

La spocchia con la quale Draghi si propone in pubblico (e, a quanto sembra, anche nei rapporti politici non a favore di telecamere) impone una seria riflessione su quanto possa essere nell'interesse della Nazione e del Popolo Italiano continuare con un simile rappresentante.

I giornali narrano di una improvvisa "stizza" (come si dice a Bologna, quando un adulto reagisce come un bambino dell'asilo ad un contrattempo che, nel caso di Draghi, è la trombatura nella corsa per il Quirinale) per cui Draghi avrebbe abbandonato il vertice di Parigi, consegnando il suo discorso a Macron, per correre a Roma a piagnucolare tra le braccia di Mattarella e intimando ai partiti di garantirgli il voto in parlamento.

E tutto ciò perchè il governo è andato sotto 4 volte in commissione su un decreto e, in particolare, è stata bocciata la norma che limitava a mille euro l'uso del contante, riportandola ad un limite, sempre illiberale, ma di duemila euro.

Mattarella avrebbe dovuto ricordare a Draghi che la Sovranità appartiene al Popolo e che, sia pur delegittimato dalla riduzione del numero e dalla non corrispondenza all'odierno sentimento elettorale, tale Sovranità trova la sua espressione nel Parlamento che, quindi, ha tutto il diritto a cambiare i provvedimenti governativi, anche quelli di Draghi e anche se Draghi comincia a battere il piedino, stizzosamente, per terra.

Ma quella di ieri è stata una giornata in cui i bioritmi di Draghi dovevano essere negativi.

Uscendo dall'incontro (che non ha portato a termine) europeo sull'Ucraina, si è permesso di dire, dopo che i russi avevano ripetutamente espresso la loro volontà anche di aumentare le forniture di gas all'Italia, che il ritiro (lui lo ha chiamato in inglese "de escalation") dei russi dal confine ucraino "non è preso seriamente", prestandosi a fare da megafono a Biden che ogni giorno dice "attaccano" e, gridando "al lupo", finirà con non essere creduto quando il lupo attaccherà veramente.

La presunzione di Draghi, lo sappiamo, è infinita, ma anche l'atteggiamento verso una nazione amica come la Russia, trattata esattamente come trattò Erdogan, lui mai eletto e che priva del lavoro gli italiani non vaccinati !, sembra più la reazione di un pugile suonato che di uno statista.

Un pugile suonato che non dorme pensando a come sia evaporato il sogno del Quirinale.

Dimostrandosi anche scarsamente "sportivo", non sapendo perdere con eleganza (guardi, per imparare, all'atteggiamento di Casini contro il quale pare abbia eretto muri minacciando di dimettersi se fosse stato eletto presidente).

Ma c'è anche chi pensa che Draghi sia in malafede, alla ricerca di un pretesto per dimettersi e non accollarsi i prossimi esiti nefasti della politica economica con i debiti contratti per il suo pnrr e per non intestarsi la probabile retromarcia cui il governo sarà costretto nell'applicazione della dittatura sanitaria.

O, forse, è una combinazione di tutti e tre gli elementi la cui risultante è un Draghi che, prima tornerà a fare il nonno, meglio sarà per tutti.


Nessun commento: