Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

30 settembre 2022

I colpi di coda del regime sconfitto nelle urne


Il basso livello, sotto ogni punto di vista, delle penne italiane (e non) emerge in tutta la sua meschinità in questi giorni.

Il conduttore di una trasmissione faziosa, oggi chiede alla Meloni di non discriminare chi è dalla parte perdente, praticamente le chiede di non agire come hanno fatto lui ed i suoi sodali.

Un sopravvalutato editorialista ed ex direttore di quotidiani oggi scrive contestando alla Meloni di stare accelerando i tempi senza attendere la liturgia quirinalizia con le consultazioni, l'incarico con tanto di "paletti" sui numeri della maggioranza e sul programma, dimenticandosi che il Popolo, questa volta, si è pronunciato dando una chiara maggioranza al Centro Destra e che Mattarella non deve fare altro che rispettarne la volontà, senza interferire.

Si capisce quindi perchè il popolo della sinistra, che si è bevuto per anni, le elucubrazioni di costoro, sia rimasto stordito dall'esito del voto e reagisca male, da un lato vomitando insulti con la bava alla bocca, minacciando (ma, purtroppo, non mantenendo) di auto esiliarsi e, dall'altro, chiudendosi in un silenzio luttuoso che potrebbe addirittura superare il periodo di tre settimane di lutto del Regno Unito per la morte della Regina Elisabetta II.

Nel frattempo la Meloni continua nel suo silenzio, interrotto solo da brevi messaggi perchè costretta dalle invenzioni di stampa tendenti a seminare zizzania tra alleati e a dividere gli elettori dai vertici.

Purtroppo gli sconfitti, invece di astenersi dall'assumere iniziative, cercano di imporre le loro ultime volontà.

Così il peggior ministro della sanità che abbiamo mai avuto (in realtà se la gioca con la Bindi e la Lorenzin) con un colpo di mano, due giorni prima della decadenza dell'obbligo di mascherina, proroga per un altro mese tale obbligo negli ospedali e nelle rsa.

Ancora più grave il comportamento del più inetto ministro degli Interni della Storia unitaria (in realtà, anche la Lamorgese se la gioca con Napolitano e la Russo Iervolino) che, dopo aver squallidamente atteso la fine dei giochi elettorali (non sia mai che venisse eletta !) ha licenziato il vice questore Nunzia Alessandra Schillirò la cui unica colpa è stata quella di esprimere, mentre era fuori servizio, le sue idee contrarie a green pass e vaccinazione obbligatoria.

Quei due personaggi, che uniti ad altri che hanno manifestato la loro totale inadeguatezza (e viene a tutti in mente il nome di Di Maio che, almeno, adesso piange in silenzio e lontano dalle telecamere) usano il loro residuo potere per creare ulteriori difficoltà a chi succederà loro, che dovrà prendere in esame la richiesta di rivedere tali decisioni.

Il silenzioso lavoro della Meloni, però, che stride fortemente con la cacofonia rumorosa degli sconfitti, mi induce a sperare che possa elevarsi a motto del nuovo governo un vecchio detto latino che a me è molto caro: suaviter in modo, fortiter in re.

29 settembre 2022

La linea Maginot delle penne di regime

I cattocomunisti stanno con fatica cercando di metabolizzare la secca sconfitta giunta dal voto popolare e i loro guru cercano di trovare argomenti per lenire le ferite e fornire una speranza per il loro futuro.

Ci sono gli studenti che occupano la scuola per protesta contro il risultato del voto, dimostrando che mancano loro proprio le basi, i rudimenti dei rapporti politici e democratici (a smentire chi vorrebbe concedere il voto ai sedicenni).

Ci sono le femministe che, invece di essere soddisfatte che una donna diverrà, per la prima volta, presidentessa del consiglio e Primo Ministro, scendono in piazza contro di lei, per non dire delle nuove lacrime della Fornero che, almeno, questa volta non sono propedeutiche ad una fregatura per gli Italiani che hanno votato in modo tale che la Fornero (e quelli come lei) smettano di fare danni, almeno per cinque anni.

Ci sono nani, ballerini, cantanti e attori che, dopo aver proclamato di andarsene dall'Italia in caso di vittoria del Centro Destra, adesso invece se ne stanno a casa loro, in Italia, lanciando strali contro un governo che ancora non c'è.

Infine ci sono gli stipendiati dal regime per il tramite delle varie consorterie finanziarie e affaristiche che sono i padroni di stampa, radio e televisioni (a parte la Rai dove è già cominciato il riposizionamento per acquisire in extremis benemerenze con la nuova maggioranza), che, dopo un primo momento di sbandamento, hanno evidentemente avuto la velina dal padrone e scrivono su ipotetici contrasti all'interno del Centro Destra, nomi sgradevoli per i ministeri e addirittura inciucio tra la Meloni e Draghi, in spregio a diciotto mesi di coerente opposizione.

Il gioco è talmente chiaro che forse sono inutili le smentite della Meloni di ieri e di Salvini di oggi, purtroppo c'è chi, soprattutto tra quelli che NON hanno votato Centro Destra, preferendo lo snobismo dell'Aventino con l'astensione o l'illusione delle liste monotematiche, che a quelle voci crede e strilla come un assatanato (tramite Twitter e altri social).

Così le penne di regime cercano da un lato di curare le ferite del loro gregge sbandato perchè aveva creduto ai loro stessi articoli e informazioni, bevendosi tutte le frottole raccontate fino al 25 settembre e, dall'altro, provano ad alimentare sospetti e diffidenza tra i vincitori dimenticandosi che esiste quello strumento che si chiama telefono.

La linea Maginot delle penne di regime è destinata a fare la stessa fine della linea Maginot costruita dai francesi, aggirata e caduta quasi senza sparare un solo colpo.

28 settembre 2022

Lasciar lavorare la Meloni

Giorgia Meloni ha iniziato bene, con un breve ringraziamento la sera dei risultati e poi il silenzio.

Chi non tace, invece, sono i giornali, le televisioni, le trasmissioni radiofoniche, i commentatori più o meno estemporanei di Twitter e degli altri social, ognuno con la sua ricetta, ognuno con la sua priorità, ognuno con la sua richiesta/pretesa ultimativa e spesso anche con retroscena di fantasia.

C'è addirittura chi scrive che sono già passati tre giorni e non si è visto nulla ...

La Meloni non è ancora stata incaricata e c'è tutta una liturgia da seguire, a cominciare dalla prima riunione delle camere con l'elezione dei presidenti.

Accelerando, visto che la maggioranza parlamentare è netta, il governo potrà insediarsi a fine ottobre e sarebbe già un miracolo se potesse iniziare a novembre il suo lavoro dopo la fiducia delle camere.

Il bello è che molti di quelli che accampano pretese su cosa dovrebbe fare la Meloni, sono tra coloro che non hanno votato o hanno preferito le liste monotematiche, togliendo al Centro Destra la opportunità di superare i due terzi dei seggi che avrebbero consentito di cambiare di slancio la costituzione.

Ben venga, comunque, l'espressione dei desiderata di ciascuno, purchè non siano ultimativi, non siano finalizzati a tirare la Meloni da una parte o dall'altra, non servano solo di facciata per giustificare un disfattismo fine a se stesso sull'onda del "niente cambia".

E' già cambiata l'aria, intanto, con la radio che ha cominciato a intervistare i giornalisti de La Verità dopo aver ammesso tale quotidiano (il più venduto nell'area di Centro Destra) alla rassegna stampa da cui era stranamente assente fino ad un mese fa.

Le priorità sono tante: il caro bollette, l'immigrazione, la sicurezza nelle città, l'inflazione, le pensioni e tutti quelli che hanno un interesse personale antepongono le proprie priorità ritenendo debbano essere poste al centro.

Per questo esiste la Politica che deve mettere ordine nelle richieste corporative e scegliere quale problema affrontare per primo e quante risorse mettere in questo o quel settore.

La Meloni fa bene a tacere e approfondire i fascicoli e spero sia vera la voce per cui vi sono contatti con Draghi e il suo governo in una sorta di transizione, come vediamo ad esempio negli Stati Uniti dove, dopo il voto, intercorrono due mesi prima dell'insediamento del nuovo presidente e nel frattempo viene istituito un apposito gruppo di lavoro per portare a conoscenza il successore di questioni e particolari che  non possono essere divulgati.

Anche la scelta dei ministri deve essere il frutto di una sintesi politica tra le varie istanze, sia di partito che di gestione e che, ancora una volta, non potrà che essere politica.

Finora la Meloni non ha sbagliato nulla e mi sembra che molti continuino a sottovalutarla, così come fu sottovalutata la Thatcher "figlia di un droghiere" che, poi, vinse quattro elezioni consecutive, una guerra in armi contro l'Argentina conservando al Regno Unito la sovranità sulle Falklands, una guerra politica con l'unione del male ottenendo cospicui rimborsi sui trasferimenti del Regno Unito a Bruxelles, restando Primo Ministro per 12 anni e riuscendo persino a far vincere una elezione al suo rimpiazzo John Major.

La Meloni farà le sue scelte, subiremo tutti una delusione su qualche tema e priorità, ma dovremo guardare sempre all'insieme di tutte le vicende che caratterizzano la convulsa attività amministrativa di uno stato complesso come l'Italia.

E dobbiamo anche tener sempre presente che i cambiamenti, non potranno mai essere immediatamente sensibili, nè comprendere tutti i temi all'ordine del giorno.

Lasciamo lavorare la Meloni.

Solo fra un anno potremo tirare i primi bilanci.

27 settembre 2022

Il Centro Destra al governo tra sogni e realtà

La vittoria, unanimemente riconosciuta, del Centro Destra si completa con l'assegnazione di un numero di seggi, alla camera ed al senato, che, se non consentirà di cambiare agevolmente la costituzione, offre comunque una confortevole maggioranza.

A sinistra schiumano di rabbia e così straparlano e dai loro scritti sappiamo già come si comporteranno, cercando di far fallire qualunque iniziativa a prescindere dai contenuti proposti.

Il primo osservato speciale sarà sicuramente Mattarella e i suoi consiglieri fraudolenti, alla perenne ricerca di un appiglio per sabotare il governo di Centro Destra.

La stampa e le radio televisioni continueranno a fare alla Meloni quelle pulci che non hanno mai fatto con Draghi verso il quale hanno solo lavorato di lingua e saliva.

La Meloni, Salvini e Berlusconi lo sanno benissimo ed ho fiducia che sappiano gestire una situazione non facile, aggravata da tutte le mele avvelenate che Draghi ha messo nel sacco che consegnerà al nuovo governo, a cominciare da un cappio europeo stretto al collo degli Italiani soprattutto per impegni, trattati e prestiti sottoscritti.

E se impegni e trattati possono essere tranquillamente disattesi, i prestiti vanno sempre rimborsati, che si tratti di una persona, di una famiglia, di una impresa o di uno stato.

Ovviamente tutti noi elettori, dopo la soddisfazione di vedere schiumare i vari Saviano, Jebreal, Formigli, Lerner e tutti i loro piccoli emuli di Twitter, dopo la soddisfazione di aver registrato la trombatura delle Cirinnà e dei Fiano, delle Bonino e dei Di Maio, abbiamo grandi aspettative.

Ma sarà opportuno tornare con i piedi ancorati a terra.

I cambiamenti, quelli veri, possono arrivare solo dopo un lungo percorso, irto di ostacoli, oppure con una improbabile azione di forza.

Il prudente silenzio della Meloni è già indicativo.

Non ho dubbi che vorrà procedere con la massima attenzione per non cadere in uno dei tanti trabocchetti che Mattarella, la Von der Leyen, Scholze, Macron, Sanchez cercheranno di seminare sul suo cammino e la sua storia politica mi rende fiducioso nelle sue capacità di fare un percorso netto, anche se dovrò aspettare qualche anno prima di vedere risultati concreti.

La Meloni dovrà poi aspettare che la Lega metabolizzi un risultato negativo, tale essenzialmente per dirigenti e militanti, non per gli elettori del Centro Destra che hanno ampiamente dimostrato di considerare i tre partiti (e soprattutto tra Lega e Fratelli d'Italia) intercambiabili a seconda delle scelte che compiono, rifiutandosi di prendere in considerazione il voto per altri schieramenti ma scegliendo all'interno dell'offerta del Centro Destra.

Cosa possibile e chiaramente avvenuta con il travaso da Lega e Forza Italia verso Fratelli d'Italia, punendo i primi due partiti per aver governato sotto Draghi e assieme ai cattocomunisti.

Il messaggio dell'elettorato di Centro Destra è quindi fortissimo: un governo di Centro Destra che si distingua dalla sinistra e dalle ammucchiate "tecniche".

Facile a dirsi ma, come abbiamo scritto, difficile a farsi con il plotone di esecuzione pronto a fare fuoco agli ordini delle consorterie finanziarie e affaristiche globaliste.

Certamente io posso sognare interventi decisi e decisivi sulle tasse (con la flat tax), sul taglio delle spese a cominciare dal reddito di cittadinanza, sull'energia e su tanti altri aspetti di cui si è scritto a lungo.

Mi rendo però conto che questa legislatura sarà già un successo se la Meloni riuscirà a condurre l'Italia fuori dalla deriva sulla quale è avviata dal governo Monti in poi.

Se si riuscirà a fermare l'arrivo di clandestini, anche con l'uso della forza.

Se si riuscirà a rendere più sicure le città e protette le case e le proprietà, anche con l'uso della forza da parte di privati messi nelle condizioni, legale e materiale, di farlo.

Se si riuscirà a fermare la deriva morale, anche senza cambiare le attuali leggi, ma senza aggiungerne di nuove e peggiori come sarebbe stato il famigerato ddl Zan, l'adozione omosessuale, lo ius soli, l'eutanasia.

Se si riuscirà a fermare l'invasività dello stato nelle nostre vite, dalle tasse alla burocrazia.

Se si andrà a Bruxelles per difendere gli interessi nazionali dall'agricoltura alle industrie e fino alle interferenza sulla legislazione interna e la politica estera, anche se si dovesse usare l'arma del veto.

Già così sarebbe tantissimo, una autentica svolta, preludio di una inversione completa di marcia che è poi quello che la maggior parte dell'elettorato di Centro Destra vorrebbe ed ha dichiarato di perseguire, spostandosi in massa dalla Lega e da Forza Italia a Fratelli d'Italia, premiandone l'opposizione a Draghi.

Apprezzo però la prudenza con la quale si sta muovendo la Meloni, perchè i vari passi devono essere affrontati uno alla volta.

A cominciare dall'elezione dei presidenti delle camere che, presumibilmente, andando la Meloni a Palazzo Chigi, saranno della Lega e di Forza Italia.

E mi permetto di auspicare l'elezione di Silvio Berlusconi a Presidente del Senato, cioè a Vicepresidente della repubblica, come riconoscimento al lavoro svolto, ai sacrifici fatti e come compensazione alla persecuzione che ha subito per aver dato nel 1994 unità alle varie istanze contrarie alla sinistra, restando come diga contro i cattocomunisti per due decenni.

Ora Berlusconi, per ragioni anagrafiche (compirà 86 anni il prossimo 29 settembre) è destinato ad avere sempre meno influenza e presumibilmente non potrà essere attivamente presente alla prossima campagna elettorale (avrebbe 91 anni ...) ma il popolo che ancora domenica scorsa lo ha votato merita di trovare una casa in cui ritrovarsi e lui merita il ringraziamento tangibile di tutto il Centro Destra.

Dopo, una volta ottenuto l'incarico, ci sarà da formare un governo che, spero, nel frattempo sia già stato definito negli accordi con Salvini e Berlusconi.

Vorrei Salvini agli Interni, perchè ha già fatto bene e sarebbe anche per lui una giusta ricompensa per la persecuzione che sta subendo per aver difeso i confini della Patria nella sua prima esperienza ministeriale.

Ma, soprattutto, vorrei che non ci fossero tecnici al governo, ma solo politici, persone elette, che abbiano messo la loro faccia in gioco con le elezioni, che rispondano al Popolo che dovrà confermarli.

I tecnici vanno bene come direttori generali dei ministeri e ghost writers, al ministero, dove si fanno scelte e sono scelte politiche, occorre qualcuno che non si senta chiamato da Dio, ma che sappia di dover rispondere dei suoi atti al Popolo Sovrano.


26 settembre 2022

Gli Italiani hanno scelto l'Interesse Nazionale

I risultati, ormai definitivi in termini di voti e percentuali ma non di seggi, dimostrano che il Popolo, quando è chiamato a decidere, sa cosa vuole e lo comunica con il voto.

Con oltre 12 milioni di voti su 27 milioni di voti validi, il Centro Destra avrà il compito di governare e non potranno esserci trucchi o imbrogli che tolgano alla Meloni Palazzo Chigi.

Con buona pace della Von der Leyen e della presidentessa del governo francese che probabilmente non riesce a vigilare sul suo condominio, ma pretende di vigilare sull'Italia.

Vedremo probabilmente in serata quanti seggi di maggioranza ci saranno, presumibilmente sufficienti per una confortevole maggioranza, ma non per superare i due terzi e cambiare la costituzione.

La Meloni e Salvini hanno fatto entrambi una bella campagna elettorale, la differenza l'ha fatta la scellerata scelta della Lega di partecipare ad un governo presieduto da Draghi e assieme ai cattocomunisti, pagando probabilmente molto più del peccato commesso.

Le liste monotematiche, che non arrivano neppure al 4% complessivo, restano tutte fuori dal parlamento, dimostrando la loro irrilevanza proprio perchè non si costruisce una proposta politica su un solo argomento.

L'unico risultato conseguito da quei voti dirottati sulle liste monotematiche è forse l'aver tolto al Centro Destra la possibilità di raggiungere i due terzi dei seggi e cambiare la costituzione.

Il terzo polo di Renzi e Calenda (e dei transfughi di Forza Italia) non arriva terzo, ma neppure quarto o quinto, bensì solo sesto, dietro a Fratelli d'Italia, pd, Cinque stelle, Lega e Forza Italia.

I due si separeranno, dividendo in due il già scarso bottino elettorale.

Ma il dato più rilevante è che il Popolo ha votato per l'Interesse Nazionale, per chi propone di perseguire l'Interesse Nazionale, di stare anche in Europa, ma difendendo i nostri interessi.

Non frega nulla dell'antifascismo, dello ius soli, di Zelensky e di Putin, delle pretese degli lgbtqrdhkcpna plaaasssss ....

Interessano le bollette, il riscaldamento per il prossimo inverno, le tasse, la sicurezza (nella quale rientra anche il problema dei clandestini).

Il Centro Destra ci proverà, perchè è nel dna del Centro Destra occuparsi delle cose concrete che interessano e toccano direttamente la vita degli Italiani.

Per ora godiamoci un bel risultato che fa giustizia dopo undici anni di governi manipolati dalle congiure e dalle manovre di palazzo.

25 settembre 2022

Speriamo che sia femmina

La Meloni e Salvini hanno fatto una buona campagna elettorale, nulla da eccepire, dubito che potessero fare di più.

Anche Berlusconi ha messo quello che può dare un uomo di 86 anni (il 20 settembre) i cui sprazzi sono emersi solo quando è riuscito a liberarsi dal controllo delle badanti ed ha detto che a Kiev vorremmo un governo di persone perbene.

Non so quali siano i sondaggi segreti cui tutti fanno riferimento, ma ormai non ci resta che attendere la mattinata di domani.

Non penso saranno attendibili gli exit poll e quel che conta, più delle percentuali,  sarà la distribuzione dei seggi che conosceremo solo lunedì, immagino nella tarda mattinata.

Speriamo che sia femmina ... 😉

24 settembre 2022

Il delirio di onnipotenza del vertice dell'Unione del Male

Negli ultimi due giorni abbiamo constatato tutti l'imbarazzante nullità di Ursula Von der Leyen e di Charles Michel che, assieme a Roberta Metsola, incarnerebbero il vertice dell'Unione del Male.

La Von der Leyen è sicuramente quella che ha scoperto maldestramente le segrete carte delle consorterie affaristico e finanziarie, quando ha minacciato l'Italia di intervento "perchè hanno gli strumenti per farlo" se il voto non dovesse mandare al governo i soliti vassalli delle consorterie finanziarie globali.

Una mancanza di rispetto verso il Popolo Italiano, di gran lunga peggiore del referendum, che chi odia il voto popolare definisce "farsa", nel Donbass.

Dal canto suo Michel, facendosi forte con i missili di Biden, ha straparlato all'assemblea dell'onu, chiedendo che la Russia sia esclusa dal consiglio di sicurezza.

A me piacerebbe vedere la Von der Leyen e Michel alle prese con un attacco russo, senza avere alle spalle gli Stati Uniti e neppure il Regno Unito.

Farebbero la fine della Francia nel 1940.

Se Michel, almeno, ha solo sgomitato per fare il primo della classe davanti al padrone della Casa Bianca, la Von der Leyen dimostra di parlare senza pensare a quello che dice.

Del resto lei, nominata su designazione della Merkel e accettata dagli altri capi di stato, non può che rifiutare il concetto base della democrazia che è il voto popolare.

Mi auguro che Michel paghia, in qualche modo, il suo leccaculismo verso Biden, mentre la risposta alla Von der Leyen potremo darla già domani noi Italiani, votando per chi non piace a quella inutile figura a capo di una commissione inutile di una dannosa Unione del Male.

23 settembre 2022

La migliore opportunità

Questa mattina ascoltavo le trasmissioni che si sono succedute fino al giornale radio delle sette e successivo giornale radio regionale.

L'aspetto che ho colto in evidenza oggi è quello delle "priorità".

Viene intervistato il portavoce italiano dei gretini e per lui la priorità che manca nei programmi dei partiti è la "lotta al cambiamento climatico".

Poco dopo ascolto l'intervista ad un sindacalista per il quale il primo punto del nuovo governo deve essere la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ancora altri servizi e ascolto l'imprenditore che chiede al prossimo governo di fare il primo provvedimento sul costo dell'energia che mette in ginocchio le imprese italiane.

Non può mancare la voce femminile che, denunciando le violenze contro le donne, chiede come primo atto del nuovo governo un severo provvedimento contro i cosiddetti "femminicidi".

In ogni trasmissione c'è una "priorità" diversa, perchè chiunque lavori in un settore ha ben in mente le SUE necessità e anche chi non lavora ma resta svaccato sul divano ha la sua priorità che si chiama reddito di cittadinanza.

Ecco perchè serve la Politica, per dare ordine alle priorità e scegliere cosa fare subito, cosa fare a medio termine, cosa non fare mai e cosa dovrebbe essere cancellato dal nostro ordinamento.

E la Politica la determiniamo noi con il nostro voto, un voto che il 25 settembre potrà determinare una svolta epocale e, quindi, un voto che non può e non deve andare disperso, come scrive mirabilmente oggi Marcello Veneziani ne La Verità, articolo che presumo sarà domani integralmente disponibile sul suo sito.

Articolo che mi ha anche costretto a cambiare il titolo del mio commento, troppo simile al titolo del suo articolo che è "Chance storica per la Meloni e la destra: questa non è l'ora dei dubbi" ed il cui incipit sottoscrivo senza riserve: "Dai, per una volta, chiudiamo gli occhi, sospendiamo lo spirito critico e diciamo: speriamo che vinca Giorgia Meloni".

Veneziani sa, come sappiamo tutti noi, che non mancano motivi di critica, del resto non siamo tutti uguali e, come abbiamo visto, ognuno di noi ha le sue priorità, simpatie, esperienze, però "non possiamo proprio ora voltare le spalle, tirarci indietro, anche se gli impulsi e i motivi non mancano" perchè "o vince la Meloni con la sua coalizione o tornano loro, i governi arcobaleno a guida euro-tecnica ed egemonia pd".

L'articolo prosegue ricordando gli anni, i decenni di opposizione e poi il governo al seguito di Berlusconi e annotando che questa volta, per la prima volta, la Destra potrebbe essere, con la Meloni, protagonista.

Veneziani conclude esortando a sostenere e votare Giorgia Meloni e la sua coalizione sospendendo fino alla chiusura delle urne "i conti, i se, i ma, speriamo in un risultato senza precedenti. Poi riapriremo le bocche e riprenderemo i discorsi interrotti.".

Veneziani ha ragione, votiamo per il Centro Destra per dare una speranza al futuro, nostro, dei nostri figli e nipoti, della nostra Patria, ma anche per conseguire, dopo anni di opposizione, quel risultato per il quale molti nostri anziani, che non ci sono più hanno sacrificato anni della loro esistenza e talvolta anche la vita.

Questa mattina, all'angolo tra viale Carducci e via Mazzini in Bologna, ho visto appeso agli scuri di una finestra dell'ultimo piano un enorme cartello con su scritto "Ho un'amica di nome Giorgia. E' Fascista. Un caso di omonimia".

Il proprietario o l'inquilino ha tenuto a fare sapere alla cittadinanza che considera la Meloni "Fascista".

Ecco, domenica voterò Fratelli d'Italia anche perchè, quanti più voti otterrà Fratelli d'Italia e tutto il Centro Destra, tanti più travasi di bile colpiranno gli invasati come l'autore del cartello.

22 settembre 2022

Dubbi e certezze a tre giorni dal voto

Abbiamo una prima certezza: il voto del 25 settembre sarà l'ultima occasione per dare all'Italia un governo che persegua l'Interesse Nazionale.

Se il Centro Destra non riuscirà ad ottenere una forte maggioranza che lo metta al riparo dallo "scouting" altrui, allora vivremo sempre di più sotto il tallone dei vassalli della Spectre finanziaria e affaristica.

Abbiamo la certezza che Draghi consegnerà al suo successore tante mele avvelenate che ha preparato in diciotto mesi di governo, un paese in rovina, servo e con al collo il cappio dei cravattari di Bruxelles che lui stesso ha aiutato a stringere.

Abbiamo la certezza che le liste monotematiche sono funzionali al disegno dei Draghi di turno perchè, sottraendo voti al Centro Destra, favoriscono la tenuta parlamentare (e tutte le future manovre di palazzo che proveranno a mettere in pratica pur di demolire un governo di Centro Destra) dei maggiordomi globalisti.

Abbiamo la certezza che se anche il Centro Destra ottenesse i due terzi dei seggi e riuscisse a governare per cinque anni, la metastasi che i Dini, i Prodi, i D'alema, gli Amato, i Monti, i Letta, i Renzi, i Gentiloni, i Conte, i Draghi hanno contribuito ad alimentare non potrà essere completamente rimossa e, anzi, il governo di Centro Destra dovrà fare sforzi immani per intaccarla.

Abbiamo però la certezza che fermare la deriva sarebbe già un passo avanti che ci farebbe guadagnare tempo in vista di momenti migliori e, quindi, anche se non condividiamo tutto quello che il Centro Destra propone, quello che condividiamo ci porta a ritenere che con il Centro Destra avremmo quei cinque anni di sollievo e di respiro che non avremmo con le tre sinistre e che potrebbero consentirci, con i rapidi cambiamenti dell'epoca contemporanea, ad arrivare al momento in cui l'inversione di rotta nelle politiche mondiali diventasse inarrestabile.

Abbiamo la certezza che i Valori della Patria, della Tradizione, della Identità Nazionale possono essere difesi solo con un governo di Centro Destra, perchè le tre sinistre (Letta, Conte e Renzenda) non sanno neppure cosa siano Patria, Tradizione e Identità Nazionale.

Abbiamo la certezza che dal 26 settembre, se il Centro Destra vincesse con numeri per governare, le tre sinistre scatenerebbero la piazza, incuranti dei danni che farebbero all'Italia e agli Italiani, perchè così devono fare per conservare il favore delle consorterie globaliste cui rispondono.

Abbiamo la certezza che, come sempre, non sarà facile, non sarà semplice, governare l'Italia, ma che è dovere dei partiti di Centro Destra provarci nel nome dell'Interesse Nazionale.

Abbiamo il solo dubbio di chi scegliere tra Fratelli d'Italia e Lega, considerando che il Centro Destra, pur essendo da sempre ben più coeso delle tre sinistre, ha sempre subito i distinguo di quella parte più sensibile al richiamo del vecchio arco costituzionale, ora divenuto "maggioranza Ursula" e, quindi, la scelta vera si limita ai due partiti citati, ognuno dei quali ha i suoi aspetti positivi ma anche qualche peccato da scontare, anche se si tratta di granelli di sabbia non paragonabili alla trave gigantesca che stazione da sempre nell'occhio delle tre sinistre.

E sarebbe rassicurante se la somma dei parlamentari di Fratelli d'Italia e della Lega rappresentasse la maggioranza assoluta del nuovo parlamento.

Ma questo dipende da tutti noi.


21 settembre 2022

Simbolicamente

Oggi bastano tre fotografie, ognuno tragga le sue conclusioni.

1973: Kissinger e Pinochet

2005: Berlusconi parla al Congresso degli Stati Uniti in seduta congiunta

2022: Kissinger e Draghi.