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12 febbraio 2007

Pacs o dico la sostanza non cambia

Ed è una sostanza devastante per l’assetto sociale e civile dell’Italia, perché ha in se i germi della distruzione.
Le regole per chi vuole mettere il timbro di legge sulla propria convivenza e usufruire dei diritti individuali, esistono già :
articolo 29 della costituzione
libro primo, in particolare titolo V e VI, e libro secondo del codice civile
legge 898/1970 e successive modificazioni/integrazioni
legge 151/1975 e successive integrazioni e modificazioni
.
E’ già tutto normato, previsto, codificato, sperimentato.
Due persone ritengono di unirsi e hanno due opportunità.
Sposarsi e assoggettarsi a tutti i diritti e i doveri che comporta il matrimonio.
Non sposarsi, ma limitarsi a convivere, e la loro unione sarà regolata dalle norme privatistiche dei rapporti tra due soggetti diversi, con diritti e doveri diversi, meno cogenti.
Infatti nessuno pensa ad abrogare o modificare le norme esistenti, ma si vuole che lo stato legiferi, appesantendo il nostro corpus iuris con una nuova e dannosa leggina per il privilegio di pochi.
Dannosa, poi, perché inculca la convinzione che si possa ottenere ugualmente ciò che si vuole (un “diritto” dei tanti che vengono reclamati) senza il corrispettivo dovere.
E per quale motivo uno dovrebbe optare per il matrimonio se con una semplice raccomandata a.r. otterrebbe gli stessi vantaggi, senza mettere il collo nel cappio dei doveri ?
Sì, perché solo una riserva mentale ad impegnarsi, come prevede l’istituto del matrimonio, può portare uno a limitarsi alla convivenza.
L’unico caso in cui non è possibile sposarsi è dato dal precedente vincolo matrimoniale di uno o entrambi i conviventi.
Ma il tempo per ottenere un divorzio è di appena tre anni, un periodo assai limitato che è anche doveroso per verificare se c’è o meno la possibilità che il matrimonio possa essere salvato e credo che sia logico che si imponga un periodo comunque di decantazione e di riflessione prima di impegnarsi in un nuovo vincolo.
Tutto il resto, dall’assistenza alla successione, dalla reversibilità alla continuità nei contratti di locazione, è già prevista dalla normativa sul matrimonio.
Troppo comodo, allora, il costo di una raccomandata a.r. per avere benefici e nessun onere.
Comodo e altamente diseducativo, perché una società si regge anche sulla responsabilità e sulla consapevolezza che non ci sono solo diritti, ma esistono anche i doveri dei singoli nei confronti della famiglia, del prossimo.
Ma tutto questo gli estensori della normativa lo sanno benissimo.
Infatti, pacs o dico che siano, parlano come se si rivolgessero a coppie conviventi, ma in realtà l’essenza sta tutta in quell’inciso “anche dello stesso sesso”.
Tutta la manfrina è architettata dalle lobbies omosessuali per ottenere il timbro ufficiale alle loro copulazioni.
Ottenere dignità per i loro capricci sessuali, ottenere privilegi (ad esempio la reversibilità della pensione !!!) ai danni dell’intera collettività.
E’, in sostanza, una normativa egoista, non liberale, mirata appositamente a favorire una specifica serie di persone.
Pacs o dico non servono alle coppie normali e non possono dare dignità ad un capriccio omosessuale che non ha alcun pregio civile o sociale.
Pacs o dico che siano, servono solo a scardinare il nostro ordinamento sociale e civile e, quindi, meritano ogni più strenua opposizione, con la pubblicazione dei nomi di quei parlamentari del Centro Destra che eventualmente votassero a favore: per non candidarli mai più.

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15 commenti:

Otimaster ha detto...

Più vedo i miei amici sprecare energie preziose a scrivere di loro, più mi vien voglia di togliere diritti aagli omosessuali invece che concedergliene di nuovi.
Buona settimana

Anonimo ha detto...

Un provvedimento che, è saggio augurarselo, spero non veda mai la luce.

Oltre ad essere stato costruito sull'ipocrisia, è poratore di discriminazioni e penalizzazioni sociali.
L'Italia non è la Francia o la Spagna: la nostra storia è diversa e la nostra Costituzione prevede un rapporto Stato/Chiesa che non può essere sottovalutato giacchè basato sui Patti lateranensi che stabiliscono una dipendenza dello Stato proprio dalla Chiesa.

In considerazione dell'esistenza di tale vincolo, non è né corretto né rispettoso progettare un testo che disconosce l'accordo vigente.

Poi, 'sta storia della raccomandata A/R è davvero ridicola...praticamente ogni volta che arriva il postino a casa bisogna preoccuparsi ?

Che robe.

Simo ha detto...

Fermo restando il solito orribile papocchio delle sinistre, mi sembra doveroso regolamentare alcune situazioni di fatto che riguardano cittadini italiani.
@ Monica: Dici bene. L'Italia non è la Spagna o la Francia. Purtroppo.
Sarebbe ora che l'Italia mettesse un piedino fuori dal Medioevo. E' passato da un pezzo.

CampaniArrabbiata ha detto...

Non dovrebbero passare, ma temo che qualche forzaitaliota si faccia tentare.

Massimo ha detto...

Master: è come per le Foibe. Se non si contrasta la disinformazione dei sostenitori dei pacs, finirà che la percezione esterna sia che una devianza sessuale è ... "normale".

Simone. Non vedo proprio quale situazione di fatto richieda, per essere regolata, una legge ulteriore rispetto a quelle esistenti ;-)

Anonimo ha detto...

Devianza? Normalità? Ma... che vai dicendo? :O
Primo: usi categorie ormai abbandonate perfino dai peggiori pretacci. Secondo: qui si tratta di regolamentare delle situazioni esistenti, non di giudicarle dal punto di vista morale. Terzo: le leggi attuali non garantivano tutti i diritti e creavano dunque delle discriminazioni.

Ares ha detto...

Sia lode al Papa e a Ruini se faranno quello che tutti ci aspettiamo dopo le loro odierne dichirazione: una indicazione impegnativa per tutti i cattolici. E se non è scomunica per chi non vi si attiene ...
E finalmente si smette con il buonismo d'accatto, per cui non esiste nè il male nè il bene.
Lo si dica con chiarezza: le coppie normali hanno nelle leggi esistenti tutto ciò di cui hanno bisogno per regolare i loro rapporti privati.
Le coppie omosessuali non possono vantare diritti in nome della loro anormalità, perchè allora ci sarebbe la fila per otenere leggi di privilegio di ogni situazione abnorme, mentre la legge deve essere generale e non ad personam.

Anonimo ha detto...

Se la Civilta' Occidentale e' quello che e' oggi, lo e' NONOSTANTE la Chiesa, e non grazie alla Chiesa. Le gerarchie ecclesiastiche resistono e resisteranno sempre ai progressi civili e liberali. Che sbraitino pure, questi sepolcri imbiancati. Prendete Berlusconi, Casini & Company: tutte famiglie tradizionali e cristiane? Sono TUTTI DIVORZIATI, e Casini e' pure convivente e con un figlio! Questi sono coloro che dovrebbero difendere la famiglia tradizionale e i nostri valori? IPOCRITI a caccia di voti, ecco quello che sono.

Massimo ha detto...

Solomon. La Chiesa si oppone (per fortuna!) ad una simile aberrazione da un'ottica religiosa, io da una strettamente laica e liberale. Ed essere laici e liberali non significa prostituirsi ai luoghi comuni ed alle relative aberrazioni.
Le "situazioni esistenti" trovano già una accurata normativa nelle leggi esistenti, non vi è necessità di alcuna altra regola. Prego specificare quali sarebbero quelle "situazioni di fatto" che non trovano una collocazione nelle leggi esistenti).

Simonetta. Negare il ruolo della Chiesa nella nascita, crescita e sviluppo della Civiltà Occidentale che, oggi, è Civiltà tout court. Senza la Chiesa, ad esempio, non sarebbero state tramandate le opere dell'ingegno e del pensiero e le radici Romane della Civiltà.
Quanto alla situazione personale di Berlusconi, Bossi e Casini è la dimostrazione più lampante che le leggi esistenti tutelano e regolano ogni situazione degna di pregio, senza limitare i diritti di alcuno e senza costi aggiuntivi a carico della collettività. E gli stessi rappresentano la Famiglia Tradizionale, visto che non mi risulta che Berlusconi, Bossi e Casini convivano tra loro, ma rigorosamente con persone di sesso femminile e anche la recente polemica innescata dalla moglie di Berlusconi ha reso tutti edotti che le tendenze del nostro Presidente sono totalmente condivisibili e assolutamente normali :-D

Van der Blogger ha detto...

Diritti senza doveri e legittimazioni di unioni gay... questo sono i dico... Se vuoi stare con una persona la sposi. Se vuoi conoscerla prma di fare il passo, convivici pure. Ma non è qualla la famiglia... Se state bene insieme, vi sposate se no amici come prima...

Anonimo ha detto...

Mh...

E da un'ottica "strettamente laica e liberale" su cosa ti basi per sostenere che l'affettività tra persone dello stesso sesso è una "devianza" da una presunta "normalità"? E, sempre dalla stessa ottica, su cosa ti basi per negare alle coppie omosessuali i diritti garantiti alle coppie eterosessuali sposate?

Per quanto riguarda ciò che si cerca di regolamentare con le leggi sulle unioni civili, l'elenco è noto:

- assistenza sanitaria e previdenziale,
- successioni e assegni familiari,
- reversibilità della pensione,
- successione dei contratti di locazione,
- inserimento in graduatorie occupazionali, ecc.

Anonimo ha detto...

Van der blogger: e perché mai dovrei essere costretto a sposarmi?? Sarò libero di decidere quel cacchio che voglio per la mia vita oppure no? Dove sta scritto che la famiglia è solo quella di coppie eterosessuali sposate??
Vi professate liberali e poi parlate come se foste in un ritrovo dell'Opus Dei... Bah! :(

Massimo ha detto...

Se l'omosessualità fosse l anorma, l'Umanità si sarebbe già estinta da millenni, ecco perchè non ha pregio sociale p civile.

- assistenza sanitaria e previdenziale,
- successioni e assegni familiari,
- reversibilità della pensione,
- successione dei contratti di locazione,
- inserimento in graduatorie occupazionali, ecc

Sono tutti diritti già normati. Che bisogno c'è di intervenire nuovamente quando, con il matrimonio, tutto quello che elenchi rientra già nella tua sfera giuridica ?
Ed è proprio qui l'ipocrisia di chi sostiene i pacs o dico che siano.
Vogliono un matrimonio di serie "b" con i diritti ma senza i doveri.
Tu scrivi a Van Der Blogger che se non ti vuoi sposare convivi ma non hai quei diritti.
Per l'appunto tu non vuoi sposarti, quindi nessuno ti obbliga a convivere, perchè l'opzione del matrimonio l'hai scientemente rifiutata, rifiutando così le norme relative.
E' una tua libera scelta che nessuno contesta, ma ad ogni scelta devono corrispondere dele conseguenze giuridiche.
Scegli di convivere per avere più libertà, ma non puoi pretendere di avere gli stessi diritti già previsti per chi invece sceglie, liberamente, un vincolo matrimoniale.

Anonimo ha detto...

Ti svelo una cosa: anche gli omosessuali possono riprodursi... Thomas Mann era omosessuale ma aveva 6 figli. E poi ci sono molte coppie eterosessuali (magari sposate) che per vari motivi decidono di non avere figli. Ma non mi pare siano discriminate per questo.
Continuo a non afferrare la superiorità della coppia sposata rispetto alla coppia di fatto... E continuo a non afferrare per quale motivo uno Stato laico dovrebbe operare delle discriminazioni tra una forma e l'altra di unione. Certo che il non sposarsi è una libera scelta, ma se poi ciò comporta conseguenze guridiche e mancanza di diritti/doveri (tra l'altro la legge sui dico prevede anche i doveri, non solo i diritti) allora questo implica una discriminazione statale sulla mia libera scelta. Il che non mi pare il massimo del liberalismo...

Massimo ha detto...

Ho l'impressione che tu abbia le idee un po' confuse :-)
Se anche Thomas Mann fosse stato omo (le lobbies omo tendono ad esagerare nell'appropriarsi di personaggi famosi) non si sarebbe riprodotto con un altro omo, ma con una donna. Sconvolto ?
Proprio per tale motivo non vi è alcun pregio per una coppia omo, perchè solo una coppia normale può riprodursi, un omo può solo riprodurre con la collaborazione di un espopnente di sesso opposto.
Vorrei poi ricordarti che il matrimonio è un istituto del nostro codice civile, un istituto laico, con regole statali.
Per quale ragione si deve subire un nuovo interventismo statale che regoli anche la convivenza di chi non vuole sposarsi con le regole già pronte del codice civile ?
Liberalismo vuol dire ridurre l'intervento dello stato al minimo indispensabile, cioè una normativa matrimoniale, non far intervenire lo stato anche per normare le libere convivenze ...