Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

07 luglio 2006

Tocqueville citta aperta ?

*Avvertenza: il post è lungo. L'ho scritto una settimana fa, rinviandone la pubblicazione per dare spazio all'attualità. Nel frattempo qualche fatto ulteriore è avvenuto, ma non ho ritenuto di modificare il testo perchè, sostanzialmente, anche le diverse interpretazioni del decreto Bersani rientrano in quella "chiarezza" da farsi che è, in sostanza, il filo conduttore del post.

E veniamo al ruolo delle aggregazioni sul Web, ovviamente di Centro Destra, perché sono quelle che mi interessano.
Premetto che su questo avevo già lanciato il mio sasso in piccionaia, visibile solo agli iscritti al forum, ma visto che la questione ha preso una piega pubblica e una accelerazione recente, passato anche il referendum, porto il mio mattoncino al dibattito dell’estate.
In principio non fu il Master , ma è dal suo post, con le sue tre, precise domande su Tocqueville che ho deciso di partire, anche se non si può non ricordare Il Sorvegliato Speciale titolare dell' idea iniziale di raccogliere i blog della Right Nation e che ha manifestato (qui, qui, qui e qui) l'insoddisfazione per l'indirizzo assunto, dopo aver giustamente celebrato il compleanno di Tocqueville.
Quindi le pietre miliari di questo che spero possa essere il chiarimento definitivo, sono Abr, il Sindaco e, da ultimo ma più dirompente e con proposte ben precise , Watergate .
Naturalmente vi sono stati e vi sono molti altri interventi in materia, anche Freedomland ha iniziato una serie sull’argomento, ma credo che i 4 citati siano quelli che maggiormente hanno delineato il problema, offrendo, in tutto o in parte, le loro risposte e usufruendo anche di notevoli contributi nei commenti come quelli di Robinik .
Abituato ad arrivare al nocciolo, la domanda che si pone è: Tocqueville cosa deve essere e dove deve collocarsi ?
La mia risposta è in un post che scrissi, riferito al “mio” Centro Destra lo scorso anno e non a caso intitolato The Right Nation-La Grande Destra , ribadito, nella sostanza, quest’anno con Cos'è la Destra, cos'è la sinistra ?
Quella è la mia posizione, ma non sono così presuntuoso da ritenere che sia ultimativa.
Infatti ne Il Castello abbiamo dato corso a quella fusione delle anime diverse della Destra, della Grande Destra.
Il Castello ha fatto una scelta ben precisa: valutare l’ammissibilità dei soci e degli aggregati, sulla base di una (peraltro flessibile, nell’ambito dei confini dell’attuale Centro Destra) convergenza su Valori e Ideali.
Tocqueville finora non ha fatto una scelta diversa, semplicemente non l’ha fatta, almeno con la chiarezza che le si chiederebbe.
Con un disclaimer che può essere “tirato” un po’ ovunque, ha privilegiato il numero e se è motivo di soddisfazione dire che in un anno siamo quasi arrivati a 1000 blog iscritti, è altresì irritante vedere un mezzo, che tutti noi – inizialmente – pensavamo fosse la risposta, la prima, del Centro Destra all’okkupazione sinistra della Rete, contaminato da chi sostiene una sinistra come quella italiana, massimalista e comunista, al governo (oltre che per -colpo di - mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere come scrivo nel mio tormentone) grazie ai cattocomunisti.
Ma adesso è il tempo delle scelte.
La Destra, nonostante questi tre mesi infausti, s’è desta anche in Rete.
Tocqueville ha dimostrato che più che spazi ci sono larghe praterie per i bloggers del Centro Destra.
Grazie a Tocqueville ci siamo trovati, ci siamo accorti di non essere isolati, anzi di essere parte di un gran bel gruppo.
Nel frattempo Il Castello si è trasformato e da blog scritto a più mani sta diventando un aggregatore, con confini molto chiari e determinati, per Castellani e non.
E’ nato anche Shockvillage .
C’è, da tempo, anche se in sonno dopo le politiche, B4CdL che in qualsiasi momento può trovare nuova linfa e già nella sua “dittamarca i confini.
E qualcosa mi dice che tutto questo fermento porterà anche a nuove iniziative, visto che dubito che la rinuncia alla cittadinanza di Tocqueville da parte di Watergate e Robinik li porti semplicemente ad operare come bloggers singoli.
Ognuna di queste iniziative ha un suo target, suoi presupposti e sue caratteristiche.
Vi sono bloggers che non faticheranno, legittimamente, a riconoscersi contemporaneamente in tutte le iniziative aperte o in cantiere.
E’ un po’ come l’insiemistica che quelli della mia generazione hanno appena sfiorato nelle medie.
Facciamo conto di tanti cerchi che, in alcune loro sezioni, si intersecano.
Ciò non toglie che si possa auspicare una casa comune … del Centro Destra, dei bloggers di Centro Destra che si riconoscono in questo Centro Destra , pur criticandolo – con critiche costruttive, per migliorarlo, non con la volontà di frantumarlo - a volte, quando è necessario, perché è da questo Centro Destra che dobbiamo partire per liberare l’Italia dai cattocomunisti e riprendere il cammino verso il futuro.
E, allora, la domanda che si pone per Tocqueville non può che essere: cosa vuoi essere da grande ?
L’aggregatore che ha in se tutti i bloggers di Centro Destra, liberi peraltro di esprimersi nel modo che ritengono migliore per marcare le loro identità che non vanno soffocate, oppure un blob (non un blog) trasversale, ibrido, che ha dentro il diavolo e l’acqua santa ?
Credo che la chiarezza paghi ed è chiarezza che si chiede a tutti i bloggers di Tocqueville prima ancora che alla Redazione che, mettendoci gran parte del lavoro e le macchine, quindi i soldi, sarebbe pienamente legittimata a decidere sulle scelte future.
Quindi la prima risposta deve essere data a questa alternativa: Ideazione , perché di questo si tratta, mette graziosamente a disposizione il supporto tecnico, lasciando a Tocqueville le decisioni “costituenti” secondo un principio di assoluta democrazia, oppure si riserva una “golden share” ?
Nel secondo caso, nulla questio, chi mette i soldi e gran parte del lavoro ha diritto ad imprimere la sua linea.
E il discorso per quanto riguarda Tocqueville si chiude qui.
Nel primo caso però, è necessario che la democrazia sia piena e tornerebbero attuali le regole di Watergate.
Ma prima ancora delle regole per l’elezione della Redazione e per la rotazione in home page dei post e il loro limite, dobbiamo definire i confini di Tocqueville, perché non sarebbe credibile un aggregatore di Centro Destra, perchè è così che è presentato al pubblico, che ospita post di supporters dei cattocomunisti e non scremi blog e post che travalicano, nel nome di una malintesa libertà di espressione, il buon gusto.
Personalmente ritengo che, semprechè Ideazione non reclami, ripeto:legittimamente, l’ultima parola nelle scelte, i confini li vedo corrispondere a quelli della Grande Destra, dai Riformatori ai Sociali, senza alcun limite a Destra ma, a sinistra, con il limite del sostegno alla maggioranza parlamentare uscita dagli scrutini del voto del 9 e 10 aprile.
Poi ci possono essere ulteriori ripartizioni e caratterizzazioni interne.
In tutto il mondo i liberali sono ben distinti dai conservatori, in Italia, per colpa di quel 30% di comunisti (neo, ex, vetero, post che sia), siamo costretti a stare assieme.
E non è detto che uno debba riconoscersi necessariamente tra i Lib o tra i Con.
Io mi ritrovo, sempre a grandi linee, ovvio, con un commento di Lontana ad un suo stesso post : liberista in economia e conservatore nei valori .
Ma anche sociale, fascista, federalista e nazionalista, a seconda dei singoli temi che possono essere messi in discussione.
Insomma: di Destra, senza bisogno di ulteriori precisazioni.
E così vedrei Tocqueville.
Il grande aggregatore che abbia al suo interno un sistema di aggregazione e composizione della home page basato sull’automatismo per gran parte e sulla scelta di una Redazione eletta dal basso per il top.
Il grande aggregatore che possa essere il riferimento di tutti i bloggers del Centro Destra, ma anche delle aggregazioni esistenti e in corso di creazione, più identitarie, che possono farvi parte sia attraverso i bloggers consociati, sia con una formula di partnership evidenziata nella home, cosicché ogni blogger single può anche individuare una casa identitaria che possa essere a lui più confacente.
Il grande aggregatore che unisca il Centro Destra in Rete, ma non si presti a fare cassa di risonanza di idee che non appartengono al Centro Destra, e nel rispetto delle identità crei quel “fusionismo” che, dal dibattito interno, dalle proposte, dalle idee, dalle elaborazioni delle singole menti e delle singole componenti, porti a quella risultante che formi il Centro Destra del futuro, quello che porterà a completamento le azioni, appena abbozzate, dal Governo Berlusconi, per trasformare l’Italia in una grande nazione Occidentale, con strutture, istituzioni e progetti degni del terzo millennio, senza alcun cedimento o concessione al gretto, arido e ignorante conformismo del politicamente corretto.

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06 luglio 2006

Aiutare la C.I.A. è un merito, non una colpa


Quando ero bambino, un fumetto molto diffuso era “l’albo del falco”, Nembo Kid.
Nembo kid che altri non era che il giovane Superman.
In quei fumetti, imparai a conoscere il mondo duplex.
Una Terra, situata in un universo parallelo, dove, sapendo quel che facevamo noi nel nostro universo, si piccavano di erigere a modello di vita esattamente il contrario: sennò che cavolo di mondo duplex sarebbe stato ?
Così loro avevano i concorsi per la più brutta della Terra duplex, il più debole della Terra duplex, chi prendeva meno voti governava (anche in Italia oggi …) e via con tutto il contrario di ciò che era la norma.
Naturalmente le storie potevano essere infinite, ma non credo, neppure nella più sfrenata e disinibita fantasia, che il creatore del mondo duplex potesse pensare che si perseguitassero le persone preposte a difenderci dai terroristi.
In Italia accade anche questo.
Rimosso, grazie ad una maggioranza tale per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere, un autentico mastino come Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ecco che sono partiti i siluri contro gli Agenti della C.I.A. che hanno catturato un imam che predicava la violenza e sono stati persino arrestati due funzionari dei nostri servizi segreti, con l’accusa di aver collaborato con la C.I.A. in tale operazione.
Per non parlare di quello che, se rivolto ad altri giornalisti e giornali, sarebbe stato chiamato un "attentato alla libertà di stampa" con tanto di indignate reazioni e scioperi, mentre, poichè colpisce il vicedirettore e un redattore di "Libero", passa sotto silenzio: perquisizione in redazione e sequestro del computer dei giornalisti, rei (?!?) di aver fornito informazioni al Sisimi finalizzate ad aiutare la C.I.A.
Ma aiutare la C.I.A. - e i servizi segreti Occidentali - a proteggerci dai terroristi musulmani non è una colpa, è un merito !!!
Credo che i servizi segreti Occidentali abbiano fatto spesso e, spero, continuino a fare, operazioni come quella “incriminata” o comunque “coperte”, uniche efficaci per prevenire e sventare azioni terroriste.
Dubbia è la scelta di sparare nelle agenzie di stampa il nome dei funzionari arrestati (!!!) e dei giornalisti "incriminati" (sic !) per aver fatto (bene) il loro dovere nell’interesse di tutti noi, mettendoli quindi con la loro famiglia nel mirino della vendetta terrorista.
Ma soprattutto credo che a quei funzionari debba essere riconosciuto il merito (non la colpa !) di aver collaborato ad ingabbiare uno che, come minimo, è un istigatore e un “cattivo maestro”, quindi dovrebbero essere premiati, non incarcerati.
Qui si ripete lo stesso errore che ha commesso la Corte Suprema degli Stati Uniti, pensando di combattere il terrorismo musulmano con i metodi da verginelle, come se ci fosse da parte dei terroristi la reciprocità.
Di questo passo troveremo altri funzionari dei servizi segreti che agiranno per proteggere il nostro Benessere, la nostra Sicurezza, la nostra Libertà, la nostra Civiltà ?
O adesso dobbiamo aspettarci una politica delle “porte aperte” non solo nei confronti degli illegali (che questa specie di “governo” vorrebbe legalizzare a centinaia di migliaia senza neppure verificare chi ci sia in mezzo) ma anche dei terroristi che si troverebbero nelle condizioni di non poter essere efficacemente contrastati ?
Ma ci rendiamo conto che la strada per soccombere è proprio quella di dare ai terroristi tutte quelle tutele che sono dovute ad un cittadino, ma che nei loro confronti si trasformano in una arma in più contro di noi ?
Ma come è possibile credere in una "giustizia" che libera i "guerriglieri" e arresta (o vuole arrestare) chi sventa i disegni criminosi e assassini dei terroristi islamici ?
Con tutto il cuore solidarizzo con gli Agenti della C.I.A. e del Sismi, nella loro difficile azione al servizio di tutti noi, e con i giornalisti (e tutti gli altri) che li aiutano nella loro meritoria azione.

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05 luglio 2006

E andiamo avanti: Berlino !

Anche questa volta, anche giocando in casa, la Germania si è dovuta inchinare alla sua bestia nera.
Come già nel 1970, come già nel 1982.
Nessuna volontà, da parte mia, di sfruculiare i nostri amici tedeschi, ma certo che deve per loro essere un ben amaro destino quello di uscire sempre perdenti dal confronto calcistico ai mondiali, nelle partite che “contano” con l’Italia !
Una finale giocata bene (che non significa: una bella partita a parte il pathos per italiani e tedeschi), senza errori da entrambe le parti, ma con una superiorità "ai punti" dell'Italia certificata, prima ancora che dai due gol finali, da due legni e da una uscita "alla disperata" di Lehman su Perrotta.
Adesso ci aspetta la finale, contro il Portogallo (come spero) o contro la Francia (come temo).
E sarà comunque una bella finale.
Appassionante, comunque vada a finire.
E comunque vada a finire ringraziamo sin d’ora gli atleti azzurri, sicuramente migliori di quanto non fossero stati dipinti.
Hanno dimostrato di non essere vincenti per raccomandazione, ma di esserlo per le loro capacità pedatorie.
In particolare l’hanno dimostrato proprio quei calciatori, a cominciare da Buffon e Cannavaro, e quel C.T., Marcello Lippi, nel mirino della critica prima della partenza, da parte di chi avrebbe persino voluto, scrivendo una sentenza ancor prima che fosse formulata una accusa, che fossero esclusi dalla nazionale.
Per non parlare di chi, addirittura, voleva che la Nazionale si ritirasse dal mondiale o chi tifava per i nostri avversari.
Dove si sono nascosti quelli che reclamavano la rinuncia ai mondiali, l'esclusione di alcuni giocatori e tifavano per i nostri avverari ?
Lippi, Buffon, Cannavaro e gli altri hanno risposto con i fatti.
E questo dovrebbe anche far riflettere quanti hanno nelle loro mani il destino delle squadre in cui militano i nostri campioni.
Sì, perchè mentre a Dortmund i nostri Azzurri si apprestavano a regalarci le emozioni dell'enesima "partita della vita" contro la Germania, a Roma novelli Saint Just chiedevano l'annichilimento delle squadre che quegli stessi calciatori hanno cresciuto e fatto diventare campioni.
Squadre che possono essere amate o odiate, ma che rappresentano il nucleo portante del nostro calcio, per i loro meriti, che vanno riconosciuti, che trascendono le eventuali scorrettezze di alcuni dirigenti.
Ma di questo torneremo a parlare più avanti.
Per ora limitiamoci a godere l’ennesima vittoria sulla Germania, a gustare la semifinale di stasera tra Portogallo e Francia ed aspettare, con legittime aspirazioni la finalissima di domenica.

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04 luglio 2006

4 luglio: nascita di una Nazione


"Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso di governanti; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo...."

Così inizia la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
4 luglio 1776.
A distanza di 230 anni esatti, la Dichiarazione mantiene intatta la sua forza dirompente e il suo profondo significato rivoluzionario.
Come per la Costituzione degli Stati Uniti, possiamo dire che gli anni non ne hanno scalfito l’importanza storica e l’intimo appeal per tutti coloro che vedono nel progresso continuo dell’Umanità il fine della nostra esistenza terrena.
Un progresso che si accompagna al Benessere, alla Sicurezza ed alla Libertà.
Vita, Libertà, Felicità.
Come nell’incipit della Dichiarazione.
A distanza di 230 anni continuiamo a render grazie a quegli Uomini che il 4 luglio 1776 scelsero la difficile via della secessione dalla Corona Inglese, cui comunque, come dimostra il rapporto particolare che esiste tra Regno Unito e Stati Uniti, riservano tuttora grande rispetto.
Di quegli Uomini ci sarebbe bisogno anche oggi in una Italia divisa e devastata da una maggioranza tale per - colpo di - mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere.
Un esempio mirabile di lungimiranza, la stessa che non ebbero i nostri costituenti (di cui Scalfaro è emblematico residuo) che privilegiarono le divisioni uscite dalla guerra persa dall’Italia.
E nonostante gli Stati Uniti abbiano ugualmente sopportato una guerra fratricida durata 4 anni, il 4 luglio è e resta una autentica Festa Nazionale, unica e per tutti.
Anche in questo una grandissima differenza rispetto alla nostra Italia dove vengono esaltate e ricordate solo quelle ricorrenze che non potranno mai essere feste di tutti, ma solo feste dell’odio.
E continua a stuzzicarmi, anche applicata alle vicende interne di oggi, l’incipit di quella Dichiarazione:
Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro …
Grazie, America !

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02 luglio 2006

Il grande imbroglio delle "liberalizzazioni" cattocomuniste


Ovvero: timeo Danaos et dona ferentes.

C’è da stropicciarsi gli occhi e le orecchie nel leggere e sentire i commenti sul decreto governativo venduto, come si vendono le auto usate, come “liberalizzazione”.
Addirittura ho letto un nuovo filone “ideologico”: liberalcomunismo … sa tanto di Cina, dove è lo sfruttamento delle grandi masse popolari ad arricchire le caste della burocrazia e del partito che continuano a soffocare ogni anelito di libertà.
Ma dove sta questa liberalizzazione ?
Gli entusiasti inneggiano alla eliminazione dei tariffari con un minimo e un massimo.
Ma questo porterà ad alzare gli onorari dei professionisti migliori, anche oltre il massimo precedentemente fissato, lasciando molti ingenui cittadine nelle grinfie dei meno qualificati.
E che cosa potrà opinare un cittadino se non ha un tariffario cui far riferimento ?
Altri sono entusiasti per la fine dell’agente monomandatario di assicurazione.
Ma dov’è la liberalizzazione ?
Questo è un obbligo bello e buono che potrebbe anche togliere dal mercato agenti e compagnie, riducendo l’offerta che, quindi, sarebbe più costosa per i cittadini.
Per non parlare della demagogia dei farmaci nei supermercati.
Che non abbasserà i costi (ci sono già quei farmaci formati dal principio, anche se non “di marca”) ma che darà il via a nuove consorterie tra farmacisti – che rischiano di essere deprofessionalizzati a impiegati – e gestori della grande distribuzione e … chi è re della grande distribuzione se non le coop rosse ?
E quale grande novità sarà la possibilità di aprire un forno senza particolari licenze ?
Forse si vuole agevolare la diffusione di pane … arabo ?
E perché poi solo i forni e non le edicole o le tabaccherie ?
Le associazioni dei consumatori pensano di aver maturato la loro vendetta nei confronti delle banche che, ora, dovranno comunicare i cambiamenti delle condizioni con 30 giorni di anticipo e i clienti avranno 60 giorni di tempo per chiudere, senza spese, il conto.
Come quasi tutte le iniziative di tali associazioni, il tutto si concretizzerà in un costo aggiuntivo, sin da ora le banche aumenteranno i costi di spese e commissioni per compensare le perdite future eventuali.
Potete avere sotto gli occhi quel che ha portato la “trasparenza” pretesa dalle associazioni dei consumatori: pagine e pagine di comunicazioni con norme contrattuali e condizioni, spedite periodicamente e, naturalmente, ogni spedizione ha un costo che viene puntualmente addebitato nei conti, come è giusto che sia perché la redazione, la stampa e la spedizione di tali documenti – obbligatori – sono un costo per ore di lavoro e spese vive, un costo che le associazioni dei consumatori si guardano bene dal pagare in proprio, ma vengono addebitate ai consumatori stessi.
E quale liberalizzazione sarà mai quella che consente l’apertura ad libitum dei negozi e … dei supermercati ?
E’ un modo come un altro per soffocare i “bottegai”, il piccolo commercio che offre, il più delle volte, qualità, per privilegiare le grandi catene (sempre cooperative rosse) che, con prodotti più scadenti e con la quantità, sono in grado di operare a costi inferiori, portando, in prospettiva, ad un abbassamento della qualità delle merci offerte.
Dei taxi ne parlano tutti i giornali e la possibilità per i comuni di estendere le licenze a cani e porci (di gradimento della giunta, s’intende) è un nuovo strumento clientelare messo in mano a maggioranze in prevalenza rosse e non mi meraviglierei se in questo modo, prossimamente, uscendo dall’aeroporto o dalla stazione, dovremo spiegarci a gesti con un tassista proveniente dal Ghana o dal Marocco, tanta è la demagogia che informerà le decisioni di aumentare le concessioni.
E, così, per inciso, pensando alla guerra dei taxi di Prodinotti, mi viene in mente la guerra analoga che il governo socialcomunista di Allende in Cile fece contro gli autotrasportatori, spiccando così il volo verso la (sua) fine.
E, infine, la grande beneficiata per le associazioni consumatori che, presumibilmente, stanno già cominciando a pensare come investire i denari che arriveranno dalle class action, cioè dalle azioni legali intentate per conto di gruppi di cittadini contro una determinata società.
Se, ad ogni stormir di fronda, certe associazioni dei consumatori si esibivano in fax ed esposti, cosa mai succederà adesso che potranno agire per vie legali ?
Ma, soprattutto, quante transazioni verranno effettuate per tacitare queste azioni ?
Non si capisce, quindi, per quale ragione sdilinquiscono anche certi “liberali”, più Tafazzi che altro, de noantri, visto che qua c’è solo una manovra che ottiene visibilità grazie ai soliti beccaccioni di sinistra cui si aggiungono alcuni del Centro Destra, traviati più dalla propaganda veicolata dai media di regime, che dalla reale conoscenza dei provvedimenti de quo.
E a proposito dei media: guarda caso non viene minimamente toccata, come altre, tra le quali quella dei magistrati, la casta dei giornalisti.
Un provvedimento che, sbagliando, non ha assunto il Centro Destra ma che poteva benissimo stare in una vera liberalizzazione, sarebbe stato quello di poter pubblicare, sotto propria responsabilità, un giornale.
Invece no, rimane l’ordine delle penne (rosse) e l’obbligo di un responsabile ivi iscritto.
Non sono toccate le riserve di patronati e caf in mano ai sindacati.
Non sono toccati i grandi gruppi economici che, infatti, per bocca della Confindustria, plaudono al provvedimento.
Non sono toccati i principali carrozzoni, quelli sì da liberalizzare e privatizzare: sanità e rai.
Mentre la liberalizzazione dei trasporti, limitata nel tempo, è condizionata dalla volontà dei comuni, con una nuova possibile orgia di transazioni sottobanco per ottenere la sospirata autorizzazione.
Da tutto ciò nelle tasche dei cittadini non arriveranno neppure quei, disprezzatissimi dalla sinistra, 400 euro di media derivanti dalla riduzione delle tasse.
Allora entrarono in tasca – e subito – denari sonanti, bersagliati da critiche e derisioni.
Oggi dovremmo esultare per delle previsioni – previsioni !!! – di recuperi futuri se e in quanto si utilizzeranno quei servizi ?
Ma, soprattutto, per smentire che siano reali liberalizzazioni, è sufficiente vedere il plauso che il provvedimento ottiene dai comunisti e dall’ala statalista della CdL (Follini e Alemanno).
Insomma, ancora una volta, il connubio tra poteri forti detentori della possibilità di comunicare e il cinismo dei cattocomunisti ha venduto un prodotto inesistente o taroccato.
Spiace rilevare che anche alcuni veri liberali ci siano cascati come polli in preda all’aviaria.
Ma come terminava quella barzelletta di tanti anni fa ?
Non è totoro quello che luccica.
Bisogna solo guardare un po’ meglio, dietro il fumo della propaganda.

Leggere anche:

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01 luglio 2006

Amarcord:Italia Germania, 4 a 3

L'Italia ha battuto l'Ucraina e, sulle ali dell'entusiasmo ritrovato, affronterà in semifinale la Germania.
Chissà perchè noi Italiani siamo la bestia nera dei tedeschi.
Loro si ritengono (forse lo sono) più forti fisicamente, più disposti al sacrificio, più organizzati, almeno fino a prima del quinquennio di Governo Berlusconi erano più ricchi (presumibilmente adesso torneranno ad esserlo ...), eppure, quando le nostre Nazionali si incontrano, subiscono.
Nel 1982 persero la finale mondiale a Madrid, ma la partita che più è rimasta nella storia del calcio, quella che suscita, ancora oggi brividi di emozione, fu la semifinale di Messico 1970.
17 giugno 1970.
Io c'era, direi con il Manzoni.
Stavo preparando gli esami di licenza media.
Per uno dei tanti scioperi (in questo caso dei professori) con cui la triplice sindacale affossò la nostra economia, la nostra produzione e tutta la vita italiana in quegli anni (a luglio 1970 si sarebbe dimesso il Governo presieduto da Mariano Rumor, proprio per reazione all'ennesimo sciopero generale proclamato dalla trimurti che, così, venendo meno l'interlocutore, fu costretta a revocarlo) e nei successivi, l'esame era rimandato di giorno in giorno.
Uno sciopero che ricordo perchè ne beneficiai in quanto, terminato, per svolgere rapidamente gli esami furono soppresse tutte le prove scritte tranne quelle di italiano e di latino (facoltativo, ma obbligatorio per chi voleva iscriversi al classico).
E per uno che non aveva problemi proprio in quelle materie, mentre zoppicava in matematica ed era stato ammesso all'esame con l'insufficienza in disegno era un bel viatico.
L'esame, infatte, andò ottimamente.
E mentre tutti noi ci dividevamo tra le partite in notturna (o quasi) dal Messico e la preparazione a questi esami che non arrivavano mai, cadde l'evento sportivo che ancor oggi ricordiamo con la nostra adolescenza.
Erano gli anni delle polemiche sulla staffetta Mazzola/Rivera.
Sandro Mazzola, più combattente, di lui si diceva che faceva arrivare prima il pallone, ma meno preciso.
Gianni Rivera, sornione, detto "l'abatino" dotato di grandissima classe (e altrettanta spocchia) pennellava palloni d'oro per un attacco che, venuto meno per una appendicite Petruzzu Anastasi, poteva contare su Rombo di Tuono, Giggggggi Riva, e su Roberto "Bonimba" Boninsegna (in panchina Pierino Prati).
Una difesa da sogno, con Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato (che la dea bendata ci regalò al posto dell'infortunato Comunardo Niccolai, esperto in autogol) e Pierluigi Cera, un libero d'altri tempi, mastino e roccioso.
E poi "Picchio" De Sisti, il Pirlo dell'epoca e Angelo Domenghini, un tornante che aveva la maratona nei polmoni.
Una squadra che andava ai mondiali dopo la figuraccia del 1966 in Inghilterra, quando fummo eliminati dalla Corea del Nord.
Corsi e ricorsi storici, anche quest'anno è il mondiale "dopo" l'eliminazione per mano di un'altra Corea, quella del Sud.
E siamo di nuovo in semifinale, contro la Germania.
Corsi e ricorsi.
Nel 1970 la Germania arriva alla semifinale contro la "bestia nera" Italia dopo essersi spolmonata in un durissimo incontro, finito ai supplementari, con l'Inghilterra che l'aveva sconfitta in finale nei mondiali di 4 anni prima, con mia grande soddisfazione: ero in vacanza a Selva di Valgardena e i tutristi tedeschi non facevano che sfottere noi italiani, eliminati dalla Corea, mentre loro marciavano trionfali verso la finale.
Ad ogni partita della Germania "tifavo" per la squadra avversaria e, finalmente, l'Inghilterra mi diede soddisfazione ... sarà per quel lontano episodio che sono diventato così anglofilo ?
Corsi e ricorsi.
La Germania del 2006 arriva in semifinale con la sua "bestia nera" Italia dopo essersi spolmonata fino ai supplementari contro l'Argentina e aver consumato preziose energie psicofisiche con i calci di rigore.
Lungi da me trarre conclusioni affrettate (quest'anno si gioca anche in Germania e in precedenza - 1954 e 1974 - i tedeschi hanno sempre vinto il mondiale da loro organizzato), però ...
Ed eccoci, dopo 36 anni ad aspettare un'altra semifinale mondiale Italia- Germania, con nel cuore il ricordo di quell'indimenticabile giugno 1970.
Con la speranza che il 4 luglio 2006 sia come il 17 giugno 1970.
E' il bello del calcio, lo sport più amato dagli italiani, che si intreccia con la nostra vita e rimane, indelebile, nei nostri ricordi più belli.


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30 giugno 2006

Se la Corte Suprema boccia Guantanamo

Quos vult perdere Iupiter dementat prius.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato la illegittimità dei tribunali speciali militari istituiti dal Presidente George W. Bush contro i terroristi e i sistemi di detenzione nel carcere di Guantanamo, ritenendoli una violazione della Convenzione di Ginevra.
Ancora una volta devo citare Virgilio per condannare queste decisioni da parrucconi del diritto.
Sembra proprio che l’eccesso di formalismo e una suicida volontà di considerare i terroristi degni delle nostre leggi, stiano portando l’Occidente a quel crollo che, se prevarranno tesi come quelle della Corte Suprema Usa, ci meriteremo come un vestito confezionato su misura.
Applicare le medesime regole a situazioni differenti è una violazione del principio di equità e il terrorismo musulmano è talmente feroce e fanatico che non possiamo pensare di combatterlo ed estirparlo, con i sistemi giuridici basati su norme che vanno benissimo per regolare i rapporti tra persone – ancorché, alcune, criminali – o tra stati civili.
E’ sciocco combattere con una mano legata dalla stampa e dalla televisione sempre pronte a puntare l’indice accusatore e scandalistico su qualche, marginale, eccesso delle nostre truppe impegnate contro i terroristi e con l’altra mano pure legata dai formalismi processuali tesi a rispettare una Convenzione che, per primi, i terroristi musulmani ignorano.
O forse abbiamo già dimenticato le decine di persone assassinate e sgozzate ?
Se pensiamo di vincere applicando regole del vivere civile, andremo incontro ad una pesante sconfitta.
Noi possiamo e dobbiamo vincere applicando gli stessi, identici, metodi che gli Inglesi applicarono negli anni Venti per pacificare la medesima regione.
Non ci sono alternative, dobbiamo smettere l’abito della festa, per indossare la mimetica.
A meno che non si voglia applicare ai detenuti di Guantanamo il metodo “Baader Mehinof” (Andreas Baader e Ulrike Meinhof, i capi delle RAF, le brigate rosse tedesche, “suicidati” in carcere …).
L’impressione che si trae dalla sentenza della Corte Suprema Usa (e da tante manifestazioni a favore dei terroristi, nonché dalla fuga di alcune nazioni dall’impegno sul campo) è di una estrema debolezza nel rispondere a tono ai terroristi.
E se questa è la nostra percezione, figuriamoci come deve essere interpretata dai terroristi musulmani
Nel 1453 una rammollita e corrotta Bisanzio cadde in mano ai musulmani che massacrarono tutti i Cristiani.
Ricordiamoci dell’11 settembre 2001 e teniamo ben presente che i terroristi non hanno alcun rispetto per le Convenzioni internazionali, per quelle civili e non fanno sconti a nessuno.
Perché noi dovremmo farne a loro ?


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29 giugno 2006

Evasore della realtà

Passate le scadenze elettorali, è il momento delle verifiche e dei primi bilanci di okkupazione cattocomunista del governo, basata su una maggioranza parlamentare – e non popolare - nata per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere.
Molti litigi che hanno fatto emergere che non esiste un progetto comune se non andare “contro” chi invece ce l’ha (il Centro Destra), molti annunci contraddittori, la grazia a Bompressi, uno degli assassini del Commissario Calabresi, l’annuncio della fuga dall’Iraq.
Il parroco, “cattolico adulto” ma, soprattutto, cattolico immaginario, lascia liberi i suoi compari di esternare senza collegarsi e così abbiamo visto in sequenza:
- l’annuncio che il Ponte Silvio non si farà
- lo smantellamento dei cantieri della TAV
- l’annuncio che chiuderanno i cantieri delle Grandi Opere iniziate da Berlusconi, mandando così disoccupati oltre centomila persone
- l’annuncio di progetti sulla a spese di tutti stanza del buco per consentire ai “poveri” drogati di perseverare nel loro sporco vizio a spese di tutti noi che dovremmo finanziare la loro “sicurezza”;
- l’annuncio che, per via amministrativa, verranno aumentati i limiti di “legalità” nel possesso di droga per consumo personale (come i famigerati limiti dell’atrazina di Donat Cattin);
- l’annuncio che si procederà con i pacs per gli omosessuali ... anzi, no, con unioni civili ... invece, no, ci si limiterà a quanto scritto nel programma (che tutti tirano a loro favore, segno evidente di assoluta nebulosità).
- Il crollo (purtroppo reale e non semplice annuncio) della borsa che ha già abbondantemente perso tutto quel che aveva guadagnato sino all’esito delle elezioni politiche.
Ma le performance più divertenti sono quelle in tema economico e parlamentare.
Padoa Schioppa fa onore, dopo poco più di un mese, al suo secondo cognome e prevede manovre e manovrane, naturalmente a danno delle nostre tasche, dando numeri sempre diversi l’uno dall’altro: la serietà al governo ...
Eppure per 5 anni il Governo Berlusconi era riuscito a salvaguardare bilanci, occupazione e grandi opere, senza mai mettere le mani in tasca nostra: sarà mica che i soldi ci sono ma stanno prendendo altre vie, ad esempio quello delle spese parassitarie e clientelari ?
Vannino Chiti, per giustificare il terzo voto di fiducia posto in senato (dove la presunta maggioranza si regge sulla fragile salute dei giurassici a vita) in poco più di un mese, si giustifica dicendo che Berlusconi ha posto “ben” 46 voti di fiducia … tacendo che il dato rappresenta il consuntivo di 5 anni, 60 mesi, di governo.
Di questo passo la sinistra arriverà – se ci arriva … – al secondo anno, superando il numero di 46 voti di fiducia e poi avrebbe altri tre anni per fare un nuovo record (come sempre negativo), oltre a quello, già suo, di ministri, vice e sottosegretari.
L’ultima perla è quella del parroco, il “cattolico adulto” ma soprattutto cattolico immaginario, che ha sparato una cifra di 200000 miliardi quale importo sottratto con l’evasione, pari al 7 % del Pil, pari alla spesa sanitaria.
Anche qui soccorre il buon senso.
Se hanno la cifra, sanno anche come si è formata e dove: allora perché non la recuperano ?
Il dubbio è che sia un numero sparato a caso, tanto per giustificare una nuova ondata di giustizialismo contro la parte produttiva del paese che non li vota.
E non capiscono che l’unico evasore, della realtà, è chi si propone di pagare le clientele, con nuove e/o aumentate vessazioni fiscali, mettendo a bilancio anche improbabili recuperi su una presunta evasione fiscale la cui causa primaria, se non unica, è la presenza di una tassazione sentita come iniqua e vessatoria.
Ogni persona di buon senso vuole che il denaro che guadagna finisca nelle sue tasche e non in quella delle clientele parassitarie.
Ma i cattocomunisti da questo orecchio non ci sentono.
La loro politica di sempre è punire chi produce per costruire una stato bulimico che porta solo burocrazia, immobilismo, corruzione e clientelismo.
Esattamente il contrario di quel che servirebbe all’Italia per confrontarsi nel mondo globale.
E mentre i cattocomunisti hanno cominciato a devastare l'Italia , in Senato va in onda la prima battaglia della guerra per la Libertà da riconquistare, con i senatori della Casa delle Libertà che dimostrano carattere e determinazione, rispondendo con grinta alla violenza commessa contro l'opposizione parlamentare da una maggioranza che vuole impedire ogni discussione.
A fronte di ciò, il tradimento annunciato dell'Udc di Casini che, alla prima occasione buona per mandare sotto il. prodinotti, lancia la sua ciambella di salvataggio assicurando i voti mancanti per il rifinanziamento della missione in Afghanistan e ripetendo l'errore, fatto allora da tutta la Casa delle Libertà, del 1999 quando puntellarono D'Alema.


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28 giugno 2006

Il domani appartiene a noi, se ...

I commenti al precedente post L’Italia è condannata , mi inducono, a fornire risposte (pur se non dirette) con un secondo intervento (del resto la politica sta avviandosi al letargo estivo e fra un po’, oltre ai preannunciati post sul ruolo di aggregazioni come Il Castello e Tocque-ville funzionali alla mia personale proposta per il futuro del Centro Destra in Italia, riprenderò la serie dei “cult” e delle revisioni storiche come durante la scorsa estate).
Ovvio che i cattocomunisti sono imbaldanziti dopo la paura del 10 aprile e gli sfottò ci stanno: lo abbiamo fatto anche noi nel 2001 e lo avremmo rifatto oggi a parti invertite, lo torneremo a fare quando libereremo Palazzo Chigi dai cattacomunisti.
Non condivido l’interpretazione sulla sconfitta delle politiche e delle amministrative, ma l’avevo già scritto, in particolare sulle politiche terminate con una maggioranza parlamentare – e non popolare – della sinistra per (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere.
Ma io non scrivo per i cattocomunisti, bensì per me stesso (il piacere di scrivere) e per esporre le mie idee agli elettori del Centro Destra.
Quindi mi interessa di più convincere, o rafforzare le convinzioni, o fornire elementi di discussione a chi sta dalla parte giusta della barricata che sprecare energie per riportare sulla retta via chi sbaglia: non ho la vocazione del missionario.
Anche perchè le votazioni degli ultimi anni (almeno dal 1996) dimostrano che non ci sono transumanze di elettori (tranne le clientele legate a qualche piccolo ras che lo seguono dovunque vada e che sono impermeabili a considerazioni di altro genere che non sia il voto clientelare) e quindi le sorti di un voto si risolvono nella sua regolarità e nella capacità di motivare gli elettori della propria parte politica a votare e non ad andare al mare, quindi di informare in modo corretto, fornendo elementi di giudizio che smentiscano la propaganda nemica.
Non è vero che i voti del Centro Destra sono “scomparsi”.
Emblematico il caso di Ragusa dove il no alle Riforme Costituzionali ha ottenuto il 70% mentre il ballottaggio per il sindaco ha visto vincente il candidato della Cdl con il 53%.
Gli elettori erano calati del 10% e le stesse persone hanno votato per il referendum e per il sindaco.
Questo dimostra che il consenso per la CdL è ben lungi dall’essersi volatilizzato, ma ha prevalso un, errato, sentimento di paura, prodotto dalla campagna terrorista della sinistra.
La paura da parte di un elettorato del Sud Italia – veggasi l’82,5% della Calabria per il no, quella Calabria dove esistono forestali con una densità maggiore degli alberi da proteggere – di perdere determinati privilegi (leggi:assistenzialismo) che perderanno comunque visto che, volenti o nolenti, l’Italia dovrà confrontarsi nel mondo e si confronterà purtroppo attraverso un apparato istituzionale che guarda al passato, ignora il presente e non costruisce nulla per il futuro, mentre era a portata di mano una Riforma – a costo zero, perchè semplice partita di giro nonostante gli astrusi conteggi di chi ci marcia nel permanere dello status quo – che avrebbe responsabilizzato gli enti locali, creando modelli (trainanti) da imitare.
E’ vero invece che con la pancia piena si è meno portati a sacrificare anche un solo giorno di riposo e che gli astensionisti siano del Centro Destra lo dimostra il voto del 9 e 10 aprile, quando con l’84% dei votanti, la sinistra si è fermata sotto il limite del 50% pur ammucchiando nelle sue file drogati (da compensare con l’aumento del limite per la cannabis), omosessuali (da compensare con i pacs), terroristi, sfasciavetrine e assassini (da compensare con posti in parlamento, amnistie e grazie) oltre ai soliti esponenti dell’Italia parassitaria, funzionarietti di partito e boiardi di stato, nonché i vari poteri forti e le lobbies corporative,
E nonostante i verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere, se gli alleati di Silvio Berlusconi, Casini e Fini in primis, non avessero gettato la spugna prima di combattere, adesso non saremmo qui a subire gli sfottò dei cattocomunisti.
Ed è proprio questo il punto che mi induce a sostenere i due capisaldi:
leadership di Berlusconi e
rifiuto di ogni dialogo con la sinistra.
Perché rinunciare a Berlusconi significherebbe fare il più bel regalo alla sinistra che, infatti, da anni cerca di circuire le menti deboli e corruttibili del Centro Destra, facendo balenare immensi spazi … purchè contribuiscano a mandare in pensione Berlusconi.
Se ci tengono così tanto acchè noi si liquidi la leadership di Berlusconi, vuol dire che la temono e se la temono, vuol dire che Berlusconi deve restare Leader del Centro Destra, perché gli altri sono meno pericolosi.
E perché dialogare con la sinistra significa, senza alcuna utilità per l’Italia, disperdere un patrimonio umano che si è cementato nella comune battaglia di questi mesi, visto che le idee che caratterizzano il Centro Destra non possono che essere distanti e distinte da quelle dei cattocomunisti, al limite – e anche oltre – di una secessione ideologica che è nei fatti.
Se la sinistra vorrà fare delle “riforme”, a parte il fatto che dubito possa riuscirci, lo faccia ma con i suoi soli voti, il nostro dovere è restituire, con gli interessi, la stessa opposizione che la sinistra ha fatto al nostro Governo.
E qui si apre il discorso Udc e Casini vari.
Devono scegliere dove stare
.
Le aperture alla sinistra, il lancio di ciambelle di salvataggio, sono figli di una politica che si deve rifiutare perché basata sullo scambio di favori, indipendenti dalle Idealità e dai Valori che ci vedono inequivocabilmente in netta, totale e insanabile contrapposizione con la deriva morale, politica, civile ed economica rappresentata dai cattocomunisti.
Lontana ha confermato con un bel post questa impostazione e come lei ho visto anche con piacere il post di Mariniello e quello di Kagliostro .
Lo sconfittismo non ci appartiene, è contrario alla natura ottimista e positiva della persona di Destra.
Spero di non vedere mai, nella mia parte politica, scene ridicolmente kafkiane come quelle del 2001 con un regista che arringava la folla contro la nomenklatura di sinistra che stava a subire in silenzio come davanti ad un processo sommario di piazza.
Noi di Destra non abbiamo bisogno di andare dagli analisti, perché siamo saldi nelle nostre convinzioni e nei nostri Valori.
Possiamo perdere, come è capitato, capita e capiterà ancora, ma poiché noi non viviamo di, su e con la politica, possiamo continuare, senza compromessi la buona battaglia per un’Italia che risorga da questa involuzione cattocomunista.
Il domani appartiene a noi, se sapremo ignorare le sirene interessate della sinistra.
Il domani appartiene a noi, se sapremo recuperare il nostro programma, senza annacquarlo nei compromessi.
Il domani appartiene a noi, se sapremo agire e parlare con Valori e Ideali di Destra.
Il domani appartiene a noi, se sapremo continuare nella nostra battaglia, anche con gli strumenti che ci vengono offerti dalla Civiltà di oggi, ad esempio in Rete, senza nulla concedere al buonismo ed al politicamente corretto.

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26 giugno 2006

L'Italia è condannata

Nel 1961, per la regia di Val Guest, con Janet Munro e Bernard Braden, la Gran Bretagna produsse uno dei classici della fantascienza cinematografica: “The Day the Earth Caught Fire” tradotto in italiano con “… e la Terra prese fuoco”.
Alla fine del film, in attesa dell’esito dell’ultimo tentativo per salvare la Terra, le inquadrature mostrano il protagonista camminare lungo una via assolata e polverosa e i titoli, già predisposti, dei giornali, con la doppia versione: “La Terra è salva”, “La Terra è condannata”.
Ispirandomi a quella scena finale, anch’io mi sono portato avanti con i lavori, anche per non sovrapporre la scrittura di un post con la partita dell’Italia ed ho preparato due versioni: “L’Italia è salva”, “L’Italia è condannata”.
Salva, se avessero vinto i “SI’”, condannata se avessero vinto i “no”.
Questo cappello e la parte relativa al “dopo referendum” è uguale, cambia la parte centrale sulla valutazione del risultato e questo perché credo che indifferentemente, quello che c’è da fare per il Centro Destra non cambi, anche se lo spirito e la possibilità di accelerare i tempi è ben diverso.

Il referendum confermativo sulla Riforma Costituzionale è terminato con la vittoria della conservazione di ispirazione cattocomunista e dello status quo più ottuso.
Una qualunque persona, di media intelligenza, che non fosse stata accecata dall'odio ideologico avrebbe capito che la Riforma Costituzionale proposta era quanto di meglio fosse possibile realizzare.
Invece la sinistra cattocomunista ha preferito mistificare e costringerà l'Italia ad arrancare sempre più nelle retrovie del mondo civile, perchè le nostre istituzioni non sono all'altezza delle sfide globali.
Una proposta di rinnovamento e di proiezione nel futuro è stata bocciata dalla paura di liberarsi dalla tutela dello stato-mamma e di perdere qualche nicchia di privilegio che, comunque, perderanno nel futuro – e senza tanti ammortizzatori – perché la nostra Italia non sarà in grado di rispondere alle sollecitazione di un mondo cambiato rispetto al 1948 e la politica italiana è ingessata e sclerotizzata in vicende e schemi di 60 anni fa.
La percentuale non esaltante di votanti non cambia la sostanza delle cose, anche perché qui non c’è alcun quorum (che sarebbe comunque stato superato).
Piuttosto è significativa la spaccatura del paese che, ancora una volta, mostra come l’impostazione ideologica prevalga sulla ragionevolezza di un cambiamento necessario.
La vittoria del SI' nelle regioni più avanzate del Nord, ripropone e rilancia una, a questo punto più che legittima e fondata, aspirazione all'indipendenza, mediante una secessione pacifica come quella che portò alla separazione della Repubblica Ceca dalla Slovacchia.
Purtroppo l’Italia riprende la sua deriva morale, civile, politica ed economica, interrotta solo per cinque anni con il Governo Berlusconi.
Il voto segnala principalmente la sfiducia dei cittadini sulla possibilità di cambiare, una rassegnazione alla decadenza, che viene annegata con l’oblio che deriva dallo sport, dal benessere che tuttora abbiamo (ma in queste condizioni non possiamo sapere ancora per quanto tempo), dalla perdita dei freni inibitori per l’esternazione di ogni capriccio, salvo però scandalizzarsi quando vengono estrapolate intercettazioni che mostrano i “potenti” dire e fare quelle stesse cose che noi diciamo o facciamo o pensiamo di fare.
Una sfiducia che deve essere combattuta con dosi massicce di Valori, di Ideali e di Progetti: è la strada che dovrà percorrere il Centro Destra.

Le politiche, nonostante la grande performance di Silvio Berlusconi e nonostante Forza Italia sia nettamente il primo partito italiano, hanno visto una maggioranza parlamentare - solo parlamentare e non popolare - nata per un (colpo di) mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere.
La situazione evidenza un estremismo ideologico della sinistra coniugato con un immobilismo figlio della mancanza di un progetto concreto realmente condiviso.
Ciononostante il piatto piange per il Centro Destra, per l’Italia e per gli Italiani.
Sarà difficile ottenere il riconoscimento della vittoria politica e popolare del 9 e 10 aprile con la riconta che deve essere certificata da commissioni formate da una maggioranza che ha tutto l’interesse a confermare se stessa, le amministrative hanno visto una situazione di stallo, il referendum ci ha riportato alla costituzione degli Scalfaro e dei Ciampi, di un ‘epoca, cioè, in cui non avevamo neppure la televisione.
Guardiamo avanti.
Cosa possiamo fare per accelerare la fine del regime cattocomunista ?
Due le premesse fondamentali.
1) Evitare di dare agli elettori la benché minima idea che il Centro Destra possa sedersi ad un tavolo con la sinistra, con questa sinistra massimalista. Quindi rifiutare sistematicamente ogni fair play, ogni riconoscimento, ogni concessione alla sinistra: dicono di avere la maggioranza, che governino … se ci riescono.
2) Smetterla con il parlare di “successione” a Silvio Berlusconi. A settanta anni (non ancora compiuti) Berlusconi è e può restare ancora, almeno per un altro decennio, come leader del Centro Destra, guidandoci per la seconda volta nella traversata del deserto per riprendere il cammino rivoluzionario – per le riforme che sono scaturite nella passata legislatura - interrotto il 9 e 10 aprile. In dieci anni, con Berlusconi di nuovo Premier, ci sarà il tempo per individuare un nuovo leader.
Poi ci sono le parti ideali, strategiche e tattiche.
In parlamento vogliamo i nostri deputati e senatori sempre presenti e sempre pronti a votare contro il governo, qualunque argomento venga messo in discussione.
I nostri rappresentanti devono marcare la differenza con la sinistra e dare agli elettori del Centro Destra la soddisfazione di vederli mordere i garretti dei cattocomunismi al governo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, votazione dopo votazione.
In un modo tale da difendere, con le unghie e con i denti, le Riforme del Governo Berlusconi e far sì che ogni provvedimento legislativo costringa la sinistra ad una battaglia all’ultimo sangue, senza alcuna concessione da parte dei nostri parlamentari.
I Leaders del Centro Destra devono evitare di offrire stampelle alla sinistra e in questo senso pessima è l'iniziativa dei centristi di Casini di offrirsi per votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan, ripetendo l'errore del 1999, quando si diede copertura al governo D'Alema sul Kossovo.
Piuttosto rilanciare le iniziative, come lo sciopero fiscale, che consentirebbero di chiudere i rubinetti della spesa clientelare e parassitaria, mettendo all'angolo la sinistra che ha ora l'obbligo di pagare le cambiali firmate alle varie lobbies che l'hanno sostenuta.
A seconda della legge elettorale – che presumibilmente rimarrà quella attuale – avviare o una federazione del Centro Destra (vigente una legge elettorale proporzionale) che possa trasformarsi rapidamente in un partito unico del Centro Destra in caso di improvviso e non auspicabile accordo che porti al ripristino del maggioritario.
Aggregare comunque tutti, nessuno escluso, i partiti e i movimenti politici, sociali, sindacali e culturali, che il 9 e 10 aprile furono schierati con la Casa delle Libertà, che si riconoscano nel progetto di ammodernamento del paese, che, comunque, non siano di sinistra.
Aprire ai delusi della sinistra, a quegli itaglioni che hanno capito di aver sbagliato, tornando così ad essere Italiani.
Ma su queli battaglie ?
Poche e chiare.
Riduzione delle tasse
E’ e resta un cavallo di battaglia per chiunque voglia combattere la tracimazione statalista e la deriva clientelare.
Obiettivo: una flat tax uguale per tutti, al più basso livello possibile che, personalmente, individuo nella famosa “decima” (10%) Romana, oltre la quale si considerava commettersi usura.
Far pagare i servizi al prezzo di costo ed rendere produttivi gli impieghi pubblici,
Dagli amministrativi ai docenti, dai magistrati ai trasporti.
Federalismo
Rilanciare la battaglia federalista per decentrare competenze, aumentando quelle di esclusiva pertinenza delle realtà locali.
Presidenzialismo
Abbandonare l’idea del Primo Ministro da affiancare ad un Presidente della Repubblica, spesso tra loro in conflitto di personalità, per sposare l’idea di un Presidente che sia Capo dello Stato e Capo del Governo, con forti poteri di direzione della politica che derivano essenzialmente dall’elezione popolare.
Identità nazionale
Rilanciare la storia e la conoscenza delle nostre radici culturali, per riscoprire la natura e le ragioni della nostra comunità statuale.
In questo quadro si provveda a filtrare l’immigrazione, sulla base delle reali necessità nazionali, delle possibilità di accoglimento e della propensione – culturale, religiosa, politica – degli immigrati ad integrarsi nella nostra comunità, divenendo, al termine di un rigoroso processo non inferiore ai dieci anni, cittadini Italiani a tutti gli effetti.
Libertà di stampa e comunicazione
Basata sul libero mercato.
Ciò significa revocare i finanziamenti pubblici sulla stampa e privatizzare completamente la Rai.
Giustizia giusta
Per avere fiducia nell’opera dei magistrati, questi devono essere in sintonia con il sentimento popolare e abbandonare ambizioni aristocratiche di interventismo in campi non loro.
Quindi si passi alla divisione tra magistratura inquirente e giudicante.
I pubblici ministeri siano eletti dal Popolo, abbiano un mandato a scadenza, così inseguiranno i criminali e non i riflettori che arrivano su inchieste basate su teoremi che, immancabilmente, colpiscono nemici politici.
I giudici siano nominati tra avvocati, giuristi, docenti universitari di esperienza e che abbiano mostrato conoscenza delle leggi.
Non più magistrati allo sbaraglio che giudicano persone solo in virtù di un concorso, teorico, superato.
Nuovo statuto dei lavori
Perché i sindacati tornino a fare i sindacati e non essere delle holding economico finanziarie con i loro CAF, Patronati e associazioni che si occupano di consumatori, case etc., ognuna delel queli percepisce un contributo statale.
I sindacati devono funzionare con i contributi degli iscritti.
Uno statuto dei lavori che adegui le leggi italiane alla mutata realtà internazionale, perché non esistano più lavori in perdita e mantenuti dal contributo pubblico, con le tasse di tutti noi, solo per ragioni di basso clientelismo.
Siamo vicini a tutto questo ?
No, ma possiamo iniziare un percorso virtuoso per rilanciare l’Italia che marcisce attualmente sotto il tallone cattocomunista.
Ma, soprattutto:
NESSUN DIALOGO,
NESSUN CONTATTO,
NESSUNA CONCESSIONE:
L'ERRORE PIU' GRANDE SAREBBE SEPPELLIRE L'ASCIA DI GUERRA !
Rinunciare alla netta e totale separazione nei confronti della sinistra non solo sarebbe un salvagente nei confronti della acclarata incapacità dei cattocomunisti di sviluppare un progetto coerente di riforme, ma soprattutto sarebbe un tradimento nei confronti degli elettori del Centro Destra, degli Italiani e dell'Italia che ha bisogno di tante cose, ma non di inciuci politici.
In questo, ruolo importante potranno avere i cittadini, singolarmente e associati in movimenti culturali e politici, organizzati in network come possono essere Il Castello e Tocque-ville.
Ma questo, che più direttamente coinvolge lo strumento che stiamo utilizzando, merita una riflessione più approfondita e specifica, che svolgeremo nei prossimi giorni.

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