Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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09 giugno 2023

Ricollocare anche i clandestini porta alla sostituzione etnica

Confesso che non ho capito esattamente quali siano i contenuti dell'accordo trovato dai ministri degli interni sulla questione immigrazione.

Apparentemente sembrerebbe che sia stata recepita, con una formulazione molto fumosa, la linea di Boris Johnson e dei suoi successori, per l'apertura in "paesi terzi di origine o di transito", di centri di raccolta per poi ammettere in Europa, indirizzandoli verso le nazioni che ne abbiano dato disponibilità, solo chi avrebbe diritto ad una protezione.

Se così fosse, i clandestini, quelli che non hanno alcun titolo per chiedere di entrare in Europa, resterebbero a casa loro e da noi arriverebbe solo gente selezionata, con benefici effetti sia sulle quantità, che sui costi e quindi anche in materia di sicurezza.

Ma è così ?

Come ogni compromesso (figuriamoci: tra 27 stati !!!) la chiarezza non esiste, altrimenti qualcuno dovrebbe iscriversi alla lista dei perdenti, mentre con la fumosità ed i rinvii a successive sessioni e precisazioni, tutti possono cantare vittoria.

L'unico punto che sembra chiaro, non è che non arriveranno più i clandestini in Italia, ma che l'Italia, dove arrivano troppi clandestini, non diventerà la discarica ufficiale dell'Europa in cambio di denaro, come capita alla Turchia.

Infatti, opportunamente, Piantedosi ha rifiutato che il pagamento, per ogni clandestino rifiutato nel ricollocamento, entrasse nelle casse italiane, mentre finirà in quel fondo che dovrebbe pagare i famosi "paesi terzi" perchè si tengano quelli che vogliono venire in Europa.

Altra cosa chiara è che nulla viene detto circa gli strumenti per impedire l'accesso all'Europa dei clandestini (anche perchè l'unico mezzo sarebbe l'autorizzazione all'uso della forza militare con un respingimento capillare) e come dobbiamo agire per rispedire a casa loro i clandestini già presenti sul nostro territorio.

Alla fine mi piace molto di più la posizione di Polonia e Ungheria, che non hanno aderito all'accordo, perchè, semplificando, ritengono che i clandestini vadano respinti tout court.

Il ricollocamento, infatti, ancorchè limitato nei numeri, rischia di aprire un pericoloso precedente che porterebbe a consentire l'ingresso di quote sempre maggiori di immigrati che, nel tempo, potrebbero diventare maggioranze in taluni territori, se non in tutta Europa, con le conseguente pretese di diritti, di rappresentanza e di imposizione dei loro usi e costumi.

Il ricollocamento diventerebbe così l'anticamera della sostituzione etnica.

Ed quello che i governi dovrebbero cercare di evitare per fare gli interessi delle generazioni più giovani che, dal canto loro, dovrebbero occuparsi della loro stessa sopravvivenza da uomini liberi e non dell'aria fritta del cambiamento climatico.

08 giugno 2023

Le solite parole boomerang di Draghi

Dopo un lungo silenzio e dopo le esternazioni degli altri vecchi burocrati dei poteri forti, non poteva mancare la zeppola di Draghi che ha dovuto battere un colpo visto che siamo vicino a nomine succulente negli organismi internazionali dove viene imposto il nome più gradito non ai governi eletti dai popoli e dalle nazioni, ma alle consorterie finanziarie e affaristiche mondiali.

Così Draghi, invece di godersi la pensione di cui gode che si somma al patrimonio che avrà accumulato negli anni, è costretto a fare la sua marchetta per dire "ci sono anch'io".

Autocelebrandosi al di sopra dei vari Monti e Prodi, de minimis non curat praetor, non ha unito la sua voce al coro dei richiedenti l'approvazione del Mes (utile solo a pagare con i nostri soldi i debiti delle banche tedesche) ma, nell'ambito di un discorso sui massimi sistemi, ha nuovamente ripreso il tema della guerra ormai infinita contro la Russia perchè a suo dire, se l'Ucraina perde, anche l'Unione del Male crollerà.

Beh, da neutrale (non mi interessa la sorte del comico di Kiev come non mi interessa quella di Putin, ma mi interessa solo che la guerra finisca presto, vinca l'uno o l'altro, per ripristinare l'afflusso di materie prime a basso costo e riallacciare i rapporti con una Russia che i geni alla Draghi stanno spingendo tra le braccia del vero nemico: la Cina) dico che se veramente la caduta di Kiev portasse come conseguenza la fine dell'unione con le sue direttive verdi, gialle, rosse, allora la mia neutralità vacilla e penderebbe verso la Russia.

Penso invece che quello che dice Draghi sul simul stabunt, simul cadent, abbia la stessa consistenza delle sue precedenti esternazioni sul vaccino (chi è vaccinato non contagia e non viene contagiato, gli altri muoiono) e sull'inizio della guerra (pace o condizionatore).

Peccato, perchè in qualche modo l'Unione del Male farebbe del bene unicamente se implodesse.

07 giugno 2023

Voto di fiducia

Ieri il Governo Meloni ha ottenuto l'ennesima, scontata fiducia che ha dovuto chiedere per superare l'ostruzionismo dei cattocomunisti su un provvedimento legislativo.

A parte il merito del provvedimento (quello che, tra l'altro, contiene la proroga della esclusione del controllo concomitante della corte dei conti sulle opere del pnrr) che mi vede non solo pienamente concorde con il Governo, ma anzi ritengo che sia ancora troppo poco per sbloccare chi vuol fare e superare controlli, controllini e controllori di chi sa solo svolgere pedanti osservazioni sul lavoro altrui, la questione è l'eccesso dei voti di fiducia che vengono chiesti.

Non è un fenomeno di questo Governo, perchè chi lo ha preceduto ha fatto altrettanto e di più, quindi è evidente che si tratta di una necessità per governare e se così è, come è, vuol dire che le procedure parlamentari e istituzionali italiane devono essere archiviate e sostituite con nuove procedure più snelle e flessibili.

Si parla tanto delle difficoltà dell'Italia di spendere e di realizzare i progetti, ma solo marginalmente si dice che la maggiore responsabilità del non fare è da attribuire ad un sistema che, per ambire alla perfezione, è nemico del bene.

Quanti sono gli intoppi per costruire un ponte o per asfaltare una strada ?

Ognuno di noi può capirlo, moltiplicando le difficoltà che noi stessi abbiamo se vogliamo realizzare una qualsiasi opera nella nostra proprietà, casa, azienda o terreno che sia.

Altrettanto in parlamento, dove, per garantire alle minoranze di svolgere il loro ruolo, si impedisce alle maggioranze di realizzare velocemente i programmi approvati dagli elettori.

Cambiare, profondamente, le regole d'ingaggio, parlamentari e procedurali nella realizzazione delle opere, significa premiare chi fa nei confronti di chi non sa fare altro che ostacolare chi fa alla impossibile ricerca della perfezione.

Ben venga, quindi il voto di fiducia, se serve a scalfire l'immobilismo di un parlamento ancorato alle vecchie procedure elaborate per impedire ai governi di governare. 

06 giugno 2023

Ma vogliamo proprio indebitarci per simili marginalità ?!?!?

La Verità di oggi ha pubblicato un articolo, corredato dallo schema riassuntivo che ho scansionato come da immagine qui a fianco, in relazione ai possibili ritardi e criticità di "messa a terra" di "opere" previste dal pnrr di Conte2 e Draghi.

Se quelle sono le "opere" per le quali ci stiamo indebitando con i cravattari di Bruxelles, allora ben vengano i ritardi, i rinvii e la loro non esecuzione.

Se devo chiedere soldi in prestito e poi restituirli pagando interessi, certo non lo farei per la "digitalizzazione dei parchi nazionali", o per i "progetti faro di economia circolare" (sic ! sembra uno dei contorti discorsi della Schlein !!!), o per le altre amenità indicate.

Noi abbiamo bisogno di poche cose.

Energia in quantità e basso costo.

Abbiamo gas nel sottosuolo e in mare: preleviamolo !

Costruiamo centrali nucleari di nuova generazione.

Snelliamo la burocrazia e riduciamo le tasse, facendo uscire lo stato dalle nostra vita e dalle nostre tasche, per incentivare l'iniziativa privata e l'ingegno degli Individui.

Incentiviamo sì il turismo, anche a Roma Capitale, però non con conferenze e chiacchiere ma, ad esempio, ripulendo le strade dai rifiuti.

Ma chissenefrega dello "sviluppo dell'industria cinematografica" sotto forma di sussidi per produttori e registi che producono film che possono "passare" solo dalla televisione pubblica, perchè nelle sale, con poche eccezioni che si produrrebbero da sole, non vedrebbero neppure uno spettatore disperato e solitario il 15 di agosto.

Perchè, mi domando, perchè ci indebitiamo per quegli orpelli inutili e fuorvianti ?

Costruiamo dighe, casse di espansione per contenere le alluvioni che ci sono sempre state e sempre ci saranno ogni volta che piove più del normale.

Teniamoci, del pnrr, solo programmi concreti (semprechè ce ne siano ...) prendendo i soldi nostri, quelli cioè cosiddetti " a fondo perduto" che non sono altro che i contributi che l'Italia versa all'Unione del Male.

I soldi a prestito, lasciamoli a Bruxelles, tanto più che il successo ottenuto dai Btp Valore, indirizzati unicamente alla clientela retail, dimostra che noi Italiani siamo pronti a sostenere la nostra economia con il nostro robusto risparmio privato, purchè ci venga data la possibilità di difendere i nostri risparmi e di spendere per il nostro Benessere e la nostra Sicurezza.


04 giugno 2023

La squadra di canoa

I cattocomunisti, novelli Diogene alla perenne ricerca non dell'Uomo, ma del pretesto per attaccare il Governo,  dopo la precipitosa ritirata (come al solito senza scuse) sul presunto saluto romano alla parata del 2 giugno, pensano di aver trovato un salvagente nell'emendamento governativo che esclude la corte dei conti dal cosiddetto "controllo concomitante" sui lavori del pnrr.

A chi ancora crede alle loro parole, è opportuno chiedere se per loro sia più importante la realizzazione veloce (relativamente ...) delle opere previste, o la prerogativa di imporre continuamente paletti e sospensioni unicamente per il rispetto di vincoli formali.

Perchè la sostanza è tutta qui.

Più controlli e, soprattutto, una pluralità di soggetti preposti al controllo significano più rallentamenti e vincoli per quanti sono adibiti alla realizzazione delle opere.

Spesso vediamo i lavori stradali (nei giorni scorsi, rientrando dalla montagna, ho contato ben cinque cantieri sulla Fondovalle) in cui uno scava, due si dedicano a regolare il traffico e altri due assistono quello che scava.

Ancora meglio rende l'idea la vecchia storiella della squadra di canoa che riporto in una delle sue tante versioni (che si trovano anche in internet e che, al posto del Giappone, mettono, di volta in volta, l'Inghilterra o la Germania o l'Olanda ...).

"Una società italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.

Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro.

Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra. Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo di progetto scoprì dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano.

In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana. Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare.

Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: «Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilità».

L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La società italiana licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.
La società di consulenza preparò una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.

Al momento la società italiana è impegnata a progettare una nuova canoa."

Ecco, il provvedimento del Governo cerca di evitare all'Italia di perpetuare tale bizzarra situazione.

E' solo un inizio, perchè sarebbe ora di mandare a remare tanti di coloro che passano il tempo a fare le pulci ed a criticare il lavoro di chi fa.




03 giugno 2023

Il dilemma della Meloni

Pur non avendola mai frequentata, ho conosciuto abbastanza l'ambiente della Destra Romana degli anni novanta, dove e quando la Meloni è cresciuta politicamente, per immaginare il suo dilemma nel guidare il Governo.

La sparata di un portavoce unionista, poi ridimensionata dalla stessa Unione del Male dopo aver capito di averla fatta fuori dal vaso, ci conferma come nel prossimo anno, fino alle elezioni del 6-9 giugno 2024, non saranno risparmiati colpi bassi e falsità contro il Governo Italiano e gli altri Governi non allineati, per cercare di conservare il potere a Bruxelles, impedendo il cambio di maggioranza con l'esautorazione dei socialisti e l'ingresso dei conservatori capitanati dalla Meloni.

Quello che dicono gli esponenti unionisti, dalla Von der Leyen a Timmermans a Dombrovski fino a scendere a Gentiloni, non deve essere considerato come un oracolo, ma semplicemente come mera propaganda.

La stessa che vede i mandarini stagionati come Prodi, Visco e Monti, spingere per adeguarsi ai voleri delle consorterie finanziarie e affaristiche che guidano nei fatti le decisioni degli unionisti.

La follia di Conte2 e di Draghi nel chiedere l'intera somma a disposizione dell'Italia con il pnrr (e non solo la somma da non restituire che, in pratica, corrisponde ai versamenti dell'Italia nel periodo, cioè sono soldi nostri, come hanno fatto sensatamente quasi tutti gli altri stati), senza alcun criterio di selezione, ma ben sapendo che l'Italia (come nessun altro stato) non è in grado, in quattro anni, di realizzare le opere per 200 miliardi (con costi in aumento per l'inflazione !) che rimarranno sulla carta, ha un solo fine: mettere dei cappi al collo dell'Italia per imporre un commissariamento unionista con la scusa della mancata realizzazione di programmi faraonici e megalomani, scritti appositamente per renderne impossibile la realizzazione.

La soluzione a tutti i problemi sarebbe uscire dall'euro e dall'unione, riprendendo la piena Libertà di azione, Indipendenza e Sovranità, anche e soprattutto monetaria.

Ed è il dilemma che, suppongo, abbia dovuto sciogliere la Meloni.

Mollare gli ormeggi e buttare a mare la zavorra unionista, oppure scommettere sulle elezioni del giugno 2024 per cambiare l'unione dall'interno ?

Pare che, con la pazienza che sta dimostrando, la Meloni abbia scelto la seconda strada.

Non ci resta che sostenerla, anche se sarebbe maggiormente nelle nostre corde rovesciare il tavolo.

02 giugno 2023

Oggi l'ennesima solennità civile

Credo che l'Italia sia l'unica Nazione in cui le solennità civili abbiano numerose date di celebrazione.

Alcune sono festive a tutti gli effetti, altre sono declassate a ricorrenze in giorno lavorativo, ma con annesso il pistolotto di Mattarella.

Abbiamo così il 7 gennaio (Tricolore), il 21 marzo (Unità), il 4 novembre (Vittoria nella Grande Guerra, poi pudicamente declassata a Festa delle Forze Armate e infine escluso dall'essere giorno festivo) tra i giorni lavorativi e, quindi, il 25 aprile (fine della seconda guerra mondiale che i comunisti, nonostante fummo costretti a firmare un oneroso trattato di pace - con rinuncia a territori Italiani come Istria e Fiume ed avendo rischiato di perdere anche Trieste - e occupati dalle truppe angloamericane, sono riusciti a trasformare in "liberazione") e il 2 giugno (repubblica) tuttora giornate festive.

Ci sono altre giornate che ricordano un momento importante nella Storia Patria come il 24 maggio (ingresso nella Grande Guerra) che non credo sia mai stato festivo, ma celebrato anche in una celeberrima canzone (La Leggenda del Piave) e il 28 ottobre (Marcia su Roma) festivo durante il Ventennio ed ora dimenticato e messo all'indice (i comunisti, se potessero, passerebbero direttamente dal 27 al 29 ottobre, come gli americani cancellano il tredicesimo piano dai palazzi passando dal dodicesimo al quattordicesimo).

Sono tutte ricorrenze divisive.

A parte l'evidente divisività del 25 aprile e del 28 ottobre, il 7 gennaio, esaltando il Tricolore, non può certo essere gradita agli unionisti che vorrebbero invece anteporre la loro bandiera blu con le stelline gialle al nostro Tricolore.

Il 21 marzo è data invisa ai neoborbonici ed a molti meridionalisti perchè la vedono come la fine della loro indipendenza oppressa dalle baionette piemontesi, dopo l'occupazione garibaldina.

Il 24 maggio  e il 4 novembre sono invise ai pacifisti ed a molti socialcomunisti che hanno un retaggio neutralista, per il loro esplicito richiamo alla Vittoria bellica, tutta Italiana, nella Grande Guerra.

Il 2 giugno, con ogni evidenza, a chiunque sia di orientamento monarchico o che non riconosca (e sfido qualunque militante ed elettore del Centro Destra a farlo, al di là di un esercizio retorico di diplomazia istituzionale) a Mattarella (ed ai suoi predecessori Napolitano, Ciampi, Scalfaro e Pertini) un autentico ruolo super partes che possa incarnare l'Unità della Nazione.

La mancanza di una ricorrenza condivisa che celebri l'Unità della Nazione, come è il 4 luglio negli Stati Uniti, è uno dei tanti vulnus della nostra società, soprattutto oggi che la propaganda unionista spinge a spogliarsi della propria Identità Nazionale, per aggregarsi ad un blob che non è nè carne, nè pesce, all'interno di quell'accrocchio arcobaleno che è l'Unione del Male.

Non ho una ricetta, perchè, come abbiamo visto, qualsiasi giorno ha le sue controindicazioni divisive.

Fu un errore dei costituenti che non vollero o seppero donare alla Nazione una unica data, che fosse festiva, che fosse individuata nel passato remoto e non in quello troppo vicino e contrastato, per celebrare la Nazione Italiana.

Un errore che, temo, continueremo a pagare rinfocolando, periodicamente, divisioni nocive per la nostra Patria, soprattutto se riferite a situazioni ormai storicizzate, sempre più lontane negli anni, ormai senza più i diretti protagonisti dell'epoca e che andrebbero consegnate agli studi degli storici.

Come forse andrebbe consegnata agli archivi l'intera costituzione del 1948, per istituire una nuova Assemblea Costituente, eletta con criterio proporzionale, che scriva un testo più adeguato ai tempi che viviamo e più flessibile, perchè possa adattarsi anche ai futuri cambiamenti.


01 giugno 2023

Ma c'è veramente ancora qualcuno che crede alla favola del Mes ?

Nel giro di due settimane, noi che ragioniamo con la nostra testa e non con quella delle sopravvalutate firme di quotidiani e programmi di propaganda cattocomunista, abbiamo potuto toccare con mano la povertà intellettuale dei veri sudditi del regime affaristico finanziario che si esprime con la struttura dell'Unione del Male.

Nel giro di due settimane, tre stagionati boiardi di stato, Monti, Gentiloni e Prodi, che già di loro hanno fatto danni irrecuperabili all'Italia e agli Italiani, si sono sgolati per chiedere che si firmi il Mes.

Per non dire altro (ma rimando al sen. Claudio Borghi che su Twitter ha riassunto i motivi fondatissimi del rifiuto a sottoscrivere il Mes) basti ricordare che se lo firmassimo, anche senza volerlo utilizzare, saremmo chiamati a versare un centinaio di miliardi per il suo finanziamento nel caso (molto probabile) in cui le banche tedesche avessero necessità di un "aiutino".

Quei tre fanno gli interessi dell'Italia e degli Italiani ?

A me sembra proprio di no, anzi !

A loro ieri si è aggiunto il Governatore della Banca d'Italia ormai a fine mandato.

Non importa che la nostra economia vada bene, anzi, pur costretto ad ammetterlo a denti stretti, ha coperto tale bella notizia con una serie di scappellamenti sul pnrr, sulla flat tax (democristianamente mai citata), sul reddito minimo cavallo di battaglia dei grillini e, adesso, anche di Landini e della Schlein.

Il tutto circondato dagli ossequiosi inchini di una servitù ancora più suddita dell'Unione del Male dell'ossequiato.

L'unico a tacere, finora, è stato Draghi che, probabilmente, se non gli sarà esplicitamente richiesto, resterà in silenzio, sperando di capitalizzare a suo beneficio qualche evento imprevedibile, come la caduta del Governo Meloni per tornare a Palazzo Chigi (ma dovrebbe poi rimediare ai suoi stessi danni) o la morte di Mattarella che lo rilancerebbe verso l'agognato Quirinale (e qui ci andrebbe senza alcuna riserva).

Capiamo quanto sia difficile governare in questo mare da parte della Meloni, di Salvini e di Berlusconi ?

Il Centro Destra può contare solo sull'appoggio popolare che si manifesta nei sondaggi e nelle elezioni che, ancora, non ci hanno vietato (almeno a scadenza dei mandati) e finchè ci sarà quello potremo sperare che, pur se molto più lentamente di quanto vorremmo, la situazione cambi, come molto lentamente la Rai sta cambiando, con la previsione di sostituire dei commentatori talebani del cattocomunismo, con qualcuno più imparziale.

E se non sarà esattamente quello che vorrei, sarebbe già un passo molto importante verso la restituzione della Rai ad un vero servizio pubblico nei confronti di chi ne sostiene i costi.

31 maggio 2023

Vento di guerra

I russi non riescono a vincere contro l'Ucraina a causa del fatto che, a differenza degli afghani, gli ucraini ci mettono tanto sangue e le nazioni occidentali uno tsunami di finanziamenti e di armi, per cui, sommate alla incompetenza militare e alla imbarazzante inefficienza dell'intelligence russe, la Russia si trova oggi a dover difendere il proprio territorio.

E mentre gli occidentali difendono l'integrità territoriale dell'Ucraina, gli stessi occidentali difendono il diritto del Kossovo di etnia albanese ad essere indipendente, esattamente come non vogliono riconoscere analogo diritto al Donbass e alla Crimea di etnia russa.

Così tornano i fuochi di artificio ancora più vicino a casa nostra e con il coinvolgimento dei nostri militari.

La situazione è pericolosa, perchè c'è il rischio effettivo che gli occidentali pensino di poter liquidare, una volta per tutte, l'ingombrante presenza della Russia, come si potrebbe intuire dalla natura delle armi che, in ultimo, sono state date agli ucraini cui, in pratica, mancano solo le testate nucleari (forse).

Tra i due litiganti il terzo gode e l'incauta politica di Biden e alleati, è un favore enorme alla Cina che, adesso, riesce af essere il fulcro di una inedita alleanza, per ora economica, con Brasile, Sud Africa, India e Russia.

Potrebbe mancare poco, un errore, un malinteso, un momento di follia, per scatenare una guerra che ci vedrebbe forzatamente coinvolti.

C'è una sola possibilità di evitare un conflitto con la Russia (e la Cina): riuscire a tirare avanti fino a fine 2024 e che Trump sia rieletto al posto di Biden.

La guerra terminerebbe in 24 ore e noi potremmo tornare ad occuparci dei nostri interessi.

30 maggio 2023

Imagine


Immaginiamo un giorno in cui, nella Rai liberata, esisteranno programmi di informazione e non di propaganda.

Immaginiamo un giorno in cui, dalla Grecia alla Svezia, dalla Finlandia alla Spagna, le gioiose macchine da guerra socialcomuniste fuggiranno in disordine e senza speranza dai parlamenti che avevano okkupato con orgogliosa sicurezza.

Immaginiamo un giorno in cui, dalle Alpi a Lampedusa, le municipalità daranno il benservito ai cattocomunisti.

Non è necessario avere troppa fantasia, perchè quel giorno è oggi.