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26 novembre 2018

Gilet gialli in tutta Europa


Non sono un cultore della rivoluzione francese che, anzi, la considero portatrice di frutti avvelenati di cui paghiamo le conseguenze ancora oggi.
Devo però ammettere che i francesi quando si ribellano lo fanno per bene.
Micron, il grande bluff, l'androide dalle equivoche tendenze sessuali uscito dai laboratori delle consorterie affaristico e finanziarie, ha fatto presto a mostrare i suoi limiti.
Così i francesi, che per la terza volta (dopo Sarkozy e Hollande) avevano scelto credendo alla propaganda contro la diavolessa nera, per la terza volta si devono rimangiare il voto e scendere in piazza contro il presidente eletto dalla grande coalizione tra popolari e socialisti che domina l'Europa e continua a mietere vittime e fare danni.
Ma la rivolta dei gilet gialli, che prende spunto dall'imposizione di una tassa sui carburanti finalizzata a dare attuazione alle iniziative pseudo ecologiste derivanti dal grande business dell'ambiente, della ricerca sul clima e delle nuove tecnologie, è da estendere in tutta l'Europa della unione sovietica guidata dai burocrati di Bruxelles.
Una rivolta, mirata e giustificata, dalla oppressione frutto delle direttive di Bruxelles e dei trattati che hanno voluto stoltamente abbandonare l'Europa della libertà di circolazione delle merci e delle persone, per costruire un Frankenstein finanziario e politico.
La rivolta dei gilet gialli francesi sia solo l'inizio della riscossa dei Popoli e delle Nazioni d'Europa.





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1 commento:

Nessie ha detto...

Farò anch'io un post sui giubbotti gialli. Ho visto alcuni filmati dei manifestanti che si rifiutano di parlare con la loro stampaglia di regime (presse macronienne), mentre concedono volentieri interviste perfino ai ns. mezzibusti RAI, gridando in Italiano "A morte il mondialismo!", "Viva la Francia!".