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No alla deriva

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13 novembre 2020

Odio palpabile

Ieri, Marcello Veneziani, ha scritto un nuovo, esemplare editoriale su La Verità che mi auguro venga messo in linea ed il cui collegamento appaia qui a fianco.

Veneziani, senza alcuna ipocrisia, ha scritto, con parole migliori, quello che personalmente vado sostenendo da tempo anche in vari commenti qui pubblicati: non esiste una base comune tra noi e i cattocomunuisti.

Siamo divisi e inconciliabili su tutto.

Come se non bastasse sono saltati tutti gli elementi moderatori, gli arbitri, quelli che dovrebbero essere super partes e Veneziani cita espressamente Bergoglio e Mattarella che giocano per una fazione e, quindi, hanno perso ogni autorevolezza per rappresentare l'unità nazionale o di un Popolo.

Aggiungo che anche la magistratura, da almeno trent'anni, contribuisce ad accendere e dividere gli animi con inchieste a senso unico, ultima quella sulle discoteche della Sardegna, regione che, con il Molise, appare oggi più verde che gialla, a differenza della Campania gialla come loro ma che appare più nera che rossa.

Le Forze Armate, che con la Marina si prestano a fare da taxi del mare ai clandestini, non sono pervenute, mentre Polizia e Carabinieri, finchè obbediranno agli ordini, sprecano mezzi e forze per dare la caccia ad onesti Italiani che violano i dpcm liberticidi di Conte.

Veneziani quindi attribuisce al venire meno dei moderatori istituzionali, l'ondata di odio che emerge dagli ultimi anni di vita politica.

A mio parere (Veneziani non ne parla, ma è una mia considerazione) solo la presenza di una valvola di sfogo come i social, dove si materializzano le più brutali manifestazioni d'odio, impedisce che si sia ancora passati alle vie di fatto.

Implicitamente l'articolo di Veneziani è una risposta alle esternazioni di un Berlusconi soggiogato e aggiogato al carro del buonismo, che è andato ben oltre ad ogni conseguenza da sindrome di Stoccolma con la sua insistenza non solo sul mes, ma anche sulla collaborazione con il governo nonostante tutti gli schiaffi in faccia che Conte e i suoi continuano a rifilargli.

L'odio che ci divide non consente di ipotizzare nessuna unità nazionale.

Per noi il primo nemico sono i cattocomunisti e viceversa.

Veneziani non ha una via di uscita e neppure io.

L'unica che mi viene in mente è dividere l'Italia (e il mondo) in due.

Da una parte stiano tutti i cattocomunisti con i loro clandestini e dall'altra stiamo noi.

Ma il muro dovrà essere molto alto ...

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