Abbiamo scritto del prefetto di Roma e del suo livore verso gli Italiani che difendono legittimamente la loro terra dall'invasione dei clandestini.
Leggo che anche il questore di Roma si è esibito sul medesimo tema, auspicando il daspo per gli Italiani scesi in piazza per difendere l'integrità del loro quartiere.
Dio li fa e poi li accoppia.
Il prefetto di Roma, non pago di aver usato la Forza Pubblica contro gli Italiani per difendere i clandestini, rincara la dose.
A suo parere siamo tropo razzisti e la "cura" sarebbe una ulteriore immissione di clandestini.
In pratica vuole cacellare la nostra razza per sostituirla con i clandestini realizzando un meticciato degno del peggior Frankenstein.
Chi è allora razzista tra chi vuole estinguere i nativi Italiani e chi li vuole salvare ?
A Roma e in provincia di Treviso sono cominciate le prime proteste popolari contro l'insediamento forzato dei clandestini.
A Treviso il prefetto ha spostato i clandestini, ma la Polizia è (presumo suo malgrado) intervenuta e la magistratura ha aperto una indagine contro il Popolo che ha (giustamente) protestato.
A Roma, invece, il prefetto di turno si è manifestato tronfio ed arrogante dietro il muro difensivo fornitogli dalla Polizia e dai Carabinieri mandati, ancora una volta, contro il Popolo di cui fanno parte e che dovrebbero difendere.
Di più.
Quel prefetto a chi gli faceva notare la corale protesta popolare avrebbe detto che non devono decidere gli abitanti ma una commissione (presumibilmente di estranei al quartiere) sull'insediamento dei clandestini.
Rivoltante.
Con gente simile presto non saremo più padroni a casa nostra.
Arroganti burocrati che vorrei vedere esporre le loro tesi in mezzo agli abitanti di un quartiere infestato da clandestini, ma senza la protezione di Polizia e Carabinieri.
Al peggio non c'è mai fine.
Leggi liberticide contro le libere opinioni (Scelba, Mancino, in itinere contro l'omofobia e il negazionismo), leggi per accontentare gli omosessuali, leggi per rinunciare alla Sovranità Nazionale (obbligo di pareggio in bilancio, rinuncia a battere moneta).
Adesso 218 parlamentari vorrebbero depenalizzare, anzi legalizzare l'uso della cannabis.
Ma solo per determinati grammi (in casa e fuori).
Ora, come per gli omosessuali (o è tutto normale e allora devono poter anche adottare, oppure non rappresentano una situazione normale e allora non devono neppure veder elevato a dignità di legge il loro capriccio) così deve essere per i drogati (o la droga non fa male e allora ognuno ne prenda quanta ne vuole, oppure fa male, sempre).
Legare la legalità alla quantità è solo una meschina e immonda ipocrisia.
Sono sempre più convinto che solo un generale Armageddon ci consentirebbe di risorgere, ritrovando quello spirito, quella forza, quei valori, quella saggezza che oggi sembra ci abbiano completamente abbandonati.
Chi paga, comanda.
E' un principio cui dovrebbe adattarsi anche una nuova versione della democrazia che, in ogni tempo, si è sempre evoluta.
Più uno paga, più pesa il suo voto.
Come in una azienda più azioni uno possiede, più conta.
Se i tedeschi sono quelli che cacciano più soldi di tutti, allora sono legittimati a comandare.
Se ai Greci non sta bene, abbiano un soprassalto di dignità ed escano dall'euro e dall'unione sovietica europea.
Magari potranno fare da apripista per tanti popoli che non vogliono essere comandati ma, finora, preferiscono continuare a ricevere l'elemosina da Berlino e, rinunciando alla propria libertà, diventare l'espressione più squallida del servilismo.
Saremo costretti a sperperare denaro per consentire alla Grecia di pagare i propri debiti all'FMI, alla BCE e alle banche di mezzo mondo, principalmente di Germania e Francia.
Saremo costretti perchè Renzi e compari destineranno parte dei soldi che ci estorcono con le tasse a pagare quegli 86 miliardi che non serviranno a migliorare le condizioni di vita dei Greci, ma solo a stringere un altro nodo alla loro gola.
Mal il problema vero è la insistenza con la quale i comunisti (o , se preferite, la sinistra visto che, giustamente, si vergognano di essere comunisti) continuano a voler usare i soldi altrui per puntellare un modello di società fallita e fallimentare.
Il problema è tutto lì: la pretesa di vivere al di sopra dei propri mezzi.
Il vero problema è la ruffianeria di chi, invece di lavorare vuole fare il ministro e per ottenere il suo scopo promette un futuro di ricchezza, pensando di perseguirlo sottraendo proprietà e denari al prossimo, indebitando le prossime generazioni e scaricando i problemi sui nostri figli e nipoti. Perchè prima o poi tutto si paga e il conto torna a zero..
La Germania deve pagare per la Grecia.
Il Nord Italia per il Sud (è di questi giorni la notizia della scarsa diffusione del pagamento del canone rai, pur obbligatorio ovunque, in Sicilia).
L'Italia deve ospitare con vitto, alloggio e cure gratuite i clandestini che si vanno pure a raccattare in giro per il Mediterraneo.
Poi dobbiamo pagare per i capricci degli omosessuali che adesso pretendono una legalizzazione delle loro unioni con annessa la pensione di reversibilità, la cura per il "marito del marito" o la "moglie della moglie" .
E quando rimane qualcosa per noi, che riusciamo a risparmiare, arriva un Renzi qualunque che porta al 26% la tassa sui risparmi, cioè su quello che ci è rimasto dopo aver pagato la tassa sui redditi e le spese correnti della vita.
Ci lasciano e ci lanciano, come a dei cani, quanto basta per addormentare le nostre legittime velleità di ribellarci.
Una umiliazione che è un grave errore come ben dovrebbero sapere i tedeschi che dopo l'umiliazione di Versailles maturarono la voglia di vendetta che portò ad Hitler.
Chi potrebbe biasimare i Greci se pensassero ed agissero nello stesso modo ?
Ha perso la Germania e tutto il Nord che deve continuare a svenarsi per finanziare i Greci e in prospettiva anche gli altri stati lavativi del sud europa.
Hanno perso Francia, Italia, Spagna, che pur moderando i toni della Merkel e lavorando per un compromesso hanno votato per un accordo da Forche Caudine sotto le quali tutti e tre questi stati sono destinati a passare in tempi ravvicinati, oltre a svenarsi per la Grecia.
Hanno perso le istituzioni europee obbligate a tirar fuori altri 86 miliardi di euro a fondo perduto, perchè credo nessuno sia così sciocco da illudersi che la Grecia possa restituirli, nè ora, nè ai nostri pronipoti.
Hanno perso gli europeisti che hanno dimostrato la totale inesistenza di una europa unita e che l'unica unità la si può ottenere sotto un unico comando che, al momento, non può che essere quello tedesco.
Hanno perso gli antieuropeisti che, appena uno dei loro è riuscito ad andare al potere con la possibilità di rovinare il giocattolo degli gnomi, sia pur un comunista infido e levantino come Tsipras, hanno visto un voltafaccia e un totale tradimento persino di un voto popolare svoltosi solo una settimana fa.
Chi ha vinto, allora ?
Hanno vinto le consorterie oligarchiche della finanza mondiale, alle quali non interessa il futuro dei popoli, ma solo il presente dei loro bilanci.
E hanno vinto tutti coloro che puntano alla sempre maggiore disgregazione morale degli europei, per fare del ventre molle, il sud, la porta di un rinnovato tentativo di conquista.
Comincio a pensare che solo una sferzata dolorosa, come una guerra, possa svegliarci dal sonno della ragione.
Mentre aspettiamo che tutti i penultimatum dell'ultimo mese, si traducano in fatti concreti (io, ovviamente mi auguro che crolli tutta la costruzione sovietica e liberticida dell'unione europea, a cominciare dalla sua moneta) , propongo un intermezzo musicale.
Nel ricercare il video su You Tube della canzone "Dixie" , ne ho trovate innumerevoli versioni.
Ma ho trovato anche altre canzoni che hanno accompagnato film e avventure letterarie ambientate ai tempi della Conquista del West.
Quel West che, per come era interpretato, rappresentava l'America che ho amato, almeno quanto ripudio questa America di Obama, a maggior ragione se questo pessimo presidente, dovesse essere sostituito dalla "vecchia babbiona", cornificata ripetutamente, che pare essere il front runner del partito democratico (al peggio non c'è mai fine ... infatti in Italia dopo Monti abbiamo avuto Letta e quindi Renzi, il peggio del peggio ... per ora).
Ovviamente confido che risorgano i Repubblicani il cui front runner sembra essere Jeb Bush.
Il Bush, però, meno caratterizzante, già governatore della Florida e non del Texas, quel Texas (The Lone Star State) che ha, come suo simbolo, la Campanula Blu, anche se è diventata famosa, grazie a un film, la Rosa Gialla del Texas, celebrata in una canzone.
Una Rosa Gialla da non confondere con il Nastro Giallo ancora oggi usato per auspicare il ritorno dei propri cari (e non solo) partiti per una missione e ancora non tornati, come il nastro giallo che continuo a pubblicare ad ogni post finchè ambedue i nostri Marò non saranno di nuovo a casa, liberi.
Un Nastro Giallo che rappresenta il colore della Cavalleria, anche in Italia (infatti il foulard che faceva parte della divisa del mio squadrone era giallo e ancora lo custodisco in un cassetto) ma qui si parla della Cavalleria degli Stati Uniti, quella celebrata in tanti film di John Ford e John Wayne e, su tutti, la trilogia della Cavalleria con "She Wore a Yellow Ribbon" che in Italia divenne "I Cavalieri del Nord Ovest".
E non posso dimenticare la Marcia del 7° Cavalleria (io ho svolto il servizio militare nel 7° Lancieri ... più o meno, sempre 7° è) il reparto di George Armstrong Custer.
Infine, per par condicio, Bonnie Blu Flag, una delle canzoni che intonavano le truppe Confederate mentre marciavano o cavalcavano contro il nemico.
Una canzone che conosciamo anche grazie a "Soldati a Cavallo", sempre con John Wayne e che, contrariamente a quanto molti credono, NON appartiene alla trilogia della Cavalleria per il semplice fatto che tratta di un episodio della Guerra Civile e John Ford non ritenne di includerlo in quella che, invece, voleva essere la celebrazione della Cavalleria di TUTTI gli Stati Uniti (non vi ricorda qualcosa anche per l'Italia, dove continuano a celebrare una sconfitta che divide la Nazione ?) che sostenne le Guerre Indiane, vinte dal Generale Philip Sheridan, sotto la presidenza di Ulysses Simpson Grant.
In memoria dell'America che fu e che mi auguro torni ad essere.
La Carolina del Sud ha deciso di rimuovere la Bandiera della Confederazione degli Stati Americani (il "Sud" nella Guerra di Secessione) dopo la sparatoria in una chiesa di Charleston.
Una decisione sciocca e a senso unico.
Con tutti gli omicidi commessi nel nome di una ideologia (il più delle volte comunista) o di una religione (ultimamente islamica) nessuno ha pensato di cancellare falce e martello (anzi, adesso viene pure regalato un crocefisso su falce e martello e il capo della chiesa cattolica lo accetta pure ...) o di rimuovere i simboli dell'islam.
Solo una società decadente ed in procinto di essere soppiantata rinuncia ai suoi simboli storici, anche se rappresentano una parte risultata, al momento, perdente.
Per fare un paragone, giusto i talebani o quelli dell'isis distruggono i simboli delle antiche civiltà e fa specie che l'America di Obama si adegui a tale indirizzo.
O forse, no.
Non vedo molta differenza tra il politicamente corretto di cui Obama è il primo tedoforo al mondo (in coppia con Bergoglio) e l'iconoclastia dei fanatici islamici.
Cresciuto a pane, nutella e John Wayne, non potevo (e non sono tuttora) risultare un estimatore dei "sudisti" (credo che John Wayne mai abbia interpretato un Confederato in guerra, al più nel dopo guerra) ma l'epopea della Conquista del West non può prescindere da quei cinque anni di guerra civile, combattuti da forze fortemente sbilanciate (a favore del Nord) e che hanno rappresentato la vittoria della società industriale su quella agricola, ma anche di un finto egalitarismo, perbenismo, mascherati dalla lotta allo schiavismo, sulla Tradizione e sui Valori portanti della Dignità e dell'Onore.
A ben guardare, inoltre, abbiamo anche uno dei tanti episodi in cui la volontà di un Popolo, quello del Sud, venne calpestata nel nome di interessi "altri".
Come vediamo rischia di accadere nel Donbass dove si vorrebbe imporre alla popolazione russa in maggioranza, la permanenza nell'Ucraina.
O come vediamo accadere in Grecia, dove gli gnomi di Bruxelles hanno gradualmente strangolato il popolo Greco, fino a piegare anche il demagogo comunista Tsipras alla loro politica della povertà e delle rapine fiscali.
Continuare a far sventolare la Bandiera Confederata è, dunque, non un nostalgico richiamo ad un episodio chiuso e consegnato alla Storia, ma una affermazione di ribellione nei confronti del massificante conformismo che trova nel politicamente corretto e negli gnomi di Bruxelles la sua Bibbia e i suoi sacerdoti.
Per questo, per una affermazione di ribellione, di Libertà personale, la Bandiera Confederata è entrata a far parte delle icone di questo blog.
Leggo che nella notte è deceduto il cardinale Giacomo Biffi, già arcivescovo di Bologna.
Da agnostico non ho molta dimestichezza con teologia e con aldilà e, soprattutto di questi tempi, mi sento molto distante e distinto dalla chiesa cattolica, di cui però Biffi rappresentò quella che io ritengo fosse e sia la parte migliore, nonostante la sua smaccata simpatia per Comunione e Liberazione (infatti non dimentico l'attività nei miei anni di liceo e universitari e la totale incapacità di comprendere il prossimo, tanto che fui considerato "uno di Lotta Continua" ... IO !!!).
Non ho neppure condiviso la sua denuncia di Bologna "sazia e disperata", perchè mi sembrava, come fu da tanti interpretata, non come una rinnovata accusa al regime comunista che l'ha messa in ginocchio e nel tempo l'ha trasformata nell'attuale città degradata e sporca, ma al sistema capitalista che, al contrario, di Bologna avrebbe potuto fare una capitale dell'ordine e della efficienza.
Fui invece totalmente d'accordo con il suo indimenticabile intervento alla Fondazione Migrantes del 30 settembre del 2000 intitolato L'europa o sarà cristiana o non sarà nel quale sono contenute le sue preveggenti parole sull'immigrazione.
Una immigrazione che doveva essere selezionata in base alla caratteristiche delle popolazioni che volevano entrare, alla loro storia, alla loro cultura e anche alla loro religione, questo per ammettere chi realmente volesse e potesse integrarsi, chiudendo gli accessi a quanti invece sarebbero stati (come in effetti sono) solo degli elementi di disgregazione e di distruzione della nostra società e civiltà.
Parole, come ben sappiamo tanto preveggenti e tanto inascoltate.
Il cardinale Biffi fu anche un capace divulgatore e piacevole scrittore come Benedetto XVI, il cardinale Joseph Ratzinger che, si dice, nel Conclave del 2005, quando fu eletto, diede il suo voto proprio a Biffi.
Le sue "Memorie" sono un prezioso documento storico ma fu anche un narratore come nel "Quinto Evangelio" o nel suo "Pinocchio Peppone L'Anticristo e altre divagazioni".
Una persona di cultura e di spessore, come ne sono rimaste poche (soprattutto nella chiesa cattolica di Bergoglio, verrebbe da dire) e che sicuramente ha sofferto, se ne fosse venuto a conoscenza, dello scempio che l'attuale dirigenza cattolica sta compiendo di duemila anni di Storia.
Meglio, per lui, terminare adesso la sua esperienza terrena, anche se noi perdiamo una persona che, nel pieno delle sue facoltà, ci sarebbe stata di aiuto per superare questi momenti di crisi.