Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

21 gennaio 2023

In marcia verso la distruzione

I ministri della difesa occidentali si sono riuniti ed hanno allegramente deciso di marciare verso un aumento del livello di scontro con la Russia, finanziando e cedendo altre armi, anche offensive e moderne, al comico di Kiev.

Ricordo che la giustificazione addotta da Truman per il lancio delle due bombe atomiche sul Giappone nel 1945, a guerra ormai vinta, fu quella del limitare la perdita di vite di soldati statunitensi che si sarebbe avuto per conquistare il Giappone palmo a palmo.

La stessa scusa è stata sventolata da Zelensky per richiedere armi offensive e moderne; risparmiare vite dei soldati ucraini.

E se la Russia adducesse la medesima motivazione per lanciare qualche missile nucleare sull'Ucraina e terminare lo stillicidio di morti tra i soldati russi ?

E se l'Occidente rispondesse con un intervento diretto ?

Lo scontro che si riuscì ad evitare, per motivi ben più rilevanti, quando esisteva l'Unione Sovietica, sembra avvicinarsi a passo di marcia oggi, per compiacere le consorterie affaristico e finanziarie, riunite a Davos, che vogliono eliminare ogni ostacolo, come la Russia di Putin, al loro dominio oligarchico del mondo, senza alcun mandato popolare. 

Purtroppo Draghi ha compromesso la posizione dell'Italia e, oggi, siamo costretti a seguire gli alleati per evitare di fare la solita figura dell'Italia che inizia la guerra da una parte e la finisce dall'altra.

Ma non è solo la guerra imminente, mentre l'Europa marcia ottusamente verso la distruzione, allucinanti personaggi trovano spazio su una stampa squalificata e inaffidabile.

Così leggiamo di una signora che blatera contro uno dei prodotti caratteristici e più tradizionali della nostra terra, appoggiando le isterie di tristi personaggi del Nord, miserabili quanto la vita che costringono a fare ai loro cittadini, che non amano il Bello e il Buono, come il Vino.

E se anche un solo bicchiere di vino rimpicciolisse il cervello, ci conserverebbe sempre molto più del vuoto tra le orecchie di chi straparla, in preda ad una servile esterofilia.

Il compito che spetta alla Meloni ed al suo governo è improbo e credo sarebbe già un successone se si riuscisse a fermare il declino per porre delle basi che ci consentissero di risalire la china.

Ma per riuscirci, dobbiamo prima affrancarci dalle parole d'ordine che, quotidianamente, tramite una stampa asservita, ci propinano in modo tambureggiante le consorterie finanziarie e affaristiche.

Il primo passo è non credere a quello che scrivono i quotidiani e dicono in radio e televisione, evitando di soffermarsi su programmi spazzatura che conduttori faziosi finalizzano solo alla propaganda di parte.

Un cammino lungo molto più di una legislatura.



20 gennaio 2023

Pubblico e privato

Chi mi conosce sa che sono un Reazionario sui Valori Etici e Morali e un Liberista in Economia, quindi un Uomo di Destra a tutto tondo, senza alcuna sbavatura o inquinamento socialisteggiante.

In sostanza credo che lo stato debba occuparsi solo di difesa dei confini, sicurezza interna e ordine pubblico, amministrazione della giustizia e rapporti con gli altri stati.

Tutto il resto deve essere lasciato ai privati o privatizzato, inclusi quei carrozzoni che sono la sanità e l'istruzione.

Purtroppo dobbiamo confrontarci con decenni di statalismo, che impongono, se anche si volesse privatizzare la sanità e l'istruzione, di accollarci una gradualità che impiegherebbe anni per liberarci da quei carrozzoni clientelari.

Ciò non toglie, però, che si debba lasciare allo straniero e senza controlli la vita economica e, soprattutto, quelle attività che possono impattare sulla Sicurezza Nazionale.

Non vedo quindi perchè si abbia così fretta di privatizzare, in perdita, Ita o il Monte dei Paschi.

Negli anni 80-90 fu Prodi che svendette il patrimonio pubblico senza ricavarne quello che era giusto e senza quindi rientrare, come stato, delle spese sostenute.

Ita e Monte dei Paschi ci sono costati miliardi quando la scelta migliore sarebbe stata di farli fallire, ponendo le premesse per la rinascita di nuove aziende, in regime di libera concorrenza tra loro.

Lo abbiamo visto con il virus cinese e lo vediamo ancora di più con la crisi energetica quanto possa essere importante avere sempre disponibile una società che possa essere funzionale agli interessi nazionali.

Credo che il settore del trasporto aereo e del credito non possano essere considerate eccezioni rispetto al settore energetico e delle telecomunicazioni e, pertanto, lo stato, cioè noi, che ha già pagato miliardi per "salvare" quelle aziende, dovrebbe pensare a conservare una presenza interamente o a sicura maggioranza italiana con diritto di veto sulla eventuale cessione delle quote di maggioranza a soggetti stranieri, ovviamente sulla base di una gestione economica, in utile e non clientelare.

Avere una linea aerea che garantisca i collegamenti interni ed eventualmente con le principali capitali estere, al pari di una linea ferroviaria, così come una stazione radiotelevisiva per fornire notizie e non propaganda o una società di gestione delle telecomunicazione per garantire le comunicazioni interne, come pure una società energetica preposta a produrre energia nazionale da immettere nelle nostre attività, non sarebbe una violazione dei principi dell'economia liberale, ma la rete di protezione degli interessi nazionali contro la speculazione e il dirigismo dell'Unione del Male.

E se agli gnomi di Bruxelles la cosa non dovesse garbare, potremmo sempre felicemente ritornare alla nostra piena Sovranità e Indipendenza, anche monetaria.

Ma cedere Ita e Mps senza rientrare di tutto quello che lo stato, cioè noi, ci abbiamo messo, almeno negli ultimi anni, sarebbe solo un'operazione in perdita, senza prospettiva.


19 gennaio 2023

Al via le riforme del Centro Destra

Dopo essere stata costretta a provare a disinnescare le trappole e tamponare i danni di Draghi, la Meloni si incammina verso quelle riforme strutturali che dovrebbero marcare il quinquennio di governo del Centro Destra.

Il tutto senza però trascurare le costanti emergenze dei clandestini, della sicurezza, dell'energia e dei continui attacchi (alla casa, al cibo, alle auto) al nostro Benessere e al nostro Modello di vita che vengono portati dall'Unione del Male che si fa interprete dei perversi disegni delle consorterie affaristico e finanziarie.

Due, in particolare, le riforme che potrebbero imprimere una svolta al rapporto tra cittadini e politica, tra cittadini e amministrazione della cosa pubblica.

Sono due riforme che necessitano di essere entrambe attuate perchè, senza una di esse, il sistema sarebbe zoppo, sbilanciato.

Presidenzialismo e Autonomia regionale.

Con il presidenzialismo si archivierebbe finalmente la stagione dei presidenti della repubblica che intervengono a gamba tesa, senza aver mai ottenuto consensi popolari, ma essendo il frutto di compromessi al ribasso tra le forze politiche con l'elezione di personaggi da terze e quarte file della politica.

L'elezione diretta imporrebbe la candidatura di personalità forti ed autorevoli in proprio e non in funzione del ruolo che vengono chiamati a ricoprire.

Per riequilibrare il potere di un presidente eletto dal Popolo, s'avanza giustamente l'Autonomia regionale che consentirebbe una maggiore vicinanza degli eletti alle necessità degli elettori, responsabilizzando i primi per la buona gestione elle risorse locali non potendo più contare su trasferimenti senza limiti e i secondi nella scelta di persone capaci perchè sono poi quelle che useranno i soldi delle loro tasse per tutti i servizi necessari a implementare il Benessere comune.

Non sarà un cammino facile, soprattutto la riforma presidenzialista, perchè, purtroppo, per colpa delle liste monotematiche che hanno sottratto voti senza portare eletti, il Centro Destra ha mancato di ottenere i due terzi dei seggi che avrebbero evitato di passare dalle Forche Caudine del referendum confermativo, ma ho fiducia che la Meloni saprà condurre in porto, prima della fine della legislatura, queste importanti riforme che daranno una senso al quinquennio di governo.


18 gennaio 2023

Ma quanto rosicano a sinistra !


L'arresto di Matteo Messina Denaro non mi avrebbe interessato più di tanto (la criminalità organizzata è sempre esistita e sempre esisterà e si tratta di una costante la caccia delle guardie ai ladri) se non fosse per le reazioni pruriginose dei cattocomunisti.

Giustizialisti quando si tratta di attaccare la Destra (come nel caso dei rubli alla Lega, estintosi perchè persino i pubblici ministeri sono stati costretti a chiedere l'archiviazione tanto era una bufala, come pure la "lobby nera" che ha danneggiato la carriera politica di Carlo Fidanza di Fratelli d'Italia) diventano mammolette quando si tratta dei loro come Panzeri e compagni (con la ridicola versione di un europarlamentare cattocomunista che avrebbe asserito che la Kaili - la bella vicepresidente greca in carcere - fosse sul punto di passare al Centro Destra, come "essere sul punto" volesse attribuire al Centro Destra la responsabilità della presunta corruzione).

Se, poi, è un Governo di Destra ad arrestare un latitante da trenta anni, capo di una organizzazione criminale, allora sbucano quelli che dopo essersi furiosamente grattati, cercano di sminuire l'evento.

E' malato. E' stata una soffiata. Era stanco. Sapevano tutti dov'era.

Ma se sapevano tutti dov'era perchè non lo hanno preso prima ?

E perchè adesso il carcere ostativo non servirebbe più ?

Le acrobazie dialettiche dei Saviano e di quel comico di cui non ricordo il nome che ha la penna facile su Twitter (è uno dei due di Camera cafè) per cercare di non dover elogiare il Governo Meloni sono un autentico spasso.

Tanto più che la Meloni, intervistata da Porro, ha dimostrato non solo di essere pienamente in controllo della situazione, ma di confermare tutta la linea del Governo sulla giustizia, non solo sul carcere duro, ma anche sulle intercettazioni.

Perchè quella è "l'ultima frontiera" non dell'Enterprise, ma dei cattocomunisti, che stanno facendo caciara per difendere le intercettazioni, quando la Meloni e Nordio non hanno mai detto di volerle cancellare, bensì di voler tutelare gli spiati dalla pubblicazione di conversazioni private che spesso nulla hanno a che fare con l'inchiesta (come le note conversazioni tra Ricucci e la Falchi che erano solo pettegolezzi, privi di qualsiasi finalità istruttoria).

Quindi grazie all'arresto di un latitante di lungo corso, abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di quanto sia miserabile la sinistra italiana in tutte le sue espressioni.

Ed è la conferma della superiorità morale, politica, culturale di noi di Destra.

17 gennaio 2023

La malattia del sondaggismo

Nel 1994, quando Berlusconi scese in campo salvando l'Italia dalla deriva marxista della "gioiosa macchina da guerra" dei comunisti di Ochetto (forse già pds, ma tanto, pci, pds, ds o pd la sostanza non cambia: comunisti erano e comunisti restano, anche se trasformati in cattocomunisti) i Soloni del giornalismo italiano (gli stessi che continuano a voler impartire lezioni) sostennero che il Cav aveva vinto perchè aveva studiato a tavolino, tramite i sondaggi, la "pancia" degli Elettori.

Vero è che Berlusconi aveva studiato, con sondaggi e indagini, l'opinione degli Italiani ma, lungi dall'essere un elemento negativo come veniva presentato, era solo il segnale di un non politico che, avutone abbastanza dei politici autoreferenziali, cercava di trovare una strada per dare vera rappresentanza al Popolo Sovrano.

Nel tempo in molti hanno scoperto la miniera d'oro dei sondaggi, per lanciare un prodotto, un candidato, per dare forza ad una propria richiesta e si sono costituite numerose società di sondaggio, inflazionando il mercato ma, soprattutto, prestandosi, anche nelle formulazioni delle domande, ad andare incontro ai desiderata dei committenti.

L'affidabilità dei sondaggi è stata quindi compromessa, anche se, di fondo, sulle domande più semplici (tipo: quale partito voteresti se ci fossero le elezioni oggi) le percentuali di risposte sono quelle e solo gli algoritmi che le elaborano e i campioni di indagine, possono provocare piccoli (statisticamente) spostamenti.

Siamo arrivati ad una stagione dove, già la settimana dopo il voto, vengono sfornati sondaggi quotidiani, a volte anche più di uno al giorno perchè ogni trasmissione politica vuole il suo sondaggio, per dirci di ipotetici spostamenti dell'elettorato.

Da quando il Governo Meloni ha iniziato a mettere mano, dando un'impronta di Destra alla sua azione, i problemi lasciati dagli undici anni devastanti, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2, gli istituti di sondaggi, con il fiato dei conduttori cattocomunisti, stanno cercando di far percepire un calo di consenso per la Meloni, veicolati da titoli dei quotidiani cattocomunisti che poi, a leggere l'esito del sondaggio, sono mere estremizzazioni e, il più delle volte, oniriche speranze dell'articolista obbligato a fare la sua marchetta ideologica.

Una percezione che, però, non riescono a far crescere tra l'elettorato, nonostante la campagna di falsità che è stata posta in atto, in ultimo, sulle accise, tema che tocca direttamente le tasche degli Italiani.

Ma se anche i sondaggi dovessero segnalare un calo di consensi per provvedimenti assunti, la Meloni e tutto il Centro Destra non dovrebbero deflettere dalla loro linea se è nel solco del programma per il quale sono stati votati.

Ovvio che le situazioni contingenti creano particolari tensioni ed è altrettanto ovvio che le resistenze, gli ostacoli, l'esistenza di una Unione del Male con la quale si è obbligati a convivere (anche il Regno Unito, che pure ne è felicemente uscito, è obbligato a tenerne conto) sono altrettanti ostacoli alla realizzazione del programma, ma quel che conta è avviare una inversione di rotta su temi quali i clandestini e le tasse, l'invadenza dello stato e la libertà di scelta degli Individui.

Lo tsunami di sondaggi che ogni giorno cala su di noi, hanno come scopo principale, non quello di aiutare il Governo per comprendere i bisogni e i desideri del Popolo, ma quello di indurre il Governo a cambiare rotta, inseguendo il consenso (presunto) e non la linearità di comportamento.

La Meloni non mi sembra propensa a cambiare la sua rotta per inseguire le volatili urgenze proiettate dai conduttori cattocomunisti e, quindi, fa bene a proseguire per la sua strada, con la prudenza che ha già dimostrato, ma la fermezza nel tendere agli obiettivi contenuti nel programma di Centro Destra.

E fa bene ad ascoltare tutti, come faceva Reagan, perchè da chiunque può arrivare una idea, una proposta, uno spunto utile, ma a trarre solo lei la sintesi e prendere la relativa decisione.

Non possono essere i sondaggi quotidiani, più o meno indirizzati, a dare le linea al Governo, anche se e quando sembreranno negativi per la Coalizione di Centro Destra.

16 gennaio 2023

La mani dell'Unione sui nostri risparmi

Anche se "la repubblica tutela e incoraggia il risparmio in tutte le sue forme", sembra che questa parte della "costituzione più bella del mondo, nata dalla resistenza antifascista bla ... bla ... bla ..." sia totalmente sconosciuta ai cattocomunisti.

In undici anni (da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2) hanno fatto lievitare il debito pubblico di quasi mille miliardi, hanno infarcito di tasse ogni operazione finanziaria che portasse al risparmio (tasse sulle transazioni, tasse sui conti correnti, tasse sui guadagni di borsa, tasse anche solo per tenere depositati e fermi dei titoli obbligazionari ed azionari), hanno venerato Imu e Tari e, soprattutto, vorrebbero totale genuflessione verso l'Unione del Male che continua a chiedere più tasse sulle case, riforma del catasto per aumentare il gettito dalle case di proprietà degli Italiani, l'adesione al Mes che è un ennesimo cappio al collo in quanto debito, autorizza etichette diffamanti verso i prodotti Italiani come il Parmigiano ed il Vino per lanciare "prelibatezze" a base di scarafaggi e grilli.

Fino ad allungare le mani sulle nostre case, rendendo talmente oneroso possederne una, da spingere alla vendita presumibilmente a grandi società multinazionali, use a speculare su case e terreni.

L'ultima, dietro il paravento falso e bugiardo della politica "verde", è la volontà di imporre lavori su tutte le abitazioni per portarle alle categorie superiori per quella grandissima bufala che è l'efficientamento ecologico.

Sostengono che bisogna risparmiare sul gas e, quindi, bisogna spendere nelle ristrutturazioni.

Un ragionamento che solo dei babbei possono accettare.

Noi Italiani potremmo procedere con una resistenza passiva, semplicemente non eseguendo i lavori, ma ancor meglio sarebbe se i partiti di Governo, che già si sono espressi contro tali obblighi, dessero seguito alla totale opposizione ad un simile salasso.

E, per tagliare la testa al toro, così da impedire le reiterate azioni predatorie contro i nostri risparmi, suggerirei di prendere in seria considerazione l'uscita dall'Unione del Male, per ristabilire la primazia assoluta dell'Italia in ordine a tutto ciò che concerne la vita, le leggi, i risparmi degli Italiani.


15 gennaio 2023

L'Italia non sia più la discarica europea dei clandestini

Parlando tra amici, inevitabilmente si è toccato anche il tema dei clandestini.

Mi è quindi venuto spontaneo un paragone tra le ong e gli spazzini che, ogni giorno, raccolgono e portano in discarica tutto ciò che noi non vogliamo più.

Il loro lavoro finisce lì, la discarica si riempie e tocca a qualcun altro preoccuparsi per la gestione di quella massa enorme raccolta e abbandonata, finchè non si ha più spazio.

Con i clandestini, l'attività delle ong sarebbe uguale se non ci fosse il sospetto di una collusione con mercanti di uomini e scafisti.

Ma ragioniamo come se non ci fosse alcun contatto tra ong e scafisti, le navi ong svolgerebbero esattamente lo stesso lavoro degli spazzini: raccolgono i clandestini in mare e li scaricano in Italia, divenuta una cloaca europea per volontà dei governi di sinistra che hanno aperto i porti in cambio di un occhio chiuso delle poco vigili (a comando) sentinelle unioniste, sugli sperperi clientelari che hanno aumentato di quasi mille miliardi il debito pubblico in undici anni.

Ma torniamo ai nostri "spazzini del mare" che, una volta scaricati in porto i clandestini, riprendono la rotta e ripetono all'infinito lo stesso giro, incuranti della sorte di chi scaricano in porto, lasciando che a gestire il ben maggior problema del vitto, alloggio, cure, istruzione, danni, siano altri.

Quello che manca nel decreto Piantedosi sul regolamento delle ong, è un articolo che obblighi i "salvatori" a gestire anche il dopo sbarco, trovando alloggio, vitto, cure, istruzione e pagando i danni che alcuni clandestini provocano.

Perchè è troppo facile raccogliere gente in mare e scaricarla nel primo porto senza accollarsi alcun onere per il dopo sbarco.

Così come è ormai acclarato che il contributo riconosciuto dallo stato a chi gestisce i clandestini è divenuto un gigantesco business, sul quale c'è chi ci guadagna, mentre le coop e tutte le associazione che si occupano di clandestini, dovrebbero essere su basi volontarie, non soggette alle direttive governative e, quindi, operare come enti di beneficenza, senza alcun costo per la collettività se non per chi, liberamente e volontariamente, volesse offrire il proprio contributo anche economico.

Ecco, in questi termini, con le ong obbligate a prendersi cura dei clandestini anche dopo gli sbarchi e con le coop e associazioni benefiche basate sul volontariato anche economico e senza ristori dallo stato (cioè da noi), penso che il flusso di clandestini potrebbe essere numericamente ed economicamente accettabile e privo di quelle devastanti conseguenze sociali cui assistiamo ormai quotidianamente.

14 gennaio 2023

Uno sperpero di denaro

A Palermo, dove i magistrati dovrebbero dedicarsi alla criminalità organizzata, è in corso da mesi il primo grado del processo a Matteo Salvini, reo di aver difeso i confini della Patria contro l'invasione dei clandestini propiziata dalle ong.

E' uno sperpero di denaro e di tempo che andrebbe addebitato a coloro che hanno promosso e continuato una simile azione.

Ma non è solo il ridicolo di cui si copre chi processa chi ha difeso i confini della Patria, è anche l'indice di una distorsione della funzione giudiziaria che, travalicando il suo ambito e ruolo, giudica scelte esclusivamente politiche, pensando di poter ribaltare la volontà popolare in base alle proprie ideologie minoritarie.

Sì, perchè la maggioranza degli Italiani era ed è favorevole ad ogni tipo di azione per RESPINGERE i clandestini e le navi che li trasportano.

Non siamo noi responsabili del loro disagio, ma i loro governi e, in seconda battuta, quegli inutili organismi internazionali come l'onu che servono solo a succhiare risorse dagli stati e dalle nazioni per mantenere una pletora di burocrati.

Se c'è un problema di sopravvivenza in talune zone del mondo, se c'è un problema di rispetto dei diritti umani, se c'è un problema di carestia, se c'è un problema di conflitti, non è l'Italia che li può risolvere e non siamo noi Italiani che dobbiamo accollarci i costi per il mantenimento di chi scappa.

E' l'onu che deve intervenire in loco, facendosi carico di ripristinare il rispetto della persona umana sia sotto il profilo dei diritti politici, che di quelli umani, ma anche sotto il profilo alimentare e per la pacificazione dei territori dove vivono le popolazioni.

Se l'onu non riesce a fare ciò, che è il minimo sindacale che gli si richiede, non ha più alcuna ragione di esistere ed è un ulteriore sperpero di nostro denaro, alla pari dei processi contro Salvini.

Nel nostro piccolo possiamo cominciare con il proibire ai magistrati di interferire con le scelte politiche e, contemporaneamente, mettendo in atto un respingimento di tutti i clandestini.

13 gennaio 2023

Ha ancora senso dialogare con i cattocomunisti ?

In realtà la domanda è: ha mai avuto senso dialogare con i cattocomunisti ?

Sono profondamente disgustato dalle menzogne propinate con i tanti strumenti in mano ai cattocomunisti, utili solo a danneggiare l'Italia e gli Italiani, sabotando l'azione di governo.

Soprattutto sono disgustato dal fatto che ci sia una parte di Italiani, minoritaria ma consistente, che crede a quello che propinano giornali, radio e televisioni a supporto dell'opposizione cattocomunista.

Cosa mai possiamo avere in comune con chi crede di risolvere i problemi sacrificando l'Identità Nazionale per immergersi nella fogna dell'Unione del Male e genuflettersi davanti a tedeschi e francesi ?

Cosa mai possiamo avere in comune con chi difende gli imbrattatori di monumenti, proprietà, opere d'arte, invece di chiedere l'uso del manganello ?

Cosa mai possiamo avere in comune con chi vorrebbe regalare la cittadinanza italiana a chiunque arrivi, aprendo i porti come se fossimo la discarica dei clandestini per tutta l'Europa ?

Cosa mai possiamo avere in comune con chi ha aumentato, in undici anni, il debito pubblico di oltre ottocento miliardi, cercando sistematicamente di colpire con le tasse chi produce e chi risparmia per favorire parassiti, lavativi e consorterie di affari ?

Cosa mai possiamo avere in comune con chi, privo di argomenti e di Ideali, agisce come un fedele soldatino del globalismo, sabotando con urla belluine le azioni di un governo che cerca di mettere almeno delle pezze alle mille e mille nefandezze dei governi cattocomunisti ?

Non abbiamo in comune proprio nulla, se non una carta di identità nella quale troviamo scritto per ambedue "cittadinanza italiana" anche se per loro sarebbe più appropriato (e probabilmente a loro più gradito) una scritta "cittadinanza europea".

Non basta più.


12 gennaio 2023

Contro il frastuono menzognero della propaganda cattocomunista


In assenza di idee e di argomenti, giornali, radio e televisioni che supportano l'Unione del Male, il globalismo e tutto il globalismo woke, blm, politicamente corretto, sanno solo riempire l'aria di rumori (molesti e volgari), per impedire ai più deboli di mente di riuscire a ragionare.

Si rivolgono essenzialmente a quella metà (poco meno) di elettorato che li segue, non ragiona e crede ancora nell'editorialista, nel conduttore radiotelevisivo, nel politico dell'antifascismo e dell'antirazzismo.

Così ascolta, guarda e legge senza capire, assorbendo passivamente le parole d'ordine e la propaganda sabotatrice non tanto del Governo Meloni, quanto dell'Italia e di tutti noi Italiani.

Era prevedibile che, superato lo stordimento del voto e sotto la guida eterodiretta delle consorterie finanziarie a affaristiche che temono il risveglio dell'Italia e degli Italiani, mancando una opposizione con leader e programma, buttassero la palla in tribuna.

Fare casino su ogni provvedimento, manipolare l'informazione, fornire estenuanti requisitorie a senso unico e prive di qualsivoglia fondamento ideale e culturale, è quindi obbligato per giornali, radio e televisioni di sinistra.

Come è obbligato aggrapparsi a qualsiasi ribellismo che sia la nave ong che sfonda un blocco o un gruppo di gretini che invece i blocchi li formano sulle strade (ed è da elogiare la freddezza di tutti gli automobilisti che, ancora, non hanno reagito) o imbrattando monumenti e opere d'arte.

Passa così sotto tono la ragionata argomentazione, pienamente condivisbile, del Presidente del Consiglio che, tramite l'unico strumento ancora disponibile e libero, internet, ha ieri esposto con calma, per chi vuole ascoltare e, soprattutto, riesce a capire, le scelte politiche anche in tema di accise.

Il progetto resta sempre quello di stabilizzare il nostro debito pubblico, ridare forza alla produzione economica per poi poter procedere a ridurre l'invasività dello stato nelle nostre vite: leggi, ridurre le tasse.

La abolizione o riduzione PERMANENTE delle accise, resta un obiettivo, anche se, al momento, la Meloni ha rispettato la scadenza fissata da Draghi e della sua maggioranza degli "sconti" sulle accise al 31 dicembre 2022.

La Meloni ci espone (come mai ha fatto nessun suo predecessore) le ragioni per cui le disponibilità sono state utilizzate non per prorogare un provvedimento tampone e non strutturale, ma per intervenire in modo più continuativo su altri costi di interesse di famiglie ed aziende.

Un ascolto di sedici minuti che merita ogni attenzione, per elevarsi rispetto al fango in cui sguazzano giornali, radio, televisioni cattocomuniste ed i loro seguaci.