Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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16 marzo 2023

Il Governo Meloni comincia ad ingranare

Dopo un inizio fortemente condizionato dalla necessità di non compromettere l'immagine dell'Italia come alleato affidabile e, soprattutto, dagli obbligatori interventi per mettere qualche pezza sui disastri combinati in undici anni di governi cattocomunisti da Monti a Draghi compresi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2, il Governo comincia a darci qualche soddisfazione.

La Meloni, in una occasione istituzionale in parlamento, ha replicato con successo alle pretese cattocomuniste, confermando che l'Italia non ricorrerà al Mes, che non è in previsione il salario minimo e che si comincerà il percorso per ridurre le tasse.

Con un voto in Senato, di cui ho parlato ieri, la maggioranza di Governo ha bocciato l'ennesima direttiva europea che porterebbe a compromettere il nucleo di base della nostra Società, cioè la Famiglia che non può che essere composta da un Uomo e da una Donna e dalla loro prole, che vuole un Padre ed una Madre.

Come, poi, scrive oggi La Verità, il Governo si prepara a fare le barricate contro la perversa decisione del parlamento europeo a maggioranza cattocomunista, di imporre costosissimi lavori ai proprietari delle case.

Proprio su questo tema assistiamo alle surreali dichiarazioni dei parlamentari del pci/pds/ds/pd che, per giustificare il voto favorevole ad una tale bestialità, cercano di far passare il messaggio che una casa "più verde" consenta il risparmio in bolletta.

Sì, spendere sessantamila euro per risparmiarne cinquecento: molto intelligente, adesso si capisce perchè abbiamo un debito pubblico così pesante.

Tra l'altro i lavori verrebbero imposti per una fisima non giustificata e, cioè, la sostituzione del combustibile fossile con quello elettrico nei ventisette stati dell'Unione del Male, quando tutto il resto del mondo continuerebbe allegramente a bruciarlo.

Nel frattempo si è aperto il congresso della cgil con una serie di perle inanellate da Landini.

Non capisco come in quel sindacato possano tenere uno come lui a segretario generale che, poverino, proprio non ci arriva a capire di dire delle emerite sciocchezze.

Come quella sulla delega fiscale.

Prima ammette che la Destra ha vinto le elezioni e quindi è legittimata a governare, poi però chiede che venga ritirata la delega fiscale perchè non è stata discussa con i sindacati, come a dire: anche se avete vinto le elezioni, noi abbiamo un diritto di veto.

E perchè mai ?

Forse che gli iscritti alla Trimurti non hanno espresso il loro voto, scegliendo già chi deve rappresentarli ?

Perchè dovrebbe essere dato loro un secondo voto rispetto agli altri cittadini elettori ?

La cgil pensi piuttosto ai contratti, a trattare con le associazioni aziendale e con le aziende nei contratti di secondo livello.

Quello è il suo compito, non partecipare alla stesura dell'indirizzo politico ed economico per il quale abbiamo già votato per eleggere chi ci rappresenterà per cinque anni, lo scorso 25 settembre.

15 marzo 2023

Le mani dell'europa sulle nostre case

Con la complicità dei parlamentari europei di sinistra, il parlamento europeo ha votato a maggioranza la disposizione che vorrebbe obbligare ad interventi molto onerosi, economicamente, per "adeguare" gli edifici a criteri opinabili di risparmio energetico.

Lasciando da parte ogni ulteriore considerazione sulla bufala del cambiamento climatico causato dall'Uomo (all'uopo suggerisco la lettura del volume "Dialoghi sul clima" edito da Rubettino che contiene gli interventi di una ventina di scienziati che dimostrano quanto sia fasulla tale impostazione) i parlamentari europei pretenderebbero che in dieci anni i privati cittadini Italiani spendessero migliaia di euro per interventi edilizi.

E senza alcuna normativa che preveda contributi che, peraltro, sarebbero frutto delle nostre stesse tasse, in pratica una partita di giro, sempre meglio che pagare le tasse senza ricevere nulla in cambio, ma si tratterebbe pur sempre di soldi nostri, che vengono sottratti dai nostri redditi e risparmi.

Non ho ben capito la sanzione, ma sembra che sia un divieto alla compravendita dell'immobile che dal 2033 non fosse "a regola", cosa che porterebbe alla svalutazione, sin da ora, del patrimonio degli Italiani che, quindi, o pagano subito per gli interventi o pagheranno nel momento in cui avranno la necessità di vendere l'immobile.

La Verità pubblica oggi i nomi dei parlamentari eletti in Italia che si sono prestati a tale manovra, contro l'interesse stesso di chi li ha votati (vedi immagine).

Chiunque abbia un minimo di coscienza e almeno una cellulina grigia in funzione, capisce quanto l'Unione del Male sia ostile all'Italia.

Dalla pretesa di trasformarci in discarica per i clandestini che arrivano, fino alla imposizione di direttive che vorrebbero modificare sostanzialmente il nostro modello di vita.

Sempre ieri il Senato ha bocciato una assurda direttiva che avrebbe voluto introdurre il "certificato di filiazione", cioè, surrettiziamente, accontentare la potente lobby omosessuale che, visto due uomini o due donne tra di loro non possono fare figli, non possono per Natura, non per legge di uno stato!, con un tratto di penna punta ad aggirare l'ostacolo dichiarando figlio di una coppia che non può avere un figlio, il figlio di uno solo di essi procreato con tecniche di fecondazioni che coinvolgono una terza persona, ovviamente di sesso opposto, estranea al "rapporto" (absiti iniuria verbis) dei due omosessuali.

Questo risultato è la conseguenza benefica di votare per il parlamento nazionale e votare bene.

Anche se si considerano la Meloni, Salvini, Berlusconi e i loro partiti troppo appiattiti sulla Nato, troppo molli nell'affrontare l'invasione dei clandestini, troppo lenti nell'abbassare le tasse, resta il fatto che quando si arriva al dunque, la differenza con la sinistra c'è e si vede.

E votare, quindi, conta.

Conta in europa dove la presenza dei parlamentari del Centro Destra consente di lasciare aperto uno spiraglio per l'affossamento della normativa sulla casa come stanno facendo per quello sull'automobile elettrica e conta in Italia visto che le direttive devono essere recepite nel nostro ordinamento con un voto del nostro parlamento.

28 febbraio 2023

Le mani dell'Europa sull'Italia e sui beni degli Italiani

L'Italia ha in corso 88 procedure di infrazione europee.

Sembra però che l'unica che interessi Mattarella e smuova la burocrazia di Bruxelles sia il rinvio al 2024 della messa a gara delle concessioni balneari.

Siamo arrivati al punto in cui colui che dovrebbe "rappresentare l'unità nazionale", quindi tutelare e garantire i cittadini Italiani, chiede al Governo di abbandonare la difesa dei cittadini Italiani titolari di una concessione balneare, per metterli in competizione (novelli Davide contro Golia) con le multinazionali del turismo, tutte in mani straniere e con sede all'estero dove pagano la maggior parte delle loro tasse.

Un bel modo per "rappresentare l'unità nazionale", non c'è che dire.

Ma la vicenda (eclatante) dei balneari è solo l'ultima di una serie di attacchi all'Italia ed al patrimonio degli Italiani che è scientemente portato avanti dall'Unione del Male con la regia di Parigi e Berlino e la complicità di tutti i cattocomunisti sia del pci/pds/ds/pd, che dei grillini che del cosiddetto terzo polo calendanrenziano.

Le direttive "verdi" su case (con scadenza 2030) ed automobili (scadenza 2035), la richiesta di revisione del catasto (altro attacco alla casa di proprietà degli Italiani), la pretesa di approvare il mes (l'ennesimo cappio al collo degli Italiani), le capziose politiche di limitazione del debito e sugli aiuti di stato, le etichette contro i prodotti alimentari italiani (formaggi, vini, salumi) per favorire cibi sintetici e le schifezze a base di insetti, fino ad arrivare al tentativo, in corso da anni, di espropriare l'intero territorio italiano favorendo l'invasione dei clandestini e la sostituzione etnica degli Italiani con africani, asiatici e sudamericani.

Chiunque abbia un minimo di celluline grigie funzionanti, capirebbe che l'Italia vista da Bruxelles, dalla burocrazia europea e dalle consorterie che guidano da Davos i destini del mondo, vogliono stroncare il modello italiano, per evitare che, in clima di diffusione globale delle informazioni, possa attecchire in altre nazioni.

Perchè quello che a Berlino come a Parigi e a Davos non possono tollerare è che un Popolo, una Nazione possa vivere bene, in salute, divertendosi e avendo persino delle proprietà come la casa o l'automobile.

Non sia mai che un popolo possa capire che si può vivere bene senza genuflettersi davanti ad un sinedrio di privilegiati che si credono uniti dal Signore e, in quanto tali, disdegnano il voto popolare e vorrebbero comandare senza sottoporsi al giudizio dei cittadini elettori, calpestando leggi e democrazia.

Per ottenere tale risultato mandano avanti quelli che mettono la faccia per eseguire le direttive ricevute e il loro compito, in questo momento, è stroncare l'Italia, pericolosamente (per loro) governata dal Centro Destra e che potrebbe, in quanto una delle tre più grandi nazioni dell'unione, essere polo di attrazione per una rivolta contro il sinedrio che porta solo miseria, povertà e guerre con le quali può controllare i popoli incutendo terrore e minacce.

Gli Inglesi lo hanno capito da qualche anno e ne sono usciti, diventando nuovamente padroni delle loro vite, delle loro terre e dei loro beni.

Non è mai troppo tardi neanche per noi Italiani.

 

11 febbraio 2023

Casa, il nuovo fronte della perversione globalista

Mentre molti sono distratti da Sanremo (e tanti, troppi, si lasciano passivamente violentare quel che rimane del loro cervello dall'odio propagandato anche con il nostro canone) prosegue l'offensiva globalista incarnata dall'Unione del Male.

La nuova frontiera, dopo aver provato (con successo) a coartare la più elementare libertà individuale con i confinamenti e la messa a disposizione di massa del proprio corpo per gli esperimenti scientifici, è la casa.

Israele, quando vuole punire in modo esemplare il terrorismo palestinese, distrugge le abitazioni di famiglia dei terroristi.

L'Unione del Male, più subdolamente, ipocritamente e vigliaccamente, prova a sfilarle dalla proprietà individuale per immetterle in fondi immobiliari, gestiti dai soliti quattro caporioni del peggior capitalismo finto buonista.

Proprio questa mattina, nella trasmissione marchetta del gr1 intitolata "Caffè Europa" (ore 7,30 circa di ogni sabato) hanno dato la parola al proponente il provvedimento sul cosiddetto efficientamento energetico ed ecologico delle case.

Il provvedimento che, nelle intenzioni del proponente, vorrebbe elevare fino alla classe D gli edifici entro dieci anni.

Ovviamente con una spesa ingente da parte dei proprietari e con sanzioni non ben definite ma che, al momento, sembra nel divieto di compravendita.

La trasmissione ha dato atto dell'opposizione di numerosi stati dell'est e del sud Europa ma, soprattutto, forse involontariamente, ha confessato che le difficoltà per l'Italia derivano da una parcellizzazione del patrimonio immobiliare, differentemente da molti stati del nord Europa in cui i complessi abitativi più grandi sono tutti gestiti da fondi immobiliari.

Non hanno avuto il coraggio di dire che la casa è un bene che, storicamente, è primario per l'Italiano che, infatti, abita in casa di proprietà per l'80% del casi.

La casa, il focolare domestico, è un luogo di intimità assoluta, una spazio privato, esclusivo che, infatti, se violato legittima, persino per la permissiva e troppo favorevole ai criminali, legge italiana, la reazione violenta del cittadino offeso.

Gli Israeliani abbattono le case di famiglia, ma dei terroristi, l'Unione del Male vorrebbe sottrarre alla piena proprietà dei legittimi titolari, con leggi cosiddette "verdi", la casa ai cittadini onesti.

E' da denunciare come i rappresentanti italiani della sinistra cattocomunista abbiano votato a favore (due del pci/pds/ds/pd e uno dell'alleanza verdi e sinistra di Bonelli e Fratoianni) e uno (renziancalendiano) si sia astenuto, come risulta dalla colonna che riproduciamo di una tabella pubblicata ieri ne La Verità.

E' da esprimere soddisfazione per la compattezza del Centro Destra Italiano che si è espresso in modo compatto contro il provvedimento espropriativo.

La perversione globalista, quella dell'obbligatorietà vaccinale, della sospensione dei diritti di libertà, della guerra in Ucraina, del cosiddetto "gender fluid", del controllo asfissiante della vita dei cittadini anche attraverso l'abolizione dei contanti, del dirigismo economico con i prestiti condizionati e l'aumento dei tassi che uccidono le imprese, ora prova a raggiungere un nuovo obiettivo: la casa degli Italiani.

Se l'Europa è quella, la strada obbligata è uscirne al più presto.



16 gennaio 2023

La mani dell'Unione sui nostri risparmi

Anche se "la repubblica tutela e incoraggia il risparmio in tutte le sue forme", sembra che questa parte della "costituzione più bella del mondo, nata dalla resistenza antifascista bla ... bla ... bla ..." sia totalmente sconosciuta ai cattocomunisti.

In undici anni (da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2) hanno fatto lievitare il debito pubblico di quasi mille miliardi, hanno infarcito di tasse ogni operazione finanziaria che portasse al risparmio (tasse sulle transazioni, tasse sui conti correnti, tasse sui guadagni di borsa, tasse anche solo per tenere depositati e fermi dei titoli obbligazionari ed azionari), hanno venerato Imu e Tari e, soprattutto, vorrebbero totale genuflessione verso l'Unione del Male che continua a chiedere più tasse sulle case, riforma del catasto per aumentare il gettito dalle case di proprietà degli Italiani, l'adesione al Mes che è un ennesimo cappio al collo in quanto debito, autorizza etichette diffamanti verso i prodotti Italiani come il Parmigiano ed il Vino per lanciare "prelibatezze" a base di scarafaggi e grilli.

Fino ad allungare le mani sulle nostre case, rendendo talmente oneroso possederne una, da spingere alla vendita presumibilmente a grandi società multinazionali, use a speculare su case e terreni.

L'ultima, dietro il paravento falso e bugiardo della politica "verde", è la volontà di imporre lavori su tutte le abitazioni per portarle alle categorie superiori per quella grandissima bufala che è l'efficientamento ecologico.

Sostengono che bisogna risparmiare sul gas e, quindi, bisogna spendere nelle ristrutturazioni.

Un ragionamento che solo dei babbei possono accettare.

Noi Italiani potremmo procedere con una resistenza passiva, semplicemente non eseguendo i lavori, ma ancor meglio sarebbe se i partiti di Governo, che già si sono espressi contro tali obblighi, dessero seguito alla totale opposizione ad un simile salasso.

E, per tagliare la testa al toro, così da impedire le reiterate azioni predatorie contro i nostri risparmi, suggerirei di prendere in seria considerazione l'uscita dall'Unione del Male, per ristabilire la primazia assoluta dell'Italia in ordine a tutto ciò che concerne la vita, le leggi, i risparmi degli Italiani.


10 marzo 2022

Ogni tassa sulla casa è illegittima

La "nuova" frontiera della tassazione è sulla casa e non credo alla parola di un Draghi che nessuno pagherà di più.

Ogni sua dichiarazione è fuorviante.

Dalla "non ti vaccini, prendi il covid, muori e fai morire" alla millantata immunità dopo la puntura ("la certezza di essere tra persona che non contagiano") è un continuo.

Al punto che persino i suoi sodali capi di stato, avendone compreso l'imbarazzante pochezza, lo escludono dai vertici decisionali per lasciargli spazio solo per berciare contro la Russia e Putin: vai avanti tu che a me vien da ridere.

Che, quindi, Draghi dica che nessuno pagherà di più, non interessa nessuno, perchè a credergli sono solo quelli che hanno venduto il proprio cervello alle veline dei telegiornali.

Del resto il dibattito sul catasto e il relativo aumento degli estimi è fuorviante.

E' giusto adeguare (e predisporre un meccanismo per adeguare nel tempo) il valore legale degli immobili a quello che è il valore di Mercato.

Il punto è che OGNI TASSA sulla casa, che sia la prima, la seconda, la decima o la centesima, è ILLEGITTIMA !

La casa, infatti, non dà reddito e se un immobile vale 100, non è che ogni anno il proprietario incassi 100 sul quale imporre una tassazione.

Al contrario, la proprietà di un immobile è un costo continuo per la manutenzione necessaria a conservarne ed aumentarne il valore.

Il reddito lo si ha (e infatti viene giustamente tassato) se quell'immobile fosse concesso in locazione e quindi il corrispettivo entra a far parte del reddito del proprietario e viene equamente tassato.

Il valore legale di un immobile corrispondente al valore reale di Mercato deve servire a determinare l'equo corrispettivo per la locazione di quell'immobile, non per appioppare una tassa senza che chi vi fosse assoggettato avesse preventivamente incassato il relativo importo.

O, anche, serve a dare un indice di riferimento per chi vuole acquistare un immobile, per parametrare le sue esigenze e le sue aspettative.

Ma, in nessun modo, la semplice proprietà di una casa può e deve essere assoggettata a tassazione, pagando già il proprietario ogni sorta di imposta necessaria alla funzionalità dell'immobile (dalle utenze, alle tasse necessarie per la viabilità, rifiuti, sicurezza etc.).

Chi vuole aumentare gli estimi catastali è perchè vuole avere a disposizione i nostri soldi per sperperarli in assistenzialismo clientelare (e infatti ad essere favorevoli sono gli assistenzialisti cattocomunisti e grillini) oppure, in un disegno più ampio, vuole impoverire gli Italiani (proprietari all'80% almeno della propria casa di abitazione) per impedire loro di essere liberi di occuparsi delle vicende pubbliche, obbligandoli ad ascoltare solo i megafoni di regime della veline propinate dai telegiornali.

La tassa sulla casa, con qualunque parametro, è una aberrazione e deve essere eliminata.

Non c'è altro da dire, non esiste compromesso.


10 dicembre 2021

Prosegue l'assedio alle case degli Italiani

Dopo l'aumento degli estimi catastali che Draghi ha imposto eseguendo gli ordini dell'Unione del Male, la stessa unione scende direttamente in campo, come anticipa il Messaggero, elaborando una direttiva che proibirebbe la vendita di case se non hanno una classificazione energetica positiva (minimo C dal 2033).

E' un provvedimento che penalizza enormemente soprattutto noi Italiani, titolari del maggior patrimonio immobiliare privato (l'85% degli Italiani è proprietario di almeno una casa) con edifici anche secolari, frutto di eredità e patrimonio di famiglia.

E' da tempo che l'Unione del Male, per favorire le grandi multinazionali dell'immobile (e non solo), sta cercando di sottrarci le nostre case.

Monti, sempre in esecuzione degli ordini di Bruxelles, reintrodusse l'Imu che il Centro Destra al governo con Berlusconi aveva cancellato e adesso con Draghi si sono poste le basi per un aumento della stessa Imu sugli immobili a causa dell'aumento del valore catastale degli stessi, definito con un tratto di penna nonostante il voto contrario delle commissioni parlamentari.

Ancora prima Prodi, nel 1996, aveva imposto una rivalutazione del 5% ai fini fiscali sempre sul medesimo valore, che continuiamo a pagare non essendo mai stata abolita.

E' una costante, quindi, che l'Unione del Male dispone e la sinistra cattocomunista italiana esegue i provvedimenti per sottrarre la casa agli Italiani.

L'assedio dunque continua con la scusa della politica "verde", un'altra bufala finalizzata ad arricchire grandi multinazionali a spese dei singoli cittadini che si trovano a dover eseguire opere e pagare ditte e artigiani.

E non sia una giustificazione la legge con la quale lo stato provvede alla detrazione del 110%, perchè la complessità e la farraginosità del provvedimento, con circolari interpretative emanate dopo mesi, rischiano di provocare ingenti richieste di restituzione da parte della Agenzia delle Entrate qualora, per un cavillo, non ritenesse completi gli elementi necessari a beneficiare della detrazione.

Oltre al fatto che, comunque, noi cittadini ci dobbiamo arrabattare tra amministratori, ditte, preventive, dichiarazioni, studi preventivi, invece di goderci in tranquillità il nostro Bene.

Sono anche da respingere certe interpretazioni, ascoltate nei giornali radio, con le quali si afferma che sarà difficile vendere gli appartamenti "per chi non è in regola".

Sono le classiche veline governative, perchè ormai la gran parte del patrimonio edilizio è in regola, ma, certo, se cambiano le carte in tavola e cambiano le leggi, è facile mettere fuorilegge qualsiasi cosa.

Come nell'Era Feudale quando il principe imponeva con un bando qualcosa che prima non c'era, cambiando le cose sopra la testa dei sudditi.

Nel corso degli anni abbiamo purtroppo assistito ad interventi su edifici costruiti perfettamente a norma, perchè sono stati aggiunti provvedimenti sulla messa a terra dell'elettricità, sulla sicurezza dalla fuga di gas, sull'obbligo di alzare corrimani e ringhiere, sull'obbligo di riunire tutto in una unica antenna condominiale per "questioni di paesaggio", il tutto a spese dei singoli cittadini.

Per non dire della creazione artificiale di necessità "convenienti", finchè, una volta in possesso di tutti, non perdevano ogni convenienza.

Ricordate "il metano ci dà una mano" ?

E tutti a rifare le caldaie per adattarle al nuovo carburante meraviglioso e a costo ridicolo.

Quando quasi tutti ebbero rinnovato la caldaia, ecco l'aumento del gas, ai livelli che purtroppo ben conosciamo e così spunta la nuova "bazza": la caldaia a condensazione.

Vedrete che, quando tutti l'avremo, anche quella non avrà più alcuna convenienza e spunterà qualche nuova necessità conveniente.

Tutte disposizioni che, uno stato serio, avrebbe imposto solo sugli edifici di nuova edificazione, non su quelli vecchi, a meno di imporne l'abbattimento e la ricostruzione con i nuovi criteri di sicurezza, ma ovviamente con spese interamente a carico dello stato che si sarebbe anche dovuto accollare i costi della provvisoria sistemazione in altre abitazioni adeguate dei proprietari degli edifici da ricostruire.

L'alternativa sarebbe sempre un obbligo in capo allo stato di provvedere con propri appalti e a proprie spese all'adeguamento degli edifici, perchè nessun esborso dovrebbe essere imposto ai cittadini per soddisfare paturnie personali di qualche parlamentare ispirato da multinazionali del settore.

Se la ipotizzata direttiva dell'Unione del Male dovesse essere approvata, sarebbe una ulteriore aggressione al patrimonio degli Italiani, finalizzata ad espropriarci delle case, per renderci sempre più poveri, sottomessi e sudditi.

Per far cessare l'assedio al nostro Benessere, abbiamo una sola strada: seguire il Regno Unito e uscire quanto prima dall'Unione del Male.

07 ottobre 2021

L'ambigua e inaffidabile parola di Draghi

I nodi stanno venendo al pettine ed è ottima la posizione di Salvini che sta mettendo con le spalle al muro Draghi e il governo, estorcendo promesse (che non saranno mantenute: non mi fido di Draghi) ma anche, straparlate del non più taciturno Draghi, che svela inconsapevolmente quello che rimaneva nascosto nelle condizioni imposte dall'Unione del Male per il prestito cravattaro cui l'Italia di Conte e Draghi ha avuto accesso.

Il tema è sempre quello: le tasse, le imposte, il fisco.

Draghi e i suoi sono alla sempiterna ricerca di una mucca da mungere e, stante il reddito fermo degli Italiani, non trovano di meglio che mettere le mani sui nostri risparmi e sulle nostre case, anche quando negano di volerlo fare.

Del resto Goria, fino al giorno prima, a metà degli anni ottanta, aveva giurato e spergiurato che non avrebbe messo una tassa sui titoli di stato, poi quella tassa la mise proprio lui.

Amato (veggasi prima pagina d'epoca) nel 1992 giurava e spergiurava che non avrebbe messo le mani nei conti correnti degli Italiani, poi, "una notte buia e tempestosa", vi è entrato furtivamente sottraendo lo 0,6 per mille del saldo.

Oggi Draghi giura e spergiura che non tocca le case degli Italiani e che non metterà nuove tasse.

Considerando che chi comanda nell'Unione del Male vede di cattivo occhio il sistema di vita degli Italiani, il nostro elevato tenore di vita, il benessere e la proprietà delle case di abitazione (80% degli Italiani sono proprietari almeno di una abitazione) e la propensione al risparmio, dubitiamo che le parole di Draghi, che ben conosce i suoi referenti, siano da prendere come oro colato.

Tanto più che sono ambigue.

Non imporre nuove tasse, non significa non aumentare quelle esistenti.

Io posso non imporre alcuna nuova tassa, nè aumentare la percentuale di prelievo, ma modificando il valore sul quale quella percentuale insiste, aumento il prelievo.

Se, oggi, la casa è valutata 100 e tassata per 1%, pago 1.

Ma se domani la casa viene valutata 200, quell'1% comporta una sottrazione di 2.

Non hanno aumentato le tasse, ma mi sottraggono più soldi per un bene che non produce alcun reddito e che neanche dovrebbe contemplare la benchè minima tassazione, visto che tutti gli oneri, i benefici, l'urbanistica sono già pagati a parte con tasse di scopo (come le utenze) o generali (come le strade).

Ma l'ambiguità, che diventa inaffidabilità, della parola di Draghi emerge ancor di più quando afferma che lui non segue il ciclo elettorale (per forza: non si presenta al voto degli Italiani !) ma il pnrr e le condizioni imposte dall'Unione del Male, tra le quali c'è la revisione del catasto.

Quindi, sotto la foglia di fico del "lo vuole il cravattaro di Bruxelles", la tassa è servita.

E il suo stesso ministro dell'economia, Franco, ammette che la revisione metterà a disposizione un catasto riordinato e che dal 2026 potrà essere utilizzato da chi vorrà.

Il 2026 è SOLO fra cinque anni.

Contrariamente, poi, alle affermazioni di Draghi secondo il quale nessuno pagherà di più e nessuno di meno, una sottosegretaria afferma invece che qualcuno pagherà di meno e qualcuno di più.

Sono pronto a scommettere che compensando il meno con il più, sarà nettamente prevalente il denaro che verrà sottratto complessivamente dalle nostre tasche per sperperarlo in reddito di cittadinanza e accoglienza dei clandestini.

Se Draghi volesse realmente mettere soldi nelle tasche degli Italiani, come disse una volta, non deve creare cortine fumogene, basterebbe ridurre di uno, due, tre punti tutte le aliquote irpef o, meglio ancora, dovrebbe togliere ogni tassazione ed ogni inclusione della casa nel reddito individuale.

Perchè se anche, fino al 2026 come sostiene Franco, la revisione del catasto non influirà sull'irpef, può invece influire sul calcolo del reddito individuale ai fini dell'isee e di tutto ciò che ne consegue, dall'ammissione dei figli all'asilo, al pagamento del ticket sanitario ed a tutta un'altra serie di sostegni che si basano sul reddito individuale.

Del resto, perchè l'Unione del Male vuole fare una revisione del catasto e Draghi fa acquiescenza alla sua imposizione ?

Non certo per ridurre il peso fiscale sugli Italiani, semmai il contrario.

Quindi ogni affermazione che tende a negare la realtà è come minimo ambigua, più spesso inaffidabile.

Come le parole che spesero ai loro tempi Goria ed Amato.

30 settembre 2021

Un gesuita a palazzo Chigi

A me Draghi non è mai piaciuto.

Non mi piacciono quelli su cui vengono riversate tonnellate di guano e di insulti e altrettante di sperticati elogi, ma non fanno una piega.

Preferisco nettamente politici veraci, che sbraitano, che diventano paonazzi mentre si accalorano per le loro idee, anche se sboccati.

Draghi no, Draghi l'unica volta ripreso senza maschera fu quando quella ragazza greca saltò sulla sua scrivania per lanciargli dei coriandoli.

Ben sapendo di essere in forte difetto (eufemismo) verso la Grecia massacrata, Draghi apparve per un momento terrorizzato, la barriera difensiva della scorta si era squagliata e se non fossero stati solo coriandoli ?

Per questo non mi piace il suo modo di parlare e non credo alle sue parole, soprattutto quando parla di tasse.

Ieri ha annunciato che non tasserà ... la prima casa.

E le altre ? Che ugualmente non portano reddito ma solo costi ?

E poi, magari Draghi non tasserà la prima casa, ma se pone le premesse perchè arrivi un altro Draghi o un altro Monti ?

Rivedere gli estimi comporta necessariamente una modifica dei conteggi, perchè vengono modificati i parametri.

Come può quindi dire che "nessuno pagherà di più"?

Non lo può dire.

Magari metterà un limite con una clausola di salvaguardia facilmente rimuovibile appena i cattocomunisti avessero bisogno di nuovo denaro, ma solo per la prima casa, così la rapina verrà da subito perpetrata sulla seconda.

E come può dire "nessuno pagherà di meno" ?

Cioè la revisione degli estimi serve solo ad aumentare le tasse sugli Italiani.

Perchè volendo, trattandosi di parametri da impostare a tavolino, Draghi potrebbe rivedere sì gli estimi, ma applicando dei parametri che portino ad una diminuzione dell'imposizione fiscale.

Perchè, è bene ripeterlo, la casa, che sia la prima, la seconda, la decima o la centesima, non produce reddito.

A meno che uno non la dia in locazione o affitto e allora ad essere (giustamente) tassato è il reddito derivante dalla locazione, ma mai la casa per il solo fatto di possederla.

Spendano di meno per il verde, per ossequiare la furbettina di Svezia, per accogliere i clandestini, per mantenere giovani sfaticati, così non avranno bisogno di ricercare affannosamente il modo per sottrarci denaro.

Le parole di Draghi sono ambigue come la maschera che indossa quotidianamente.

Le sue sono parole di un gesuita, che si pronunciano con riserva mentale e si lasciano la scappatoia pronta e forse è per questo che va tanto d'accordo con un altro gesuita che risiede a Roma, Bergoglio.

07 dicembre 2011

Gli artigli dello stato sulla casa

Il presente commento me lo ha ispirato Monti che a Porta a porta ha affermato che la tassa sulla casa è giusta perché le abitazioni costano al pubblico.
Non è vero.
Anche una tale affermazione, come tutta la sceneggiata di ieri sera da Bruno Vespa, appartiene alla categoria dell’informazione ad usum stultorum.
Monti si presenta e parla bene, educato, chiaro, non alza la voce, usa una terminologia appropriata e in tal modo cerca di far passare un messaggio, il SUO messaggio, che proietta terrore (la catastrofe evitata da Superman che arriva appena in tempo) e giustifica le sue azioni attraverso motivazioni che della verità hanno solo la vernice superficiale.
La casa, infatti, non produce alcun reddito.
Non ne produce una quando è solo di abitazione, non ne producono due quando una è di abitazione principale e l’altra per le vacanze, non ne producono cento.
La casa produce reddito se viene data in locazione, e quel reddito viene (abbondantemente) tassato, tanto da non coprire, spesso, i costi che gravano sulla proprietà.
Ma Monti afferma che le abitazioni comportano un costo per il pubblico.
Quale ?
Le utenze sono pagate (salate) dai residenti.
Le bollette di gas, luce, acqua, rifiuti, fognature (consorzi) sono nei nostri cassetti a dimostrare quanto il costo per tale servizi essenziali, gravi esclusivamente su proprietari e inquilini.
Spesso anche ben oltre il dovuto, visto che la bolletta della luce è appesantita anche dal recupero delle agevolazioni fiscali che vengono concesse per le “energie rinnovabili” o per il “risparmio energetico”, altra bufala ecoambientalista posta a carico della collettività per consentire a pochi di sviluppare un business di nicchia.
Monti pensa alle strade ?
Ma per cosa paghiamo Irpef e addizionali comunali e regionali se non per finanziare stato, regioni e comuni perché assolvano ai loro compiti tra i quali ci sono proprio i servizi di manutenzione delle strade ?
Non penseranno di utilizzare i nostri soldi per pagare le prestazioni di nani e ballerine in occasione dell’ultimo dell’anno o di Ferragosto o delle varie “estati” dell’effimero ?
Quali sono, allora, i costi del pubblico per le case private che non siano già abbondantemente pagati dai cittadini ?
Per dirla con una terminologia cui Monti è avvezzo: le tasse sulla casa (prima, seconda, centesima che sia) non hanno causa, perché manca il sottostante.
Se poi consideriamo che la casa è considerata fonte di reddito oltre all’ici/imu, evidenziamo che i proprietari pagano salato tale loro qualità.
In cambio di nulla.
Eppure per anni e anni ci hanno raccontato che la casa era un diritto, un bene essenziale, cosa intuitiva se non vogliamo tornare a vivere nelle caverne dove, forse, i vari Monti di questo governo vorrebbero farci tornare, soprattutto se si ostinano a voler riempire la vasca senza prima tappare lo scarico, cioè senza prima chiudere i rubinetti della spesa che alimentano il debito pubblico.

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10 ottobre 2011

Tagliare le avide mani stataliste

L’amica Nessie  con un chiarissimo intervento  , ha denunciato una infame tentazione che circolerebbe negli ambienti dei saccenti dell’economia: un’ipoteca forzosa sulle case degli Italiani per garantire nuovi prestiti.
Durante il fine settimana avevo letto tale sconcezza che avevo riposto tra le boutade, le amenità di gente senza cervello.
Non credo che una iniziativa così immonda possa vedere la luce, perché qualificherebbe (e certamente non in termini positivi) il livello morale, intellettuale e giuridico di chi la sostenesse.
Ciononostante è bene prevenire ogni tentazione con una adeguata informativa “di sbarramento” e quindi accolgo l’invito di Nessie  a non limitarmi a linkare il suo post.
La balzana idea di una ipoteca ai danni delle proprietà immobiliari degli Italiani deriva presumibilmente da quello che è il dato economico a noi più favorevole: il nostro scarso indebitamento privato, assolutamente marginale rispetto a quello di Stati Uniti, Gran Bretagna e delle altre grandi nazioni nostre competitrici.
Evidentemente qualcuno vuole mettere le sue avide mani su tale ricchezza e non ha trovato di meglio che pensare ad una ipoteca a garanzia di un prestito per toglierci quello che, spesso con grande sacrifici e rinunce, abbiamo ottenuto.
Giuridicamente è una “boiata pazzesca” visto che in Italia le ipoteche sono di tre tipi:
volontarie (e credo che nessuno mai acconsentirebbe, neppure i coatti del'antiberlusconismo) ,
giudiziali (e se uno non ha debiti, non vi è alcun titolo per l’iscrizione)
legali (che seguono un determinato evento, in genere a garanzia di pagamenti dovuti allo stato – successioni, tasse – ma se uno non ha debiti neppure verso lo stato questo non ha titolo per iscrivere ipoteca in automatismo).
Certo, con un tratto di penna una maggioranza di somari potrebbe imporre qualsiasi legge, ma una aberrazione del genere legittimerebbe qualunque tipo di reazione e credo che si possano criticare i nostri parlamentari nel modo più duro, ma somari non sono.
Del resto perché ipotecare i beni privati quando l’Italia ha un patrimonio (immobiliare e mobiliare) valutato pari al debito pubblico esistente?
Il problema è un altro.
Se non si chiudono i rubinetti della spesa, i soldi che verranno rappattumati con i tipici metodi da gabellieri, saranno racimolati invano.
Piaccia o non piaccia quella è l’unica vera azione che potrà rendere produttivi i sacrifici cui saremo sottoposti.
Chiudere i rubinetti della spesa aumentando l’età pensionabile a 65 anni da subito, per tutti e abolendo il sistema retributivo per applicare integralmente il contributivo.
Privatizzare sanità, scuola e tutto ciò che vede lo stato non in posizione da terzo garante ma di concorrente attivo.
Vendere le partecipazioni dello stato e, in primis, vendere e privatizzare integralmente la Rai (benefici: un congruo incasso e l’abolizione dell’odioso canone).
Vendere gli immobili dello stato fino all’abbattimento di almeno il 50% del debito pubblico.
Obbligo di pareggio di bilancio e cessazione di ogni sperpero clientelare, fondando anche tale azione su un federalismo pieno.
Se proprio vogliono, si ipotechino le case dei politici e dei funzionari pubblici, a garanzia dei loro errori.


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28 dicembre 2010

Non vivono senza provare a metterci le mani in tasca

Questa mattina ho letto nella cronaca di Bologna de Il Resto del Carlino, un allucinante articolo che (mi auguro travisandolo) riporta il “pensiero” di un sindacalista triplicista.
Cosa propone quel signore ?
Una “tassa di scopo” sugli immobili per ripianare il debito pubblico e non ridurre la offerta dei servizi.
E’ evidente che il signore in questione non si è reso conto, con tale “proposta”, di voler perpetuare la mala amministrazione di bilancio che ci ha condotto a dover tagliare le spese.
Ma andiamo con ordine.
“Tassa di scopo”
E’ il nuovo nome con il quale a sinistra hanno battezzato le vecchie “una tantum”.
Quando c’era bisogno di soldi per qualche spesa, ecco che si inventavano la “una tantum”.
L’ultima fu quella prodiana sull’europa (o sulla salute ?).
“Sugli immobili”
Non sono passati neanche tre anni dalla abolizione (peraltro solo parziale e solo per le prime case) di una imposta odiosa (quanto il canone tv e il bollo auto) come l’ici, che qualche anima bella vorrebbe ripristinarla sotto altra forma.
E questo mi porta a ringraziare, ancora di più, quel pugno di deputati rinsaviti che hanno permesso al Governo Berlusconi di conservare la fiducia parlamentare, perchè finchè ci sarà Berlusconi, la casa non si tocca !
Ora, tornando a noi, poichè le seconde case e quelle di “lusso” sono ancora oppresse dalla gabella chiamata Ici, è ragionevole pensare che la “tassa di scopo”, l’una tantum, sia pensata non per tali immobili (sui quali gli oneri diverrebbero insopportabili e ancor più illegittimi) ma per le prime case.
Come se solo i “ricchi” avessero la proprietà della loro casa.
Magari, poi, per aiutare i proprietari senza un reddito insufficiente cosa si inventeranno se non un’altra bella una tantum, pardòn “tassa di scopo”, magari sull’auto o sul possesso dei televisori ?
”Ripianare il bilancio”
E’ un sistema destinato al fallimento quello di credere di ripianare il bilancio senza tagliare le spese ma solo aumentando le entrate.
Perchè diventa un circolo vizioso in cui le spese, necessariamente, saranno sempre più alte e il fabbisogno sempre maggiore, con la necessità di spremere sempre più i cittadini.
L’unico sistema sano, invece, è di ridurre le imposte ad un livello accettabile e spendere quel che si ha, non quel che non si ha, facendo pagare i servizi a chi li usa, al prezzo di costo, e non all’intera popolazione, anche chi non ne usufruisce, ad un prezzo “politico” solo per farsi belli (con i soldi altrui).
Con buona pace dei sindacalisti, che cercano di far pagare al prossimo quel che non sono riusciti ad ottenere con la contrattazione tra le parti private, le spese vanno tagliate e se questo dovesse significare una riduzione del godimento dei servizi non potrà che essere doveroso accettarlo perchè non dura a lungo una finanza nella quale, facendo il passo più lungo della gamba, si spenda quello che non si ha, pensando che sia sempre “l’altro” a dover pagare per i propri comodi.

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07 settembre 2008

Ne' ici, ne' tassa sui servizi

Con la stesura di bozze sempre più elaborate sul Federalismo Fiscale, iniziano anche le bordate degli assistenzialisti,
di chi vive sulla produttività altrui,
di chi non si rassegna a dover essere lui stesso produttivo,
di chi non vuole rinunciare ai privilegi, ma anche
di chi, pur di ostacolare questa importante riforma – di costume, prima ancora che istituzionale – mette in giro versioni e interpretazioni abilmente manipolate
.
E se da un lato vediamo in modo bipartisan politici meridionali (Bocchino, D’alema) che difendono, come fosse “cosa loroil denaro che fino ad oggi, e ancora oggi, viene tolto al Nord per essere distribuito al Sud, dall’altro osserviamo una sottile campagna tesa a presentare la riforma federale come il grimaldello per riproporre la famigerata Ici.
Le tasse devono servire al funzionamento della cosa pubblica, al miglior vivere dei cittadini che le pagano.
Ma non devono impoverire i cittadini, quindi le patrimoniali, comunque siano presentate, sono inique e contrarie al buon costume di ogni sana amministrazione pubblica.
Le tasse devono essere una percentuale non usuraria (e i Romani consideravano come massimo non usurario la “decima” , cioè il 10% …) delle rendite, non del capitale.
Tradotto significa che una casa non può e non deve subire una tassazione in quanto bene di proprietà appartenente al patrimonio del cittadino, ma solo se produttrice di reddito reale, non quel reddito fittizio che è fornito dalle “rendite catastali” che vengono aumentate in base alle necessità di cassa del tesoro.
Se, pertanto, io locassi un appartamento, è sull’affitto che percepisco che mi si deve sottrarre un importo onesto, non su un valore fittizio di un appartamento che è di mia proprietà.
Sia esso un A3 o un A1, A8, A9 o sia il primo, il secondo, il centesimo bene immobile di mia proprietà.
Storicamente la tassazione sugli immobili (edifici e terreni) fu introdotta dal potere assoluto centrale per affermare la propria superiorità e impedire la costituzione di forme alternative – a volte contrastanti – di potere.
In sostanza nelle epoche antiche, che avevano altri concetti di democrazia, questa era rappresentata anche dal limite posto ed imposto al potere centrale dalla forza dei nobili locali che si misurava anche in funzione delle proprietà.
La tassa sugli immobili è quindi storicamente espressione di una concezione assolutista e tirannica della politica, con l’uso del fisco come strumento di persecuzione delle autonomie locali.
Tornando al nostro Federalismo Fiscale, aspettiamo di leggere la bozza finale per esprimere un reale giudizio, e verificare se, come afferma Calderoli, non esiste alcuna nuova imposizione ma solo una unificazione di più balzelli.
Non convince, però, la versione della “tassa sui servizi” o “service tax” che il governo per bocca di Berlusconi, Brunetta e Calderoli, sembra individuare come canale per finanziare gli enti locali.
Non convince (è, anzi, molto pericolosa !) perché se è un accorpamento di tasse già esistenti, è necessario che siano omogenee, cioè tasse esistenti pagate con lo stesso criterio, non, ad esempio, la tassa di registro che viene pagata solo da chi opera un trasferimento immobiliare.
Perché se accorpassero anche quella tassa, allora a me, quando non compro o vendo nulla, verrebbe comunque appioppata e, quindi, mi troverei con l’imposizione aumentata.
E, poi, cosa significa “tassa sui servizi” ?
Ho sentito parlare di acqua, luce, gas.
Ma se si intende la privata fruizione di illuminazione, riscaldamento etc., allora io devo pagare in relazione al consumo effettivo e non in base ad una cifra predeterminata, quindi non può rientrare nella “tassa sui servizi”.
Se, invece, si intendono le infrastrutture (cablaggi vari, acquedotti, tubature, inceneritori etc.) allora tutto questo è già ricompreso nell’Irpef che, per l’appunto, serve a finanziare gli oneri che l’amministrazione della cosa pubblica (locale o nazionale) si accolla per mettere a disposizione un bene ai cittadini che si sono uniti in comunità proprio per tale ragione.
Allora non serve alcuna “tassa sui servizi” perché sarebbe una duplicazione di ciò che noi paghiamo con l’irpef.
Quindi si torna al punto che l’unica riforma possibile, in linea con l’impegno di non mettere le mani nelle nostre tasche, è solo la variazione della imputazione contabile di ciò che già (abbondantemente !) paghiamo, cioè l’attribuzione agli enti locali dell’Irpef esistente, con una quota residua (sempre all’interno di ciò che già paghiamo) con destinazione Roma per le spese della macchina statale (Forze Armate, Polizia, Giustizia – dopo una profonda riforma –, politica estera).
Dal governo che ha fatto della lotta all’invadenza statalista un punto cardine della sua esistenza, mi aspetto che sia abolita totalmente l’Ici, che non sia inventata alcuna altra tassa, né patrimoniale, né sui servizi, né “di scopo”, perchè per tutto questo esiste già il gettito dell’Irpef.

27 settembre 2007

La via italiana alla giustizia

La Corte di Cassazione ha sentenziato: occupare una casa non è reato se si è in stato di necessità.
Se volessi commentare la sentenza dovrei approfondire il caso specifico e ricordare che in Italia non vige lo stare decisis anglosassone, per cui domani potremmo trovarci a commentare una sentenza che punisce rigorosamente chi avesse occupato abusivamente una casa, perché ogni giudice “interpreta” la legge (anche se, a mio parere, la legge andrebbe applicata e non interpretata e se vi sono magistrati che la interpretano o sono sbagliati loro o è sbagliata la legge).
Ma non voglio commentare la sentenza, ne prendo spunto per collegarla ad un’altra situazione che ha trovato ampia eco sui media: la protesta fiscale.
Casa e tasse.
Se la casa è un diritto, se lo stato di necessità giustifica l’occupazione di un appartamento (purchè sia vuoto e di edilizia popolare, cioè destinato alla fascia più debole della società) e se chi agisce per far valere un proprio diritto – negatogli dalle istituzioni preposte – viene legittimato dalla magistratura, perché altrettanto non dovrebbe accadere per chi, operando sul suo proprio denaro, legittimamente guadagnato, si riduce le tasse che paga allo stato ?
Soprattutto considerando che, in cambio, lo stato non fornisce quei servizi adeguati ai costi che sosteniamo per mantenerlo.
Caso di cui sono venuto a conoscenza oggi: dall’1 ottobre la sanità ha un giro di vite nelle prestazioni.
Se si supera un determinato budget di spesa, il cittadino che dovesse (obbligo, anche la saluto è un diritto fondamentale, o non più ?) farsi operare deve pagare di tasca propria o mettersi in una lunga lista di attesa che, adesso, rischia di diventare ancora più lunga.
La domanda è: la sinistra ha aumentato le tasse, anche quelle relative ai contributi e riduce le prestazioni ?
Ma perché dobbiamo ridurre la nostra capacità economica, quando poi dobbiamo pagarci tutto ?
Ecco che la Corte di Cassazione, con la sentenza de quo, ha aperto una interessante via italiana alla giustizia, anzi alla giustizia fai da te.
Se è legittimo occupare una casa, perché è un diritto e le istituzioni non provvedono, deve essere altrettanto legittimo autoridursi le tasse per compensare i maggiori costi derivanti dalla inefficienza dei servizi pubblici.
Chi semina vento

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07 aprile 2007

Qualcuno spera:meno proprietari, più inquilini !?!?!

Al mattino poco dopo il gr1 delle 6, ogni giorno, va in onda una trasmissione condotta da tale Emanuela Falcetti che, in modo ansiogeno concitato, intima a tutti gli ascoltatori di “non mollare”, ben sapendo che gli argomenti che cerca di trattare in poco più di 40 minuti, sono fortemente indigesti appena svegliati e non tanto per il loro contenuto, quanto per il modo in cui sono presentati.
E’ quindi sconsigliabile a chi ha la pressione bassa, mentre offre interessanti spunti per chi riesce a bersi un caffè con un simile sottofondo.
L’altro ieri si trattava del problema degli affitti, sempre più onerosi.
E la cosa che mi ha lasciato allibito è stata l’invocazione perchè aumentino gli inquilini a scapito dei proprietari.
In Italia i proprietari di case (quindi di coloro che abitano nella casa loro a tutti gli effetti) sono in aumento e superano l’81%.
Il lamento che, stupito, ho udito è che “sono troppi”.
Ogni mattina è presente anche un rappresentante di una delle tante associazioni dei consumatori che, questa volta, è rimasto spiazzato anche lui quando ha suggerito ci comprare casa (cioè di diventare proprietario) perché il costo di un mutuo è sostanzialmente simile a quello di un affitto.
E’ stato duramente redarguito di un signore di cui non avevo udito la presentazione.
Successivamente la Falcetti, che ripete almeno una cinquantina di volte la presentazione dei suoi interlocutori, lo ha citato come il presidente del sindacato inquilini.
Allora ho capito.
A spingere quel signore a lamentarsi del fatto che in Italia ci sono troppi proprietari di case è un retropensiero (per lui) inquietante: se tutti diventassero proprietari, che fine farebbe il sindacato inquilini ?
Ma credo che in sottofondo ci sia, ancora, il verminaio delle concezioni marxiste per cui la proprietà sarebbe un furto e, quindi, chiunque sia proprietario di qualcosa è malvisto.
Allora preferiscono costruire una impalcatura di leggi, burocrazia e assistenzialismi statali, invece di seguire la strada più naturale: continuare ad ampliare la base dei proprietari.
Evidentemente i comunisti amano talmente i poveri, che, come dice il mio amico Starsandbars , vogliono farci diventare tutti poveri (e con la finanziaria 2007 ci stanno anche riuscendo).
Buona Pasqua.

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