Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

11 luglio 2015

Realpolitik



Sembra (le borse lo annunciano macinando guadagni) che la Grecia sia ad un passo dall'accordo con gli gnomi di Bruxelles.
Sacrifici per dodici miliardi (soprattutto tasse ...) in cambio di 53 miliardi di aiuti.
Un cambio alla pari ?
E' Tsipras che ha ceduto come un Monti qualunque o sono gli gnomi ad aver avuto paura delle conseguenze di uno strappo con la Grecia, accettando quindi di continuare a pagare avendo in cambio solo chiacchiere ?
Intanto vediamo i primi effetti dell'embargo alla Russia voluto dall'abbronzato di Washington ed al quale Renzi si è servilmente accodato.
Andate a guardarvi la quotazione della Saipem dopo che la Russia l'ha mandata a spendere per il progetto dello South Stream...


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10 luglio 2015

Io sto con Berlusconi



Non ha importanza se non voto Forza Italia, se sono contrario ad ogni riedizione del Nazareno, se non sono "moderato" e, anzi, mi provoca l'orticaria ogni qualvolta cita quella parola, se escludo di far parte del PPE, se non inviterei mai a cena a casa mia e comunque mai andrei a cena con uno come il signor Guadagno.
La sentenza (inutile) di condanna di Berlusconi per una presunta compravendita di un senatore, è l'ultimo chiodo che chiude ogni discorso sulle persecuzioni cui il Cav è soggetto da 21 anni.
La sentenza è inutile perchè non arriverà mai in cassazione, perchè chi è stato istigato all'odio verso Berlusconi continuerà a sbavare e chi ha ormai perso ogni fiducia e non considera più nè credibili, nè affidabili i magistrati italiani, anche per vicende extrapolitiche come potrebbero essere i casi di Garlasco e di Perugia, vedrà solo accentuata la sua posizione distinta e ben distante dai magistrati.
In 154 anni di storia unitaria, il Cav è forse l'unico ad essere condannato per un tale reato.
Eppure del "trasformismo" un certo Depretis ha fatto l'arte di governo mentre in tempi recenti scissioni che hanno puntellato qualche governo si sono ben verificate, senza alcuna conseguenza per protagonisti e beneficiati.
Per non citare gli ultimi casi, da Fini a Casini e arrivare ad Alfano che con il suo salto della quaglia ha conservato uno dei ministeri più importanti (purtroppo ... visti i risultati con i clandestini).
Ma l'unico colpevole, l'unico da condannare, l'unico al quale fare le pulci è Berlusconi.
Sarà perchè, contrariamente agli altri, il passaggio da sinistra a Destra è malvisto in certi ambienti, mentre il percorso inverso è premiato ?
E ammesso e non concesso che sia colpevole, unico in tutta la storia d'Italia, quale è stato il risultato ?
La cancellazione per tre anni della tassa sulla casa ?
Una legge e un accordo con la Libia che per tre anni ha quasi azzerato l'arrivo dei clandestini in Italia ?
Una politica estera sganciata dal suddito servilismo verso gli Stati Uniti, la Germania e la Francia ?
L'aver impedito, finchè è rimasto Premier, l'introduzione della c.d. "Tobin tax" ?
Beh, allora ben vengano simili situazioni, se a guadagnarci sono anche io con meno tasse, meno clandestini e più dignità nazionale.
Resta il fatto che, nel rispetto delle mie idee, io sto con Berlusconi e se il Cav avrà il buon senso di accontentarsi di fare il Padre Nobile di un Centro Destra rinato sotto la guida di Salvini e della Meloni, allora, appena possibile, appena il mio voto sarà utile per quella coalizione a prescindere dal partito scelto, lo voterò.
Con immenso piacere, pensando ai magistrati che lo hanno condannato ed a tutto coloro che hanno elevato l'odio nei confronti di una persona a linea politica.


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09 luglio 2015

Renzi, un pugile suonato



Le ultime sequenze che ho visto nei telegiornali di Renzi, ce lo mostrano con una espressione vacua che si innesta solo quando deve inondarci di parole, per lo più senza capo nè coda, nel tentativo di mascherare quel che i suoi stessi compari europei hanno ben compreso: non c'è nulla dietro quelle parole.
Ormai appare evidente che Renzi ha sfruttato un clima che, da una parte, era ancora sovraeccitato dall'antiberlusconismo eterodiretto, dall'altro aveva toccato dolorosamente di persona cosa volesse dire affidarsi ad un fedele esecutore del Politburo europeo.
Così Renzi appariva distante da ambedue le figure.
Apparentemente proponeva le riforme di Berlusconi, senza possedere i suoi soldi e dall'altra ci garantiva la benevolenza della padrona tedesca senza esserne il burattino.
Invece si è rivelato un autentico, fedele esecutore delle direttive di Berlino, abbandonando la parte migliore del riformismo berlusconiano e limitandosi a galleggiare andreottianamente.
Il nostro debito pubblico è aumentato, assieme alla spesa pubblica, alla disoccupazione, all'immigrazione clandestina e non, alla sudditanza ed al servilismo verso la Merkel ed il Poliburo europeo.
Adesso Renzi è in ambasce.
Se Tsipras otterrà uno sconto rispetto alle condizioni che Berlino voleva imporre, Renzi dovrà spiegarci perchè noi, invece, dobbiamo pagare tutto con le nostre pensioni, i nostri redditi, i nostri rispaemi taglieggiati dal suo governo e dai due suoi sodali che l'hanno preceduto.
E non ci riuscirà.
L'espressione che mostra in televisione, assomiglia sempre più a quella di un pugile suonato, che continua a stare in piedi perchè una voce esterna gli dice di fare questo o quello.
E lui lo fa, senza capire il perchè.


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08 luglio 2015

Tsipras salva Alfano



In questi torridi giorni di luglio abbiamo finito di parlare e straparlare della Grecia, del suo referendum e dell'euro, che non abbiamo più notizie di sbarchi di clandestini.
Alfano, che era quotidianamente sulla graticola e ci metteva abbondantemente del suo quanto a fesserie scritte e parlate, ha avuto un attimo di respiro grazie a Tsipras.
Ma non possiamo dimenticarci del problema impellente di migliaia di clandestini che la nostra Marina Militare ha l'ordine politico di portare sulla nostra terra invece di respingere a difesa della nostra terra.
E allora ricordiamocelo che siamo ancora sotto invasione e se la Grecia dovesse realmente saltare, allora l'invasione aumenterebbe, perchè resteremmo l'unica nazionale di pronto approdo.
E non dimentichiamoci neppure degli zingari, che nonostante il caldo continuano a infastidire per strada.
E ricordiamoci di chiudere bene le case che sono sempre più vuote a causa delle vacanze e i condomini sembrano deserti restando in casa solo anziani soli e che non sarebbero un adeguate deterrente contro eventuali effrazioni.
Non dimentichiamoci neppure delle tasse (strettamente collegate al Male assoluto, l'euro e il suo Politburo capeggiato dalla Merkel) che incombono su di noi in ogni forma.
E non dimentichiamoci, infine, di prelevare, possibilmente cambiando e custodendo bene sotto il materasso non solo euro, ma anche sterline e dollari.
Non si sa mai ...


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07 luglio 2015

La Merkel crede di essere Salomè



La vittoria dei "no" al referendum greco, ben oltre ogni più ottimistica previsione, è uno schiaffo per la Merkel e per tutto il Politburo europeo.
In particolare la cancelliera tedesca sembra averla presa male e, come Salomè ottenne da Erode Antipa la testa di Giovanni Battista, così la cara Anghela di Renzi ha ottenuto la testa del ministro delle finanze greco Varoufakis.
Non credo che la Merkel abbia danzato per Tsipras (avrebbe solo ottenuto l'effetto contrario ...) ma che il ministro la cui politica finanziaria ha ottenuto una schiacciante vittoria popolare, sia costretto a dimettersi per consentire al suo governo di intavolare trattative senza ostracismi personali, la dice molto, ma molto lunga sul travisamento del concetto di democrazia esistente nell'unione sovietica europea.
La Merkel e i suoi sottopancia dai roboanti (e ben remunerati) incarichi trattano il prossimo come sudditi e male ha fatto la Grecia ad accettare il diktat che ha costretto Varoufakis alle dimissioni.
Tu Merkel tratti con il rappresentante del popolo greco (o italiano o spagnolo o ungherese) senza permetterti di imporne la sostituzione.
Detto questo è evidente che Tsipras adesso mostra la paura di chi ha osato troppo, pur uscendone vittorioso.
Vuole trattare, vuole un accordo, vuole presentarsi al suo popolo con qualcosa in mano.
Dall'altra parte la logica vorrebbe che gli si consentisse di salvare la faccia con un accordo che tenga la Grecia in condizioni di semischiavitù, ma con qualche piccolo regalino perchè non scoppi la rivolta, quella vera e non solo quella nelle urne.
A noi, che non siamo Greci, interessa invece l'effetto politico della ribellione alla Merkel ed al suo Politburo.
Interessa la preoccupazione dell'America spuria dell'amministrazione Obama e interessano le prospettive che si possono aprire per il nostro futuro.
Non sono sicuro che in Italia un referendum similare, sull'euro come chiedono Salvini e Grillo, possa ottenere lo stesso successo.
Siamo la patria del "tengo famiglia", dei mammoni in s.p.e. e come si è già visto con il ribaltone contro Berlusconi nel 2011, ci sono troppi, anche tra le cariche istituzionali, che invece di perseguire l'interesse dell'Italia e degli Italiani, sono proni ai voleri delle consorterie finanziarie europee incarnate dalla Merkel e dal Politburo di Bruxelles.
Ciononostante credo si debba provare ad ottenere un voto, generalizzato in tutta la unione.
Un voto che ci consenta di decidere, sia pur con quindici anni di ritardo, se vogliamo la moneta da sudditi (l'euro) o se vogliamo la moneta degli Uomini Liberi (la Lira).




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06 luglio 2015

Con il cuore oltre l'ostacolo



Nel momento in cui scrivo (quasi ora di cena di domenica 5 luglio) sono rientrato a Bologna da circa un'ora e mentre guidavo ho ascoltato per radio i primi exit poll sul referendum greco.
Parrebbe esserci una leggera prevalenza di "no", che sembra consolidarsi anche con le prime proiezioni e i primissimi dati reali.
Nel corso della giornata, i vari giornali radio hanno proposto numerose interviste e quello che mi ha colpito è la differenza nelle risposte non più in base alla ideologia politica, bensì in relazione al proprio, attuale status.
Gli occupati, quelli che, nonostante la crisi, hanno ancora un lavoro, uno stipendio, dei risparmi, una prospettiva, erano orientati per il all'euro e alla Merkel.
Chi aveva perso lavoro, stipendio, risparmi, speranza, manifestava un sussulto di dignità optando per il no.
Mi ha colpito uno intervistato, che parlava bene l'italiano, un giornalista, che diceva di aver ricevuto molte telefonate dagli amici in Italia che gli chiedevano cosa avrebbe votato.
Ha detto di essere stato molto combattuto, perchè lui un lavoro ce l'ha e sa che rifiutare l'euro e la Merkel significava imboccare un strada sconosciuta.
Alla fine, però, ha detto che ha prevalso la volontà di dare una risposta di dignità nazionale ed ha votato no.
Qui, secondo me, può esserci il punto di interesse che ci accomuna ai Greci, pur condividendo la pessima opinione sui Greci moderni espressa dal mio amico Starsandbars.
L'occasione, forse ultima, è quella di una affermazione di Dignità Nazionale, di recupero della propria Identità e Sovranità.
Certamente un comunista levantino come Tsipras, una volta intascata la vittoria, se la giocherebbe per strappare un accordo migliore di quello che le consorterie finanziarie volevano rifilargli.
Per i Greci non cambierebbe molto, per loro si prospetterebbe comunque un periodo di lacrime e sangue.
Per noi, invece, potrebbe cambiare e molto.
Il costringere la Merkel è gli altri disgustosi gnomi di Bruxelles a scendere dal pero, significherebbe dare ai movimenti antieuro in tutta europa più forza, per dire: se recuperiamo dignità, le condizioni saranno migliori e i sacrifici minori.
Come minimo.
Perchè io continuo a pensare che se dovesse veramente aver vinto il no in Grecia, l'occasione sarebbe molto ghiotta per far crollare questa aberrante costruzione sovietica, contraria agli interessi dei Popoli e delle Nazioni europee.

P.S.: I Greci, in un soprassalto di dignità, hanno fornito ai Popoli ed alle Nazioni europee un assist per liberarsi dal giogo degli gnomi della finanza corrotta e corrosiva che ha nell'unione sovietica europea e nella sua moneta la concreta espressione.
Adesso tocca a noi tutti capitalizzare e mettere la palla in rete.


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05 luglio 2015

OXI, N€IN, NO !



Duemilacinquecento anni fa i Greci salvarono l'Occidente dalla invasione persiana.
Oggi i Greci moderni, pur ben diversi, imbastarditi,contaminati dall'oriente, rispetto  agli opliti  ateniesi del tempo, dagli eroi spartani delle Termopilo e anche dagli achei che conquistarono e distrussero Troia,  possono rinnovare la salvezza per tutti noi contro la arrogante tirannia dei ragionieri teutonici e delle consorterie finanziarie internazionali.
I Valori valgono un sacrificio economico o ?
Certamente si, quindi i Greci riscattino secoli di decadenza e grigiore,votando NO !



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04 luglio 2015

C'era una volta il giornalismo



Uno dei motivi per cui non mi iscrivo a quelli che vengono chiamati i "social media", da Facebook a Twitter, è che a me piace leggere e seguire i "social" mi occuperebbe quel poco tempo che, tra i vari impegni, mi resta per leggere.
Leggo tre quotidiani che compro di tasca mia e il Sole 24 Ore per ragioni di ufficio.
Credo che il Sole dovrebbe essere una lettura obbligata sin dalle superiori, perchè dalle paginate di disquisizioni (masturbazioni mentali, più che altro) sui provvedimenti fiscali, le loro interpretazioni, le circolari applicative, le sentenze disapplicative e sanzionatorie, si capisce molto del perchè questa Italia dei ragionieri tedescofili sia da buttare.
Il Sole, peraltro e ad onor del merito, è anche puntualissimo nel richiamare sentenze e dispositivi legislativi che sono il pane del mio lavoro.
Ma il Sole ha anche una pagina politica.
Sappiamo che il Sole è il quotidiano degli industriali quindi è funzionLW i loeo interessi esclusivi.
Al posto di Stefano Folli da qualche tempo, c'è una donna, di cui non ricordo il nome, come principale commentatrice politica.
Tiene una rubrica quotidiana di banalità.
Ma ieri (3 luglio) si è superata.
Un articolo per dire che tra Salvini e Berlusconi non c'è la stessa visione dell'europa, quindi Renzi dovrebbe stringere un accordo con il Cav sennò rischia di rimanere isolato.
Non si domanda se a Berlusconi conviene allearsi con Renzi, o, meglio, se lo domanda limitatamente al dualismo con Salvini, del resto sembra che non gli sia convenuto granchè il patto del Nazareno: ha perso metà dell'elettorato, la Lega è divenuta il principale partito del Centro Destra e, ciononostante, continua ad avere attaccati alle parti basse i magistrati.
Ma, soprattutto, non si chiede se la politica di Renzi (più tasse, più immigrati, più servilismo verso la Merkel e l'europa) sia conveniente per gli Italiani.
L'ordine di scuderia è sostenere gli gnomi di Bruxelles, e si adeguano.
Una volta c'era il giornalismo che proponeva ideali, difendeva principi, sosteneva grandi battaglie di valori.
Oggi c'è un giornalismo piccolo piccolo, di miserrimo cabotaggio, che lega l'asino dove vuole il padrone, che sforna commenti considerati non per il contenuto, ma per la testata che li ospita.
Così non importa se Renzi è un disastro, finchè è utile lo si sostiene e si cerca di spingere tra le sue braccia chi non ha alcun interesse, neppure personale, a sostenerlo, poi, quando non sarà più utile, sarà scaricato come Monti e come Letta.
E si capisce perchè un blogger comico come Grillo abbia più lettori di tanti quotidiani.


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03 luglio 2015

Cancellare la legge Severino



Che la legge Severino fosse, per dirla educatamente alla Fantozzi, una cagata pazzesca, lo si sapeva dall'inizio.
Il clima da Terrore in cui fu scritta, il clima politico che tentava di cancellare venti anni di Storia Patria e l'interesse dei piccoli omuncoli che si coalizzarono contro Berlusconi ma ebbero bisogno della strategia e degli appoggi stranieri per eliminarlo da Palazzo Chigi, attestano che la legge Severino non ha diritto di esistere nel nostro ordinamento, nè altrove.
Ieri De Luca, neoeletto presidente della Campania, ha ottenuto la sospensiva, dimostrando in pratica che la Severino resta solo una miserabile invenzione ad personam, contro Berlusconi (non sono certo rilevanti i piccoli amministratori di piccoli comuni).
Ma c'è una ragione morale, di gran lunga superiore ad ogni altra considerazione politica, che ci dice che la Severino debba solo essere buttata nella tazza tirando lo sciacquone finchè non sarà completamente scomparsa.
La Severino pretende di sostituire una legge, un magistrato, un decreto governativo alla volontà del Popolo.
Se il Popolo elegge qualcuno, quel qualcuno ha ogni diritto e titolo di rappresentarlo e questo finchè il Popolo continuerà a votarlo.
Nulla è superiore alla volontà del Popolo ed è bene che tutti ce lo si metta in testa.
Quelli che cercano di ribaltarne i voleri con interventi modificativi degli assetti usciti dalle urne, ma anche il Popolo stesso che, quando avrà piena consapevolezza della sua Sovranità, reagirà duramente e con determinazione contro chiunque volesse conculcargliela.


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02 luglio 2015

S'io fossi Greco



Se io fossi un cittadino Greco, domenica prossima non avrei dubbi: voterei un NO tondo, tondo.
E non per simpatia verso quel comunista levantino, premier improvvisato di Tsipras, ma unicamente per affermare un principio che vale più di ogni bilancio, di ogni conto economico, di ogni ricchezza materiale: la Sovranità, l'Indipendenza, la Dignità, l'Identità, la Libertà di un Popolo.
Sono perfettamente conscio che una società in cui prevale il nichilismo relativista, il materialismo faccia aggio sui Valori Morali.
Ne abbiamo avuto una prova con la sentenza della corte suprema americana che, davanti alla scelta tra un Valore Morale e l'interesse portato da milioni di consumatori omosessuali, ha sposato (in tutti i sensi) l'interesse e non il Valore.
Per la Grecia è uguale.
Non mi interessa - e questo lo dico da Italiano che opera anche nella borsa azionaria - se lunedì i miei titoli subiranno un tracollo.
Posso sopravvivere e rifarmi.
Ma non possiamo sopravvivere se rinunciamo alla nostra Libertà, divenendo sudditi di una consorteria autoreferenziale che rifugge dal voto popolare.
Sappiamo tutti che la Grecia è destinata a finire sbranata dai pescecani di Bruxelles e Berlino, ma ci ha indicato (anche se spintavi dall'arroganza e dalla insipienza di quegli stessi pescecani che adesso si nascondono tremanti dietro la gonna della Merkel, impauriti da quel che potrà accadere) una strada che, se percorsa tutti assieme, da tutti i partiti popolari e identitari, potrà respingere il disegno oligarchico e sovietico del Politburo di Bruxelles, per restituirci l'Europa vera, quella degna della maiuscola, l'Europa dei Popoli e delle Nazioni.


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