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26 aprile 2006

"Belzebù" affascina, ma non conviene


Fra due giorni le camere, formate per un ukase della Cassazione che non ha ritenuto di procedere ad una accurata riconta dei voti, nonostante le evidenti discrasie provate da Forza Italia, si riuniranno per eleggere i rispettivi presidenti.
Sempre ferma restando la premessa già evidenziata, la camera dei deputati non dovrebbe aver problemi ad eleggere il comunista Bertinotti, espressione della sinistra più retrograda e massimalista.
Non so con che stomaco Mastella, Rutelli e gli ex democristiani, pur di sinistra, possano votare per Bertinotti, ma è un problema di cui risponderanno alla loro coscienza.
Mi auguro che, pur con una reale impossibilità ad interferire nell’elezione, il Centro Destra non rinunci ad atteggiamenti anche clamorosi, sia per denunciare il fatto che il discorso sulla composizione del parlamento non è affatto chiuso, sia per evidenziare le netta contrapposizione con la sinistra.
Quindi o che tutti i parlamentari escano e non votino, oppure che votino in modo compatto un candidato di bandiera che rappresenti significativamente una evidente rottura con la sinistra (penso, ad esempio, ad un leghista in vista del prossimo referendum confermativo della nuova costituzione).
Ma è il senato a rendere più interessante la battaglia politica.
In senato, nonostante tutto, la Casa delle Libertà ha ottenuto una netta maggioranza di voti popolari e il rapporto di forze nella composizione della camera alta, vede una differenza minima che rende i senatori a vita (tra i quali la 97enne Levi Montalcini !) determinanti.
Ebbene la CdL, contro l’ex sindacalista cislino Franco Marini, ha candidato Belzebù, al secolo Giulio Andreotti, classe 1919, sette volte sette presidente del consiglio, in politica sin dal dopoguerra con De Gasperi.
Giulio Andreotti è sicuramente un personaggio che attrae consensi.
Colto, ironico, spregiudicato: un politico vero.
Sicuramente di caratura e classe superiore a tanti mediocri travet della politica d’ambo gli schieramenti.
Sicuramente Giulio Andreotti sarebbe un presidente di transizione, al di là della battuta che, con la sua solita ironia, ha fatto su se stesso, ricordando che, alla sua età, potrebbe non fare tutti e cinque gli anni perché i suoi progetti sono più per l’al di là che per l’al di qua.
Sicuramente Giulio Andreotti ha avuto un grande merito, nel 1972, quando sbarcò i socialisti dal governo per tentare una ricostituzione dell’esperienza centrista, nel tanto demonizzato (è una costante, la loro !) dai comunisti governo “Andreotti-Malagodi-Tanassi”.
Sicuramente Giulio Andreotti meriterebbe un risarcimento per la persecuzione di cui è stato vittima nell’ultimo decennio, con i processi addirittura come mandante di omicidi.
Ma Giulio Andreotti ha anche altre caratteristiche, meno in sintonia con lo spirito di chi dovrebbe votarlo.
Giulio Andreotti, appena 6 anni dopo l’esperienza neocentrista, fu il presidente del consiglio del governo più a sinistra che mai ci sia stato, prima del 1996: il governo della “non sfiducia”, quando, con la scusa dell’aggressione delle brigate rosse (era l’epoca del rapimento Moro: 1978) i comunisti entrarono nella maggioranza governativa, con tutte le dannose conseguenze del caso.
Giulio Andreotti rappresenta anche, per sua stessa ammissione, un “ponte” tra la sinistra e il Centro Destra, quindi potrebbe indirizzare verso una soluzione che personalmente ritengo anche peggiore di un (fragile e a termine) governo di sinistra: la grande coalizione di modello germanico.
Fin qui valutazioni, ovviamente soggettive, di carattere politico.
Ma ve n’è una, di carattere eminentemente pratico, che mi induce ad auspicare l’elezione di Marini, nonostante l’opinione contraria degli strateghi della CdL e di amici come Mariniello che, pur nella comunanza di obiettivo: la fine veloce di un eventuale governo di sinistra, dimostra come si possano avere tattiche diverse per conseguirlo (senza peraltro che sia dato di sapere a priori quale sia la migliore).
Non credo che l’elezione di Andreotti farebbe saltare il banco di Prodi.
Credo, invece, che l’elezione di Marini ridurrebbe il margine dei senatori per la sinistra (il presidente non dovrebbe votare) rendendo ancor più facile tendere imboscate contro ogni singolo provvedimento (a cominciare dalla preannunciata “manovra” economica) di un governo di sinistra, portandolo al collasso in pochi mesi.
Naturalmente la candidatura di Andreotti non può essere abbandonata, semplicemente sarebbe utile non passasse, magari per solo un paio di voti.
Avremmo così il risultato di un politico navigato e di lungo corso cui è stato negato (dalla sinistra) non solo il giusto e legittimo risarcimento politico alle persecuzioni subite con le ridicole accuse di essere mandante di omicidi e colluso con la mafia, ma anche quello che poteva essere l’ultimo riconoscimento ad una prestigiosissima carriera: la presidenza del senato.
Ovvio che tale politico non sarebbe ben disposto nei confronti di un eventuale governo di sinistra … con tutto quel che ne consegue in termini di votazioni al senato (dove Andreotti è l’unico senatore a vita ad essere sistematicamente presente).
Lo stesso tipo di ragionamento tecnico mi spingerà ad auspicare il rinnovo del mandato a Ciampi: non perché ne abbia stima (tutt’altro!), ma perché ritengo possa fare meno danni al Quirinale che non aggiungendo il suo voto da senatore a vita alla sinistra.
Sono, comunque, solo opinioni.
Ai posteri l’ardua sentenza.

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' commovente vedere che c'è ancora qualcuno che, nel desiderare il bene del proprio paese, spera ancora nella immediata caduta del governo Prodi. Commovente per non usare altri termini. Spera, spera...ù
Puntaspilli

Massimo ha detto...

Il "governo" prodi ancora non esiste e il bene del paese lo si farebbe se nemmeno nascesse.
Se poi c'è qualcuno che adora farsi rubare i propri soldi con le tasse per mantenere clientele, pagare i debiti delle grandi industrie e consentire sgravi fiscali alle fusioni bancarie, non si lamenti se viene definito "coglione" .. :-D

Massimo ha detto...

Bell'aforisma (già letto, peraltro).
Mi domando però perchè tutta cotal saggezza e amor patrio emerga solo adesso, mentre durante i cinque anni del Governo Berlusconi l'opposizione era sempre e comunque, con menzogne tendenti a creare pessimismo e catastrofismo e con l'obiettivo di screditare l'Italia all'estero.
Ma oggi, quelli stessi che screditavano l'Italia, innalzano la bandiera dell'interesse nazionale ...

Anonimo ha detto...

Ottimo post, ragionamento molto fine.

Massimo ha detto...

Ho cercato di fare un ragionamento ... andreottiano :-)