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10 gennaio 2022

Il fallimento Draghi

La lunga corsa di Draghi verso il Quirinale rischia di terminare anzitempo per esaurimento di benzina.

Probabilmente, da vecchio democristiano, Mattarella ha apparecchiato una mela avvelenata per Draghi conferendogli l'incarico di formare il governo nel febbraio 2021 e Salvini gliene ha regalata un'altra entrando al governo contro ogni previsione (speravano nella "maggioranza Ursula", cioè quella di cattocomunisti, socialisti, popolari, liberali e verdi che ha la maggioranza nel parlamento dell'Unione del Male).

Draghi al governo è arrivato circondato da un'aura di genialità, competenza, capacità superiori a qualsiasi altro.

Ma nessuno, per interesse o per ignoranza, ha fatto notare che Draghi ha costruito tutta la sua carriera all'ombra di solide istituzioni che, da sole, garantiscono comunque un'ordinata esecuzione delle incombenze.

Pensate solo a Di Maio ministro degli esteri: cosa sarebbe senza avere alle spalle la Farnesina, cioè diplomatici e funzionari di stato di carriera e di solida esperienza ?

Draghi ha fatto altrettanto.

La Banca d'Italia è stata il suo nido, per poi andare alla Banca Centrale Europea.

Tutto protetto, nella bambagia, da un personale mediamente più qualificato che in qualsiasi altra azienda o istituzione, da leggi e regolamenti precisi, dall'assenza di conseguire consenso popolare, seduto su vagonate di denaro non suo che però può utilizzare a piacere.

Adesso il re è nudo.

Deve confrontarsi con maggioranze, elezioni, numeri, denaro da recuperare, personale politico molto peggio che imbarazzante (vedi alla voce Lamorgese, Bianchi, Speranza).

Soprattutto deve affrontare una situazione sanitaria (completamente al di fuori delle sue competenze) basandosi sui pareri di medici che non conoscono ilsenso del ridicolo nelle loro contraddizioni (c'è chi ha messo in fila le dichiarazioni dei Burioni, Crisanti, Pregliasco, Locatelli, Brusaferro e compagni: contraddizioni viventi) nei confronti della quale non ha più, come scrive oggi ne La Verità, Maurizio Belpietro, la scusa della novità che aveva Conte.

Il fallimento è totale: restrizioni della libertà individuale (lui che blaterava contro il "dittatore" Erdogan), grafici che seguono gli stessi andamenti di quelli dei paesi dove la libertà individuale non è stata minimamente violata, costi enormi in economia cui per ora sopperisce aumentando mostruosamente il debito che tutti dovremo pagare (e soprattutto i nostri figli e nipoti).

Draghi probabilmente sperava che fosse tutto più facile, per usare la presidenza del consiglio come trampolino di lancio, invece, al momento del dunque, cioè del voto del presidente della repubblica, arriva con la lingua per di fuori, dopo aver perso l'aureola di "competente", alla pari di politici di lungo corso e potendo contare unicamente sul solito appoggio delle strutture dell'Unione del Male e delle cancellerie di Francia e Germania che, con Draghi al Quirinale per sette anni, sperano di poter mettere le mani su tutte le ricchezze dell'Italia, spartendosela come già fecero prima che la nostra Nazione ritrovasse il senso della propria Dignità e Sovranità.


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