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07 marzo 2022

Marcello Veneziani: La cappa

Se con Manzoni, Veneziani ci ha presentato alcune parti di un Grande della Letteratura Italiana che vengono trascurate negli studi perchè sovrastate dalle opere più note, ma rappresentano elementi essenziali di una visione che racchiude fede, morale e anche lingua e Nazione, con La cappa (Marsilio editore, 204 pagine, 18 euro) Veneziani torna al suo primo amore, la Politica.

In realtà non so se Veneziani condividerebbe la mia definizione di suo "primo amore" per la Politica e non per la Filosofia che, comunque, ne La Cappa si sposano e si integrano, passandosi continuamente il testimone, alla perfezione.

Veneziani in quasi tutto il saggio descrive al meglio una situazione deprimente, con il conformismo che ormai si è impossessato di ogni settore della vita quotidiana.

Ogni pagina contiene l'esposizione di idee che, almeno per quanto mi riguarda, sento profondamente mie.

Il giudizio sulle mode (che si sperano passeggere) è il mio ... scritto molto meglio di quanto non potrei mai fare.

L'immagine "grottesca" di "una ragazzina svedese inventata dalla Macchina Mondiale del Racconto Globale a Senso Unico" che inveisce "con ignoranza pari ad arroganza contro il mondo intero per salvarlo" è l'epitaffio del gretinismo, ormai accantonato da nuovi e più attuali argomenti da sacrificare al Moloch del globalismo, come il virus cinese e le operazioni militari russe in Ucraina.

Virus che ci lascia "metà impauriti e metà imbruttiti" perchè "la gente è stata disposta alla sudditanza interna e internazionale, ai diktat sanitari, pur di salvare la pelle: Nel nome della protezione ha sacrificato la libertà, la vita, il lavoro, la sovranità, la felicità.".

Come dissentire da Veneziani ?

E come non annotare che è proprio da queste rinunce che vediamo la fine del progresso, perchè tutti protesi a difendere l'esistente, senza più un afflato ideale che ci lanci verso terreni sconosciuti che, da sempre, sono stati il volano del progresso e della civiltà.

E poi ancora la cancellazione della cultura ... sì, proprio così, perchè giustamente Veneziani, richiamando il movimento che è nato dalla rivolta dei negri in America, traduce "cancel culture" non come "cultura della cancellazione" ma, molto appropriatamente, come "cancellazione della cultura".

Perchè "non ci può essere alcuna cultura nella pretesa di cancellare autori, eventi, pensieri e linguaggi".

E così sono serviti i black lives matter e le Boldrini di ogni latitudine.

Veneziani esamina e smonta tutti i nuovi idoli d'oro della presunta modernità che, in realtà, è solo un ritirarsi all'interno dell'esistente, senza alcuna prospettiva per il futuro, di cui si ha paura e non è più visto con fiducia, speranza e aspettativa.

Sono pagine intense da leggere e rileggere che ci aiutano a comprendere come l'umanità sia caduta in basso nel perseguire il politicamente corretto che è la morte dell'umanità stessa.

Ci si potrebbe aspettare un capitolo finale sul "che fare" che chiami a raccolta e alla riscossa quanti ancora non hanno rinunciato a ragionare con la propria testa e non a piegarsi alle parole d'ordine delle veline di quei quattro oligarchi del sinedrio globalista.

Invece Veneziani non ha una ricetta e, anche in questo, denota la sua coscienza civile, lasciando a qualcun altro il compito di dar vita alla rivolta, ritagliandosi però l'importantissimo ruolo di illustrare e rendere evidenti le storture del globalismo politicamente corretto.

Veneziani, infatti, afferma che "Guerre civili, violenze e insurrezioni sarebbero soccombenti, il conflitto sarebbe asimmetrico ... sappiamo che ogni insurrezione è impraticabile e perdente, sarebbe impari lo scontro, i costi sarebbero superiori ai benefici, le sostituzioni non sarebbero migliori".

Allora che fare ?

"Si può solo tentare di perforare la Cappa con l'intelligenza critica e la passione ideale ... ritrovarsi  con chi condivide lo stesso giudizio e cammino".

Tutto molto bello, anche se io il futuro me lo immagino libero, per tutti, dalla cappa del conformismo e dell'asservimento alle parole d'ordine cui ci si dovrebbe attenere.

E per ottenere ciò, prima o poi, qualcuno dovrà prendere saldamente il testimone nelle sue mani ed agire, concretamente, per ristabilire l'ordine naturale delle cose.

In tale attesa La Cappa di Veneziani è un utile momento di sintesi per comprendere bene il Male che questo globalismo sta diffondendo nel mondo, come una metastasi mortale.

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