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No alla deriva

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29 novembre 2021

Effetto Chernobyl

Dal 26 novembre il piccolo Stalin neoeletto di Bologna ha disposto l'obbligo di mascherine nel centro storico.

Questa mattina sono uscito, alla solita ora, per fare, lento pede, i miei soliti giri da pensionato.

Tutti con la mascherina.

Ho incrociato, per la prima volta, anche due coppie di poliziotti che camminavano per le strade, senza verificare i permessi di soggiorno degli immigrati che chiedevano l'elemosina ma, probabilmente, solo per verificare che noi sudditi portassimo la museruola.

Del resto le manifestazioni che si susseguono, condizionate come sono dalla liturgia delle non violenza, non hanno sortito alcun effetto, se non arricchire con le sanzioni le casse comunali, esattamente come accadrebbe se uno si ribellasse, da Don Chisciotte, contro l'ordinanza del piccolo Stalin bolognese (o di quello milanese, bergamasco, padovano ...).

Da 400 a 3000 euro di multa, cifra che molti potrebbero essere in grado di pagare, quindi esborso assicurato a beneficio del comune.

Peggio di un pugno nell'occhio, soprattutto per chi, come me, non ha mai fatto acquisti alle coop, da Feltrinelli o da Eataly e mai ha guardato trasmissioni su rai3, in un personalissimo boicottaggio che, ovviamente, per essere utile, non deve costare nulla.

Ieri, nella calvinista, orgogliosa, indipendente, Svizzera, è andata in scena una ulteriore discesa negli inferi del politicamente corretto: oltre il 60% degli svizzeri ha votato a favore del lasciapassare, sia pur in forma molto più leggera di quello di Draghi (il loro non serve per lavorare e per usare i mezzi pubblici).

Suppongo che anche in Italia un eventuale referendum darebbe analogo risultato, se non peggiore.

Lo chiamo "effetto Chernobyl", lo stesso che impedì e quindi fece svanire a colpi di referendum la politica di indipendenza energetica dell'Italia fondata sull'energia nucleare, la mancanza della quale oggi ci porta a bollette in costante aumento a due/tre cifre percentuali.

E' la paura dilagante in popoli che, una volta, non avevano paura di nulla, al punto di partire per l'ignoto a conquistare il mondo.

Ma, oggi, anche quelle gesta sono messe all'indice, con la paura di offendere gli sconfitti di allora che si apprestano, con la nostra complicità e grazie alla nostra viltà, a diventare gli aguzzini di domani.

Al punto che l'Unione del Male emana una circolare con la quale si invita a non parlare di Natale e a non insistere sui nomi Maria e Giovanni, perchè poco inclusivi nei confronti delle "risorse" che vogliono cancellare la nostra Cultura, la nostra Storia, i nostri Costumi, la nostra Cucina, sempre con la complicità di zelanti, aspiranti schiavi.

Ogni giorno la speranza per il futuro della nostra Patria e della nostra Gente Occidentale si riduce sempre più e si allontana la possibilità che, con un colpo di reni, si riprendano in mano le redini ed i destini dell'Umanità.

L'unica consolazione è che, alla mia età, forse riuscirò a non vedere lo sfacelo finale che peserà tutto su quanti avranno ormai misconosciuto e tradito la nostra fantastica Storia.

1 commento:

Nessie ha detto...

"Suppongo che anche in Italia un eventuale referendum darebbe analogo risultato, se non peggiore".

Senz'altro. Per questo non sono andata a firmare la raccolta di firme per promuoverlo. Non mi fido della pecoraglia italiota. Non si mette a materia referendaria la decapitazione dei diritti: li si richiede con altri mezzi più risoluti.